Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La pianta del tempio greco si ispira al megaron miceneo, con una cella centrale per la statua del dio e colonne in antis o trabeate.
  • I templi possono essere di vari tipi, come prostilo e anfiprostilo, e possono essere circondati da colonne singole o doppie.
  • L'ordine dorico è il più antico, con colonne rastremate, capitelli semplici e un entasi per compensare l'effetto ottico di assottigliamento.
  • L'ordine ionico presenta colonne con una base e scanalature più sottili, un capitello decorato da volute e un fregio continuo.
  • L'ordine corinzio si distingue per il capitello decorato con foglie di acanto, ispirato da Callimaco, rendendolo più ornato rispetto agli altri ordini.

In questo contenuto si parlerà dell' arte greca, come si è evoluta nel tempo e le maggiori caratteristiche.

Origini e sviluppo della pianta del tempio greco

L'architettura sacra nel mondo greco affonda le sue radici strutturali ed espressive nel megaron. Si tratta del grande salone centrale dei palazzi micenei che rappresentava il cuore della vita politica e dei riti religiosi. Con il passare dei secoli, questa forma primordiale si è evoluta in una tipologia autonoma. L'orientamento dell'edificio rispondeva a precise esigenze liturgiche. Il cuore del tempio era la cella, detta naos, la stanza più intima e riservata destinata a custodire la statua della divinità.

In base alla disposizione delle colonne, la pianta templare assumeva definizioni specifiche. Quando le pareti laterali della cella si prolungavano in avanti racchiudendo due colonne frontali, il tempio veniva definito in antis. Se la facciata presentava invece una fila continua di colonne anticipate rispetto alla cella, si parlava di tempio prostilo. L'aggiunta di un porticato identico sul retro dava origine al modello anfiprostilo. Infine, la struttura poteva essere completamente abbracciata da un colonnato continuo lungo tutto il perimetro: si trattava del tempio periptero, che diventava diptero qualora la galleria di pilastri attorno al nucleo centrale fosse doppiamente stratificata.

L'ordine dorico: monumentalità e memorie lignee

L'ordine dorico costituisce la manifestazione più antica e solida dell'architettura greca, distinto da una spiccata essenzialità delle forme. Le sue colonne sorgono direttamente dal basamento in pietra, lo stilobate, senza l'interposizione di una base. Il fusto si assottiglia progressivamente verso l'alto ed è solcato da circa venti scanalature verticali a spigolo vivo. A circa due terzi dell'altezza, la colonna presenta l'entasi, una leggera curvatura o rigonfiamento progettato dagli architetti per correggere l'illusione ottica di restringimento che l'occhio umano percepisce osservando la struttura da lontano.
Poco prima di raggiungere il capitello si trova il collarino, un piccolo intaglio circolare. Il capitello stesso è lineare e geometrico: si compone di un elemento circolare a forma di bacino, l'echino, sormontato da un blocco parallelepipedo piatto chiamato abaco. Sopra il capitello poggia l'architrave liscio, al di sopra del quale scorre il fregio, caratterizzato dall'alternanza ritmica di metope (lastre scolpite o dipinte) e triglifi (scanalature verticali). L'intero sistema dorico testimonia il passaggio storico dalle prime costruzioni in legno a quelle in marmo: le proporzioni massicce ricordano infatti quelle dei tronchi d'albero e le travi lignee dei tetti arcaici.

L'ordine ionico: grazia, slancio e decorazione

A differenza della gravità dorica, l'ordine ionico si distingue per un linguaggio visivo molto più agile, aggraziato ed elegante. La colonna non poggia direttamente sul piano del tempio, ma si eleva da una base articolata, composta da elementi convessi (tori) e incavi (scozie). Il fusto appare snello, privo di entasi, ed è arricchito da ventiquattro scanalature più profonde con spigoli smussati, che creano un morbido passaggio di chiaroscuro.
Il capitello ionico rappresenta l'elemento più riconoscibile: l'echino si arricchisce di intagli a forma di uovo (ovuli) e si raccorda all' abaco mediante il pulvino, caratterizzato da due appariscenti spirali laterali dette volute. Questo motivo geometrico crea un fluido raccordo visivo tra la spinta verticale della colonna e l'orizzontalità della trabeazione. Sopra il capitello, l'architrave è suddiviso in tre strati aggettanti e sostiene un fregio continuo a fascia. Esso spesso è decorato con rilievi figurati o narrazioni mitologiche (fregio zooforo).

La ricercatezza decorativa dell'ordine corinzio

Sviluppatosi in un'epoca più tarda, l'ordine corinzio eredita la struttura di base e le proporzioni slanciate della tradizione ionica, introducendo tuttavia una profonda innovazione nell'apparato ornamentale. La caratteristica principale che lo distingue è la ricchezza del capitello. È interamente avvolto da sculture che riproducono le foglie dell'acanto.
La tradizione storiografica attribuisce l'invenzione di questo motivo allo scultore Callimaco, il quale sarebbe rimasto affascinato dalla visione di un cesto lasciatosi avvolgere da foglie cresciute rigogliose sulla tomba di una giovane fanciulla nei pressi di Corinto. Tra la fitta vegetazione scolpita del capitello emergono piccioli e steli ricurvi, detti caulicoli, che si aprono verso l'alto per sostenere gli angoli dell'abaco. Con la sua esuberanza formale, il corinzio rappresenta il punto di massima complessità decorativa raggiunta dall'architettura sacra greca.
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine della pianta del tempio greco?
  2. La pianta del tempio greco deriva dal megaron dei palazzi micenei, che fungeva da centro della regalità e del culto, sebbene ci siano molte differenze strutturali.

  3. Quali sono le caratteristiche distintive dell'ordine dorico?
  4. L'ordine dorico è il più antico, con colonne che poggiano direttamente sullo stilobate, rastremate verso l'alto e dotate di scanalature. Presenta un capitello semplice e un entasi per bilanciare l'effetto ottico, rappresentando il passaggio dalla costruzione in legno al marmo.

  5. In cosa si distingue l'ordine ionico rispetto agli altri ordini?
  6. L'ordine ionico si distingue per la presenza di una base formata da toro e scozia, colonne rastremate senza entasi e un capitello decorato con volute. Ha una maggiore raffinatezza rispetto all'ordine dorico, con scanalature più sottili e un fregio continuo.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community