Concetti Chiave
- Il calcolo dell'unità foraggera si basa sul confronto tra l'energia netta ottenibile da diversi alimenti, utilizzando come riferimento 1 kg di orzo.
- Le tabelle alimentari sono fondamentali per gli allevatori, poiché forniscono dati nutrizionali specifici per alimenti italiani, essenziali per ottimizzare le razioni.
- Il professore preferisce utilizzare tabelle nutrizionali francesi, ritenendole più simili a quelle italiane e più utili per calcolare l'energia netta.
- L'energia netta non è espressa in Kcal o Kjoule, ma in unità foraggere, per facilitarne la comprensione da parte degli allevatori.
- Le sfide moderne nell'allevamento richiedono un aggiornamento delle tabelle nutrizionali per garantire produzione sostenibile e mantenimento della tipicità alimentare.
Indice
Calcolo dell'unità foraggera
Un gruppo di ricercatori scandinavi calcolò al posto dell’unità amido reale (visto che non tutti gli allevatori danno amido) l’unità foraggera. Hanno confrontato i valori energetici con i valori di un alimento standard che tutti usano ovvero l’orzo. Da qui calcolano l’unità foraggera: con 1 kg di orzo si ottengono 3 kg di latte con 3.5% di grasso. La stessa quantità di latte si ha con 2.5 Kg di fieno di prato polifita. Confrontano quindi gli alimenti sulla base della produttività permessa da un kg di ciascun alimento. È un metodo più ancorato alla realtà ma allo stesso tempo è più empirico.
Importanza delle tabelle alimentari
In campo non si ha tempo di fare la verifica precisa, bisogna affidarsi a dati tabellati. Quindi avere delle tabelle che presentano dati simili all’alimento italiano è importante. Ad esempio, quando si calcola il valore dell’erba medica italiana bisogna sapere che è vicina nutrizionalmente a quella francese ma non vicina a quella americana. Lo stesso vale per la coda di topo (in inglese timothy): quella francese è uguale a quella italiana ma quella inglese no. Inoltre, alcuni prodotti francesi vengono esportati in Italia come, ad esempio, il fieno del Crau.
Preferenze del professore
Il professore preferisce razionare sulle tabelle francesi perché crede sia più giusto razionare in energia netta e perché i valori degli alimenti francesi sono più simili a quelli italiani e quindi più efficaci per la definizione fine degli apporti alimentari. La quantità di energia tolta dall’energia metabolizzabile per ottenere l’energia netta è l’incremento calorico che è l’energia spesa per il lavoro digestivo, quello metabolico e per le fermentazioni ruminali. L’aumento della termogenesi dei monograstrici è:
- 25-30% delle proteine
- 15-23% degli estrattivi inazotati
- 6-20% per i lipidi: per lungo tempo sono nell’apparato digerente ma hanno una resa spaventosa per quanto riguarda energia. Rendono meglio anche per quanto riguarda l’incremento metabolico.
Si fanno delle prove su gruppi di animali mantenuti a produzione 0 e gruppi con cui si fa la stessa razione più uno di valore noto.
Energia netta e misurazioni
L’energia netta non si misura in Kcal o Kjoule, si usa un’altra unità di misura affinché gli allevatori possano comprenderla. Questo alimento dal valore noto è l’orzo: parlando di unità foraggere si intende la quantità di energia netta che si può ottenere da un kg di orzo standard. Sulla base di questo alimento si confrontano gli altri.
Si possono fare prove differenziali in camera calorimetrica respiratoria: sottraendo l’incremento calorico all’energia metabolizzabile dell’alimento si trova l’energia netta.
Sfide moderne nell'allevamento
I sistemi di allevamento però non sono più gli stessi: le tabelle non sono aggiornate per seguire la corsa alla produttività smisurata di oggi. Di questi tempi quindi, non si può entrare in stalla pensando di produrre di più: bisogna pensare a produrre la stessa quantità ma con un minor impatto ambientale e mantenendo la tipicità. L’energia digeribile e quella metabolizzabile sottovalutano gli alimenti ricchi di cellulosa (esempio foraggi) e al crescere del consumo dell’alimento le due energie diminuiscono (non adatte per gli erbivori).
Domande da interrogazione
- Qual è il metodo utilizzato dai ricercatori scandinavi per calcolare l'unità foraggera?
- Perché è importante avere tabelle alimentari affidabili in campo?
- Qual è la preferenza del professore riguardo alle tabelle alimentari?
- Come si determina l'energia netta di un alimento?
- Quali sono le sfide moderne nell'allevamento secondo il testo?
I ricercatori hanno confrontato i valori energetici degli alimenti con quelli dell'orzo, stabilendo che 1 kg di orzo produce 3 kg di latte, mentre 2.5 kg di fieno di prato polifita producono la stessa quantità di latte, creando così un metodo più empirico e ancorato alla realtà.
In campo non c'è tempo per verifiche precise, quindi è fondamentale avere tabelle con dati simili agli alimenti italiani, come nel caso dell'erba medica, per garantire razionamenti nutrizionali adeguati.
Il professore preferisce utilizzare tabelle francesi poiché ritiene che i valori nutrizionali siano più simili a quelli italiani, permettendo una razionatura più efficace in energia netta.
L'energia netta non si misura in Kcal o Kjoule, ma si utilizza un'unità di misura specifica, confrontando gli alimenti con l'orzo, da cui si sottrae l'incremento calorico dall'energia metabolizzabile.
Le tabelle alimentari non sono aggiornate per la crescente produttività, e gli allevatori devono concentrarsi su una produzione sostenibile e a minor impatto ambientale, considerando che l'energia digeribile e metabolizzabile non riflettono adeguatamente gli alimenti ricchi di cellulosa.