Concetti Chiave
- Maurizio Viroli propone una rilettura del Principe di Machiavelli per fornire consigli ai cittadini elettori, promuovendo una scelta di voto consapevole.
- La forza del Principe risiede nella sua capacità di affrontare le questioni politiche di ogni epoca, anche se il suo messaggio può essere frainteso.
- Viroli estrae dal pensiero machiavelliano le chiavi per incoraggiare i cittadini a riappropriarsi della politica e a perseguire il bene comune.
- È fondamentale per i cittadini valutare l’agire concreto dei politici piuttosto che lasciarsi influenzare dalle parole e dai gesti superficiali.
- La partecipazione attiva alla vita civile è essenziale per proteggere la democrazia e la libertà in un contesto di disamore per la politica.
Proposta di Viroli
Recentemente il filosofo e politologo Maurizio Viroli (nato nel 1952), assiduo lettore e interprete dell’opera machiavelliana, ha avanzato una suggestiva proposta di attualizzazione del Principe. Lo studioso ha provato a estrarre dal trattato machiavelliano dei consigli da rivolgere ai cittadini elettori affinché maturino consapevolmente la scelta del loro voto. Da questo tentativo è nato Scegliere il principe. I consigli di Machiavelli al cittadino elettore (2013), in cui Viroli rilegge l’autore fiorentino alla luce dei problemi che la politica incontra presso l’opinione pubblica contemporanea, in particolare nella società italiana. A differenza del Segretario fiorentino che dà consigli al principe, Viroli dà consigli al cittadino a partire dal Principe e dal suo autore, un funzionario pubblico, esperto di politica e amante disinteressato del bene comune.
Attualità di Machiavelli
L’analisi di Viroli è ispirata dall’urgenza di valutare l’attualità di Machiavelli. È questa in fondo la forza del Principe: la sua straordinaria capacità di parlare a tutte le epoche, anche a costo di essere frainteso o “forzato” nel suo messaggio. Già Rousseau e poi Foscolo avevano autorizzato una lettura “repubblicana” del trattatello, in cui sostenevano che Machiavelli avrebbe scritto il Principe per svelare al popolo «di che lagrime grondi e di che sangue» (Dei Sepolcri, v. 158) il potere assoluto. Oggi, in un clima di disamore crescente per la politica, al centro di una crisi morale che investe le istituzioni, non sembra più avere senso neanche l’ipotesi di Gramsci, che agli inizi del Novecento aveva riletto il principe machiavelliano come organismo politico, attribuendo al partito le funzioni che Machiavelli aveva assegnato al governante. Viroli sceglie così di estrarre dall’opera machiavelliana le chiavi perché il cittadino si riappropri della politica e di una visione più alta del bene comune.
Importanza della partecipazione
Di qui l’importanza che assegna al saper leggere e valutare l’agire concreto di un politico più che al lasciarsi sedurre dalle sue parole e dai suoi gesti. Per questa via il discorso non può non incrociare il tema della “piazza televisiva” (ma oggi anche della “piazza virtuale” della rete) che sostituisce le piazze reali, e del rischio che democrazia e libertà corrono quando i cittadini si allontanano da una reale partecipazione alla vita civile della propria comunità.
Domande da interrogazione
- Qual è la proposta di Maurizio Viroli riguardo al Principe di Machiavelli?
- In che modo Viroli interpreta l'attualità di Machiavelli?
- Qual è l'importanza della partecipazione secondo Viroli?
Maurizio Viroli propone di attualizzare il Principe di Machiavelli, offrendo consigli ai cittadini elettori per una scelta consapevole del loro voto, come esemplificato nel suo libro "Scegliere il principe" (2013).
Viroli sottolinea la capacità del Principe di parlare a tutte le epoche, estraendo chiavi di lettura per permettere ai cittadini di riappropriarsi della politica e di una visione più alta del bene comune, in un contesto di crisi morale delle istituzioni.
Viroli enfatizza l'importanza di valutare l'operato concreto dei politici piuttosto che lasciarsi influenzare dalle loro parole, evidenziando il rischio per la democrazia e la libertà quando i cittadini si allontanano dalla partecipazione attiva nella vita civile.