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Valutazione d'azienda

Conferimento → valore monetario, serve perizia con relazione giurata di un esperto (nella liquidazione o cessione di ramo d’azienda non è richiesta la valutazione d’azienda). Nella fusione serve la valutazione nonostante non ci sia denaro. Da qui serve una relazione giurata. Qualcuno si deve assumere la responsabilità. Due responsabilità:

  • Nessuno dei soci deve essere defraudato dalla fusione.
  • La società nata poi non deve essere annacquata (capitale annacquato).

Il perito si prende la responsabilità valutando l’azienda. La materia tende a sfuggire, è astratta. Le formule si basano su parametri futuri. Presupposti difficili da valutare. I metodi di valutazione sono giusti, ma sono aleatori i dati inseriti. Il valore di un’azienda è il valore attuale dei flussi che l’azienda produrrà negli anni futuri. I parametri su cui valutare l’azienda sono infiniti. Fortunatamente esistono parametri per ridurre l’incertezza. In perizia si rimuove il principio di prudenza e si usa la prudenza del professionista. Maggiore è il rischio e minore sarà il valore temporale di attualizzazione dei flussi. Se manca il denaro come valore di valutazione serve una perizia asseverata. La trasformazione tra società di persone a società di capitali richiede la perizia asseverata perché cambia la responsabilità, da illimitata a limitata. In questo modo si impedisce l’annacquamento del capitale. L’esperienza si fa dopo una decina di anni. Per far questo e vedere qualcosa si fanno lavori di gruppo. 6 domande multiple e 2 aperte. Se non faccio lavoro di gruppo 6 domande multiple e 5 aperte. Esame scritto: crocette + qualche domanda aperta. BASTANO LE SLIDE su elearning (pw:DMva) Studiare i Principi Italiani di Valutazione che ormai sono stati standardizzati link.

3 Equilibri dell'azienda

Sono: patrimoniale, economico e finanziario. L’equilibrio economico sono che i ricavi coprono i costi, o al meglio li superano. Uguali nel breve e maggiori nel lungo. Questo equilibrio deve perdurare nel tempo per non intaccare il capitale. Se i costi superassero i ricavi abbiamo un disequilibrio economico che va a ridurre il capitale, quando il capitale finirà la società smette di esistere se non viene ricapitalizzata. Equilibrio finanziario, le entrate coprono le uscite senza alterare l’equilibrio economico. Sopra la liquidità ci sono i crediti, che diventeranno denaro dopo tempo. Tra immobilizzazioni e denaro c’è la differenza che le prime non si vendono, esse si ammortizzano dando contributo a generare reddito. Nel cedere la loro utilità pluriennale permette di generare ricavi pluriennali che genereranno crediti, i quali a loro volta porteranno denaro. C’è molta distanza tra immobilizzazioni materiali e denaro. Le immobilizzazioni immateriali sono più semplici e probabile da vendere. Ridurre i tempi per avere prima entrate di denaro costa. Es. se vendo i crediti dovrò scontarli alla finanziaria. L’equilibrio finanziario è devastante sull’equilibrio economico, e viceversa. Equilibrio patrimoniale, è il patrimonio che serve per svolgere l’attività. Non deve esserci squilibrio, proporzione tra alto e basso (troppo alto viene sprecato – non sfrutto la leva finanziaria). Il capitale è un garante del rischio, non serve per produrre denaro, per far quello basta l’indebitamento. Serve il giusto equilibrio tra capitale e indebitamento. L’analisi di bilancio ci dice fino a dove possiamo tirare la corda con la leva finanziaria.

3 Concetti di capitale

Cambia il contesto in cui il bene viene utilizzato:

  • Capitale di funzionamento: è il capitale di esercizio di un’impresa in funzionamento. I criteri per la sua determinazione sono le regole contabili adottate dall’impresa nella redazione del bilancio. È il capitale che troviamo nel bilancio d’esercizio nello stato patrimoniale. Capitale dello stato patrimoniale. I criteri per la sua valutazione sono le regole contabili applicate dall’azienda. NON esprime il valore dell’azienda perché viene depresso dal principio di prudenza. È soggetto a normative, lo IAS scimmiotta ancora di più il valore per fair value. Viene calcolato da regole. Il capitale di funzionamento è utile solo perché è facile e semplice da calcolare, fare perizia una volta l’anno sarebbe impossibile. Perizia si fa quando passano leggi di rivalutazione per riallineare i valori. Il capitale di funzionamento è: Primo apporto fatto dai soci + tutti gli apporti successivi – prelievi ± reddito prodotto in ogni esercizio. Peggio di così non può essere, altrimenti avrei svalutato, sicuramente è più di così. Le perizie vengono fatte nelle operazioni straordinarie, cioè viene meno il going concern. Sotto di così non può scendere, il suo lavoro lo fa. Da il valore sicuro oltre il quale sotto non andremo. Solo il capitale di liquidazione può essere inferiore al capitale di funzionamento.
  • Capitale di liquidazione: rappresenta il valore del capitale aziendale nel caso di cessazione dell'attività. Criteri di valutazione sono quelli tipici della liquidazione: Attività stimate al valore di realizzo; Passività stimate al valore di estinzione. Si differenzia dal capitale di funzionamento per la perdita del going concern. Le passività sono il valore di estinzione, per le attività posso fare una perizia non giurata per sapere il valore a cui posso vendere. Il valore è l’ammontare calcolato dall’esperto.
  • Capitale economico: particolare configurazione del capitale d’impresa che si intende determinare quando si valuta il sistema aziendale nel suo complesso. Il CAPITALE ECONOMICO è, in genere, l’oggetto di interesse del processo di valutazione d’azienda propriamente detto. Serve per sapere il valore effettivo di un’azienda nel suo complesso. Il valore non è il reddito.

Introduzione

La valutazione dell'impresa è strumento indispensabile in vari ambiti, fra cui:

  • Scelte strategiche aziendali;
  • Misurazione della performance;
  • Redazione del bilancio d'esercizio;
  • Concessione di garanzie;
  • Operazioni di M&A;
  • Operazioni straordinarie d'azienda.

Prezzo e valore

Prezzo e Valore sono due concetti diversi. “Oggigiorno si conosce il prezzo di tutto, ma non si conosce il valore di niente” O. Wilde (Il ritratto di Dorian Gray - 1890).

Prezzo: “è il corrispettivo richiesto, offerto o pagato per l’acquisizione dell’attività reale o finanziaria da valutare. Si tratta di una grandezza empirica, influenzata da tutte le variabili che incidono sulla domanda e sull’offerta e che, pertanto, può discostarsi dal valore dell’attività.”

Valore: “non è una grandezza empirica ma il risultato di una stima che può avere ad oggetto:

  • Il prezzo più verosimile da sostenere per l’eventuale acquisizione dell’attività reale o finanziaria da parte di un partecipante al mercato (valore di mercato) o nell’ambito di una transazione fra due soggetti specificamente individuati (valore negoziale equitativo);
  • I benefici economici offerti dall’attività medesima ad un generico operatore presente sul mercato (valore intrinseco) oppure al particolare soggetto che attualmente la detiene o che potrà detenerla (valore d’investimento);
  • Il prezzo realizzabile in caso di cessione separata di attività che erano state organizzate per un utilizzo congiunto (valore di smobilizzo);
  • Prezzi e/o benefici economici e/o formule valutative stabiliti per contratto, per regolamento o per legge (valore convenzionale);

Può capitare che il prezzo superi enormemente il valore. Il valore però sul lungo periodo dà sempre ragione. L’analisi fondamentale deve sempre esserci, attenzione all’euforia, se sei euforico non sei razionale.

Le regole di valutazione: cenni storici

Per divenire autorevole la valutazione necessita di principi standard. 2015 – OIV - PIV, 2011 IVSC – IVS, 1980 FEE – 2° raccomandazione, 1955 FEE – 1° raccomandazione. Le regole di valutazione sono sempre rimaste indietro, nonostante le raccomandazioni mai recepite. Il problema è che si stava andando verso l’anarchia, perizie senza senso. Nel 2011 arriva uno STANDARD SETTER INTERNAZIONALE con i IVS, e nel 2015 è arrivato lo STANDARD NAZIONALE dall’OIV con i PIV. I PIV hanno recepito molto bene gli IVS per questo studieremo principalmente quelli.

Istituzioni di riferimento: IVSC (International Valuation Standards Council)

Si tratta di un’organizzazione privata no profit che mira a perseguire i seguenti obiettivi:

  • Sviluppare standard internazionali e supporto alla loro adozione
  • Creazione di un clima di collaborazione e cooperazione tra i vari membri
  • Divenire punto di riferimento nell’ambito della professione.

Tra gli strumenti a disposizione:

  • International Valuation Standards Board (IVSB) – apposito board deputato alla creazione e aggiornamento degli International Valuation Standards;
  • Pubblicazione di guide tecniche;
  • Promozione dell'attività di valutazione d'azienda a livello internazionale come attività professionale autonoma e distinta rispetto alle altre professionalità, garantendo il rispetto dei principi etici e professionali.

Divenire punto di riferimento → è tutto in evoluzione.

Framework & General Standards

Riepilogo dei principali postulati:

  • Valutazione e giudizio
  • Indipendenza e obiettività
  • Competenza (capacità di giudizio)
  • Rapporto tra prezzo, costo e valore
  • Mercato
  • Input della valutazione

Il redattore di bilancio anche lui da un giudizio su impairment test, svalutazione, ammortamento. Qui invece non si danno norme tecniche, ma norme di comportamento per il perito. Il tuo giudizio/la tua valutazione deve fare emergere la verità. Ti faccio fare tutto quello che vuoi ma poi devi risponderne.

Valutazione e Giudizio: Il perito deve avere indipendenza. Competenza, il valutatore non può improvvisarsi, per i PIV deve dichiarare la propria esperienza nella perizia. Deve dichiarare perché si ritiene capace di svolgere quel lavoro. Il perito rilascia un’autocertificazione sulla sua capacità di giudizio.

Rapporto tra prezzo, costo e valore → il perito deve indicare la distanza tra i tre valori. Tre valori per esprimere. Mercato → Può essere alto o basso per euforia o pessimismo. Se cambia di tanto ci può essere una frode. Input della valutazione → Sono indispensabili, (due aziende identiche possono avere valore diverso per una singola informazione). Le informazioni sono tutto, possono stravolgere il valore. Una sola informazione può stravolgere tutto. ATTENZIONE. Anche i budget fatti dall’imprenditore valgono poco, devono stare attenti (guardare anche gli ordini).

Definizione dell’oggetto dell’incarico → è fondamentale, può cambiare il risultato della perizia. Se faccio una perizia per fusione sto attento che gli interessi di A e B non verranno lesi. Se l’oggetto è la trasformazione devo verificare che il capitale sociale è adeguatamente coperto dalle risorse apportate dai soci. CTU per i giudici, CTP tutelo l’interesse del soggetto citato in giudizio. Perizie di carattere fiscale, devo cambiare periodo di analisi e farlo ricadere su una certa data. Esistono tanti modi diversi per vedere i valori.

Perizia per Apporti a realizzo controllato → apporto partecipazione di alto valore (milioni) a un valore basso (10.000€) per evitare di pagare imposte sulla plusvalenza, l’ordinamento lo prevede. La perizia può anche essere volta a scoprire quanto valore ha perso la società, e non quanto vale.

Data di riferimento del giudizio: T è il momento in cui capitalizzo i flussi prodotti dall’azienda. 0 Estensione dell’analisi, limitazioni dell’incarico e provenienza delle fonti di informazione: Il perito dice quello che può sulla base delle informazioni che ha. Le informazioni il perito le acquisisce come meglio ritiene, può fare tutte le rilevazioni che vuole. Se l’azienda non lascia le informazioni richieste si scriverà sulla perizia: i dati che rilevano da questo elaborato sono viziati dalla mancanza parziale di informazioni che rende difficile, se non quasi impossibile la valutazione. Ti sto dando un giudizio ma non è verità assoluta, ma sulla base delle informazioni che ho potuto acquisire (buona fede). Difficile mi esprimo, impossibile rinuncio all’incarico. Tutte le LIMITAZIONI il perito deve dirle, non posso farle valere dopo.

Restrizioni all’uso della valutazione: dove questa valutazioni non la puoi usare. Indagine conoscitiva: leggo tutto. Se nel corso della valutazione capisco di non essere in grado deve rifiutare l’incarico. Metodi di valutazione utilizzati: come sono arrivato a quel dato valore. I metodi dipendono dalle finalità. Il perito deve tener via tutti i calcoli e tutto quanto usato.

Code of Ethical Principles for Professional Valuers – December 2011 Volto a “promuovere pratiche e comportamenti etici nel settore della valutazione”, ha come destinatari le Organizzazioni dei Professionisti della Valutazione (organizzazioni senza scopo di lucro nell’ambito della valutazione) le quali possono adottarlo in alternativa ad un proprio Regolamento (il quale deve comunque rispettare i 5 principi fondamentali). integrità. Si struttura come segue:

  • PRINCIPI FONDAMENTALI
  • Condotta obiettività
  • PRINCIPI FONDAMENTALI – LINEE GUIDA
  • APPENDICE 1 – MINACCE E SALVAGUARDIE
  • APPENDICE 2 – DISCUSSIONE DEI PRINCIPI FONDAMENTALI

Riservatezza competenza. L’etica ha un ruolo molto importante nella valutazione, fa si che non ci possa essere una valutazione influenzata da interessi personali o non etici.

Istituzioni di riferimento: OIV Organismo Italiano di Valutazione

Fondazione indipendente senza scopo di lucro fondata il 29 novembre 2011 da: che mira a perseguire una serie di obiettivi (art. 3 Statuto) riguardanti:

  • La predisposizione ed aggiornamento di un corpus di principi e delle relative guide applicative e practices
  • La partecipazione al processo di formazione dei principi di valutazione a livello internazionale
  • La diffusione della conoscenza dei principi di valutazione nazionali e la diffusione della cultura valutativa

=STANDARD SETTER di riferimento per gli stakeholders (esperti, utilizzatori, Autorità di Vigilanza, Legislatore, omologhi enti esteri ed internazionali). L’obiettivo di fondo di O.I.V. è “servire il pubblico interesse nel campo delle valutazioni, accrescendo la fiducia nei confronti dell’attività di valutazione”. Ha partorito i Principi Italiani di Valutazione (PIV) nel 2015. Una serie di norme che ci aiutano a dire SI, SI e SI. Sono tutti presupposti da dichiarare.

Discussion Paper (DP.01.2012) – “Impairment test dell’avviamento in contesti di crisi finanziaria e reale. Linee guida.” Si affrontano le criticità che in contesti di crisi finanziaria e reale possono condizionare le stime di impairment. Si pone innanzitutto l’attenzione sugli indicatori di impairment market based: differenza negativa tra capitalizzazione di borsa e patrimonio netto contabile, lasso temporale in cui si prolunga, variazione nella capitalizzazione di borsa rispetto all’ultimo impairment test (...)

Le criticità maggiori si osservano nell’ambito della stima del valore recuperabile sulla base dei flussi attesi: l’esperto deve evitare che la verifica sia condotta su piani non aggiornati e che non tengono adeguatamente conto di eventi significativi verificatisi successivamente. Tali previsioni non debbono poi essere aggiornate considerando anche le annualità successive al budget annuale mediante adeguata revisione delle assumption. Un ruolo significativo svolgono poi i dati di riferimento delle previsioni formulate, i quali oltre che su studi interni devono fondarsi soprattutto su previsioni di fonti terze. L’esperto deve valutare anche la capacità previsionale manifestata dall’azienda, esaminando ad esempio gli scostamenti tra dati consuntivi e budget e piani predisposti in passato.

Principi Italiani di Valutazione – Luglio 2015

Regole di Valutazione: Dilemma: ha ragione il valutatore o il mercato? Si pensi al paradosso della new economy: imprese permanentemente in perdita che nei mercati borsistici sono state valutate molto di più di aziende storiche, stabili e consolidate. Di fronte ad elementi di incertezza che influenzano il prezzo (comportamenti emotivi del mercato, ad esempio) occorre determinare il valore secondo una ben precisa procedura. La metodica utilizzata nel determinare il valore deve dunque essere razionale, ricostruibile e convincente. Si possono individuare i seguenti postulati: Razionalità (metodi dotati di un fondamento teorico) Obiettività (dati certi e affidabili) Neutralità (imparzialità, senza influenze da parte di interessi di parte) Stabilità (elementi stabili e non di natura straordinaria). Nell’ambito dei PIV si può richiamare il Conceptual Framework che racchiude tutti i concetti e le definizioni a cui fanno riferimento i Principi stessi e così riassumibili:

Importante questa tabella – Studio bene. Regole di Valutazione - conceptual framework. In particolare, quanto detto finora può essere così sintetizzato.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marco_vimercati di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Valutazione d'azienda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Montani Damiano.
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