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Concetti Chiave

  • Il pensiero cristiano, pur mantenendo i suoi caratteri originali, si è sviluppato per secoli assorbendo forme e influenze della cultura classica.
  • Agostino rappresenta l'ultimo grande pensatore della cultura classica, segnando una transizione verso un periodo di declino nelle tradizioni culturali occidentali.
  • Il declino della cultura classica in Occidente ha portato a una scarsa disponibilità di testi e a una perdita di continuità, con le popolazioni barbariche incapaci di assimilare la cultura romana.
  • In Oriente, nonostante migliori condizioni materiali, la crisi culturale è caratterizzata dalla mancanza di originalità e dalle lotte iconoclaste che distruggono i resti della cultura antica.
  • L'Occidente dimostra una notevole capacità di ripresa culturale, specialmente nei conventi irlandesi, avviando una nuova civiltà che si distacca dai modelli antichi.

Qual è lo sviluppo del pensiero cristiano?

Il pensiero cristiano si era sviluppato, per oltre quattro secoli, nel clima della civiltà antica. In essa aveva trovato ostacoli e opposizioni, ma anche potenti strumenti di espressione. Pur senza rinunziare a nessuno dei suoi caratteri originali, si era alimentato a fonti classiche, e ne aveva assorbito almeno in parte le forme, trasponendole in uno spirito nuovo.

Declino della cultura classica

Agostino, però, è l'ultimo grande pensatore che si formi in un clima di cultura classica: presto le condizioni di vita, almeno in Occidente, divengono tali che, quel poco di cultura che si riesce a conservare, basta a stento per le necessità del ministero ecclesiastico. Il latino letterario si studia perché è la lingua della Chiesa occidentale, ma pochissimi possono disporre dei testi di buoni autori. Quanto al greco, che già Agostino conosceva male, nei secoli VI e VII si può dire che scompaia del tutto fuori dei domini bizantini. Le popolazioni barbariche che si insediano nell'Impero hanno una grande ammirazione per Roma come esempio di organizzazione statale, ma sono ancora molto loontane dal poterne assimilare la cultura. Anche sul piano religioso, benché cristiane, appartengono generalmente alla setta ariana, senza conservare le preoccupazioni intellettuali dei primitivi eresiarchi; e il disordine portato dall'urto delle diverse confessioni contribuì a distruggere la tranquillità necessaria alle occupazioni dello spirito.

Crisi culturale in Oriente

Del resto anche in Oriente, dove le condizioni materiali di vita rimangono senza paragone migliori, e dove non s'interrompe (almeno per ora) la continuità culturale con il mondo antico, al primo fiorire della patristica non segue un mvimento originale di idee nei secoli successivi. E, nonostante che la lingua greca muti più lentamente che la latina, un vero contatto spirituale con le fonti classiche non si può dire che rimanga: segno che lo spirito stesso dei tempi era mutato, prima ancora che le circostanze esteriori mettessero in crisi l'antica civiltà. Col sec. VII, poi, vennero tempi di ferro anche per l'impero bizantino, circondato da forti nemici; e nel sec. VIII le lotte tra i seguaci dell'iconoclastia (che volevano la distruzione delle immagini sacre) e i loro avversari distrussero quel poco che le guerre esterne avevano lasciato in piedi. Sicché anche qui, in campo culturale, si dovette ricominciare quasi da capo, e cioè dal ritrovamento edal salvataggio dei pochi codici rimasti di autori antichi.

Ripresa culturale in Occidente

Da ultimo, sarà l'Occidente quello che rivelerà una più forte capacità di ripresa. Quel poco di cultura ecclesiastica che era rimasto nei conventi (soprattutto nell'Irlanda evangelizzata da S. Patrizio, al riparo dalle invasioni barbariche), quando la situazione politica ritroverà con Carlo Magno una stabilità sufficiente, prenderà a rifiorire, e non passerà molto tempo prima che produca frutti originali anche in filosofia, con Scoto Eriugena. Ma questo non sarà più un prolungarsi della civiltà antica: sarà l'inizio di una civiltà nuova che, anche quando si accosterà ai pèrodotti dell'antica, vi si accosterà da un mondo e da un modo di pensare lontani: pur senza accorgersi, a tutta prima, della distanza che la separa spiritualmente dagli antichi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto in cui si sviluppa il pensiero cristiano?
  2. Il pensiero cristiano si sviluppa per oltre quattro secoli nella civiltà antica, trovando sia ostacoli che strumenti di espressione, assorbendo forme classiche in uno spirito nuovo.

  3. Chi è l'ultimo grande pensatore della cultura classica e quali sono le conseguenze del suo tempo?
  4. Agostino è l'ultimo grande pensatore della cultura classica; con il suo tempo, la cultura in Occidente declina, e il latino letterario diventa essenziale solo per il ministero ecclesiastico, mentre il greco scompare quasi del tutto.

  5. Qual è la situazione culturale in Oriente durante il periodo di crisi?
  6. In Oriente, nonostante condizioni materiali migliori, non si sviluppa un movimento originale di idee dopo il primo fiorire della patristica, e il contatto con le fonti classiche si perde, aggravato dalle crisi dell'impero bizantino nel VII e VIII secolo.

  7. Come avviene la ripresa culturale in Occidente?
  8. L'Occidente mostra una maggiore capacità di ripresa culturale grazie alla conservazione della cultura ecclesiastica nei conventi, specialmente in Irlanda, e alla stabilità politica sotto Carlo Magno, che porta a una fioritura originale in filosofia.

  9. In che modo la nuova civiltà occidentale si differenzia da quella antica?
  10. La nuova civiltà occidentale, pur accostandosi ai prodotti dell'antica, nasce da un modo di pensare e da un mondo spiritualmente distanti, segnando l'inizio di una civiltà nuova piuttosto che un semplice prolungamento della civiltà classica.

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