Concetti Chiave
- Le HEV presentano un endotelio cuboide con alta espressione di addressine, facilitando il legame dei linfociti naïve nel linfonodo.
- Le chemochine CCL19 e CCL21, legate al recettore CCR7, sono essenziali per la migrazione dei linfociti T attraverso l'endotelio.
- L'interazione tra linfociti naïve e DC antigeniche richiede che i linfociti rimangano nel linfonodo per circa 24 ore per attivarsi correttamente.
- La ricircolazione dei linfociti T è fondamentale per avviare la risposta immunitaria adattativa, con l'espressione del recettore S1P che regola la loro uscita dal linfonodo.
- Se attivati da un antigene, i linfociti T ritardano l'espressione del recettore S1PR1, rimanendo nel linfonodo per la proliferazione e la differenziazione in linfociti effettori e di memoria.
Caratteristiche delle HEV
Se visualizzate in immunoistochimica, le HEV appaiono costituite da endotelio cuboide caratterizzato da un’elevata espressione di addressine. Qualora si utilizzino sezioni congelate di tessuto linfonodale, che mantenga alcune delle proprietà biologiche come la capacità di legare altre cellule, e se si carica un’aliquota di linfociti su queste fettine di tessuto, questi tenderanno a concentrarsi nelle zone dove sono presenti le HEV. I linfociti naïve che arrivano al linfonodo, rotolano anch’essi su queste HEV grazie alla presenza della L-selectina che riconosce le addressine endoteliali.
Ruolo delle chemochine
Inoltre, come visto in precedenza, è necessario il segnale dalla chemochina per avere la migrazione attraverso l’endotelio. Per i linfociti T, le chemochine sono CCL19 e CCL21, entrambe ligandi per il recettore CCR7. Questa interazione è fondamentale per il successivo legame delle integrine (LFA-1 e β2) e la migrazione. Queste chemochine sono prodotte in parte dalle stesse cellule endoteliali, ma soprattutto dalle FRC. Dunque, una volta entrato nel linfonodo, il viaggio del T naïve è guidato dal gradiente delle chemochine CCL19 e CCL21 che sono distribuite in questa regione.
Attivazione e migrazione dei linfociti
L’incontro con una DC portante l’antigene specifico per il linfocita è un evento piuttosto raro e per questo motivo è necessario che il linfocita permanga nel linfonodo per circa 24 ore. Nel caso in cui avvenga il riconoscimento, il linfocita naïve va incontro ad attivazione. Le DC si localizzano nelle stesse aree di pertinenza dei linfociti T in quanto esprimenti CCR7: infatti, seguono lo stesso gradiente chemochimico dei T naïve.
Processo di ricircolazione
Lo scopo finale di questo processo di ricircolazione è favorire il priming del linfocita T, cioè l’inizio della risposta immunitaria adattativa. Quando la cellula T naïve entra in un tessuto in cui la presenza del ligando è bassa (come nel caso del linfonodo), gradualmente la mancanza dello stesso porta all’espressione del recettore sulla superficie. Dunque, dopo circa 24 h, il linfocita diventa sensibile al ligando S1P e per questo lascia il linfonodo passando attraverso il seno corticale e il vaso linfatico efferente.
Esito dell'attivazione linfocitaria
Se al contrario il linfocita è attivato dalla presenza di un antigene, verrà ritardata l’espressione del recettore S1PR1 e ciò permette al linfocita che ha riconosciuto l’antigene di rimanere nel linfonodo, al fine di poter andare incontro a una serie di modifiche che riguardano la proliferazione e l’attivazione dei profili molecolari che genererà linfociti effettori e di memoria.
Domande da interrogazione
- Quali sono le caratteristiche distintive delle HEV e il loro ruolo nella migrazione dei linfociti?
- Qual è il ruolo delle chemochine nella migrazione dei linfociti T?
- Cosa accade ai linfociti T naïve durante il processo di attivazione e ricircolazione?
Le HEV sono costituite da endotelio cuboide con elevata espressione di addressine, che favorisce la concentrazione dei linfociti nelle aree dove sono presenti. I linfociti naïve rotolano su queste HEV grazie alla L-selectina, che riconosce le addressine endoteliali.
Le chemochine CCL19 e CCL21 sono fondamentali per la migrazione dei linfociti T attraverso l'endotelio, poiché interagiscono con il recettore CCR7, facilitando il legame delle integrine e guidando il viaggio dei linfociti T naïve nel linfonodo.
Se un linfocita T naïve incontra un antigene specifico, viene attivato e rimane nel linfonodo per modifiche cruciali. Se non attivato, dopo circa 24 ore, diventa sensibile al ligando S1P e lascia il linfonodo, mentre l'attivazione ritarda l'espressione del recettore S1PR1, permettendo la proliferazione e la generazione di linfociti effettori e di memoria.