Concetti Chiave
- Il componimento esplora il legame profondo tra la figura della donna e la morte, riflettendo la difficoltà di comunicazione dell'autore.
- La donna è rappresentata come un simbolo di amore e vita, ma anche di inganno, suggerendo che entrambi conducono al nulla.
- La sinestesia è utilizzata per descrivere gli occhi della donna, associandoli a una vana parola e a un grido taciuto, creando un senso di imperturbabilità.
- Le immagini di morte e amore si intrecciano, con l'idea che l'amore possa essere un'illusione, simile a un vizio da abbandonare.
- Figure retoriche come l'ossimoro e la metafora enfatizzano l'inevitabilità della morte, culminando nell'immagine del "gorgo".
La Morte e i Tuoi Occhi
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Pavese: Donna e Morte
In questi versi ritroviamo intimamente legati due aspetti che hanno percorso tutta la vita di Pavese: la donna e la morte. Nelle donne, egli ha sempre cercato un punto di riferimento che gli permettesse di non essere solo, dato che egli aveva difficoltà di comunicazione con gli altri. L’idea della morte l’ha accompagnato sempre fin dall’età giovanile. Per questo motivo, nel 1950, ormai quasi giunto alla fine della sua esistenza, lo scrittore associa l’immagine della donna a quella della morte.
Immagini di Morte e Amore
Il componimento è costruito su tutta una serie di immagini che nascono dall’accostamento fra morte e amore; già nel primo verso abbiamo un’identificazione perché la donna ha gli occhi della morte; questo significa che l’amore e quindi la vita e la morte e quindi il nulla sono la stessa cosa in quanto l’amore che potrebbe dare un vero significato alla vita, in realtà non è altro che inganno. I versi 5-7 descrivono con una sinestesia la qualità degli occhi: lo sguardo è associato ad una vana parola, ad un grido non emesso e quindi ad un silenzio. Pertanto, la sensazione visiva dello sguardo è associata ad una sensazione uditiva. Da questa tecnica gli occhi della donna non hanno una funzione consolatrice, bensì ci danno un’impressione di imperturbabilità. Fra le figure retoriche utilizzate, troviamo l’ossimoro (v.7 “un grido taciuto”). Nell’ultimo verso, la metafora del “gorgo” accentua ancora di più l’idea di inevitabilità della morte.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra la figura femminile e la morte nei versi di Pavese?
- Come vengono rappresentati gli occhi della donna nel componimento?
- Qual è il significato dell'accostamento tra amore e morte nel testo?
Nei versi di Pavese, la figura della donna è intimamente legata alla morte, rappresentando un punto di riferimento per l'autore in un contesto di solitudine e difficoltà comunicative. La morte, presente fin dalla giovinezza, viene associata all'immagine femminile, suggerendo che amore e morte sono due facce della stessa medaglia (testo).
Gli occhi della donna sono descritti come simboli di silenzio e impotenza, associati a una "vana parola" e a un "grido taciuto". Questa sinestesia crea un'impressione di imperturbabilità, evidenziando che la loro bellezza non offre consolazione, ma piuttosto un senso di inevitabilità (testo).
L'accostamento tra amore e morte suggerisce che l'amore, che dovrebbe dare significato alla vita, è in realtà un inganno, poiché entrambi conducono al nulla. Questa dualità è espressa attraverso immagini forti e metafore, come quella del "gorgo", che enfatizza l'inevitabilità della morte (testo).