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Concetti Chiave

  • Atene si difese tenacemente ma dovette cedere dopo la sconfitta al fiume Egospotamos, subendo dure condizioni di pace imposte da Sparta.
  • La lotta per l'indipendenza contro Sparta vide emergere partiti democratici, ma le vittorie di Tebe non furono decisive e la pace arrivò tra stanchezza e logoramento.
  • La vittoria di Sparta fu possibile grazie alla disciplina militare e all'unità di comando, portando all'egemonia lacedemonica dopo quella ateniese.
  • Nonostante il dominio su Atene, Sparta si rivelò incapace di governare efficacemente, imponendo tirannicamente governi aristocratici.
  • La brutalità dei Lacedemoni generò malcontento tra le popolazioni, alimentando l'odio contro i dominatori e scatenando rivolte aperte.

La caduta di Atene

La capitale dell’Attica si difese ancora con tenacia ed ottenne anche qualche parziale successo. Ma, alla fine, dovette cedere. Il grande ammiraglio spartano Lisandro batté gli Ateniesi presso il fiume Egospotamos, e l’anno dopo la stessa Atene fu assediata ed espugnata. Le condizioni di pace furono assai dure. Atene doveva abbattere le mura, consegnare tutta la flotta e rinunciare al governo democratico. La città, che era riuscita a respingere i Persiani, era prostrata. La lunga lotta aveva, però, logorato anche Sparta: ed infatti il superbo dominio dorico non sarà lungo. Il dominio di Sparta pesava su tutta la Grecia.

La resistenza contro Sparta

Ben presto si levarono in armi contro i Lacedemoni alcuni uomini che avevano fede nella restaurazione delle libere istituzioni. Costoro trascinarono nella lotta per l’indipendenza i loro concittadini. I presidi spartani furono cacciati e tornarono al potere i partiti democratici: Tebe si pose alla testa degli insorti e portò la guerra nel Peloponneso. Però anche le vittorie tebane non furono decisive e la pace trovò i contendenti stanchi e spossati dalle lunghe lotte.

L'egemonia spartana

Il dominio di Sparta: La rigida disciplina e l’organizzazione militaresca di tutta la popolazione, lo spirito guerriero e l’unità del comando avevano reso possibile la vittoria di Sparta nella guerra del Peloponneso. Così all’egemonia ateniese seguì l’egemonia dei Lacedemoni. Gli Spartani non furono, però, all’altezza della situazione e dimostrarono apertamente di essere solo un arcigno popolo di guerrieri che vivevano tiranneggiando la messa degli Iloti. La loro costituzione era ormai superata dai tempi e dagli eventi. Essi avevano lottato contro l’Impero ateniese promettendo la libertà a tutti i Greci. Ora, invece, apparivano più intransigenti di Atene e facevano sentire alle varie città il peso della loro forza. Imposero con la violenza governi aristocratici e costrinsero le popolazioni a subire le angherie dei presìdi che erano stati collocati ovunque per opprimere il partito democratico. La brutalità dorica suscitò ben presto di malcontento generale, l’odio contro i dominatori e l’aperta rivolta.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze della caduta di Atene?
  2. Dopo la caduta, Atene dovette abbattere le sue mura, consegnare la flotta e rinunciare al governo democratico, segnando una profonda crisi per la città che un tempo aveva respinto i Persiani.

  3. Come si sviluppò la resistenza contro il dominio spartano?
  4. Alcuni uomini, sostenitori delle libere istituzioni, si sollevarono contro i Lacedemoni, portando alla cacciata dei presidi spartani e al ritorno dei partiti democratici, con Tebe che guidò la lotta per l'indipendenza.

  5. Quali erano le caratteristiche del dominio spartano e come influenzarono la Grecia?
  6. Il dominio spartano si basava su una rigida disciplina e un'organizzazione militare, ma la loro brutalità e l'imposizione di governi aristocratici generarono malcontento e odio tra le popolazioni, portando a una crescente rivolta contro di loro.

Domande e risposte

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