Concetti Chiave
- Il barocco segna la dissoluzione del poema epico, distaccandosi dai canoni tradizionali di Omero e dei poeti successivi, già anticipata da Pulci.
- Il secolo 1600 rappresenta una rivolta letteraria contro il precettismo del 1500, promuovendo una realtà complessa e multiforme attraverso la letteratura barocca.
- Marino e Tassoni sovvertono i canoni tradizionali, privilegiando il significante rispetto al significato e mostrando una ribellione verso le norme letterarie.
- Nella Secchia rapita, Tassoni utilizza la parodia per raccontare il rapimento di un secchio, scatenando una guerra comica tra Bologna e Modena.
- Nell'Elogio alla Rosa, Marino esprime un virtuosismo linguistico attraverso tecniche poetiche come accumulazione e allitterazione, celebrando la bellezza della rosa e l'amore di Venere.
Dissoluzione del poema epico
Nel barocco si può parlare di dissoluzione del poema epico, intesa come scioglimento con contemporanea/conseguente separazione dei canoni tradizionali dell'epica fissati inizialmente da Omero e poi da Boiardo, Ariosto e Tasso per quanto riguarda l'epica cavalleresca. In realtà già con Morgante e Margutte di Luigi Pulci erano stati rotti i canoni classici. Taluni individuano un parallelismo fra la vita di Marino e di Tassoni, contemporanei, in quanto, pur essendo nati rispettivamente a Napoli e Modena, si sono formati con lo stesso tipo di studi, entrambi ebbero una vita scapestrata e entrambi lavorarono nella corte sabina.
Rivolta letteraria del 1600
Il 1500 era stato un secolo normativo, precettistico; anche in ambito linguistico con le Prose della volgar lingua, di Bembo. Taluni sostengono che Marino e Tassoni abbiano contribuito a distruggere il sistema precettistico; il 1600 è infatti un secolo distruttivo, il che non è da vedere in senso negativo perché non è possibile costruire su un qualcosa traballante ed è quindi necessario distruggere ciò che non è stabile. Il 1600 è un secolo di rivolta, anche nella letteratura oltre che nella Chiesa e nella scienza, una rivolta non del tutto consapevole o del tutto manifesta. La lotta combattuta dalla letteratura barocca è quella alla precettistica. Si insiste infatti su aspetti abnormi della realtà, la realtà non è quindi solida, ma multiforme. Marino per raccontare la storia di Adone e Venere utilizza più di 40000 versi, Ovidio ne utilizza invece solamente 73. L'epica era una narrazione di fatti, in questo caso non si può parlare di una storia perché la storia diventa una continua digressione, si aprono molteplici finestre su miti secondari di cui i personaggi protagonisti dell'opera sono solo ascoltatori. Dalla concezione enciclopedica del mondo di Dante, si arriva in questo periodo all'enciclopedismo della parola: uno sperimentare dal punto di vista linguistico più che da quello conoscitivo.
Sovvertimento dei canoni tradizionali
Diventa importante il significante a discapito del significato. Marino e Tassoni attuano un sovvertimento dei canoni tradizionali, nel quale si può evincere una ribellione verso le norme e i precetti.
Parodia e ironia nella Secchia rapita
Nella Secchia rapita di Tassoni, si può individuare questo atteggiamento: il poema è incentrato sul rapimento di un secchio, che ha scatenato la guerra fra Bologna e Modena; è una sorta di parodia al rapimento di Elena che scatenò la guerra di Troia. La storia è ambientata ai tempi di Federico II di Svevia sebbene sia avvenuta successivamente. L'opera tratta anche della disavventura del conte di Culagna, un nomen omen, un nome un presagio. Questo tale aveva cercato di avvelenare la moglie per spassarsela con l'amante, fu però scoperto dalla moglie che decise per vendetta di dare di nascosto un lassativo al conte. Il conte recatosi in piazza iniziò a vomitare, capì di essere stato scoperto e quindi pensava che la moglie per vendetta l'avesse avvelenato; chiamò così i più prestigiosi dottori del paese che assistirono al conte che si cagò addosso. Si allontanarono tutti da lui per la puzza, tranne un prete che aveva perso il naso in un incendio. Si evince la dissoluzione del poema eroico, codesto è infatti un poema eroi-comico.
Elogio alla Rosa di Marino
Nell'Elogio alla Rosa, di Marino, tratto dall'Adone, si parla dell'inizio della loro storia d'amore: punta al piede dalla spina di una rosa, topos letterario, Venere cerca una fontana per disinfettarsi e lì incontra il giovane addormentato. Quello che segue è un inno alla rosa, di cui Venere celebra la bellezza. Da un punto di vista tecnico la poesia procede per accumulazione, con una fortissime alliterazione della “r”, vi sono chiasmi, ossimori; si può quindi evincere un'esuberanza linguistica e retorica, la poesia è un virtuosismo. Marino parte dai moduli petrarcheschi, ma poi si esula dalla sua poesia.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della dissoluzione del poema epico nel barocco?
- In che modo il 1600 ha rappresentato una rivolta letteraria?
- Come si manifesta il sovvertimento dei canoni tradizionali da parte di Marino e Tassoni?
- Qual è il tema principale della Secchia rapita di Tassoni?
- Quali elementi stilistici caratterizzano l'Elogio alla Rosa di Marino?
La dissoluzione del poema epico nel barocco rappresenta la separazione dai canoni tradizionali fissati da autori come Omero e Tasso, evidenziando una rottura già iniziata con Pulci. Questo fenomeno segna un cambiamento radicale nella narrazione epica.
Il 1600 è un secolo di rivolta contro il sistema precettistico del 1500, caratterizzato da una letteratura che esplora la multiformità della realtà, come dimostrato dall'uso di oltre 40.000 versi da parte di Marino per raccontare la storia di Adone e Venere, a differenza dei 73 versi di Ovidio.
Marino e Tassoni sovvertono i canoni tradizionali enfatizzando il significante rispetto al significato, mostrando una ribellione verso le norme letterarie e precettistiche, creando opere che sfidano le convenzioni.
La Secchia rapita è una parodia del rapimento di Elena, incentrata sul rapimento di un secchio che scatena una guerra tra Bologna e Modena, evidenziando la dissoluzione del poema eroico attraverso un tono eroi-comico.
L'Elogio alla Rosa è caratterizzato da un'esuberanza linguistica e retorica, con tecniche come accumulazione, alliterazione e chiasmi, che riflettono un virtuosismo poetico che si distacca dai moduli petrarcheschi.