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Concetti Chiave

  • Il 17 marzo 1861 nasce il Regno d'Italia con la riunione del primo Parlamento a Torino, guidato dalla Destra Storica di Cavour.
  • La Destra affronta gravi sfide economiche e sociali, tra cui analfabetismo, malattie e un forte indebitamento, con la popolazione in gran parte agricola.
  • La questione romana si complica dopo la morte di Cavour, con tentativi di Garibaldi di liberare Roma che vengono fermati dalle pressioni esterne.
  • La Prussia, sotto Bismarck, diventa una grande potenza e coinvolge l'Italia nella guerra austro-prussiana, portando all'acquisizione del Veneto.
  • Nel 1870, l'Italia annette Roma, ma il Papa rifiuta le garanzie offerte dal governo, scomunica i Savoia e proibisce la partecipazione politica ai cattolici.

La nascita del Regno d'Italia

Il 17 marzo 1861 si riunisce a Torino il primo Parlamento del Regno d'Italia, che estende a tutto il paese lo Statuto Albertino e la sua legge elettorale censitaria. Il nuovo governo è formato da liberali moderati che si riconoscono e le posizioni di Cavour e ai quali si dà il nome di Destra Storica; a essi si contrappone la Sinistra Storica, formata da Democratici che fanno riferimento alle esperienze risorgimentali.

Le sfide economiche e sociali

La Nazione che la Destra si accinge a governare versa in condizioni di grave arretratezza: mancano le infrastrutture, la produzione industriale è bassissima, il 78% della popolazione è analfabeta e soggetta a malattie e denutrizione. Inoltre è fortemente indebitata con le banche estere e per ripianare il debito pubblico il governo non ha altro mezzo che imporre nuove tasse, fra cui la tassa sul macinato che suscita gravissime rivolte. L'economia italiana è basata sull'agricoltura, che tuttavia rende molto meno di quanto potrebbe. Solo in Piemonte nella Pianura Padana esistono aziende agricole moderne; nel centro domina la mezzadria e nel Sud e nelle isole esiste ancora la piaga dei latifondi. Ed è proprio nel mezzogiorno, infatti, che esplode il brigantaggio, nato dall'intreccio tra la disperazione dei contadini e l'ostilità delle classi dirigenti locali verso l'unificazione dell'Italia. Il brigantaggio diventa ben presto una guerra civile e nel 1863 il Parlamento proclama lo Stato d'emergenza approvando una legge che sospende diritti costituzionali. Grazie ad essa, i militari hanno i pieni poteri e pongono l'intero meridione Sotto assedio attuando una feroce repressione, indegno di un paese civile.

La questione romana e Garibaldi

Intanto, ne 1860, è morto Cavour e tocca ad altri affrontare i problemi della nazione, primo fra tutti la questione romana: infatti Roma non fa parte del nuovo stato e inoltre il papà considera il re un usurpatore. Poiché le trattative diplomatiche non approdano a nulla, nel 1862 il nuovo capo del governo, Rattazzi, incoraggia segretamente Garibaldi a organizzare una spedizione di volontari per liberare Roma, ma, quando il generale giunge in Calabria, Napoleone III minaccia di intervenire e i garibaldini vengono fermati sull'Aspromonte. Due anni dopo Italia e Francia trovano un accordo: le truppe francesi lasciano Roma e in cambio il governo italiano sposta la capitale del Regno da Torino a Firenze, ma Pio IX emana il “Sillabo” esasperando i rapporti fra laici e cattolici.

L'unificazione tedesca e la Prussia

Ancora una volta la soluzione dei problemi unitari italiani viene dall'estero, e precisamente dalla Prussia, dove è salito al trono Guglielmo I che ha nominato cancelliere Otto von Bismarck. La Prussia è l'unico paese a non far parte della confederazione germanica creata durante il congresso di Vienna e presieduta dall'imperatore d'Austria. Tutti gli stati della confederazione aspirano all'unità e, Grazie al varo di una legge chiamata Zollverein, hanno reso possibile la libera circolazione delle merci in territorio tedesco, avvantaggiando soprattutto la Prussia, che è diventata una grande potenza europea e la nazione guida. All'unificazione, però, si oppone l'Austria e così la Prussia, nel 1866, decide di dichiarare guerra, sconfiggendo la subito nella battaglia di Sadowa e obbligandola a rinunciare al controllo della confederazione germanica del nord.

La guerra austro-prussiana e l'Italia

La guerra austro-prussiana si è svolta sul Fronte settentrionale dell'impero austro-ungarico, ma Bismarck nel frattempo si è alleato con l'Italia per tenere il nemico impegnato anche lungo i confini meridionali e le ha promesso in cambio il Veneto: per l'Italia è la terza guerra d'indipendenza e Garibaldi riesce a sconfiggere gli austriaci a Bezzecca. L'Austria cede il Veneto, ma si rifiuta di consegnare Trento e Trieste.

La guerra franco-prussiana e la Comune di Parigi

Sempre più forte, nel 1870 la Prussia scatena la guerra franco-prussiana e sconfigge la Francia a Sedan, catturando lo stesso Napoleone III. Subito dopo a Parigi la popolazione proclama la terza Repubblica è Nel 1871 il nuovo governo firma l'armistizio con i tedeschi a Versailles, dove Guglielmo I assume il titolo di Kaiser dando vita al secondo reich. All'armistizio segue la pace, in nome della quale la Francia accetta clausole pesantissime, fra cui la cessione alla Germania dell'Alsazia e della Lorena, ma a Parigi le masse popolari si ribellano e creano una assemblea rivoluzionaria che prende il nome di comune e che è un grande esperimento di democrazia diretta. Il sogno di un autogoverno operaio, tuttavia, dura solo due mesi e finisce in una durissima repressione.

L'ascesa del secondo Reich

Il reich l'aveva la seconda vittoria del 1870 è ormai la più grande potenza economico-militare europea. Sebbene sia uno stato federale, le scelte politiche dei 25 stati che lo compongono sono accentrate nel governo prussiano che ha sede a Berlino e che è preceduto da un cancelliere responsabile solo di fronte all'imperatore. Le forze sociali che contano sono soprattutto i proprietari terrieri e l'aristocrazia militare, ma anche gli industriali e i banchieri; oltre a questo blocco, emergono un centro di ispirazione Cattolica e il partito socialdemocratico che rappresenta il nascente movimento operaio.

L'annessione di Roma al Regno d'Italia

Nel settembre del 1870 il governo italiano ordina all'esercito di impadronirsi di Roma. La città viene messa sotto assedio e il 20 settembre l'artiglieria apre una breccia a Porta Pia. Il 2 ottobre la popolazione approva l'annessione al Regno d'Italia e Roma ne diventa la capitale. L'anno dopo il Parlamento approva la legge delle Guarentigie che offre al papà una serie di garanzie: nessun controllo sulle attività morali e spirituali della chiesa; piena sovranità del Papa sui palazzi del Vaticano, del Laterano e di Castel Gandolfo; un’enorme somma di denaro; la creazione dello Stato Vaticano. Pio IX non accetta questa legge, scomunica i Savoia e, nel 1874, emana il documento di “Non expedit” in cui proibisce a tutti i cattolici italiani di partecipare alla vita politica.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali sfide economiche e sociali che il Regno d'Italia doveva affrontare nel 1861?
  2. Il Regno d'Italia era in grave arretratezza, con mancanza di infrastrutture, bassa produzione industriale, un'alta percentuale di analfabetismo e una popolazione soggetta a malattie e denutrizione. Inoltre, il governo era indebitato con banche estere e impose nuove tasse, come quella sul macinato, che provocarono gravi rivolte.

  3. Come si sviluppò il brigantaggio nel Sud Italia dopo l'unificazione?
  4. Il brigantaggio esplose nel Mezzogiorno a causa della disperazione dei contadini e dell'ostilità delle classi dirigenti locali verso l'unificazione. Divenne una guerra civile, portando il Parlamento a proclamare lo Stato d'emergenza nel 1863, con una feroce repressione militare.

  5. Quale ruolo ebbe Garibaldi nella questione romana?
  6. Garibaldi, incoraggiato segretamente dal governo Rattazzi, tentò di organizzare una spedizione per liberare Roma nel 1862. Tuttavia, fu fermato dalle truppe francesi, e la questione romana rimase irrisolta fino a quando, nel 1870, l'Italia riuscì a impadronirsi della città.

  7. Come influenzò la guerra austro-prussiana l'unità italiana?
  8. La guerra austro-prussiana del 1866 vide l'alleanza tra Italia e Prussia, con l'Italia che ottenne il Veneto in cambio del suo supporto. Garibaldi sconfisse gli austriaci a Bezzecca, ma l'Austria si rifiutò di cedere Trento e Trieste.

  9. Quali furono le conseguenze dell'annessione di Roma al Regno d'Italia nel 1870?
  10. Dopo l'assedio e la breccia a Porta Pia, Roma divenne la capitale del Regno d'Italia. Tuttavia, Pio IX rifiutò la legge delle Guarentigie, scomunicò i Savoia e proibì ai cattolici italiani di partecipare alla vita politica, creando tensioni tra Stato e Chiesa.

Domande e risposte

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