Concetti Chiave
- I fratelli Tiberio e Gaio Gracco furono figure chiave nella politica romana, cercando di affrontare le difficili condizioni delle popolazioni italiche.
- Provenienti da una famiglia di origine plebea, Tiberio e Gaio erano figli di Tiberio Sempronio Gracco e Cornelia, con legami familiari significativi.
- Tiberio Gracco, dopo aver osservato le misere condizioni sociali, si candidò a tribuno della plebe per proporre riforme agrarie e limitare il potere della nobiltà.
- La riforma agraria di Tiberio prevedeva un limite massimo di proprietà fondiaria e la redistribuzione delle terre confiscate ai contadini italici.
- Nonostante l'opposizione dei senatori, Tiberio continuò la sua lotta per le riforme fino al tragico epilogo della sua carriera, culminato nel suo assassinio.
Chi erano i fratelli Gracco e quale fu il loro ruolo nella politica romana?
Con i malcontenti presenti a Roma ci furono uomini che tentarono di approfittare della situazione prendendo a cuore le sorti delle popolazioni italiche; uomini di questo tipo furono i fratelli Tiberio e Gaio Gracco, che furono protagonisti di drammatiche lotte politiche.
La famiglia Gracco e le origini
I due venivano da una ricca e nota famiglia di origine plebea; il loro padre, Tiberio Sempronio Gracco, era stato tribuno, console, censore: aveva poi sposato la virtuosa Cornelia, figlia di Scipione {'Africano, la quale gli dette ben dodici figli. Fra questi sopravvissero Tiberio, Gaio e Sempronia, che sposò Scipione l’Emiliano.
Tiberio Gracco e la sua carriera
Tiberio Gracco ancora adolescente si era distinto nella terza guerra punica; era poi entrato nella carriera politica ed era stato questore in Spagna. Dopo un lungo viaggio in Italia e all’estero, si era reso conto delle drammatiche condizioni in cui vivevano le popolazioni italiche. Quando si presentò candidato alla carica di tribuno della plebe (134 a.C.) impostò la propria campagna elettorale su questi concetti: se l’Italia andava in rovina sarebbe andata in rovina anche Roma; bisognava perciò coraggiosamente togliere ai proprietari le terre che costoro non sfruttavano e distribuirle ai contadini italici, i quali le avrebbero fatte nuovamente fruttare, nell’interesse di tutti.
Bisognava, inoltre, ridurre il potere dei senatori e della «nobilitas», limitandone le ricchezze ed i possedimenti.
La riforma agraria di Tiberio
Eletto al tribunato, Tiberio presentò una legge agraria che fissava a mille jugeri (250 ettari) la quota massima di proprietà fondiaria consentita. La parte che superava questo limite andava confiscata dallo Stato, che avrebbe dovuto distribuirla ai contadini italici, a condizione che non vendessero mai il terreno così ottenuto.
Opposizione e tragico epilogo
Alia legge proposta da Tiberio si opposero naturalmente i senatori ed i maggiori esponenti della «nobilitas». Tiberio continuò coraggiosamente nella propria opera, nonostante minacce di ogni sorta, ed anzi propose una nuova legge, con la quale si concedeva la cittadinanza romana agli Italici, equiparandoli così ai Romani in diritti e doveri.
A questo punto i senatori organizzarono l’assassinio di Tiberio Gracco.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali preoccupazioni politiche dei fratelli Gracco?
- Quale riforma agraria propose Tiberio Gracco e quali erano i suoi obiettivi?
- Quale fu il tragico epilogo della carriera di Tiberio Gracco?
I fratelli Tiberio e Gaio Gracco si preoccuparono delle drammatiche condizioni delle popolazioni italiche e cercarono di affrontare il malcontento a Roma, proponendo riforme agrarie e limitando il potere dei senatori e della nobiltà.
Tiberio Gracco propose una legge agraria che fissava un limite massimo di proprietà fondiaria a mille jugeri, con l'obiettivo di confiscare le terre in eccesso e distribuirle ai contadini italici, per migliorare le loro condizioni e quelle dell'Italia.
Nonostante le sue riforme e il coraggio di affrontare l'opposizione dei senatori, Tiberio Gracco fu assassinato, segnando un tragico epilogo alla sua lotta per la giustizia sociale e la cittadinanza degli Italici.