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Trasmissione ed elaborazione delle immagini

L'obiettivo è trattare le immagini; i cambiamenti che una porzione della loro trasmissione implica deve essere trasmesso tale.

Noi infatti percepiamo gli oggetti e non il fenomeno che li definisce in un momento in cui li vediamo.

Per immagini intendiamo il fenomeno che è la luminanza di un segnale ottico al quale l'occhio umano, quindi elettromagnetico, può associare i colori e degli intervalli di lunghezze d'onda λ ben definiti.

Dunque L(x,y , t)λ = rispetta la direzione esistente emessa da una sorgente luminosa nel punto (x,y) tempo (t) = ampiezza d'onda (λ) da stabilire alla radiazione emessa.

Y(x,y,t) = luminanza ovvero l'emittanza della risposta del sensor ottico al segnale C(λ) e infine principio dell'occhio umano.

V(λ) = risposta spettrale del sensor ottico in campo visivo (lunghezze d'onda che l'uomo può vedere e l'occhio umano percepisce tra 330 e 780 nm).

Dunque Y(x,y,t) = ∫0 C(x,y,t, λ) V(λ) dλ

Quello che vediamo non è l'immagine reale ma solo quello che i nostri occhi permettono di vedere.

Ricordiamo che possiamo considerare sia la comunicazione sia la risposta continua che di un segnale in corpi intermediari tramite le velocità della trasmissione.

Analogamente poi definiamo:

  • C(x,y,t,λ) = sorgente segnale
  • R(x,y,t) G(x,y,t) B(x,y,t) = riporta del sensor ottico in questo caso nel tono del verde e blu
  • RS(λ), GS(λ) BS(λ) = risposta spettrale del sensor ottico al rosso verde e blu.

Dunque R(x,y,t) = ∫0 C(x,y,t, λ)RS(λ) dλ

G(x,y,t) = ∫0 C(x,y,t, λ)GS(λ) dλ

B(x,y,t) = ∫0 C(x,y,t, λ)BS(λ) dλ

L'immagine allora per la dipendenza del tempo (corrisponderebbe ad un segnale). Le funzioni di modo indeterminato e differibile quelle dei flussi matematici vari = quelle che vediamo sono sempre funzioni allo spazio - tempo.

Implica inoltre che queste variabili non sono variabili; impariamo dalla risposta (quantità limitate).

Studiamo quindi questi segnali bidimensionali che rappresentano le nostre immagini e trattiamo gli strumenti necessari.

Trasmissione ed elaborazione delle immagini

L'obiettivo di trattare le immagini (particolarmente nel mondo della comunicazione) implica anche la possibilità di trasmettere le immagini (es. televisione) e l'identificazione di parametri di trasmissione e ricezione utili all'ottenimento dei dati.

Ciò che non vediamo di un'immagine reale è solo quello che i nostri occhi possono percepire.

In accordo col che possiamo considerare da (la Composizione ovvero la rappresentazione interna del set di misura) il segnale viene campionato in un processo tridimensionale tramite le tabelle trilineari. In tal modo, avviene la compressione dell'informazione e una combinazione di diminuzione dell'eteroclorio.

Assolutamente possiamo definire:

  • C(x,y,t,λ) = segnale pioggicato
  • R(x,y,t), G(x,y,t), B(x,y,t) = rapporto del sensore ottico in questo caso il rosso, verde e blu.

Dunque:

R(x,y,t) = ∫0 C(x,y,t,λ)RS(λ) dλ

G(x,y,t) = ∫0 C(x,y,t,λ)GS(λ) dλ

B(x,y,t) = ∫0 C(x,y,t,λ)BS(λ) dλ

L'immagine adesso non può far dipendenza del tempo (corrisponderebbe ad un segnale) ma possiamo avere immagini diverse in funzione del tempo.

Da un punto di vista matematico, bisogna fare che quelle che vediamo sono funzioni f(x), -hellip;-, funzioni che dipendono dal tempo e da variabili mono dimensionali.

Le altre variabili sono una variabile temporale. (Piccole discontinuità sono convalidate.)

Studiamo quindi questi componenti bidimensionali che rappresentano le nostre immagini e tutto ciò che stiamo facendo è necessario.

Segnali e sistemi bidimensionali (appunti continui)

Consideriamo generica funzione di due coordinate (x,y) [con coordinate opposte in un piano]. I sistemi lineari continui in tempo un segnale F(x,y) e producono in uscita un altro segnale G(x,y) = O [ F(x,y) ]

Delta di Dirac

L'operatore delta di Dirac bidimensionale è δ(x,y) = δ(x) . δ(y) ed è così definita:

εε δ(x,y) dxdy = 1 , ε > 0

Osservabile: ∫−∞+∞−∞+∞ δ(x,y) dxdy = ∫−∞+∞ δ(x) dx . ∫−∞+∞ δ(y) dy = 1 . 1 = 1

Omine', tale nel caso bidimensionale vale la proprietà campionalla:

−∞+∞−∞+∞ f(φ, ψ) δ(φ-x, ψ-y) dφdψ = F(x,y)

Sistema lineare e appario invarianato

Il sistema O è lineare se vœl il principio sovrapposizione negli effetti: c

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiulioRusso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elaborazione delle immagini e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale o del prof Zappone Alessio.
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