Concetti Chiave
- Il fusto, organo a gravitropismo negativo, presenta strutture ad accrescimento definito e indefinito, con meristemi vegetativi che producono foglie e rami.
- Esistono vari tipi di habitus, tra cui suffrutticoso, cespuglioso, erbaceo e modificato, che influenzano la forma e la crescita della pianta.
- I nodi del fusto ospitano gemme ascellari e foglie, mentre gli internodi rappresentano gli spazi privi di appendici tra i nodi.
- Le gemme, protette da perule, possono essere a legno o a fiore, con le seconde che si distinguono per la loro dimensione ingrossata, contenente le strutture floreali.
- I bulbilli e le gemme avventizie permettono la riproduzione agamica, creando cloni della pianta madre, tipici delle piante del clima mediterraneo.
Quali sono le strutture del fusto?
Il fusto o caule si accresce al di fuori del terreno (salvo eccezioni, in caso di fusti modificati), è quindi un organo a gravitropismo negativo (quindi in direzione opposta rispetto alla radice).
Nel fusto troviamo diverse tipologie di strutture:
- Strutture ad accrescimento definito, che, una volta raggiunte le dimensioni finali interrompono la crescita (ne sono esempio le foglie, i fiori e i frutti);
- Strutture ad accrescimento indefinito, che continuano a svilupparsi, ad accrescersi durante tutta la vita della pianta.
All’apice della pianta sarà presente il meristema vegetativo, il quale deriva direttamente dal seme, che produce foglie e rami. Ogni ramo sarà poi dotato di un proprio meristema.
Nell’apparato aereo troviamo i nodi, intervallati dagli internodi. I nodi rappresentano la parte in cui si inseriscono le foglie e le gemme ascellari, gli internodi invece rappresentano lo spazio tra un nodo e l’altro, in cui non troviamo appendici.
Sul nodo troviamo:
- Gemme ascellari;
- Foglie;
- Rami (si originano dalle gemme ascellari);
- Fiori (foglie modificate atte alla parte riproduttiva).
Tipologie di habitus
Il fusto può assumere diversi portamenti (anche detti “habitus”):
- Habitus suffrutticoso, con foglie presenti solamente nella parte alta, più giovane della pianta, mentre la parte basale, più vecchia, è lignificata;
- Habitus cespuglioso, che non presenta un fusto principale, e comprende numerosi rami lignificati che si dipartono dalla parte basale. È tipico di piante come il Corylus avellana (nocciolo);
- Fusti ad habitus modificato, sono tipici di tutte piante arboree coltivate (melo, pero, susino, albicocco, pesco, ciliegio, vite ecc…), si formano ogni qual volta si interviene con una tecnica colturale (la più famosa è la potatura, ma ne esistono numerose) che modifica il portamento della pianta;
- Fusti erbacei, di piante annuali o biennali, in cui la formazione del fiore avviene all’apice o all’ascella del fusto principale. Sono strutture più semplici rispetto a quelle presenti nelle piante poliennali;
- Culmo, è il tipico fusto delle Graminaceae (frumento, orzo, avena ecc…), si caratterizza in quanto i nodi, da cui si dipartono le foglie, sono avvolti dalla parte iniziale della foglia stessa;
- Scapo fiorale, è bene dire che non si tratta di un fusto ma può facilmente essere confuso con esso. Lo scapo fiorale è prodotto solamente durante l’emissione dei fiori, quindi è tipico di piante annuali o biennali, ed è una struttura che si diparte dal fusto (che spesso in questi casi è molto basso, con internodi raccorciati) al fine di mettere il fiore in una posizione più favorevole per lo svolgimento della sua funzione.
In base al mantenimento o meno dell’asse principale le piante si possono suddividere in:
- Monopodiali, se l’asse principale è mantenuto e presenta le ramificazioni laterali che si dipartono da esso (tipico di conifere);
- Simpodiali, in cui nella pianta dal fusto principale si dipartono due rami, con annullamento del fusto principale;
Gemme e riproduzione
Come già accennato in precedenza all’apice del fusto o del ramo, ma anche all’ascella delle foglie, troviamo le gemme, che racchiudono il meristema. La gemma è protetta dalle perule, cioè foglie di piccole dimensioni.
modificate. Le perule possono essere tomentose (con peli) o glabre (senza peli). A volte alcune perule possono essere ricoperte di resina (pino mugo).
Se si rimuovono le perule si può osservare le struttura della gemma: si noteranno quindi i primordi fogliari, dei fusticini con nodi estremamente ravvicinati, e il meristema.
In alcune piante troviamo bulbilli o gemme avventizie, che quando si distaccano dalla pianta madre originano una nuova pianta. Risulta evidente come la popolazione di piante che si viene così a creare sia composta da organismi identici alla pianta madre (si creano dei cloni), in quanto si tratta di riproduzione agamica. I bulbilli sono tipici di piante del clima mediterraneo.
Le gemme possono essere a legno (se producono rami) o a fiore (se producono fiori). Le due tipologie si distinguono alquanto facilmente, infatti le gemme a fiore sono notevolmente ingrossate rispetto a quelle a legno, in quanto contengono le tutte le strutture tipiche del fiore. In certi casi l’intera infiorescenza (se presente) si origina da una gemma.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra strutture ad accrescimento definito e indefinito nel fusto?
- Cosa sono le gemme e dove si trovano nel fusto?
- Quali sono le principali tipologie di habitus del fusto?
- Come si distinguono le gemme a legno da quelle a fiore?
- Cosa sono i bulbilli e quale tipo di riproduzione rappresentano?
Le strutture ad accrescimento definito, come foglie, fiori e frutti, interrompono la crescita una volta raggiunte le dimensioni finali, mentre le strutture ad accrescimento indefinito continuano a svilupparsi per tutta la vita della pianta.
Le gemme si trovano all'apice del fusto o all'ascella delle foglie e racchiudono il meristema, protette da perule che possono essere tomentose o glabre.
Le principali tipologie di habitus includono l'habitus suffrutticoso, cespuglioso, modificato, erbaceo, culmo e scapo fiorale, ognuna con caratteristiche specifiche riguardo alla struttura e alla crescita.
Le gemme a legno producono rami e sono più piccole, mentre le gemme a fiore sono notevolmente ingrossate poiché contengono tutte le strutture tipiche del fiore.
I bulbilli sono gemme avventizie che, distaccandosi dalla pianta madre, originano una nuova pianta, rappresentando un esempio di riproduzione agamica, tipica delle piante del clima mediterraneo.