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Teoremi sulle serie

21. Successioni di funzioni

Definizione. Sia una successione di funzioni definite in un sottoinsieme non vuoto E ⊆ X dei numeri reali, (fn)n∈N. Fissiamo un punto x e consideriamo i valori assunti dalle funzioni fn(x), con n∈N. In tal modo otteniamo una successione numerica.

Diciamo che la successione (fn)n∈N converge in x se la successione numerica (fn(x))n∈N converge.

L'insieme dei punti in cui la serie (fn(x)) converge è detto insieme di convergenza (puntuale) della serie. Al variare di x nell’insieme di convergenza E otteniamo una funzione della variabile x definita in E. Tale funzione è detta limite puntuale (o, più semplicemente, limite) della successione, o si dice che la successione (fn(x)) converge puntualmente (o, più semplicemente, converge) alla funzione f(x). Si scrive:

f(x) = limn→∞ fn(x).

Definizione. Sia una successione di funzioni definite in un sottoinsieme non vuoto E ⊆ X dei numeri reali, (fn)n∈N. Diciamo che tale successione converge uniformemente in E alla funzione f: E → R, se:

limn→∞ |fn(x) − f(x)| = 0, ∀x ∈ E.

Teorema. La convergenza uniforme implica quella puntuale.

Dimostrazione. La tesi si deduce immediatamente dall’essere, per ogni x in E:

|fn(x) − f(x)| ≤ |fn(x) − f(x)|.

Il teorema non può essere invertito.

Esempio. Sia fn(x) = xn, con x ∈ [0,1]. La successione fn(x) converge puntualmente a:

  • 1 per x = 1;
  • 0 per x ∈ [0,1).

La convergenza però non è uniforme. Infatti:

|fn(x) − f(x)| ≥ 1/2, per x ∈ [0,1].

Osserviamo che le definizioni di convergenza puntuale e uniforme possono essere formulate anche nel modo seguente.

Definizione. Si dice che la successione (fn)n∈N è puntualmente convergente alla funzione f(x) in E se:

∀ε > 0, ∀x ∈ E, ∃n0 = n0(ε,x): n > n0 → |fn(x) − f(x)| < ε.

Definizione. Si dice che la successione (fn)n∈N è uniformemente convergente alla funzione f(x) sull’intervallo E se:

∀ε > 0, ∃n0 = n0(ε): n > n0 → |fn(x) − f(x)| < ε, ∀x ∈ E.

Criterio di Cauchy per le successioni di funzioni

Criterio di Cauchy per le successioni di funzioni. La successione di funzioni (fn)n∈N converge uniformemente in E se e solo se per ogni ε > 0 esiste n0 tale che per ogni n > n0, per ogni x ∈ E e per ogni numero naturale p si ha:

|fn+p(x) − fn(x)| < ε.

Dimostrazione. Se (fn) converge uniformemente in E allora:

∀ε > 0, ∃n0: ∀n > n0 → |fn(x) − f(x)| < ε, ∀x ∈ E.

Quindi:

fn+p(x) − fn(x) = fn+p(x) − f(x) − fn(x) + f(x).

Si ha:

|fn+p(x) − fn(x)| ≤ |fn+p(x) − f(x)| + |fn(x) − f(x)|.

E, infine:

|fn+p(x) − fn(x)| ≤ |fn+p(x) − f(x)| + |fn(x) − f(x)| < 2ε.

Viceversa, se si assume la condizione (&), ∀ε > 0, ∃n0: ∀n > n0, si ha:

|fn+p(x) − fn(x)| < ε, ∀x ∈ E.

Per ogni x ∈ E la successione numerica (fn(x)) è una successione di Cauchy. Applicando il criterio di Cauchy relativo alle successioni numeriche, è convergente. Detto f(x) tale limite, per mostrare che la convergenza è anche uniforme in E, fissato un numero reale ε > 0 e determinato il corrispondente n0, si passi al limite per p → ∞ nella:

|fn+p(x) − fn(x)| < ε, ∀x ∈ E.

Continuità e convergenza uniforme

Teorema. Sia data una successione di funzioni (fn(x))n∈N, convergente uniformemente in E alla funzione f(x). Se tutte le funzioni fn(x) sono continue in x0 ∈ E, allora anche f(x) è continua in tale punto.

Dimostrazione. Dobbiamo mostrare che:

∀ε > 0, ∃δ: |x − x0| < δ → |f(x) − f(x0)| < ε.

Si osservi che:

|f(x) − f(x0)| = |f(x) − fn(x) + fn(x) − fn(x0) + fn(x0) − f(x0)|

≤ |f(x) − fn(x)| + |fn(x) − fn(x0)| + |fn(x0) − f(x0)|.

Fissato ε > 0:

  • Per la convergenza uniforme, per n sufficientemente alto si ha |fn(x) − f(x)| < ε/3, ∀x ∈ E;
  • Per la continuità di ogni funzione della successione esiste δ: |x − x0| < δ → |fn(x) − fn(x0)| < ε/3;
  • Per la convergenza puntuale in x0 si ha |fn(x0) − f(x0)| < ε/3.

Quindi f è continua in x0.

Corollario. Sia data una successione di funzioni (fn(x))n∈N, convergente uniformemente in E alla funzione f(x). Se tutte le funzioni fn(x) sono continue in E, allora anche f(x) è continua in E.

Integrazione e convergenza uniforme

Teorema. Sia data una successione di funzioni (fn(x))n∈N, convergente uniformemente in E alla funzione f(x). Se tutte le funzioni fn(x) sono continue in E, allora, per ogni intervallo [a,b] ⊆ E, vale l’uguaglianza:

ab f(x)dx = limn→∞ab fn(x)dx.

Dimostrazione. Se tutte le funzioni fn(x) sono continue in E, allora anche f(x) è continua e ha senso considerare ∫ab fn(x)dx, ∫ab f(x)dx, perché le funzioni continue sono integrabili su ogni intervallo compatto.

Per la convergenza uniforme della successione, qualsiasi sia ε > 0, per un n sufficientemente grande si ha |fn(x) − f(x)| < ε/(b−a), per x ∈ E. Di conseguenza:

|∫ab fn(x)dx − ∫ab f(x)dx| ≤ ∫ab |fn(x) − f(x)|dx < ε.

Che è ciò che andava dimostrato.

Nel precedente teorema l’ipotesi della convergenza uniforme è necessaria. Infatti, si consideri la successione:

fn(x) = 2nxe−nx², nell’intervallo [0,1].

La successione converge puntualmente a 0 nell’intervallo [0,1]. Quindi:

ab limn→∞ fn(x)dx = 0, ma:

limn→∞01 2nxe−nx²dx = limn→∞ (1 − e−n) = 1.

Quindi:

ab limn→∞ fn(x)dx ≠ limn→∞ab fn(x)dx.

Anche l’ipotesi che gli intervalli siano compatti è necessaria. Infatti, si consideri la successione:

fn(x) = 1/(2n) per |x| < n; fn(x) = 0 per |x| ≥ n.

Che converge uniformemente a 0 in R. Quindi:

ab limn→∞ fn(x)dx = 0, ma:

limn→∞−nn 1/(2n) dx = limn→∞ 1 = 1.

Quindi:

ab limn→∞ fn(x)dx ≠ limn→∞ab fn(x)dx.

Derivazione e convergenza uniforme

Teorema. Sia data una successione di funzioni (fn(x))n∈N. Si supponga che:

  • La successione (fn(x)) sia convergente puntualmente alla funzione f(x) per x ∈ E;
  • Tutte le funzioni fn(x) siano derivabili in E e abbiano derivate prime continue;
  • La successione (f'n(x)) sia uniformemente convergente alla funzione g(x) in E.

Allora:

  • La funzione f(x) è derivabile in E;
  • f'(x) = g(x);
  • La successione (f'n(x))n∈N converge uniformemente ad f'(x) in ogni intervallo compatto [a,b] ⊆ E.

Dimostrazione. Sia x0 ∈ E, è noto che:

fn(x) = fn(x0) + ∫x0x f'n(x)dx.

Qualsiasi l’indice n e il numero x ∈ E. Passando al limite per n → ∞ e applicando il teorema precedente, si ha:

f(x) = f(x0) + ∫x0x g(x)dx.

Tale uguaglianza mostra che f(x) è una delle primitive di g(x), le quali si ottengono tutte aggiungendo una costante alla funzione integrale. Quindi f(x) è derivabile e:

f'(x) = g(x).

Infine, preso [a,b] ⊆ E e posto x0 = a, essendo:

f(x) = f(a) + ∫ax g(x)dx,

fn(x) = fn(a) + ∫ax f'n(x)dx,

si ottiene:

fn(x) − f(x) = fn(a) − f(a) + ∫ax [f'n(x) − g(x)]dx,

da cui:

|f'n(x) − g(x)|, x ∈ [a,b].

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Scienze matematiche e informatiche MAT/05 Analisi matematica

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