Concetti Chiave
- Vico sviluppa una filosofia della storia, criticando Cartesio per la sua mancanza di conoscenza delle cause e proponendo una visione più profonda della conoscenza.
- La metodologia di Vico combina filosofia e filologia per studiare sia le leggi universali dello sviluppo storico che le manifestazioni specifiche delle civiltà.
- La Scienza Nuova di Vico cerca di individuare tratti comuni tra le civiltà, mantenendo al contempo attenzione alle loro peculiarità storiche.
- Vico identifica tre età della storia: l'età degli Dei, degli eroi e degli uomini, ciascuna con caratteristiche distintive che riflettono lo sviluppo dell'individuo e della società.
- Il concetto di eterogenesi dei fini di Vico evidenzia come azioni individuali possano avere scopi superiori, mostrando l'interazione tra intenti personali e leggi universali.
La critica di Vico a Cartesio
L’ambito fondamentale della ricerca di Vico è la storia, in quanto si prefigge di fare una filosofia della storia. Questo è dato da due motivi principali: la critica a Cartesio e l’analisi filologica.
La critica a Cartesio parte dal fatto che Vico ritiene che si possa dire di conoscere realmente qualcosa quando ne conosciamo le causa. Conosciamo perfettamente solo qualcosa che dipende totalmente da noi. Cartesio fornisce una conoscenza del mondo e dell’io, ma non conosce le cause né dell’uno né dell’altro. Quindi, se conoscere significa conoscere per cause, allora la conoscenza di Cartesio non è vera conoscenza.
Sul piano filologico, invece, Vico riprende la coincidenza tra verum e factum, termini convertibili. Se si può conoscere con verità soltanto ciò che si è fatto, l’unico ambito di cui realmente l’uomo può conoscere è il prodotto dell’attività umana, ovvero la storia.
Metodologia di Vico nella storia
Dal punto di vista metodologico Vico utilizza due approcci uguali che hanno la stessa importanza nello studio della storia. Uno degli approcci è la filosofia, che deve studiare la storia ideale eterna, ovvero individuare la legge che ordina lo sviluppo storico, la legge in base alla quale gli eventi storici si sviluppano, comune a tutti. Questa legge è individuata dalla filosofia, il primo strumento metodologico attraverso cui dobbiamo studiare la storia, perché ci consente di individuare la legge dello sviluppo storico.
Accanto ad essa, il cui dominio è il verum, ciò che è vero, occorre utilizzare la filologia, il cui ambito di studio è il certum. Essa si dedica a studiare le manifestazioni concrete di ciascuna civiltà che si sono succedute nella storia (forme religiose, istituzioni politiche, forme d’arte). Ogni civiltà, infatti, esprime forme diverse. Lo studio della storia, al tempo stesso filosofico e filologico, è uno studio che da un lato vuole vedere le leggi invarianti, dall’altro non vuole perdere le particolarità specifiche di ogni civiltà, cioè il modo concreto in cui ciascuna civiltà ha dato corpo al proprio sviluppo.
La Scienza Nuova e le civiltà
La Scienza Nuova di Vico, perciò, è l’opera in cui egli intende accertare il vero e inverare il certo. Vuole individuare un tratto comune a tutte le civiltà tenendo conto delle manifestazioni particolari di ciascuna di esse.
Le tre età della storia
La filosofia individua quale sia la legge interna che determina lo sviluppo del divenire storico, ed è comune a tutte le civiltà. Essa passa attraverso tre tappe: l’età degli Dei, l’età degli eroi e l’età degli uomini. Ognuna delle tappe dello sviluppo della storia, inoltre, coincide con lo sviluppo che ogni individuo ha di se stesso. Come l’individuo passa dall’infanzia, all’adolescenza, alla maturità, così anche nella storia umana tutte le civiltà si sviluppano attraverso tre passaggi che hanno una corrispondenza piena, ma non biunivoca, con lo sviluppo dell’individuo. In ciascuna di queste età domina una diversa facoltà che risulta prevalente sia nell’individuo che nella società. I bambini e gli adolescenti possiedono una fantasia dei sensi, degli istinti rispetto alla ragione. Passando al piano storico, dunque, il primo stadio dello sviluppo di una civiltà è caratterizzato dalla nascita delle arti, della poesia, dei miti: la realtà viene letta e interpretata attraverso i sensi e la fantasia. Soltanto in una fase successiva, che nell’individuo corrisponde all’età della ragione, la realtà viene letta in modo concettuale, perdendo la sapienza poetica .
Filologia e manifestazioni civili
Si passa, quindi, alla filologia: l’analisi filologica si concentra sulle manifestazioni delle varie civiltà, il modo attraverso cui una determinata civiltà esprime il proprio modo di essere (miti, poesie…). Nell’età dei Dei, gli uomini sono bestioni che pian piano iniziano a darsi delle regole e producono forme d’arte , controllando gli istinti. Nell’età degli eroi, invece, emergono i valori morali; l’eroe è colui che compie determinate azioni, non perché ha paura di Dio o della punizione, ma perché questo diventa il suo modo di essere. Infine, nell’età degli uomini domina la ragione. Non tutte le civiltà attraversano queste tre fasi, e un ritorno agli stati precedenti è sempre possibile.
Corsi e ricorsi storici
Vico, inoltre, parla di corsi e ricorsi storici: il progresso della storia non è uniforme e non esclude delle ricadute. La storia ideale eterna è una sorta di legge che egli indica come provvidenza, un principio immanente alla storia stessa, un dover essere, una tendenza verso cui la storia aspira. L’idea della provvidenza assomiglia al Deismo, per il quale Dio viene concepito come un grande orologiaio che ha dato ordine ma che continua ad intervenire nel mondo. La provvidenza agisce in questo modo, ma non implica che Dio agisca costantemente nel mondo.
Eterogenesi dei fini
L’ultimo aspetto importante di Vico, è l’eterogenesi dei fini, che fa sì che determinate azioni che sembrano nascere da uno scopo particolare perseguono poi un obiettivo superiore, diverso da quello precedente. Gli aspetti individuali, infatti, vengono piegati da aspetti che sono universali. Per esempio, Cesare che varca il Rubicone segue l’ambizione personale di sconfiggere Pompeo e diventare padrone politico di Roma, ma in realtà è lo strumento di cui la Provvidenza si serve per realizzare il proprio fine di far tramontare la Repubblica e nascere l’Impero.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale obiettivo della ricerca di Vico?
- Come Vico critica la conoscenza di Cartesio?
- Quali sono i due approcci metodologici utilizzati da Vico nello studio della storia?
- Quali sono le tre età della storia secondo Vico?
- Cosa intende Vico con il concetto di eterogenesi dei fini?
Vico si propone di fare una filosofia della storia, criticando Cartesio e analizzando le manifestazioni storiche attraverso un approccio filologico.
Vico sostiene che la vera conoscenza implica la comprensione delle cause; poiché Cartesio non conosce le cause del mondo e dell'io, la sua conoscenza non è considerata vera.
Vico utilizza la filosofia, per individuare leggi universali dello sviluppo storico, e la filologia, per studiare le manifestazioni concrete delle civiltà.
Le tre età sono l'età degli Dei, l'età degli eroi e l'età degli uomini, ognuna delle quali corrisponde a fasi di sviluppo sia della civiltà che dell'individuo.
L'eterogenesi dei fini descrive come azioni apparentemente motivate da scopi personali possano in realtà servire a obiettivi superiori e universali, come nel caso di Cesare e la transizione dalla Repubblica all'Impero.