Concetti Chiave
- La convivenza tra Ostrogoti e Romani era complessa, con senatori romani divisi tra la fedeltà a Teodorico e il supporto all'imperatore di Costantinopoli.
- Severino Boezio, un filosofo e studioso, divenne il capo morale del Senato e nel 523 fu nominato magister officiorum, raggiungendo un alto prestigio.
- Boenzio fu arrestato e condannato a morte dopo aver difeso il senatore Albino, coinvolto in un intrigo politico tra Ostrogoti e Romani.
- La sua esecuzione generò tensioni tra il Senato romano e gli Ostrogoti, influenzando negativamente la politica di Teodorico.
- Teodorico morì poco dopo l'esecuzione di Boezio, circondato da leggende che raccontano eventi soprannaturali legati alla sua morte.
La difficile convivenza tra Ostrogoti e Romani
La difficile convivenza tra Ostrogoti e Romani è testimoniata dalla drammatica vicenda che divise i due più significativi rappresentanti di questi mondi, il re Teodorico e il senatore Severino Boezio. I senatori romani si trovavano nella difficile situazione di dover essere fedeli a due padroni, i cui interessi erano in conflitto: da un lato, un giuramento di fedeltà li legava al rex degli Ostrogoti, dall'altro, molti di loro parteggiavano in segreto per l’imperator legittimo di Costantinopoli.
Il dramma di Severino Boezio
In questo contesto maturò il dramma di Boezio. Nato attorno al 475, egli ricevette un’educazione raffinata e divenne l’ingegno più elevato della sua epoca: fu filosofo, studioso di teologia, di matematica e di musica. Le sue riconosciute qualità lo avevano reso il capo morale del Senato; per questo motivo, Teodorico gli assegnò le cariche più importanti che si potessero attribuire a un latino. Nel 523 Boezio raggiunse il culmine del suo prestigio, quando fu nominato magister officiorum, una specie di primo ministro. A questo punto venne travolto da un oscuro intrigo politico: un suo collega, il senatore Albino, fu accusato di tradimento per aver scritto alcune lettere compromettenti all’imperatore d’Oriente; Boezio prese le difese di Albino e finì implicato nel processo.
Incarcerato, fu giudicato da un collegio di senatori favorevoli ai Goti, sembra sulla base di documenti contraffatti, e fu condannato a morte e giustiziato.
La consolazione della filosofia
Durante i mesi di carcere Boezio aveva scritto il suo libro fondamentale, La consolazione della filosofia, opera che esercitò un’influenza enorme durante tutto il Medioevo. In quest’opera l’autore immagina di essere visitato in carcere da una maestosa donna, la Filosofia, che lo consola e gli spiega come il dolore sia la condizione propria dell’uomo e come la felicità debba essere ricercata in Dio e non nei beni terreni.
Le leggende sulla morte di Teodorico
La clamorosa esecuzione di Boezio scavò un solco incolmabile tra il Senato romano e gli Ostrogoti; è possibile peraltro che il processo conto Boezio fosse stato montato appunto a questo scopo e che lo stesso Teodorico sia rimasto vittima di un intrigo che di fatto compromise tutta la sua politica. Teodorico morì l’anno successivo e sulla sua morte fiorirono leggende: lo storico bizantino Procopio racconta che, poco dopo l’uccisione di Boezio, a Teodorico fu servito un enorme pesce, nella cui testa parve di vedere il teschio di Boezio che lo fissava minaccioso; sconvolto da questa allucinazione si ammalò e morì poco dopo, in preda ai rimorsi.
Un’altra leggenda narra che un cavallo nero si presentò davanti alla reggia di Teodorico e il re lo volle montare; ma il cavallo, insensibile alle redini, iniziò a correre con il suo cavaliere alla sella sinché arrivò al Vesuvio, dove rovesciò Teodorico dentro il cratere in fiamme: era il demonio, giunto a punire Teodorico per la morte di Boezio.
Domande da interrogazione
- Qual è il conflitto principale tra Ostrogoti e Romani durante il periodo di Teodorico?
- Chi era Severino Boezio e quale fu il suo destino?
- Qual è l'importanza de "La consolazione della filosofia"?
- Quali leggende circondano la morte di Teodorico?
Il conflitto principale risiedeva nella lealtà dei senatori romani, divisi tra il giuramento di fedeltà al re Ostrogoto Teodorico e il sostegno segreto all'imperatore legittimo di Costantinopoli.
Severino Boezio, un filosofo e studioso di grande prestigio, divenne il capo morale del Senato romano, ma fu condannato a morte dopo aver difeso un collega accusato di tradimento, implicato in un intrigo politico orchestrato dai senatori favorevoli ai Goti.
"La consolazione della filosofia" è l'opera fondamentale scritta da Boezio in carcere, che ha avuto un'enorme influenza nel Medioevo, esplorando il tema del dolore umano e la ricerca della felicità in Dio piuttosto che nei beni materiali.
Dopo l'esecuzione di Boezio, si diffusero leggende sulla morte di Teodorico, tra cui una in cui un pesce servito al re mostrava il teschio di Boezio, e un'altra in cui un cavallo nero lo trascinava nel cratere del Vesuvio come punizione per la sua responsabilità nella morte di Boezio.