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Lezione 003

1. Descrivere la classificazione dei tessuti

Sulla base di considerazioni di ordine embriologico e sulla base delle caratteristiche morfologiche e funzionali dei

loro costituenti, si distinguono 4 tipi diversi di tessuti:

- Il tessuto epiteliale è specializzato nelle funzioni di rivestimento e secernenti.

- Il tessuto connettivo è specializzato nelle funzioni trofiche (nutritive), di sostegno e di difesa.

- Il tessuto muscolare è specializzato nella funzione contrattile.

- Il tessuto nervoso è specializzato nel generare, condurre e trasmettere l’impulso nervoso.

1.

2. Descrivere le caratteristiche e le funzioni del tessuto epiteliale

Gli epiteli sono un gruppo eterogeneo di tessuti costituiti prevalentemente da cellule strettamente adese tra loro e

con presenza scarsissima di matrice extracellulare. Essi vengono comunemente suddivisi in due grandi famiglie: gli

epiteli di rivestimento e gli epiteli ghiandolari.

Gli epiteli di rivestimento ricoprono tutte le superfici dell’organismo, sia esterne (come la cute) che interne (gli

epiteli che rivestono le cavità e i canali corporei). Gli epiteli ghiandolari contengono cellule ghiandolari che

producono secrezioni.

Le funzioni principali degli epiteli sono: protezione fisica, produzione di secreti specializzati, sensibilità dovuta dai

neuroepiteli che si trovano negli organi di senso e permeabilità che permette il passaggio solo di determinate

sostanze. Le principali caratteristiche degli epiteli sono: cellularità, ancoraggio, organizzazione in strati,

avascolarità cioè non ci sono vasi sanguigni, rigenerazione grazie alle cellule germinative e polarità perchè hanno

due facce una è la superficie apicale che è esterna e l’altra è la superficie basale che è ancorata alla superficie

sottostante tramite la lamina basale che regola lo scambio di sostanze

Le funzioni principali degli epiteli sono:

- Gli epiteli formano una barriera che fornisce protezione fisica contro agenti chimici o biologici al fine di

evitare danni da abrasione, disidratazione e distruzione a livello delle superfici esterne ed interne del corpo

umano.

- La barriera epiteliale ha la capacità di modificare la propria permeabilita, cioè di permettere il passaggio di

selezionate sostanze. Alcuni epiteli solo relativamente impermeabili, mentre altri sono facilmente

attraversabili da proteine.

- Gli epiteli sono altamente innervate da nervi sensoriali. Inoltre esistono cellule epiteliali specializzate che

hanno la capacità di percepire variazioni dell’ambiente circostante, fornendo la sensibilita. Questi epiteli

vengono definiti neuroepiteli e si trovano negli organi di senso, al fine di fornire le sensazioni olfattive,

gustative, visive, uditive e propriocettive.

La funzione di produrre secreti specializzati viene espletata dalle cellule ghiandolari.

Le principali caratteristiche degli epiteli sono:

- Cellularita: gli epiteli sono formati quasi esclusivamente da cellule strettamente adese tra loro per mezzo di

giunzioni cellulare. Per impedire l’acceso di sostanze chimiche o patogeni, gli epiteli sono costituiti da

cellule disposte in strati strettamente adesi tra di loro grazie alle giunzioni intercellulari. In particolare le

molecole di adesione cellulare, dette anche MAC, sono delle giunzioni tra i citoscheletri delle cellule

adiacenti, mentre il cemento cellulare è un sottile strato di proteoglicani. La combinazione di giunzioni

ancoranti formate dalle molecole di adesione cellulare e dal cemento intercellulare fornisce forza e stabilità

all’epitelio.

- Polarita: Le cellule degli epiteli presentano due facce: una disposta verso l’ambiente esterno, verso una

cavità o il lume di un organo, denominata superficie apicale (punto A); mentre la seconda faccia, superficie

basale (punto B) è ancorata al tessuto sottostante tramite la lamina basale (C), struttura che contiene

prevalentemente collagene e glicoproteine. La funzione della lamina basale è quella di ancorare l’epitelio al

sottostante tessuto connettivo e di regolare lo scambio di sostanze tra l’epitelio e i sottostanti tessuti. La

lamina basale è costituita da due strati: la lamina lucida che costituisce una vera e propria barriera per il

passaggio di proteine e macromolecole dal tessuto connettivo sottostante verso l’epitelio; il secondo strato è

la lamina densa, quasi sempre presente nei tessuti epiteliali, formata prevalentemente da spesse fibre

proteiche che conferiscono resistenza alla lamina basale. Quindi, l’ancoraggio rappresenta un’ulteriore

caratteristica degli epiteli. Gli organuli delle cellule epiteliali non sono regolarmente distribuiti tra la

superficie basale e la superficie apicale, questa distribuzione non uniforme viene definita’ polarità.

La maggior parte delle cellule epiteliali possiede dei microvilli sulla superficie apicale. I microvilli sono numerosi

nelle cellule epiteliali che svolgono funzioni di secrezione o di assorbimento, la loro funzione è quella di aumentare

la superficie di esposizione per l’assorbimento o la secrezione. Le ciglia hanno la capacità di muoversi in maniera

sincrona, permettendo di muovere il fluido che si trova su di esse. Mentre le sterociglia, molto più lunghe dei

microvilli, sono incapaci di muoversi e si trovano in alcune porzioni dell’apparato genitale maschile e nelle cellule

recettoriali dell’orecchio interno.

- Avascolarita: Gli epiteli sono avascolari, cioè tra le cellule non sono presenti vasi sanguigni, anche altri

tessuti presentano una scarsa vascolarizzazione come la cartilagine e i tendini. A differenza di quest’ultimi,

il tessuto epiteliale è posto su uno strato di tessuto connettivo lasso ricco di vasi che forniscono nutrimenti e

rimuovono le scorie. Questo sistema permette all’epitelio di far fronte alla sua alta attività metabolica,

dovuta ad un elevata percentuale di mitosi. Infatti, una delle funzioni dell’epitelio è quello di proteggere

dagli agenti chimici o biologici, che danneggiano gli strati epiteliali più esterni, i quali devono essere pero

rimpiazzati continuamente. La rigenerazione è possibile grazie alla presenza di cellule staminali, anche

dette cellule germinative (Punto D), all’interno degli strati più profondi dell’epitelio.

- Organizzazione in strati: Tutti i tessuti epiteliali sono costituiti da cellule disposte a formare uno o più

strati.

(vedi se inserire anche la classificazione e i tipi di epiteli – semplici, stratificati e di transizione)

Lezione 004

3. Che cosa è un epitelio ghiandolare?

Gli epiteli ghiandolari, o secernenti, sono cellule che si sono specializzate per compiere la funzione della

secrezione. I tessuti epiteliali ghiandolari vengono classificati in base alla: modalita di secrezione, al tipo di

secrezione e alla struttura della ghiandola.

Gli epiteli ghiandolari sono epiteli che contengono cellule ghiandolari che producono secrezioni. Solitamente

vengono classificati in base alla: modalità di secrezione, al tipo di secrezione e alla struttura della ghiandola. In

base alla modalità di secrezione si classificano in: esocrine che riversano su una superficie epiteliale direttamente o

con un condotto e endocrine che rilasciano nel torrente circolatorio agendo sui tessuti distanti dalla sede di

secrezione. Le secrezioni delle ghiandole endocrine prendono il nome di ormoni invece il secreto delle ghiandole

esocrine puo essere sieroso, mucoso o misto. La ghiandola in base alla sua struttura puo essere: unicellulare che è

composta da una sola cellula dispersa nell’epitelio che produce una secrezione esocrina oppure pluricellulari che

sono rappresentate da epiteli ghiandolari e/o insiemi cellule ghiandolari che producono una secrezione esocrina o

endocrina. Si distinguono tre diverse modalità di secrezione: merocrina che è la più comune in cui l’epitelio

ghiandolare resta integro, apocrina in cui avviene il rilascio di parte del citoplasma ed olocrina in cui avviene il

rilascio di intere cellule secretorie.

4. Descrivere le forme della porzione secernente delle ghiandole

Le ghiandole esocrine pluricellulari vengono a loro volta suddivise in base a due caratteristiche: la forma

della porzione secernente della ghiandola e il modello di ramificazione dei suoi dotti.

La componente secretoria puo essere tubulare, acinosa o alveolare. La ramificazione dei dotti puo essere

semplice se non dà origine a rami collaterali, ramificata se sono presenti alcuni dotti collaterali che

confluiscono in uno solo dotto escretore; composta se i dotti che si ramificano confluiscono in più dotti

escretori.

Si distinguono tre diverse modalità di secrezione: merocrina che è la più comune in cui l’epitelio ghiandolare resta

integro, apocrina in cui avviene il rilascio di parte del citoplasma ed olocrina in cui avviene il rilascio di intere

cellule secretorie.

Inoltre, la porzione secernente della ghiandola, adenomero, puo assumere varie conformazioni:

 A forma di sacculo sferico con lume ampio: ghiandole alveolari

 A forma di acino con lume molto ristretto: ghiandole acinose (es. ghiandole sebacee della cute)

 A forma di tubulo rettilineo: ghiandole tubulari (es. ghiandole stomaco e colon)

 Avvolto su sé stesso: ghiandole a gomitolo o tubulo-glomerulari

 Essere composto da adenomeri diversi tra loro: ghiandole tubulo-alveolari o tubulo-acinosetorma

Lezione 005

5. Descrivere la sostanza fondamentale

La sostanza fondamentale è un materiale amorfo e trasparente, con le proprieta di un gel semifluido. La

sostanza fondamentale è formata, oltre che dall’acqua, da glicosaminoglicani nella forma di acido ialuronico e

proteoglicani (quindi è formata da vari tipi di molecole organizzate in una struttura simile al gel, entro la quale

sono contenuti differenti tipi di fibre). Queste grandi molecole non sono sufficientemente flessibili da formare degli

aggregati globulari, ma rimangono in forma distesa, occupando un notevole volume rispetto alla loro massa. Inoltre

l’elevata carica negativa dei loro gruppi laterali rende queste molecole estremamente idrofiliche, cioè capaci di

attrarre grandi volumi di acqua. Questa struttura rende la sostanza amorfa permeabile, nel quale le varie molecole

si diffondono per lo scambio di metaboliti con il sistema circolatorio. La sostanza fondamentale è la parte

costituente della matrice extracellulare.

Lezione 006

6. Descrivere le proteine plasmatiche

Il plasma è un insieme complesso di acqua, proteine, sostanze nutritive, elettroliti, prodotti di scarto azotati,

ormoni e gas. Rappresenta il 54% dell’ematocrito.

Quando il sangue si coagula e i solidi sono rimossi, il liquido che rimane è il siero ematico. Il siero è

sostanzialmente identico al plasma eccetto che per l’assenza della proteina coagulante fibrinogeno.

Le proteine del plasma svolgono diverse funzioni che includono la coagulazione, la difesa e il trasporto di alcuni

soluti come il ferro, il rame, i lipidi e gli ormoni idrofobici. Ci sono tre categorie principali di proteine: le

albumine, le globuline e il fibrinogeno.

- L’albumina è la proteina plasmatica più piccola e più abbondante. Serve per trasportare diversi soluti (tra

cui acidi grassi e ormoni steroidei) e tamponare il pH plasmatico. Fornisce anche un contributo importante

per due proprietà fisiche del sangue: la viscosita e l’osmolarita. Attraverso i suoi effetti su queste due

variabili, le modificazioni nella concentrazione di albumina possono influenzare significativamente il

volume ematico, la pressione e il flusso.

- Le globuline si dividono in immunoglobuline e globuline di trasporto. Le immunoglobuline, definite

anche anticorpi, attaccano proteine e patogeni estranei all’organismo. Le globuline di trasporto legano

piccoli ioni, ormoni e composti insolubili che potrebbero essere ultrafiltrati dal rene.

- Il fibrinogeno è un precursore solubile della fibrina, una proteina dotata di proprietà adesive che forma

l’impalcatura del coagulo ematico.

Le altre proteine plasmatiche sono enzimi coinvolti nel processo di coagulazione, altri enzimi e ormoni.

7. Classificare le principali componenti del sangue

Il sangue è formato principalmente da globuli rossi (eritrociti o GR che costituiscono il 45% del volume totale) e

bianchi (leucociti o GR che costituiscono l’1% del volume totale), piastrine e plasma. I primi tre formano gli

elementi figurati e sono sospesi nel plasma (liquido giallo brillante, che costituisce poco più della metà del volume

ematico) insieme a cellule e frammenti cellulari. Il plasma invece costituisce il 54% del volume totale.

- Plasma e proteine vedi domanda sopra

- I globuli rossi (eritrociti) sono cellule a forma di disco biconcavo, con una regione centrale sottile e margini

esterni spessi e molto presenti nel nostro corpo. Questa forma 1) assicura resistenza e flessibilità,

consentendole di piegarsi per entrare in capillari larghi poco più del diametro dell’eritrocita; 2) aumenta la

superficie esposta per una rapida diffusione tra il citoplasma e il plasma circostante; 3) permette ai agli

eritrociti di impilarsi in pile, dette rouleaux, per entrare più facilmente in piccoli capillari.

Gli eritrociti maturi (circolanti) hanno perso il nucleo, reticolo endoplasmatico, ribosomi e mitocondri. La

mancanza dei mitocondri li obbliga a procurarsi l’energia tramite il metabolismo anaerobico (usando il

glucosio in circolo), così l’ossigeno trasportato per i tessuti non è sottratto.La vita media di un eritrocità è di

circa 120 giorni. Gli eritrociti rappresentano il 45% dell’ematocrito (o volume eritrocitario)

Un eritrocita maturo consiste di una membrana che circonda il citoplasma contenente acqua (66%) e

proteine (33%). L’emoglobina (Hb) rappresenta il 95% delle proteine presente in un eritrocita.

Il colore rosso del sangue è causato dalla sua emoglobina, proteina che serve per il trasporto di gas.

L’emoglobina è costituita da 4 catene proteine chiamate globine: 2 catene alfa e 2 catene beta. Un gruppo

eme (componente non proteica) è legata ad ogni catena proteica. Al centro di ogni eme c’è uno ione ferroso

2+

Fe che è il sito di legame per l’ossigeno. Avendo quattro gruppi eme, ogni molecola di emoglobina puo

trasportare fino a 4 molecole di ossigeno. Inoltre, anche il 23% dell’anidride carbonica del sangue è

trasportata dell’emoglobina, ma questa si lega alla globina proteica invece che all’eme.

Sono prodotti dal midollo osseo e contengono l’emoglobina, una proteina vitale per il trasporto di ossigeno.

Essi trasportano sangue e anidride carbonica all’interno del sangue.

- I globuli bianchi (leucociti) sono cellule trasparenti e incolori provviste di nucleo e tutti gli altri organuli,

sono prodotti anch’essi dal midollo osseo e ne esistono due tipi detti fagociti e linfociti (entrambi con il

compito di proteggere il nostro corpo). I GB migrano da un tessuto ad un altro al fine di svolgere la loro

funzione ed usano il torrente ematico per spostarsi, il numero di GB che contiamo nel sangue è relativo e

non corrisponde al numero totale di leucociti presenti nell’organismo. Garantiscono una protezione contro

microrganismi infettivi ed altri patogeni. I leucociti possono suddividersi in due grossi gruppi sulla presenza

o meno di granuli nel loro citoplasma: leucociti granulari e leucociti agranulari.

I leucociti granulari possono essere suddivisi in: neutrofili, eosinofili e basofili.

I leucociti agranulari possono essere suddivisi in: monociti e linfociti.

- Le piastrine sono frammenti di grosse cellule (megarcariociti) ed intervengono nella coagulazione del

sangue che richiede l’intervento di alcune proteine plasmatiche, di altre cellule e componenti dell’apparato

circolatorio. L’emostasi è la cessazione del sanguinamento ed assicura la formazione di una rete necessaria

per la riparazione del vaso. . Esse fungono da tappo (coagulo) a delle ferite. La loro “barriera” puo essere

filtrata solo dal siero, un liquido formato da plasma. Le funzioni delle piastrine sono:

 Trasporto di sostanze chimiche importanti per la formazione del coagulo: attraverso il rilascio di enzimi

e di altri fattori; le piastrine iniziano e controllano il processo della coagulazione

 Formazione di un tappo temporaneo nella parete del vaso danneggiato: le piastrine si aggregano tra loro

nel sito danneggiato, formando il tappo piastrinico che puo rallentare la perdita ematica durante la

coagulazione.

 Contrazione attiva dopo la formazione del coagulo: le piastrine contengono filamenti di actina e di

miosina che, dopo la formazione del coagulo, si contraggono riducendo la dimensione dello stesso e

avvicinando i margini del vaso leso.

8. Elencare le funzioni svolte dal sangue

Il sangue è un tessuto connettivo fluido altamente specializzato che svolge innumerevoli funzioni: Trasporto dei gas

disciolti, Distribuzione dei nutrienti, Trasporto di sostanze di rifiuto, Trasporto di enzimi ed ormoni, Stabilizzazione

del pH e dei livelli di elettroliti dei fluidi interstiziali, Prevenzione della perdita di fluidi, Difesa contro tossine e

patogeni, Stabilizzazione della temperatura corporea.

Lezione 007

9. Descrivere i tessuti connettivi di sostegno

I tessuti connettivi di sostegno si dividono in cartilagine e osso. Il tessuto cartilagineo è prodotto dai condroblasti

che secernono la matrice che li circonda fino ad intrappolarli in piccole lacune, quando sono chiuse nelle lacune le

cellule si differenziano in condrociti, la cartilagine è separata dai tessuti circostanti tramite un pericondrio fibroso

formato da due strati: uno fibroso ed uno cellulare. Esistono 3 tipi di cartilagine: ialina che presenta le fibre

collagene strettamente adese tra loro e sebbene sia molto resistente è la cartilagine più debole, elastica è ricca di

fibre elastiche che la rendono altamente resistente e flessibile e fibrosa ha una scarsa percentuale di sostanza

fondamentale e la matrice è' costituita prevalentemente da fibre collagene, che decorrono secondo le linee di

tensione, conferendo alla cartilagine resistenza alla compressione. Il tessuto osseo è costituito da cellule

specializzate immerse in una matrice mineralizzata che contiene abbondanti fibre collagene e conferisce al tessuto

osseo eccezionali proprietà di solidità e di resistenza alla pressione e alla trazione. Costituisce la maggior parte dello

scheletro dell’adulto e svolge funzioni meccaniche, di protezione e

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher b.ile di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Macaluso Filippo.

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