Indice

  1. Cellule staminali tumorali
  2. Modelli
  3. Agenti casuali o eziologici
  4. Oncogeni

Cellule staminali tumorali

Possono derivare:
* da un evento trasformante di una cellula staminale
* da una cellula progenitrice che può subire evento trasformante
Le cellule staminali tumorali vivono all'interno di nicchie, possono essere indotte a moltiplicarsi creando delle cellule uguali a se stesse con la stessa mutazione.  Sono stati identificati dei marker specifici per la cellule staminali CST.
Le CST rispetto a quelle tumorali hanno una maggior possibilità di respirare perchè utilizzano la fosforilazione ossidativa.

Molto spesso le cellule tumorali si trovano nella parte centrale delle “nicchie” ed è per questo che non reagiscono in modo efficace a farmaci.
Se sfuggono all’azione della radioterapia, chemioterapia, queste vengono spinte ad autorinnovarsi e continuano a proliferare, quindi si ha una maggior recidiva.

Modelli

-Modello stocastico: modello di tumorigenesi, prevede mutazioni casuali possono accumularsi all'interno della popolazione. Tutte le cellule che fanno parte della popolazione possono essere colpite e diventare cloni che presentano quelle mutazioni. I cloni possono prendere il sopravvento e creare una massa tumorale diverso.
-Modello gerarchico: solo dalle cellule staminali possono originarsi i tumori a seconda anche dal grado di maturazione in cui si trova la cellula staminale. Quelle staminali non darebbero origine a nuovi tumori.

Agenti casuali o eziologici

Sono agenti chimici cancerogeni, agenti fisici e virus oncogeni

Ipotesi genetica: presuppone che la massa tumorale derivi dall’espansione clonale di una singola cellula progenitrice che ha subito un danno genetico.
Si ha una lesione al DNA che non determina un'immediata morte della cellula. Tramite sistemi di riparazione la cellula torna ad essere normale.  Se non viene riparata la lesione, abbiamo una cellula mutata. In questo caso prendono origine altre cellule che portano la stessa mutazione. Cellule mutate sono cellule che possono essere più facilmente sottoposte a mutazioni successive.

Da una cellula sola, ha subito delle mutazioni abbiamo la successiva espansione clonale. Si otterrà una popolazione mista che progredirà alla massa tumorale e cellule neoplastiche.
Vengono coinvolti 4 classi di geni:
* oncogeni
* oncosoppressori
* geni che controllano l’apoptosi
* geni che controllano la riparazione
Il processo di cancerogenesi è un processo multifasico e progressivo.

Oncogeni

Sono geni che derivano da mutazioni e da alterazione dei proto-oncogeni. Questi ultimi sono geni che promuovono la proliferazione cellulare.
Alleli mutati si comportano come alleli dominanti (ne basta 1).
L’attivazione implica un acquisto  di  funzione che favorisce la trasformazione  cellulare attraverso meccanismi che stimolano la proliferazione cellulare.

Classi di geni coinvolti che da proto-oncogeni possono diventare oncogeni: tutte categorie che sono coinvolte nella crescita, proliferazione, differenziamento:
* fattori di crescita
* recettori per i fattori di crescita

* proteine coinvolte nelle vie di segnalazione intracellulari
* fattori di trascrizione
* cicline e CDK

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