Concetti Chiave

  • Il Covid aumenta il rischio di trombosi venosa profonda e embolia polmonare, portando a una trombofilia acquisita.
  • Uno studio a Verona ha rivelato una Tvp asintomatica in quasi un terzo dei pazienti Covid esaminati, confermando il legame tra Covid ed embolia polmonare.
  • Le basi fisiopatologiche della trombofilia da Covid includono danno endoteliale e attivazione di neutrofili, causando un fenomeno noto come "immunotrombosi".
  • La profilassi con eparina prevede una dose profilattica di 100 unità/kg/die per pazienti senza embolia e 200 unità/kg/die per quelli con embolia.
  • I trattamenti per i pazienti Covid variano in base alla gravità, con antivirali per i non severi e corticosteroidi per i più gravi; alcuni farmaci non sono raccomandati.

Indice

  1. Qual è il rischio di trombosi con Covid?
  2. Studio di Verona sulla trombosi
  3. Fisiopatologia e profilassi
  4. Dosi di eparina e rischi
  5. Trattamenti per pazienti Covid

Qual è il rischio di trombosi con Covid?

il Covid aumenta anche il rischio di trombosi venosa profonda (e quindi di embolia polmonare). Si parla di una vera e propria trombofilia acquisita. La manifestazione tipica è simile al caso clinico appena visto, con peggioramento repentino di un quadro in miglioramento. In questi casi si richiede l’angio-Tac ed eventualmente si passa da una dose di eparina profilattica ad una terapeutica.

Studio di Verona sulla trombosi

Viene presentato uno studio svolto durante la prima ondata a Verona: esaminando tramite ecodoppler una coorte di 43 pazienti asintomatici per Tvp, è stato possibile mettere in relazione il Covid e l’embolia polmonare. Ai tempi questa relazione non era ancora chiara, mentre oggi il rischio di embolia con Covid è un dato assodato. Era stata rilevata una Tvp asintomatica in quasi 1/3 dei 43 pazienti.

Fisiopatologia e profilassi

Le basi fisiopatologiche di questo fenomeno sono da ricercarsi nel danno endoteliale e nell’aumento di neutrofili attivati in circolo, che con le loro Nets attivano la cascata della coagulazione. Si parla infatti di “immunotrombosi”.

Tutto questo ha dato il via alla profilassi con eparina a basso peso molecolare (Enoxaparina) in tutti i pazienti Covid:

    Dosi di eparina e rischi

    ● Nei pazienti ricoverati, ma senza embolia polmonare, viene utilizzata una dose profilattica da 100 unità/kg/die

    ● La dose terapeutica, da utilizzare nei pazienti con embolia, invece, è di 200 unità/kg/die. Ad un certo punto era stato proposto di iniziare la profilassi direttamente con una dose intermedia di 150 unità/kg/die, tuttavia gli studi clinici non ne hanno supportato l’efficacia. Quando vengono utilizzati farmaci anticoagulanti bisogna mettere in conto anche il rischio emorragico. Si parte dal paziente con tampone positivo e si valuta la severità del caso (attraverso, ad esempio, la saturazione, l’uso di muscoli respiratori accessori, l’incapacità di finire le frasi ecc.). I soggetti ad oggi più suscettibili di malattia grave sono i non vaccinati.

Vengono passate brevemente in rassegna dal professore. Per quanto riguarda il trattamento:

    Trattamenti per pazienti Covid

    - Ai pazienti non severi, ma a rischio di diventarlo (es. pazienti di 50 anni non vaccinati), vengono somministrati farmaci antivirali (es. Remdesivir e Paxlovid: il primo ha la possibilità di essere somministrato anche nei casi più severi, mentre il secondo può essere somministrato solo nei casi più lievi con il vantaggio della somministrazione per os).

    - Ai pazienti più gravi vengono somministrati corticosteroidi, Il-6 receptor blockers e Baricitinib (un Jak inibitore) anche in combinazione.

    - Nel grafico vengono sottolineati anche tutti quei farmaci che non vanno usati: idrossiclorochina, azitromicina, plasma di pazienti convalescenti, ma anche anticorpi di sintesi come Casirivimab e Imdevimab (questi ultimi non funzionano sulle varianti recenti e sono tanto più efficaci quanto prima vengono somministrati), ecc…

    - Infine, viene fatto vedere lo schema terapeutico consigliato per la terapia con corticosteroidi.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra Covid e trombosi venosa profonda?
  2. Il Covid aumenta il rischio di trombosi venosa profonda, portando a una trombofilia acquisita, con manifestazioni cliniche che possono peggiorare rapidamente. È necessario eseguire un'angio-Tac e, se necessario, passare a una dose terapeutica di eparina (come indicato nel testo).

  3. Cosa ha rivelato lo studio di Verona sulla trombosi nei pazienti Covid?
  4. Lo studio di Verona ha esaminato 43 pazienti asintomatici e ha trovato che quasi un terzo di essi presentava una trombosi venosa profonda asintomatica, confermando il legame tra Covid e embolia polmonare, un dato oggi ben consolidato.

  5. Quali sono le basi fisiopatologiche della trombosi associata al Covid?
  6. Le basi fisiopatologiche includono il danno endoteliale e l'aumento di neutrofili attivati, che attivano la cascata della coagulazione, portando a un fenomeno noto come "immunotrombosi".

  7. Quali trattamenti sono raccomandati per i pazienti Covid a rischio di trombosi?
  8. I pazienti non severi ma a rischio ricevono antivirali come Remdesivir e Paxlovid, mentre quelli più gravi possono ricevere corticosteroidi e inibitori come Baricitinib. È importante evitare farmaci inefficaci come idrossiclorochina e anticorpi di sintesi, come indicato nel testo.

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