...1 APPELLO: RIAPERTURA DEL DIBATTIMENTO
Può avvenire su istanza di parte = quando si tratta di acquisire prove nuove che sono
sopravvenute o scoperte dopo la conclusione del giudizio di primo grado.
Sempre su istanza di parte = quando le prove esistevano già al momento del processo
di primo grado ma non erano state ammesse in giudizio. D’ufficio = se il giudice di
appello ritiene la rinnovazione assolutamente necessaria.
Su istanza dell’imputato contumace involontario in primo grado che ne faccia
richiesta e si trovi nelle medesime situazioni che gli consentirebbero di ottenere la
restituzione in termini (art. 603);.
...2 APPELLO: DIBATTIMENTO
Può avvenire su istanza di parte = quando si tratta di acquisire prove nuove che sono
sopravvenute o scoperte dopo la conclusione del giudizio di primo grado.
Sempre su istanza di parte = quando le prove esistevano già al momento del processo
di primo grado ma non erano state ammesse in giudizio. D’ufficio = se il giudice di
appello ritiene la rinnovazione assolutamente necessaria.
Su istanza dell’imputato contumace involontario in primo grado che ne faccia
richiesta e si trovi nelle medesime situazioni che gli consentirebbero di ottenere la
restituzione in termini (art. 603);.
...3 ARCHIVIAZIONE
di promuovere l’azione penale, formula al GIP istanza di
Il p.m. in luogo
archiviazione quando:
è infondata la notizia di reato (408) mediante un giudizio prognostico di
· responsabilità, ritiene che gli elementi probatori assunti nelle indagini preliminari
per sostenere l’accusa in giudizio.
sono insufficienti
manca una condizione di procedibilità oppure il reato è estinto oppure il fatto
· ignoto l’autore del
non è previsto dalla legge come reato oppure è rimasto
reato (411)
Il Pm, prima di presentare la richiesta di archiviazione al GIP, ne fa notificare avviso
alla persona offesa che abbia chiesto di esserne informata (ex art. 408). La persona
offesa ha facoltà di proporre opposizione alla richiesta di archiviazione entro 10 gg
dalla notifica dell’avviso con richiesta di prosecuzione delle indagini (art. 410)
La richiesta del p.m. è avanzata al G.I.P. , il quale , se ritiene che debba essere accolta,
pronuncia decreto di archiviazione.
Diversamente fissa un’udienza in camera di consiglio in cui si discuterà nel
delle parti, sull’effettiva sussistenza dei presupposti per archiviare.
contraddittorio
A seguito di tale udienza , il giudice può disporre con ordinanza :
L’archiviazione – 409 co. 1
Ulteriori indagini , qualora ritenga che la richiesta di archiviazione sia frutto di un
–
carente svolgimento delle attività investigative, fissando un termine per svolgerle
409 co. 4 imputazione coatta: se ravvisa nei risultati delle indagini già svolte
elementi sufficienti per la formulazione di un’imputazione, dispone che entro 10
giorni il p.m. vi provveda - 409 co. 5. La pronuncia del provvedimento di
archiviazione non impedisce la successiva riapertura delle indagini qualora il p.m. ne
faccia richiesta, motivata dall’esigenza di nuove investigazioni.
...4 ARCHIVIAZIONE: PROCEDIMENTO
Il p.m. in luogo di promuovere l’azione penale, formula al GIP istanza di
archiviazione quando:
è infondata la notizia di reato (408) mediante un giudizio prognostico di
· responsabilità, ritiene che gli elementi probatori assunti nelle indagini preliminari
sono insufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.
manca una condizione di procedibilità oppure il reato è estinto oppure il fatto non
· è previsto dalla legge come reato oppure è rimasto ignoto l’autore del reato (411)
Il Pm, prima di presentare la richiesta di archiviazione al GIP, ne fa notificare avviso
alla persona offesa che abbia chiesto di esserne informata (ex art. 408). La persona
offesa ha facoltà di proporre opposizione alla richiesta di archiviazione entro 10 gg
con richiesta di prosecuzione delle indagini (art. 410)
dalla notifica dell’avviso
La richiesta del p.m. è avanzata al G.I.P. , il quale , se ritiene che debba essere accolta,
Diversamente fissa un’udienza in camera di
pronuncia decreto di archiviazione.
discuterà nel contraddittorio delle parti, sull’effettiva sussistenza dei
consiglio in cui si
presupposti per archiviare.
A seguito di tale udienza , il giudice può disporre con ordinanza :
L’archiviazione – 409 co. 1
Ulteriori indagini , qualora ritenga che la richiesta di archiviazione sia frutto di un
–
carente svolgimento delle attività investigative, fissando un termine per svolgerle
409 co. 4 imputazione coatta: se ravvisa nei risultati delle indagini già svolte elementi
sufficienti per la formulazione di un’imputazione, dispone che entro 10 giorni il p.m.
vi provveda - 409 co. 5
La pronuncia del provvedimento di archiviazione non impedisce la successiva
riapertura delle indagini qualora il p.m. ne faccia richiesta, motivata dall’esigenza di
nuove investigazioni.
...58ARRESTO MISURE PRECAUTELARI
L’arresto in flagranza
Il codice definisce in stato di flagranza di reato colui che viene colto nel momento
di commettere un reato oppure viene inseguito dalla PG o da un privato con cose o
tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.
In questa ultima ipotesi, definita quasi flagranza, il requisito essenziale è
l’esistenza di una stretta contiguità fra la commissione del fatto e la successiva
del reato. E’
sorpresa del presunto autore con le cose o tracce quindi necessario un
fumus commissi delicti (probabilità di effettiva consumazione del reato)
particolarmente concreto.
L’arresto senza flagranza è consentito soltanto in alcuni casi particolari quali
l’arresto dell’evaso e l’arresto della persona che viola la misura di prevenzione della
sorveglianza speciale con obbligo o divieto di soggiorno. In un caso specifico
recentemente introdotto nell’ordinamento è consentito il cosiddetto arresto
differito e cioè la facoltà di arrestare la persona che in occasioni sportive compie
atti di violenza (es. violenza negli stadi) e viene successivamente identificato
attraverso videoriprese. Questi può essere arrestato fino a 48 ore dopo il fatto.
L’arresto può essere di 2 tipi: obbligatorio o facoltativo e la distinzione è ancorata
alla diversa gravità del delitto nonché al nomen iuris o categoria di reato.
Obbligatorio = si deve trattare sempre di delitti non colposi . Va determinata la
misura della pena edittale prevista per la fattispecie contestata con riguardo alla
forma consumata o tentata del reato (senza tenere conto di aggravanti, attenuanti,
recidiva, continuazione ecc) e tale pena deve essere non inferiore nel minimo a 5
anni e nel massimo a 20 anni (i due limiti devono essere presenti congiuntamente
nel reato). In ogni caso l’art. 380 c.p.p. elenca espressamente una serie di reati per i
quali vi è l’obbligo di arresto. Si tratta di delitti contro la salvaguardia dell’ordine
costituzionale, della sicurezza collettiva, del vivere civile e contro i minori.
Nei delitti che prevedono l’arresto obbligatorio anche i privati possono eseguire
l’arresto (es. la vittima che arresta il rapinatore).
= regola generale è che in taluni casi l’arresto è giustificato
Facoltativo solo in
relazione alla gravità del fatto (parametri oggettivi) o alla pericolosità del soggetto
(parametri soggettivi). Pertanto è la PG che deve farsi carico di valutare se, in
aggiunta all’evidenza del reato, sussistano anche gravità del delitto e pericolosità
del soggetto che lo ha commesso tali da giustificare la restrizione della libertà
dell’individuo. Il privato cittadino in questi casi non può assolutamente eseguire
l’arresto.
L’arresto è quindi facoltativo per coloro che siano colti in flagranza di delitto non
colposo punibile con pena edittale superiore a tre anni nel massimo, oppure delitto
colposo con pena non inferiore a 5 anni nel massimo.
Inoltre l’art. 381 elenca una serie di delitti di natura tassativa per i quali è previsto
l’arresto facoltativo (peculato, corruzione, furto, danneggiamento, lesioni personali,
truffa, appropriazione indebita ecc).
...49 CAPACITA DEL GIUDICE
La capacità del giudice in senso concreto è la capacità che egli ha di esercitare la
funzione giurisdizionale in un determinato processo, ovvero che sussistano le
condizioni di indipendenza e imparzialità che lo devono caratterizzare.
Quando la capacità in concreto del giudice è compromessa trovano applicazione 4
istituti: incompatibilità, astensione, ricusazione e rimessione.
L’incompatibilità = Art. 34 e 35 c.p.p. =
E’ la situazione che pregiudica l’imparzialità (né favore dell’accusa né a favore del
reo) del giudice e lo rende incapace di esercitare le sue funzioni in un determinato
processo. Per sanarla si ricorre ad istituto come la rimessione, la ricusazione e
l’astensione.
Le incompatibilità si riassumono in tre gruppi:
• il giudice nel medesimo procedimento ha assunto ruoli distinti (PM, difensore,
consulente tecnico, curatore di una parte, perito, ha proposto denuncia, ha
proposto querela ecc). (art. 34 co. 3 c.p.p.)
• ragioni di parentela: il giudice è coniugato, parente o affine con altro giudice
che abbia esercitato funzioni nel medesimo procedimento (art. 35 c.p.p.)
• atti compiuti nel procedimento: il giudice ha già svolto nel medesimo
procedimento altre funzioni giurisdizionali che lo rendono incompatibile ad
assumere la decisione in quanto questa sarebbe fondata sulla “forza della
prevenzione”, cioè su un giudizio già precostituito.
•
• Il codice di rito prevede una lunga serie di situazioni di incompatibilità, cui si
aggiungono anche altre previsioni dettate da sentenze additive della Corte
Costituzionale.
In particolare sono elencati i casi di incompatibilità del GIP e i casi in cui alcuni
provvedimenti invece non determinano incompatibilità (permessi di colloquio,
autorizzazioni sanitarie, decreto di latitanza, provvedimento di restituzione nel
termine ecc).
Versando in una situazione di incompatibilità, il giudice deve astenersi a norma
dell’art. 36 c.p.p. e le parti hanno diritto di ricusarlo a norma dell’art. 37 c.p.p.
ASTENSIONE
I motivi che obbligano il giudice ad astenersi sono elencati nell’art. 36 e sono gli
stessi per cui potrebbe essere ricusato dalle parti. Inoltre quando ricorre l’ipotesi
generica di “altre gravi ragioni di convenienza” . A quest’ultima ipotesi però non
corrisponde il correlato potere delle parti di ricusazione. Infatti data la genericità
della definizione, essa potrebbe essere usata strumentalmente dalle parti per far
sorgere questioni pretestuose.
domanda di astensione viene presentata al Presidente dell’ufficio giudiziario
La
(Tribunale o Corte) alla quale il magistrato appartiene.
e, se accoglie l’astensione, dichiara quali
Il Presidente decide con decreto de plano
siano gli atti compiuti dal magistrato astenuto che conservano efficacia (art. 42
c.p.p.). La Corte di Cassazione ha stabilito che, se non vi
una pronuncia esplicita del Presidente su quali siano gli atti che conservano
·
efficacia, allora tutti gli atti devono intendersi privi di efficacia.
LA RICUSAZIONE
Le parti possono ricusare il giudice per gli stessi motivi che giustificano
l’astensione:
presenza di interesse proprio,
· rapporti debitori o creditori con le parti,
· legami familiari con le parti;
· inoltre = anticipazione del giudizio = che si verifica quando il giudice,
· nell’esercizio delle funzioni e prima di pronunciare sentenza abbia manifestato il
proprio convincimento sui fatti dell’imputazione;
inimicizia grave con le parti
·
La dichiarazione di ricusazione, corredata dalla relativa causa giustificatrice, può
essere avanzata tanto dal PM quanto dalle parti private. In quest’ultimo caso può
proporla solo la parte-persona oppure il difensore munito di apposita procura
speciale per la ricusazione (non è sufficiente la procura generica alle liti).
Si deposita presso la Corte d’Appello. Se ad essere ricusato è un giudice della Corte
d’appello, decide altra sezione della stessa Corte. Lo stesso avviene se il giudice
ricusato è della Cassazione.
La Corte d’appello decide con ordinanza a seguito di procedimento in camera di
consiglio.
La proposizione della domanda di ricusazione non sospende il processo e il giudice
può continuare a compiere atti, a meno che la Corte la disponga diversamente. E’
però preclusa la possibilità di pronunciare sentenza in pendenza del giudizio di
ricusazione.
Con l’ordinanza che accoglie la ricusazione la Corte stabilisce anche quali siano gli
atti compiuti dal giudice ricusato che conservano efficacia.
Poiché l’atto di ricusazione è ritenuto un atto abbastanza grave, la parte che lo ha
proposto se soccombe può essere condannata al pagamento di un’ammenda.
LA RIMESSIONE DEL PROCESSO (ART. 45 E SS C.P.P.)
Consiste nell’attribuzione di competenza a un giudice diverso da quello
più precisamente al giudice della Corte d’appello
territorialmente competente e
ugualmente competente per materia.
Trattandosi di un istituto che viola il principio di predeterminazione del giudice e
sacrifica il principio del giudice naturale, riveste carattere di eccezionalità e può
essere disposto in solo 3 casi:
gravi situazioni locali che potrebbero turbare la celebrazione del processo e
· causare pericolo per la sicurezza ed incolumità pubblica;
turbamento della libertà di determinazione delle persone che partecipano
· al processo, ovvero condizionamenti che i giudici e le altre parti private
potrebbero subire con coartazioni fisiche e psichiche che ne precluderebbero
la serenità e l’imparzialità.
Il legittimo sospetto e cioè quelle situazioni di dubbio
· sull’imparzialità e serenità del giudice legate non a fatti concreti ma a seri
dubbi di ostilità ambientale.
Poiché il presupposto per la rimessione del processo è la sussistenza di un contesto
ambientale extragiudiziario ostile, nel decidere sull’istanza dovrà
essere valutato in primis se sussiste questa effettiva grave situazione
locale/territoriale.
La richiesta di rimessione può essere avanzata in ogni stato e grado del processo dal
Procuratore Generale presso la corte d’appello, dal PM procedente oppure
dall’imputato (o dal suo proc. speciale). Non sono legittimati il difensore
dell’imputato o le parti civili.
La richiesta si presenta alla Corte di Cassazione che decide con rito camerale e
quindi con contraddittorio scritto. Le parti possono presentare memorie e
osservazioni scritte (art. 48 c.p.p.)
La pendenza di richiesta di rimessione determina la sospensione del processo solo
se lo dispone il giudice con ordinanza o la Corte stessa. Quindi, al fine di evitare
che il processo possa subire una paralisi, possono anche essere compiuti ulteriori
atti in assenza di una esplicita dichiarazione di sospensione, ma non possono essere
rassegnate le conclusioni né tantomeno discussione (art. 47 c.p.p.)
...5 CONCLUSIONE E RICHIESTA DI RINVIO E GIUDIZIO
è l’atto con cui il Pubblico Ministero esercita l’azione
La richiesta di rinvio a giudizio
penale.
Sulla base dell’art. 416 c.p.p., infatti, con la richiesta di rinvio a giudizio il
domanda che l’imputato sia chiamato a rispondere in sede dibattimentale del reato i
P.M.
cui estremi soggettivi e oggettivi sono indicati nel capo di imputazione.
Su tale richiesta il giudice di esprimerà all’esito dell’udienza preliminare. Nel caso in cui
il giudice per le indagini preliminari ritenga che sussistano i presupposti per procedere,
emana il decreto con il quale dispone il giudizio indicando luogo, giorno e ora della
comparizione dinanzi al giudice del dibattimento. In tale udienza, le parti potranno
altresì decidere se accedere o meno alle forme alternative con le quali cercare di definire
il processo.
In tale ambito, si tenga conto che:
•la se non viene preceduta dall’avviso di
richiesta di rinvio a giudizio è nulla dall’invito a presentarsi
conclusione delle indagini, o ancora se non è preceduta
per l’interrogatorio nel caso in cui l’indagato ne abbia fatto richiesta;
•la richiesta di rinvio a giudizio deve essere depositata dal P.M. nella cancelleria
del giudice unitamente al fascicolo che contiene la notizia di reato, la
documentazione delle indagini e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per
le indagini preliminari.
•Cosa contiene la richiesta di rinvio a giudizio
Sulla base dell’art. 417 c.p.p., la richiesta di rinvio a giudizio deve contenere alcuni
elementi basilari.
In sintesi, costituiscono contenuto della richiesta di rinvio a giudizio:
le generalità dell’imputato e le altre indicazioni personali che possono aiutare a
•
identificarlo;
• le generalità della persona offesa dal reato, nel caso in cui sia possibile
identificarla;
l’imputazione, da intendersi come l’enunciazione in forma chiara e precisa, del
•
fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che potrebbero comportare
l’applicazione di misure di sicurezza;
l’indicazione delle fonti di prova che sono
• state acquisite;
• la domanda al giudice di emissione del decreto che dispone il rin
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