Concetti Chiave
- Teofilo Folengo, nato a Mantova nel 1491, entra nell'ordine benedettino e vive importanti anni a Padova tra il 1513 e il 1516, prima di uscire dall'ordine nel 1524.
- Le edizioni delle Maccheronee, pubblicate tra il 1517 e il 1552, mostrano un'evoluzione da semplice operetta a opera letteraria complessa, evidenziando la crescita artistica dell'autore.
- Lo pseudonimo Merlin Cocai riflette le origini contadine di Folengo, con elementi simbolici che rappresentano il legame con la vita rurale e le sue radici.
- Le opere di Folengo, come il Baldus e la Zanitonella, affrontano temi rustici e cavallereschi, ironizzando sul mondo epico e celebrando la vitalità della vita contadina.
- Nel Baldus, il mondo contadino è elevato e consolatore, con avventure che mescolano elementi comici e drammatici, rappresentando la "letteratura carnevalesca" che sfida le convenzioni tradizionali.
La vita di Teofilo Folengo
Teofilo Folengo nasce a Mantova nel 1491 da nobili decaduti; nel 1508 entra nell'ordine benedettino presso il convento di Sant'Eufemia a Brescia per poi passare, nel 1512, al convento di San Benedetto Mantovano.
Gli anni principali della sua attività sono il triennio 1513-1516, presso il convento di Santa Giustina a Padova; la città, culla della produzione maccheronica, esercitò un fascino irresistibile sull'autore.
Uscito dall'ordine nel 1524, in seguito a oscure vicende, si reca a Venezia (1526) come precettore di Paolo Orsini, decide così di rientrare nell'ordine, che lo accettò nel 1534. Dopo una breve esperienza in Sicilia, muore a Bassano nel 1544.
Le edizioni delle Maccheronee
L'editio princeps delle Maccheronee, il cui nome latino è Opus macaronicum, risale al 1517 per l'editore Paganini; quattro anni dopo abbiamo la seconda edizione nota con il nome di Toscolana. La terza, la Cipadense, esce tra il 1539 e il 1540; mentre l'ultima, la quarta edizione, che prende il nome dallo pseudonimo del curatore Vigasio Cocaio, esce postuma nel 1552.
Le quattro edizioni, qui ricordate, sono nettamente distinte l'una dall'altra: quello che si ritrova è una progressiva apertura di vedute e di elaborazione, da una semplice operetta ad un'opera letteraria vera e propria.
Significato dello pseudonimo Merlin Cocai
Le versioni sono tutte pubblicate sotto lo pseudonimo Merlin Cocai, il che è molto significativo. Vediamo perché; Folengo ci dà la spiegazione: cocaium in latino è il tappo di un barilotto che cercava sua madre quando lo partorì, Merlinus invece deriva dalla merla che gli portava il cibo ogni giorno nella culla; è chiara, qui, l'origine contadina dell'autore, che emerge però molto meglio in altre opere.
Opere e temi di Folengo
Nell'edizione Paganini troviamo due egloghe rusticane; nel Baldus ampie descrizioni contadine; nella Moscheide si ironizza sul mondo cavalleresco e epico.
Di respiro più ampio è l'opera Zanitonella sive inamoramentum Zoaninae et Tonelli: partendo dalle due egloghe citate, Folengo amplia il racconto d'amore. La storia narra la vicenda di Tonello e delle sue pene d'amore, alternate a scene rusticane in cui il contadino è soggetto attivo, simbolo della vita vivace e spontanea della campagna, come rare volte si vede nel 1500 (cfr. Beca da Dicomano del Pulci, la Nencia da Barberino di Lorenzo il Magnifico).
Il mondo contadino nel Baldus
Il mondo contadino, come già accennato, è protagonista anche del Baldus: 15.000 versi aperti con l'invocazione alle Muse, qui maccheroniche, abitanti in un regno simile a quello dei Bengodi. Il racconto d'apertura narra l'amore di Guidone da Montalbano, della stirpe di Rinaldo, e di Baldovina, figlie del re di Francia. Il loro amore è preludio di disavventure e affanni che porteranno i due innamorati in Italia, fino alla campagna mantovana, in cui i due troveranno pace pur perdendo l'originaria nobiltà.
I valori cavallereschi sono rivoluzionati, il mondo contadino elevato di grado e portato a elemento consolatore della perdita della nobiltà; le disavventure degli eroi lasciano lo spazio alle avventure del contadino Baldus, che combatterà con streghe, maghi, draghi, fino ad arrivare all'inferno.
L'opera dal sapore comico racchiude in sé anche elementi drammatici, facendo perdere la distinzione tra autori drammatici e maccheronici; per questi motivi, come disse M. Bachtin, l'opera di Folengo è a buon diritto rappresentante della "letteratura carnevalesca", che rifiuta i dettami tradizionali in nome della dissacrazione del carnevale di un mondo visto dal basso.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della città di Padova nella vita di Teofilo Folengo?
- Quali sono le principali edizioni delle "Maccheronee" e come si differenziano?
- Cosa rappresenta lo pseudonimo "Merlin Cocai" per Folengo?
- Quali temi emergono nelle opere di Folengo, in particolare nel "Baldus"?
- In che modo Folengo rappresenta il contadino nelle sue opere?
Padova è fondamentale per Folengo, poiché vi trascorre gli anni principali della sua attività (1513-1516) e diventa il centro della sua produzione maccheronica, influenzando profondamente il suo lavoro.
Le "Maccheronee" hanno quattro edizioni principali: l'editio princeps del 1517, la Toscolana del 1521, la Cipadense del 1539-1540 e l'ultima del 1552. Ogni edizione mostra una progressiva apertura di vedute, evolvendo da una semplice operetta a un'opera letteraria complessa.
Lo pseudonimo "Merlin Cocai" riflette l'origine contadina di Folengo; "cocaium" si riferisce al tappo di un barilotto e "Merlinus" alla merla che lo nutriva, simboleggiando il legame con le sue radici e la vita rurale.
Nel "Baldus", il mondo contadino è protagonista, con valori cavallereschi ribaltati e il contadino elevato a figura centrale. L'opera mescola elementi comici e drammatici, rappresentando una "letteratura carnevalesca" che sfida le convenzioni tradizionali.
Folengo ritrae il contadino come un simbolo di vita vivace e spontanea, come si vede in "Zanitonella" e "Baldus", dove il contadino diventa un eroe attivo, affrontando avventure e disavventure, in un contesto che celebra la cultura rurale del 1500.