Concetti Chiave

  • La trasformazione termodinamica è il passaggio di un sistema da un equilibrio a un altro, mantenendo l'equilibrio nonostante le variazioni nei parametri di stato.
  • Ci sono quattro tipi di trasformazioni termodinamiche: isobara, isocora, isoterma e adiabatica, ciascuna con caratteristiche specifiche legate a pressione, volume e temperatura.
  • Le trasformazioni possono essere reversibili, avvenendo tramite stati all'equilibrio, o irreversibili, caratterizzate da stati intermedi non in equilibrio, come nel caso di eventi spontanei.
  • Le trasformazioni quasi statiche si ottengono aggiungendo piccole masse gradualmente, permettendo varianti minime nella pressione e riducendo l'energia dissipata.
  • Una trasformazione ciclica si verifica quando lo stato iniziale coincide con quello finale, permettendo al sistema di ripetere il ciclo senza variazioni permanenti nei parametri di stato.

Quando il sistema evolve da uno stato iniziale all’equilibrio a uno stato finale in cui, nonostante la variazione dei parametri di stato, il sistema è comunque all’equilibrio, significa che esso è passato da un equilibrio a un altro.

Questo passaggio si definisce “trasformazione termodinamica”.

Tipi di trasformazioni termodinamiche

Esistono 4 tipi di trasformazione:

Isobara: a pressione costante;

Isocora: a volume costante;

Isoterma: a temperatura costante;

Adiabatica: senza dispersione di calore. Non avvengono scambi di calore con l’esterno mentre il sistema evolve. Nonostante questo, i parametri di stato variano tutti dallo stato iniziale a quello finale!
Possono essere ulteriormente suddivise in:

Reversibili: definite così quando avvengono tramite una successione di stadi all’equilibrio che rendono la trasformazione invertibile.

Irreversibili: definite così quando avvengono con stati intermedi che però non sono in equilibrio termico (es.: le trasformazioni spontanee o troppo repentine/brusche), per cui non sono invertibili. In natura esistono solo trasformazioni irreversibili a causa della presenza di attrito. Esse però possono essere quasi reversibili, in laboratorio, rallentando gli stati intermedi nonché l’intera trasformazione. Prendono così il nome di “trasformazioni quasi statiche”.

Qual è un esempio di trasformazione isoterma?

Supponiamo di avere un recipiente, contenente un gas reale, sul quale appoggiamo un pistone libero di muoversi. Sottoponiamo il gas a una trasformazione isoterma e aggiungiamo sul pistone una massa notevole (grigia in figura), la pressione esercitata sul gas aumenterà bruscamente. Se provassimo a togliere la massa e lasciassimo risalire il pistone, noteremmo che il pistone non ritornerà mai alla sua posizione iniziale e la pressione esercitata sul gas in condizioni di equilibrio non potrà essere ripristinata perché la trasformazione è avvenuta troppo rapidamente, per cui per attrito avremo un’eccessiva quantità di energia dissipata; parleremo quindi di una trasformazione irreversibile e quindi non statica.

Trasformazioni quasi statiche

Per ottenere una trasformazione quasi statica invece, non aggiungiamo direttamente una massa molto grande ma piccole masse in maniera graduale (come se volessimo simulare i vari stadi all’equilibrio di una trasformazione reversibile). Aggiungendo le piccole masse sul pistone in maniera graduale, anche la pressione subirà piccole variazioni dopo certi intervalli di tempo (per questo segniamo P + dP come pressione finale del recipiente durante il secondo stadio) fino ad arrivare alla stessa pressione dello stadio finale della trasformazione non statica (ovvero 2P). In questo modo la differenza tra la condizione finale e quella iniziale sarà veramente minima ed è minima, per cui trascurabile, anche l’energia dissipata nel corso della trasformazione. Provando quindi ad effettuare anche in questo caso la reazione inversa (togliendo a poco a poco le varie piccole masse) si avrà una situazione non perfettamente identica ma quasi o comunque molto vicina alla condizione di equilibrio iniziale: il volume del gas dopo la trasformazione inversa avrà un valore molto vicino a quello del volume iniziale.

Trasformazioni cicliche

Quando lo stato iniziale del sistema coincide con quello finale si ha una trasformazione ciclica.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali tipi di trasformazioni termodinamiche?
  2. Esistono quattro tipi di trasformazioni termodinamiche: isobara (a pressione costante), isocora (a volume costante), isoterma (a temperatura costante) e adiabatica (senza dispersione di calore) (testo).

  3. Cosa caratterizza una trasformazione irreversibile rispetto a una reversibile?
  4. Le trasformazioni irreversibili avvengono con stati intermedi non in equilibrio e non sono invertibili, mentre le trasformazioni reversibili avvengono tramite stadi all’equilibrio, rendendo la trasformazione invertibile (testo).

  5. Come si può ottenere una trasformazione quasi statica?
  6. Una trasformazione quasi statica si ottiene aggiungendo piccole masse in modo graduale, simulando i vari stadi all’equilibrio di una trasformazione reversibile, riducendo così l’energia dissipata (testo).

  7. Cosa si intende per trasformazione ciclica?
  8. Una trasformazione ciclica si verifica quando lo stato iniziale del sistema coincide con quello finale, portando il sistema a ripetere il ciclo (testo).

Domande e risposte

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