Concetti Chiave
- La novella di Verga denuncia l'ipocrisia e la corruzione morale della classe dominante, che si serve della giustizia per opprimere i più deboli.
- Il racconto si apre con Surfareddu, un guardiano che confessa di aver ferito a morte un ladro, portando il sacerdote in una situazione delicata.
- Il giudice, dopo un pranzo offerto dal sacerdote, si dimostra corrotto e chiede il recupero di un oggetto personale smarrito nei campi del Canonico.
- Il sacerdote acquista la chiavetta d'oro a caro prezzo, ottenendo così la salvezza dall'accusa di omicidio, evidenziando la corruzione del sistema giudiziario.
- Nonostante la corruzione, il sacerdote si riferisce al giudice come a un "galantuomo", mostrando una distorta ammirazione per la sua condotta.
Perché c'è un'accusa alla classe dominante?
In tutta la produzione verghiana non si trova un’accusa più esplicita e più dura contro l’ipocrisia e la corruzione morale della classe dominante, decisa a fare giustizia, ai danni delle povere persone. Questa novella, è davvero molto significativa, forse, non molto conosciuta, ma molto importante. A Santa Margherita, nella casina del Canonico, il sacerdote stesso e altre donne recitavano il Rosario, quando all'improvviso bussano alla porta. Il sacerdote, così, spaventato, si precipita alla porta, e scopre che è Surfareddu, guardiano armato dei campi e del bestiame a servizio del sacerdote. Il suo contratto sarebbe scaduto proprio quel giorno stesso. Surfareddu, spaventato, racconta l’accaduto: ha commesso un delitto, ferendo a morte un ladro, trovato nei campi del Canonico. A questo punto, dopo aver ascoltato l’accaduto, il sacerdote, invita Surfareddu ad allontanarsi.
Il giudice e la chiavetta d'oro
Pochi giorni dopo arriva in paese il giudice, che intima di portar via il sacerdote, accusato dell’omicidio avvenuto. Dopo un pranzo abbondante offerto dal sacerdote al giudice stesso, quest’ultimo di diparte. Qualche giorno dopo invia qualcuno dei suoi uomini per riferire al Canonico di ritrovare la chiavetta d’oro, che il giudice, aveva sfortunatamente smarrito, nei suoi campi. Il sacerdote, compra a caro prezzo quell'oggetto: il sacerdote viene salvato dal giudice e ogni qual volta che il Canonico tornava a parlare di quell'avvenimento, diceva a proposito del Giudice: “Fu un galantuomo! Perché invece di perdere la sola chiavetta, avrebbe potuto farmi cercare anche l’orologio e la catena”.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della novella riguardante la classe dominante?
- Come si sviluppa l'evento che coinvolge Surfareddu e il sacerdote?
- Qual è il ruolo del giudice nella storia e come si conclude il suo incontro con il sacerdote?
La novella mette in evidenza l'ipocrisia e la corruzione morale della classe dominante, che si preoccupa di fare giustizia a scapito delle persone più vulnerabili, come dimostrato dall'atteggiamento del sacerdote e del giudice.
Surfareddu, guardiano del sacerdote, si presenta spaventato dopo aver ferito un ladro nei campi. Invece di offrire aiuto, il sacerdote lo invita ad allontanarsi, evidenziando la sua indifferenza verso le conseguenze del delitto.
Il giudice accusa il sacerdote di omicidio, ma dopo un pranzo offerto dal sacerdote, decide di non perseguirlo. Successivamente, il giudice richiede la restituzione di una chiavetta d'oro smarrita, che il sacerdote acquista a caro prezzo, dimostrando la sua complicità e la corruzione del sistema.