Concetti Chiave

  • "Il Ritratto di Dorian Gray" è l'unico romanzo di Oscar Wilde, nato dall'idea di immortalare la bellezza mentre il ritratto invecchia.
  • Il protagonista Dorian Gray, influenzato da Lord Henry Wotton, sacrifica la sua anima per il piacere e la bellezza, diventando un burattino della sua volontà.
  • La storia è ambientata nella Londra dell'Ottocento e si distingue per le descrizioni dettagliate dei luoghi e dei personaggi nobili.
  • Il suicidio di Sibyl Vane rappresenta una svolta cruciale nella vita di Dorian, chiudendo ogni via di redenzione e portandolo verso l'autodistruzione.
  • La conclusione del romanzo vede Dorian pagare il prezzo delle sue azioni egoistiche, con il ritratto che si vendica e ripristina un ordine morale.

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‘’Il Ritratto di Dorian Gray’’ è una delle più celebri opere di Oscar Wilde, il noto scrittore, poeta, aforista, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese. Nato nel 1854 a Dublino, ereditò dalla madre diverse caratteristiche, tra cui la sua peculiare eccentricità e il vezzo di nascondere la sua vera età. Ciò che caratterizza Wilde è il suo essere un perfetto ‘’dandy’’, cinico e impertinente, provocatore ironico e raffinato; egli schernisce tutto ciò che è buon senso e luogo comune. Wilde stava pensando di scrivere un romanzo di più alto livello già da diverso tempo; nel 1884 visitava spesso lo studio di un suo amico pittore, Basil Ward. Un giorno il modello da dipingere era un ragazzo molto giovane e molto bello che impressionò immensamente Wilde; a lavoro compiuto lo scrittore disse all’amico che era davvero un peccato che una creatura così meravigliosa dovesse subire gli effetti della vecchiaia, il pittore assentì e aggiunse che sarebbe stato davvero magnifico se il ragazzo fosse potuto rimanere in quel modo per sempre, mentre il ritratto invecchiava al posto suo. Da questo episodio l’idea di Wilde di comporre il suo primo ed unico romanzo crebbe. ‘’Il ritratto di Dorian Gray’’ venne pubblicato nel luglio del 1890 su una rivista mensile americana, il che gli procurò un grande numero di lettori. La storia fu immediatamente soggetta a critiche che ne evidenziavano l’immoralità, ma Oscar Wilde rispose ai commenti negativi delle altre riviste con eleganza e riservatezza. Ad ogni modo, lo scandalo che ne seguì non fece altro che accrescere la fama del romanzo, a cui Wilde aggiunse diversi capitoli e la Prefazione prima di pubblicarlo come libro vero e proprio. Il narratore è sempre esterno, il punto di vista non muta mai nel corso della storia; il testo è ricco di descrizioni dettagliate anche se è composto prevalentemente da parti narrative e da dialogiche. Lo stile dell’autore è perfettamente in sintonia con il carattere dell’autore stesso, come anche i temi trattati. Particolari sono i vocaboli francesi utilizzati, che sottolineavano la nobiltà dei personaggi descritti, in quanto a quei tempi il francese era una lingua molto colta e d’elite.
La vicenda è ambientata nella Londra (e dintorni) dell’Ottocento, si svolge nell’arco di una quarantina d’anni, anche se un determinato periodo della storia in cui Dorian parte per un lungo viaggio viene omesso per passare direttamente agli avvenimenti di alcuni decenni dopo. I paesaggi londinesi sono descritti in maniera impeccabile, si può infatti elaborare una netta distinzione tra i luoghi più solitamente frequentati dal protagonista e dai suoi amici di nobile rango sociale (il club, i palazzi, le ville, piazze e strade famose abitate da personaggi di rilievo) e i posti in cui Dorian, ormai cosciente del suo animo oscuro, va a ‘’sfogarsi’’ senza essere giudicato dalla pettegola borghesia inglese di quegli anni.
Dorian Gray è un giovane di 17 anni, puro, bello e affascinante, ma forse troppo ingenuo; egli cade infatti nelle mani di Lord Henry Wotton, uomo nobile di titolo, ma non d’animo. Cinico, vanitoso, esperto di corruzione e abile manipolatore mentale, sceglie il giovane Dorian per il suo esperimento: Lord Henry si impegna infatti a uccidere l’anima del protagonista-vittima. I due si conoscono tramite il pittore che ama ritrarre Dorian, Basil Hallward; egli è al corrente della pessima influenza che Lord Henry esercita sulle persone che lo frequentano e aveva messo in guardia Dorian fin dall’inzio, ma il ragazzo è troppo giovane e puro per sottrarsi alla fascinazione esercitata dal Lord; è infatti durante la creazione di un ritratto di Dorian che Lord Henry si presenta nello studio dell’amico Basil per vedere di persona l’immensa bellezza del modello tanto elogiata dal pittore. Da quel fatidico incontro comincia il lungo cammino della morte di un’anima, che trascina con sé tutti i buoni propositi e le più nobili virtù, lasciandosi alle spalle solo un guscio di bellezza esterna, senza alcun valore morale.
La stupefacente bellezza fisica di Dorian lo designa come eletto, perché la Bellezza gli consente di sostituire alle norme morali una libertà vertiginosa. ‘’Lo scopo della vita è lo sviluppo di noi stessi, la perfetta realizzazione della nostra natura: ecco la nostra ragione d’essere’’. Ma la realizzazione di una tale pienezza vissuta in nome della bellezza, che sacrifichi l’anima a favore del corpo, la ragione a favore dei sensi, non è più possibile: infatti la verifica di ciò porterebbe a un fallimento che è, prima di tutto, autodistruzione. A fare da guida estetica e amorale in questa educazione all’egotismo c’è Lord Henry Wotton.
Inizia così il romanzo di Oscar Wilde, ‘’Il ritratto di Dorian Gray’’.
Mentre Lord Henry si compiace del controllo che esercita su quel ragazzo bellissimo e impacciato, Dorian non si accorge di essere solo uno strumento, un burattino, e comincia a inalare i veleni di quel maestro che gli svela i segreti del piacere e gli inculca ‘’l’irrefrenabile desiderio di assaporare la vita fino in fondo’’, veleni per cui non esiste antidoto. Come ipnotizzato diventa ciò che l’altro vuole che sia: uno sprezzante idolatra della propria bellezza. Per questa manipolazione esercitata da Lord Henry fin dal primo giorno, la preghiera con cui il Narciso moderno implora lo ‘’scambio diabolico’’ di fronte al fedele ritratto terminato viene esaudita: il quadro, muto ma inquietante (personaggio anch’esso nonostante sia un oggetto, o forse addirittura il protagonista) accetta di cedere la propria eternità beata e di assumersi il decadimento fisico al suo posto. Con l’andare degli anni, l’evoluzione verso il male è inarrestabile. Nemmeno il miracolo dell’amore può nulla; infatti, quando Dorian conobbe Sibyl Vane e se ne innamorò, credette che, sposandola, avrebbe potuto concretizzare tutti i buoni propositi che gli balenarono nella mente la sera che la vide recitare a teatro e condurre una vita all’insegna della bontà. Sibyl, un’attrice quasi adolescente, è disposta a rinunciare al teatro, l’unico suo mondo, per amore di Dorian; ma quando lui la umilia con mostruosa brutalità , per quell’unica colpa di aver recitato male (ma in buona fede) una sera, lei sa di non poter sopravvivere all’abbandono e si uccide. Aver recitato male è un affronto alla perfezione estetica che Dorian ha elevato a suo credo,una ferita a un ideale che lei o nessun’altra donna potrà mai incarnare. Dorian non uccide propriamente Sibyl, ma è come se lo avesse fatto: il suo è un assassinio mentale.
Il suicidio dell’innamorata segna una svolta decisiva. La scomparsa della ragazza, dimenticata tanto velocemente quanto conquistata, chiude ogni via di perdono per colui che, amando solo se stesso, non può dare amore a nessun altro. Siamo ormai alla resa a una diabolica sete di assoluto amore di sé. Ora Dorian non si ferma più davanti a niente, neppure dinanzi al delitto. Con un macabro crimine si libera di un caro amico come Basil Hallward,il pittore di ciò che adesso era diventato il suo peggiore incubo, l’unico che avrebbe potuto salvarlo dall’abisso. L’altezzoso Dorian, che non fa un incontro senza accrescere la lista dei suoi misfatti (ai quali si accenna appena per pura pudicizia), non si cura dei testimoni e degli sguardi ostili. Si è smarrito nel labirinto del piacere e negli eccessi delle sensazioni, che lo portano a sentire il calore delle fiamme infernali, fin dentro quelle forme oscure del vizio che pure devono far parte dell’esperienza. A questo punto Wilde vorrebbe assolvere Dorian, considerandolo come un angelo decaduto, dissoluto ed eroico, ma la consapevolezza di violare i fondamenti della religione cristiana lo ferma dal farlo. La tragica fine scelta per Dorian ripristina l’ordine turbato e una giustizia comune; Wilde punisce il dannato con l’epilogo che i suoi lettori avrebbero sicuramente approvato. Dorian muore, deve morire perché così dettano le regole di un genere letterario che Wilde ha usato per camuffare un discorso elitario sul piacere e sull’egotismo. La dimensione morale trionfa. Il ritratto obbliga il suo originale a rovesciare le parti e a riprendersi il fardello dei peccati innominabili che Dorian, per conservare intatto il valore della sua giovinezza, aveva voluto addossare sul volto dell’immagine dipinta.
Nell’ultima scena, il ritratto si prende la sua feroce rivincita , restituendo a Dorian la sua vita dissipata e la sua vecchiaia; e a se stesso l’immortalità. I domestici che entrano nella stanza nella soffitta della casa si troveranno davanti l’evidenza della colpa e il suo verdetto.
Nel romanzo in cui Wilde si danna a intensificare la percezione tutta soggettiva del protagonista, troviamo lo specchio fedele di una realtà perfettamente definita e del ceto che conosce meglio. Wilde non vuole che si sottovalutino gli aforismi di Lord Henry Wotton. Egli demolisce, vestendo i panni del commentatore critico e satirico, la volgarità, la stupidità, il livellamento intellettuale e l’ipocrisia: tutti esiti deprimenti di una società virtuosamente organizzata. Lord Henry, però, non paga alcun prezzo per le impertinenze verbali di cui fa sfoggio e, in questa sua impunità, smette di essere l’alter ego di Oscar Wilde: l’umiliazione fisica e psicologica attende implacabile l’autore al termine del periodo di reclusione. Al contrario del suo personaggio, Wilde pagò un prezzo altissimo per la sua arte orgogliosamente disinteressata e sensuale. L’autore dello scandaloso Dorian Gray avrebbe giurato che la bellezza eterna esiste e per questa sua convinzione dogmatica si giocò la vita fino in fondo. Wilde visse i suoi ultimi giorni nella consolazione che ‘’i più bei versi riguardano sempre la morte, perché il messaggio dell’artista è farci comprendere la bellezza della disfatta.’’

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'ispirazione dietro la creazione de "Il Ritratto di Dorian Gray"?
  2. L'idea del romanzo nacque quando Oscar Wilde, impressionato dalla bellezza di un giovane modello, espresse il desiderio che la sua bellezza potesse rimanere eterna mentre il ritratto invecchiava al suo posto, come descritto nel testo.

  3. Come reagì Wilde alle critiche ricevute per il suo romanzo?
  4. Wilde rispose con eleganza e riservatezza alle critiche che evidenziavano l'immoralità del romanzo, e lo scandalo che ne seguì contribuì ad accrescere la sua fama, come riportato nel testo.

  5. Qual è il ruolo di Lord Henry Wotton nella vita di Dorian Gray?
  6. Lord Henry Wotton, cinico e manipolatore, esercita una forte influenza su Dorian, portandolo a sacrificare la sua anima per la bellezza e il piacere, come evidenziato nel racconto.

  7. Qual è la conseguenza del suicidio di Sibyl Vane per Dorian?
  8. Il suicidio di Sibyl segna una svolta decisiva nella vita di Dorian, chiudendo ogni via di perdono e portandolo a una spirale di autodistruzione e delitti, come descritto nel testo.

  9. Come si conclude la storia di Dorian Gray?
  10. Dorian muore per riprendersi il fardello dei suoi peccati, mentre il ritratto restituisce la sua vita dissipata e la sua vecchiaia, ripristinando l'ordine morale, come indicato nell'epilogo del romanzo.

Domande e risposte

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