Appunti valutazione politiche pubbliche
Scontro tra mercato efficiente e giustizia
Scontro tra mercato efficiente (i prezzi delle mascherine aumentano perché aumenta la domanda e il prodotto è scarso) e la giustizia (i prezzi delle mascherine aumentano come speculazione). Quindi:
- Da una parte c'è la mano invisibile del mercato (Adam Smith). L'idea è quella che: gli individui che perseguono il loro interesse nel mercato sono portati a promuovere il bene della società anche senza volerlo. È il mercato, l'interazione tra tanti individui all'interno del mercato che porta all'efficienza e al benessere nel mercato.
- Dall'altra parte ci sono le teorie della giustizia che dicono: se noi lasciamo fare il mercato restano senza mascherine i medici di famiglia.
Le domande che ci si pone e se quella distribuzione:
- È Pareto efficiente? Quindi è giusto che vadano a chi è in grado di pagare un prezzo più alto.
- È giusta? Quindi è giusto che le mascherine vadano a finire a coloro che hanno più bisogno delle mascherine.
Quindi fare intervenire o meno lo stato nel funzionamento di queste interazioni richiede una teoria della giustizia.
Due visioni economiche radicalmente diverse
- "La moralità rappresenta il modo in cui vorremmo che funzionasse il mondo. E l'economia serve invece a rappresentare come il mondo funzioni e non come dovrebbe funzionare." Quindi l'economia non ha a che fare con la moralità (Levitt – Dubner)
- L'economia è invece (secondo il professore e secondo Atkinson) una scienza morale. Nel senso che le domande più interessanti, a cui è più difficile rispondere è "come dovrebbe funzionare il mondo".
La legge sui poveri 1835
La casa costruita come Phanopticon (vedere tutto da un elemento centrale): da centro si può controllare in maniera efficiente, con un numero minimo di controllori. Suddivisione in 4 sezioni (uomini, donne, ragazzi, ragazze) e queste persone lavorano. L'organizzazione efficiente dentro queste work house era così efficiente e quindi così sgradevole che si riteneva stare meglio fuori da quegli edifici a qualsiasi condizione.
Quindi questo modo di disegnare le case per i poveri e la legge per i poveri è il risultato di un pezzo della teoria della giustizia (l'utilitarismo: che aveva come obiettivo quello di difendere e massimizzare il benessere sociale). Inoltre, erano work house progettate di modo da essere completamente autofinanziate e non a carico dello stato: si finanziavano con il lavoro delle persone al loro interno. Chi stava dentro, stava male. Però il concetto di fondo è questo: se il benessere della maggioranza migliora di più del benessere della piccola minoranza di poveri che vengono chiusi in queste case allora il benessere sociale cresce. È una misura ritenuta giusta dagli utilitaristi.
La pena di morte
È una politica adottata come effetto deterrente. Ma ha senso chiedersi se è fosse una politica giusta. Gli economisti invece si chiedono solo se è o meno efficiente. La pena di morte è un disincentivo all'omicidio: se nessuno fosse giustiziato per omicidio ci sarebbero più omicidi. Però può capitare che il 4% siano condanne sbagliate e quindi cosa succede.
Come si fa a valutare la desiderabilità di una politica pubblica?
Valutazione delle Politiche Pubbliche è pensata come studio degli effetti delle norme.
- La VPP è lo strumento per analizzare gli effetti concreti delle politiche/norme giuridiche.
- Nella valutazione ex-ante (o nei modelli di analisi economica del diritto) serve a prefigurare quali saranno gli effetti di queste norme.
- Nella valutazione ex-post quindi per conoscere le conseguenze delle politiche/norme è fondamentale per comprendere quelle in vigore e per decidere quali politiche/norme è opportuno adottare: quindi si valuta se è o meno desiderabile a seconda degli effetti che questa produce.
- Le norme giuridiche debbono essere valutate in base agli incentivi che stabiliscono ed alle modifiche che, in risposta a quegli incentivi, inducono nel comportamento dei soggetti da esse direttamente o indirettamente contemplati.
- Il criterio attraverso cui valutare la desiderabilità sociale di una norma è basato sui suoi effetti in termini di benessere sociale.
Il ruolo della teoria economica nella VPP
- "Il principio centrale [dell'AED] è che i concetti fondamentali quali quello della massimizzazione, dell'equilibrio e dell'efficienza sono anche fondamentali per comprendere e spiegare i principi giuridici." (Cooter-Ulen)
- Applicazione degli strumenti dell'economia all'analisi delle politiche
- Razionalità
- Efficienza
Con due obiettivi:
- Descrittivo (positivo): studiare gli effetti delle politiche/regole legali sui comportamenti individuali e analizzarne i risultati;
- Valutativo (normativo): valutare la desiderabilità sociale degli effetti e dei risultati delle politiche/regole legali.
La VPP non può essere limitata a questioni che hanno a che fare solamente con il benessere sociale ma è legata anche a questioni di giustizia.
- L'economia non è una scienza «neutrale sui valori» («value neutral»).
- Anche nella discussione sulla «disuguaglianza» gli economisti tendono a non considerare questioni di uguaglianza e giustizia distributiva.
- Le questioni di giustizia sono schiacciate su considerazioni di «efficienza».
- Tanto più i mercati si estendono su aspetti «non-economici» della vita, tanto più l'economia si intreccia con questioni morali.
- La riduzione a questioni di efficienza determina la «mercificazione» («commodification») di aspetti della vita tradizionalmente oggetto di «transazioni» non di mercato: mercato degli organi.
- La riduzione a questioni di efficienza determina la «corruzione» di aspetti della vita tradizionalmente oggetto di «transazioni» non di mercato.
L'obiettivo è costruire una misura del benessere sociale per poi fare le nostre valutazioni delle politiche. La misurazione del benessere sociale: è necessario definire i criteri sulla base dei quali è possibile giudicare proposte alternative di intervento normativo (e politica economica).
- Valutare la desiderabilità sociale degli effetti e dei risultati delle regole (legali) che governano i mercati.
- Questioni di efficienza: dimensioni della "torta sociale" … quindi massimizzare l'efficienza vuol dire rendere più grande possibile il benessere totale della società.
- E questioni di equità (giustizia): spartizione della "torta sociale".
Gli economisti a partire da Jeremy Bentham utilizzano gli strumenti dell'utilitarismo (in tutte le sue varianti). Il principio delle scelte sociali: "it is the greatest happiness of the greatest number that is the measure of right and wrong." La più grande felicità per il più grande numero è la misura del giusto e dello sbagliato. Questa citazione di Bentham c'è già l'idea che l'obiettivo sociale è quello di rendere la felicità (la torta) la più grande possibile, per il più grande numero possibile di cittadini. E l'efficienza è la misura del giusto e dello sbagliato. Quindi l'obiettivo della società è la massimizzazione del benessere sociale.
Jeremy Bentham, padre dell'utilitarismo era ossessionato dall'efficienza. Egli costruisce delle strutture sociali efficienti ideali, ma alcuni sono stati applicati. Esempio il carcere di Presidio Modelo a Cuba: basta che ci sia un solo sorvegliante al centro della struttura che riesce a vedere tutte le celle di tutti i detenuti. Anche la palazzina dei clamorosi al San Niccolò è un panopticon. Bentham pensa che le persone che sono felici possono provare sia piacere che pena. E associa l'idea di piacere all'idea di utilità. Quindi l'utilità è misurabile.
Francis Ysidro Edgeworth, intorno alla misurabilità dell'utilità dice che (in economia pura):
"Supponiamo che sia consentito nella scienza del piacere ciò che è ammesso in quella dell'energia: cioè immaginare uno strumento tecnicamente perfetto, una macchina psicofisica, che registri continuamente l'altezza del piacere provato da un individuo, in perfetto accordo con il suo giudizio."
L'idea è: se fosse possibile avere uno strumento che misura perfettamente l'utilità degli individui noi potremmo fare tutta una serie di osservazioni. Questo strumento chiamato edonimetro, misurare un piacere derivante da esperienze di consumo ecc... Questa idea di fine 800 è una delle frontiere dell'economia attuale. Alcune App lo fanno, cioè provare/riuscire a misurare l'utilità/la felicità. Quindi l'idea di una macchina come pensata da Edgeworth non è per niente fuori dall'attualità. Se l'utilità è misurabile, ed è misurabile in modo cardinale.
Secondo l'utilitarismo ottocentesco
Se il grado di felicità di una persona, la sua soddisfazione, la sua utilità può essere misurata, allora si possono fare affermazioni di questo tipo:
- u(x) > u(y) se l'individuo preferisce x a y (u = utilità): l'utilità del bene x è più grande cardinalmente del bene y.
- u(x) = u(y) se l'individuo è indifferente tra x e y.
- È possibile affermare che u(y)+u(x) > u(w)+u(z) (è possibile fare somme di utilità e poi fare confronti tra utilità).
- È possibile affermare che u(z)= 5u(q) (è possibile affermare che l'utilità di un bene è molte volte più grande).
In conclusione, è possibile confrontare e sommare le utilità di individui diversi:
uA(x) + uE(x) > uA(y) + uE(y) indica un miglioramento del benessere sociale
Se ho due individui A ed E che consumano entrambi il bene x e ricevono una utilità ciascuno, posso sommare le singole utilità ed avere l'utilità totale. Posso confrontare l'utilità totale derivante dal consumo del bene x con il consumo del bene y. L'utilità è misurabile cardinalmente ed è comparabile tra individui. (Pareto dirà successivamente che l'utilità non è misurabile cardinalmente). Vediamo adesso un esempio di due situazioni sociali ipotizzando che l'utilità sia misurabile cardinalmente. Quindi in questo esempio se voglio sapere la dimensione complessiva della torta sociale è sufficiente sommare l'utilità dei singoli individui. Se facciamo intervenire una norma, che fa spostare dall'utilizzo di x all'utilizzo di y. Se questa norma aumenta il benessere sociale complessivo.
Quindi con questa idea di benessere, di costruzione di benessere di stampo utilitarista, io posso affermare che: la situazione y è preferibile dal punto di vista sociale alla situazione x perché la torta sociale è più grande. Si passa da 30 a 34 e non conta chi detiene le fette della torta: conta soltanto la dimensione totale della torta. Cioè aumentare il benessere totale a prescindere da chi detiene le fette della torta.
Utilitarismo puro o non ponderato
Nell'utilitarismo puro o non ponderato le utilità degli individui concorrono in pari misura al benessere sociale: sono cioè pesate allo stesso modo (uno vale 1). Allora, in una società dove ci sono n individui il benessere complessivo è definito come:
W = Σ ui
Per capire questo funzionamento del "benessere sociale" utilizziamo le curve di isobenessere.
Def: Una curva di isobenessere individua tutte le distribuzioni di utilità tra i membri della società la cui somma è pari ad un definito valore di W. Esempio: una società formata da due individui: Il benessere sociale può essere calcolato sommando le utilità di tutti gli individui della società: Le utilità dei due individui concorrono in pari misura al benessere sociale, sono pesate nello stesso modo.
La linea verde è una curva di isobenessere che corrisponde a 900u di utilità complessive. Questo valore indica il valore W della curva e la curva individua tutte le combinazioni di utilità di Lucio e Paola che hanno come risultato: W = uLucio + uPaola = 900. Se io tolgo 200u di utilità a Lucio, per tornare sulla curva di isobenessere devo dare 200u di utilità a Paola. La pendenza della curva di isobenessere è il peso relativo assunto dalle utilità dei due individui nel calcolo. In questo caso: (ΔuPaola) / (ΔuLucio) = -1. Le curve di isobenessere più a sinistra sono dal punto di vista sociale peggiori di curve di isobenessere in alto a destra. Quindi in questo caso massimizzare il benessere sociale vuol dire raggiungere la curva di indifferenza più in alto a destra che può essere raggiunta all'interno della società. Ma il problema è che non sempre la società può permettersi curve in alto a destra: ci possono essere dei vincoli che glielo impediscono. Per rappresentare quindi i vincoli, per la scelta della curva di isobenessere, si usa il concetto di frontiera delle utilità possibili.
UPF (Utility Possibility Function)
Misura il livello di utilità massimo che un individuo T può raggiungere per ogni dato livello massimo di utilità di G.
- Individua cioè le distribuzioni di utilità possibili ed efficienti.
- La UPF è il vincolo per la massimizzazione del benessere sociale.
Quindi la frontiera delle utilità possibili mi dice qual è il livello massimo di utilità del primo individuo compatibile con il livello massimo di utilità che abbiamo fissato del secondo individuo. La frontiera è in sostanza il vincolo a cui è sottoposta la società nel suo complesso quando si pone il problema di massimizzare il benessere sociale. Per la teoria della giustizia utilitarista l'obiettivo della società è la massimizzazione del benessere sociale.
- La società giusta è la società che massimizza il benessere
- Non è rilevante la distribuzione finale delle utilità tra gli individui che compongono la società
Il massimo benessere sociale si raggiunge nel punto di tangenza tra la curva di isobenessere e la funzione delle utilità possibili. Il problema potrebbe sussistere se questa massimizzazione del benessere non fosse equamente distribuita (problema delle soluzioni d'angolo, tutto il benessere su pochi). Si parla allora di: Utilitarismo 'ponderato' dove le utilità degli individui concorrono al benessere sociale in modo diverso a seconda del peso che 'il regolatore' attribuisce loro. Questo perché sono ponderate cioè si attribuiscono pesi diversi ad individui diversi. In una società con individui, se si indica con wi il peso attribuito al benessere dell'i-esimo individuo, allora il benessere sociale è definito:
W = Σ wi * ui
Per attribuire questi pesi diversi c'è bisogno di una teoria della giustizia (cosa non gradita agli utilitaristi). È una curva di isobenessere convessa:
- Punto alto: se levo 200 a Lucio mi basta dare 100 a Paola per tornare sulla curva: l'utilità di Lucio vale la metà di quella di Paola.
- Punto basso: se levo 200 a Lucio (diventa ancora più povero) devo dare 700 a Paola (che diventa ancora più ricca) per tornare sulla curva: sto togliendo utilità ad un individuo rendendolo ancora più povero di quanto sia e per compensare questo devo dare tanta utilità in più a Paola.
Quindi in questo caso, a differenza dell'utilitarismo puro, l'utilità del ricco e del povero sono imperfettamente sostituibili. Questo perché nell'utilitarismo il rapporto di scambio era sempre 1 a 1, qualunque fosse la distribuzione. Nell'utilitarismo ponderato l'obiettivo della società è la massimizzazione del benessere sociale.
- La società giusta è la società che massimizza il benessere dato il sistema di pesi per le utilità degli individui
- La distribuzione finale delle utilità tra gli individui che compongono la società rispecchia i pesi attribuiti a ciascuno
In questo caso si evitano sempre le soluzioni d'angolo.
Una teoria della giustizia distributiva ispirata a John Rawls
- Massimizzazione del benessere dell'individuo che si trova nella condizione peggiore (cioè delle persone più povere).
- La funzione del benessere sociale deve essere costruita senza sapere la propria posizione sociale: dietro ad un "velo di ignoranza" sulla propria posizione sociale. Questo perché rischierebbe di pesare di più certe posizioni a scapito di altre.
- Quindi gli individui dietro al velo di ignoranza sono favorevoli ad uno schema che massimizza il reddito dell'individuo più povero poiché non possono escludere di trovarsi loro stessi in tale situazione. Perché la povertà è la condizione più pericolosa in cui potrei trovarmi.
Curve di isobenessere ispirate da Rawls
- Il benessere sociale coincide con l'utilità dell'individuo più povero.
- Si deve massimizzare l'utilità dell'individuo più povero indipendentemente da ciò che accade agli altri.
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