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Concetti Chiave

  • Le monocotiledoni hanno un fusto chiamato culmo, con foglie allungate e nervature parallele, e presentano infiorescenze a spiga su un unico asse.
  • Le dicotiledoni si distinguono per un fusto più sviluppato, foglie con nervature reticolate e la presenza di gemme ascellari, producendo fiori spesso appariscenti.
  • Le dicotiledoni sono piante pluriennali che sviluppano una struttura secondaria, a differenza delle monocotiledoni, che sono generalmente annuali o biennali.
  • Il fusto delle piante può subire diverse modificazioni come rizomi, bulbi, stoloni e tuberi, ognuno con modalità di riproduzione e riserva specifiche.
  • I tuberi, come quelli della patata, fungono da riserve e, se esposti alla luce, possono sviluppare cloroplasti e solanina, una sostanza tossica in certe quantità.

Quali sono le caratteristiche delle monocotiledoni?

Nelle monocotiledoni il fusto è detto culmo, e può essere pieno o vuoto. Nodi e internodi non si distinguono bene, infatti le foglie abbracciano con una guaina il nodo e parte dell’internodo. Le foglie sono molto tipiche allungate e parallelinervie. Le infiorescenze sono a spiga su di un unico asse, poco appariscenti, ma molto numerose. Le monocotiledoni dei nostri ambienti sono sempre annuali o biennali, di conseguenza presentano solamente la struttura primaria, non vanno in struttura secondaria.

Caratteristiche delle dicotiledoni

Nelle dicotiledoni il fusto può essere più o meno sviluppato. Le foglie possono essere di diverse forme, generalmente con nervature reticolate. Sono presenti gemme ascellari, che invece non sono presenti nelle monocotiledoni. Le gemme possono essere a legno (producono rami) o a fiore (producono fiori). I fiori, a loro volta, possono essere singoli oppure riuniti in infiorescenze, generalmente sono abbastanza appariscenti. Le dicotiledoni sono piante pluriennali, e quindi vanno in struttura secondaria.

Modificazioni del fusto

Il fusto può andare incontro a diverse tipologie di modificazioni:

- Rizomi, ossia fusti modificati sotterranei che si accrescono nei primi strati di sottosuolo. Un esempio è rappresentato dalla gramigna, che a ogni nodo emette un apparato epigeo e uno ipogeo, quindi origina

una nuova piantina. Anche il luppolo, pianta fondamentale per la produzione della birra (conferisce amarezza, ma anche altri importanti aromi) si caratterizza per la presenza di rizomi;

- Bulbi, fusti molto raccorciati, con riserve a livello dell’apparato fogliare. Ne è esempio la cipolla, in cui il fusto è estremamente raccorciato, e rappresenta la parte terminale prima della radice. Le foglie sono ricche di parenchima di riserva e sono dette catafilli;

- Stoloni, fusti striscianti molto lunghi e sottili, che moltiplicano la pianta in modo agamico. Anche in questo caso da ogni nodo, che è appoggiato al suolo, si origina una nuova pinta, dotata di apparato epigeo e ipogeo. Gli stoloni strisciano sul suolo, fuori dal terreno, mentre i rizomi sono nel terreno, nei primi strati di sottosuolo. Sono tipici della fragola;

- Tubero, fusto modificato sotterraneo tipico della patata, sulla cui superficie troviamo tanti puntini scuri, che sono le gemme. A livello del nodo, sempre vicino alla gemma, troviamo i meristemoidi. I tuberi di patata, se ripiantati, originano infatti una nuova pianta. Se il tubero viene posto alla luce va incontro ad inverdimento, infatti i plastidi, presenti nelle gemme, vengono convertiti a cloroplasti, e si ha la produzione di solanina, una sostanza che in certe quantità può essere tossica.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali caratteristiche delle monocotiledoni?
  2. Le monocotiledoni hanno un fusto chiamato culmo, che può essere pieno o vuoto, e le foglie sono allungate con nervature parallele. Le infiorescenze sono a spiga su un unico asse e queste piante sono generalmente annuali o biennali, presentando solo la struttura primaria.

  3. In che modo le dicotiledoni si differenziano dalle monocotiledoni?
  4. Le dicotiledoni hanno un fusto più sviluppato e foglie con nervature reticolate. Presentano gemme ascellari, che possono essere a legno o a fiore, e i loro fiori sono spesso appariscenti. Inoltre, sono piante pluriennali e sviluppano una struttura secondaria.

  5. Quali sono le modificazioni del fusto e i loro esempi?
  6. Il fusto può modificarsi in rizomi (es. gramigna), bulbi (es. cipolla), stoloni (es. fragola) e tuberi (es. patata). Queste modificazioni permettono la riproduzione e la conservazione delle risorse.

  7. Cosa accade ai tuberi di patata se esposti alla luce?
  8. Se i tuberi di patata vengono esposti alla luce, subiscono un processo di inverdimento, in cui i plastidi si trasformano in cloroplasti, portando alla produzione di solanina, una sostanza potenzialmente tossica in certe quantità.

Domande e risposte

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