Concetti Chiave
- Auschwitz fu trasformato nel 1940 in un campo di concentramento e divenne un luogo di sterminio per gli Ebrei tra il 1941 e il 1942.
- All'arrivo degli Ebrei, l'80% veniva inviato agli impianti di messa a morte, mentre il resto veniva utilizzato come manodopera schiava.
- Le famiglie venivano separati in modo implacabile, con gli uomini e le donne costretti a salutarsi senza sapere che sarebbe stato un addio definitivo.
- La visione del fuoco dalle ciminiere rappresentava un'immagine sinistra legata alla cremazione dei corpi, simbolo della brutalità del campo.
- La scoperta del destino degli Ebrei avveniva attraverso racconti di altri prigionieri, rivelando la verità sulla loro sorte tragica.
Documentario: I sopravvissuti raccontano
L'orrore di Auschwitz
Auschwitz, Polonia. È il 27 aprile del 1940, le autorità naziste trasformano delle vecchie caserme in un campo di concentramento per detenuti politici. Tra il 1941 e il 1942 il complesso di Auschwitz viene scelto come luogo di sterminio per gli Ebrei di tutta l'Europa. L'attività di messa a morte è spostata dal campo di Auschwitz a Birkenau, a tre Km di distanza.
In prossimità del bosco di betulle due costruzioni sono trasformate in camere a gas; successivamente vengono costruiti 4 forni crematori con camere a gas annesse per rendere più rapido lo sterminio. All'arrivo degli Ebrei i nazisti facevano una scelta: l'80% viene mandato agli impianti di messa a morte, gli altri entrano in campo come manodopera schiava.
L'ultimo addio
«Eravamo scesi dai vagoni e la prima cosa istintiva che abbiamo fatto è stata quella di cercare i nostri parenti che avevano viaggiato negli altri vagoni. Stavo con mio padre e mio nonno e vedemmo subito i miei fratelli e insieme a loro andammo a cercare mia madre e mia sorella, ad un tratto le vedemmo, si tenevano per mano e le andammo incontro.
Mia madre ci abbracciò e ci mise le mani sul capo per darci la benedizione e lì aveva capito che era arrivata la fine. Mi ha detto: "non ci vedremo più". I tedeschi urlavano, ci bastonavano e mia madre aveva paura, non per lei ma per noi. Non l'ho più vista».
La separazione definitiva
«Poi divisero implacabilmente gli uomini dalle donne, lasciai per sempre la mano di mio papà ma prima non sapevo che era per sempre, se no chi sa come sarei stata, invece in quel momento io speravo che poco dopo sarei stata di nuovo con lui al massimo sarebbe stato come a Como come a Varese: separati in prigione ma poi riuniti per un'altra meta e così ci salutammo insieme a delle donne in fila e lui a cinquanta o cento metri lontano da me anche lui si mise in fila con gli uomini, ci guardavamo da lontano mi ricordo e io con l'ultimo fiato cercando di non piangere gli facevo dei piccoli sorrisi gli facevo dei ciao da lontano perché io ero sempre molto preoccupata per lui, che così sofferente così disperato di avermi messo al mondo così, così preoccupato logicamente per me com'era, e allora gli facevo ancora dei piccoli salutini da lontano poi ad un certo punto non l'ho visto più. Non l'ho rivisto mai più.
La visione del fuoco
Venne la notte. La notte guardai fuori da una finestrina e vidi per la prima volta il fuoco sulla ciminiera era una visione molto brutta, era una visione in cui nella notte nera la neve bianca brillava perché il fuoco lì in fondo era sinistro, era terribile. Io ormai sapevo che cos'era quel fuoco allora quella fu una notte veramente tremenda.»
La scoperta del destino
«Dopo una settimana di lavoro non mi rendevo conto di che cos'era quel fuoco, non il fumo, il fuoco che usciva da quei camini. Ho trovato uno che parlava francese e gli ho chiesto: "Che cos'è quel fuoco?". Mi ha risposto: "Lo sai che vuole dire? Quando sei arrivato?".
"Una settimana fa".
"E con chi sei arrivato?".
"Con mia madre, mia sorella i miei parenti...".
"Guarda stanno lì".
"Ma perché?".
"Perché lì cremano, t'ammazzano e poi ti cremano".
"Ma chi?".
"Le persone, noi, gli Ebrei". »
Domande da interrogazione
- Qual è stata la trasformazione di Auschwitz nel 1940?
- Quale fu la sorte degli Ebrei all'arrivo ad Auschwitz?
- Come avvenne la separazione tra i membri della famiglia all'arrivo nel campo?
- Qual è stata la reazione di una sopravvissuta alla visione del fuoco sulla ciminiera?
- Come scoprì una sopravvissuta il destino degli Ebrei nel campo?
Nel 1940, le autorità naziste trasformarono delle vecchie caserme in un campo di concentramento per detenuti politici, e tra il 1941 e il 1942, Auschwitz divenne un luogo di sterminio per gli Ebrei di tutta Europa.
All'arrivo, l'80% degli Ebrei veniva mandato agli impianti di messa a morte, mentre il restante 20% entrava nel campo come manodopera schiava.
I nazisti divisero implacabilmente gli uomini dalle donne, causando una separazione definitiva tra i familiari, come raccontato da una sopravvissuta che non rivide mai più suo padre.
Una sopravvissuta descrisse la visione del fuoco sulla ciminiera come "sinistra" e "terribile", rendendosi conto della sua terribile verità durante una notte tremenda.
Dopo una settimana di lavoro, una sopravvissuta scoprì il destino degli Ebrei quando un prigioniero francese le spiegò che il fuoco che vedeva serviva per cremare le persone, rivelando così la verità sul loro tragico destino.