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Concetti Chiave

  • Nerone inizialmente cercò di mantenere buoni rapporti con il senato, ma poi consolidò il proprio potere eliminando rivali e trasformando il senato in un organo subordinato.
  • La proposta di abolire i portoria nel 58 d.C. suscitò proteste e costrinse Nerone a ritirare il progetto, spingendolo verso una politica antisenatoria e dispendiosa.
  • Il grande incendio di Roma nel 64 d.C. danneggiò la reputazione di Nerone, che tentò di distogliere i sospetti accusando i cristiani, ma la sua popolarità continuò a calare.
  • Durante il viaggio in Grecia nel 66 d.C., Nerone organizzò giochi e gare per dimostrare la superiorità della cultura ellenistica, esentando anche le città greche da tributi.
  • La caduta di Nerone nel 68 d.C. portò a un moto di protesta militare e alla sua condanna alla damnatio memoriae, segnando l'inizio di una crisi istituzionale.

L'ascesa di Nerone

Inizialmente Nerone, parve intenzionato a seguire una politica di rispetto verso il senato. Ma dopo circa cinque anni, Nerone si rese autonomo e rafforzò i propri poteri personali, eliminando quanti potevano condizionarlo: il fratellastro Britannico, la moglie Ottavia e la madre Agrippina. La sua attività di governo fu tesa al raggiungimento di due obiettivi: abolire la residua autonomia del senato, trasformandolo in un organismo amministrativo alle dipendenze del principe; contrastare l'opposizione dell'aristocrazia, cercando il favore della plebe urbana e dei soldati con una dispendiosa politica.

Politica economica e sociale

Nel 58 d.C. Nerone propose al senato di abolire i portoria, i dazi doganali sulle merci in transito nei porti. La loro abolizione avrebbe stimolato gli scambi commerciali, ma avrebbe diminuito le entrate dell'erario. La decisione creò forti proteste, tanto che dovette ritirare il suo progetto.

L’umiliazione spinse Nerone a una politica sempre più antisenatoria, simile a quella di Caligola. Per guadagnarsi la simpatia popolare ricorse a continue donazioni alla plebe e a giochi spettacolari, come i Neronia.

La carenza di fondi lo spinse ad accentuare la pressione fiscale, a moltiplicare le confische di beni per lesa maestà e infine a realizzare una riforma monetaria che procurasse il denaro necessario alla sua politica di spese. Nel 63 d.C., venne decisa la riduzione del peso del denarius, consentendo a Nerone di coniare una quantità maggiore di monete, utilizzando però un'uguale quantità del prezioso metallo; la moneta perse valore.

Che cosa è stato il grande incendio di Roma?

Un grave disastro contribuì a gettare discredito su Nerone. Nel 64 d.C. un violento incendio distrusse gran parte di Roma. Le cause furono sicuramente accidentali, ma gravi sospetti caddero su Nerone, che approfittò per progettare una grandiosa ricostruzione della città. Nel progetto il palazzo del principe, chiamato domus aurea avrebbe occupato un'area amplissima.

Allarmato per la perdita di consenso, Nerone tentò di liberarsi dai sospetti, accusando la comunità cristiana di aver appiccato l'incendio per odio contro Roma. I cristiani vennero arrestati in massa e vennero eseguite numerose condanne a morte, ma la popolarità di Nerone tra la plebe urbana diminuì, anche perché le forti spese costrinsero il principe a ridurre donativi.

La repressione dell'opposizione

L’opposizione aristocratica tentò di approfittare della situazione per abbattere Nerone, ma la congiura, fu scoperta e duramente repressa. Furono giustiziati o costretti a suicidarsi molti degli uomini più noti dell'aristocrazia, come lo stesso maestro di Nerone, il filosofo Seneca.

Viaggio in Grecia e conseguenze

Nel 66 d.C. Nerone intraprese un viaggio in Grecia, che durò oltre un anno. In suo onore furono celebrati giochi, gare musicali e poetiche con la partecipazione dello stesso imperatore. Nerone esentò le città greche da ogni tributo e passò la Grecia a province imperiali. Il viaggio ebbe un duplice scopo politico: mostrare all’orgogliosa nobilitas che la cultura e l’educazione ellenistiche erano superiori a quelle romane.

La caduta di Nerone

Nel 68 d.C. vi fu un violento moto di protesta, che si estese all’esercito. Le legioni della Gallia, della Spagna Tarraconense e della Lusitania si sollevarono contro Nerone. Dichiarato «nemico pubblico» dal senato, abbandonato Nerone cercò rifugio fuori Roma, nella villa di un liberto, dove si fece uccidere da uno schiavo.

Dopo la sua morte, il senato condannò Nerone alla damnatio memoriae, un provvedimento che imponeva di cancellare ogni atto e ogni ricordo dell'imperatore. Si aprì così una crisi istituzionale.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono i principali obiettivi politici di Nerone durante il suo governo?
  2. Nerone mirava a abolire l'autonomia del senato, trasformandolo in un organo amministrativo sotto il suo controllo, e a contrastare l'opposizione aristocratica, cercando il favore della plebe e dei soldati attraverso una politica dispendiosa.

  3. Quali furono le conseguenze della proposta di abolizione dei portoria da parte di Nerone?
  4. La proposta di abolire i dazi doganali creò forti proteste e fu ritirata, spingendo Nerone verso una politica sempre più antisenatoria e costringendolo ad aumentare la pressione fiscale e a confische di beni.

  5. Come reagì Nerone all'incendio di Roma del 64 d.C.?
  6. Dopo l'incendio, Nerone tentò di distogliere i sospetti accusando i cristiani di averlo appiccato, ma la sua popolarità diminuì a causa delle spese elevate necessarie per la ricostruzione e la riduzione dei donativi.

  7. Quale impatto ebbe il viaggio di Nerone in Grecia sulla sua immagine?
  8. Il viaggio in Grecia, durante il quale Nerone partecipò a giochi e esentò le città greche da tributi, mirava a dimostrare la superiorità della cultura ellenistica e a rafforzare la sua immagine, ma non fermò il malcontento crescente.

  9. Quali furono le circostanze della caduta di Nerone?
  10. Nel 68 d.C., un moto di protesta si diffuse tra le legioni, portando il senato a dichiararlo "nemico pubblico". Abbandonato, Nerone cercò rifugio e si suicidò, mentre il senato impose la damnatio memoriae, cancellando ogni suo ricordo.

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