Concetti Chiave

  • Il vitellone è allevato per la carne, con vari orientamenti produttivi basati su peso, incremento e caratteristiche delle carcasse.
  • Esistono tre tipi genetici di vitellone: precoci (razze da latte), tardivi (razze da carne) e mediani (razze a duplice attitudine).
  • La macellazione avviene generalmente prima dei 20 mesi, con un peso compreso tra 400 e 750 kg e un accrescimento giornaliero di 0,8-1,4 kg.
  • La normativa attuale richiede che dopo 8 settimane i vitelli siano liberi in recinti e ricevano alimenti fibrosi oltre a disponibilità d'acqua.
  • Le razioni alimentari per i vitelloni comprendono foraggi e mangime concentrato, formulate per gruppi omogenei per età o peso.

Il vitellone è il tipico esempio dell’allevamento fatto in funzione della carne con soggetti che possono essere intermedi o tardivi. Gli orientamenti produttivi sono diversi a seconda del peso di macellazione, del ritmo di incremento, delle caratteristiche delle carcasse e dei fabbisogni alimentari. Il potenziale di crescita dipende da: genotipo, sesso, età e ritmo di crescita dell’epoca precedente. Gli apporti alimentari dipendono dal peso vivo, accrescimento giornaliero, caratteristiche animali, intensità dei processi di adipogenesi.

Indice

  1. Tipi genetici e caratteristiche del vitellone
  2. Quali sono le caratteristiche e le tecniche di allevamento?
  3. Normative e pratiche di allevamento
  4. Razioni alimentari e gestione dell'allevamento

Tipi genetici e caratteristiche del vitellone

Si possono distinguere 3 tipi genetici:

    - Precoci: razze da latte;

    - Tardivi: razze italiane e francesi da carne;

    - Mediani: razza valdostana e pezzata rossa, razze a duplice attitudine, incroci latte/carne (molto utilizzati nelle nostre zone).

Il vitellone tipico è:

    - maschio intero di razze da carne a duplice attitudine o di razze da latte;

    - meticci di ambo i sessi;

    - femmine di razze da carne eccedenti la rimonta.

Quali sono le caratteristiche e le tecniche di allevamento?

Con le seguenti caratteristiche: età alla macellazione inferiore ai 20 mesi, peso di macellazione 400- 750 kg, accrescimento continuità vicino al potenziale di crescita di 0,8-1,4 kg/die. Con tecniche di alimentazione varie ma sempre in capannoni.

Invece gli animali macellati oltre i 20 mesi, che utilizzano il pascolo e che hanno una crescita limitata ad esempio dalla stagione si chiamano manzi. In questo allevamento si sfrutta quindi la doccia esofagea (si bypassa il rumine), che su grandi quantità di latte non funziona perfettamente e quindi parte delle ingesta può cadere nel rumine. L’animale viene quindi sfruttato come “monogastrico”.

Il peso del vitello all’ingresso in azienda è di 40-45 kg e arriva ad un peso finale di 200 kg. La durata dell’allevamento è di circa 130-140 gg.

Il consumo di polvere è di circa 250 kg su tutto il periodo con il 30% nel caso dell’accrescimento e 70% nella fase di finissaggio. L’indice di conversione alimentare (Ica)=1,5-1,7, molto basso poiché riferito a polvere.

Normative e pratiche di allevamento

Fino ad oggi l’allevamento era fatto in gabbie individuali con alimento esclusivamente a base di latte ricostituito. Ora esiste una normativa comunitaria che prevede che dopo 8 settimane i vitelli debbano stare liberi in recinti. Vengono somministrati anche alimenti con fibra (paglie in quanto povere di ferro ma permettono un minimo sviluppo del rumine) e gli animali hanno sempre a disposizione acqua.

Razioni alimentari e gestione dell'allevamento

Per l’allevamento di vitelloni si utilizzano soggetti nati in azienda o acquistati e importati chiamati vitelli di ristallo o broutard (con un peso vivo 250-300 kg, anche fino ai 350 kg, quindi terminano solo l’allevamento in azienda e sono macellati a 600-650 kg).

Le razioni sono a base di foraggi e mangime concentrato somministrati separatamente o come piatto unico. Vengono formulate diete per gruppi omogenei per età o peso vivo (più spesso in base a peso poiché un animale può restare indietro a parità di età).

Dai piani alimentari è richiesto teoricamente un aumento della concentrazione energetica della dieta e una diminuzione della concentrazione proteica della dieta. In pratica la situazione è spesso differente.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali tipi genetici di vitellone e le loro caratteristiche?
  2. I vitelloni si suddividono in tre tipi genetici: precoci (razze da latte), tardivi (razze italiane e francesi da carne) e mediani (razza valdostana e pezzata rossa, razze a duplice attitudine).

  3. Quali sono le caratteristiche dell'allevamento del vitellone?
  4. Il vitellone tipico ha un'età alla macellazione inferiore ai 20 mesi, un peso di macellazione tra 400 e 750 kg e un accrescimento giornaliero vicino al potenziale di crescita di 0,8-1,4 kg/die, allevato in capannoni.

  5. Come si differenziano i vitelli dai manzi nell'allevamento?
  6. I vitelli sono macellati prima dei 20 mesi e hanno una crescita continua, mentre i manzi, macellati oltre i 20 mesi, utilizzano il pascolo e hanno una crescita limitata, sfruttando tecniche di alimentazione diverse.

  7. Quali sono le normative attuali riguardanti l'allevamento dei vitelli?
  8. Attualmente, dopo 8 settimane, i vitelli devono essere liberi in recinti, e la loro alimentazione include anche fibra, come paglie, per favorire lo sviluppo del rumine, con acqua sempre disponibile.

  9. Qual è la gestione alimentare per l'allevamento di vitelloni?
  10. Le razioni alimentari per i vitelloni sono basate su foraggi e mangime concentrato, formulate per gruppi omogenei per età o peso, con un aumento della concentrazione energetica e una diminuzione della concentrazione proteica della dieta.

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