Tema sulla tratta degli schiavi
Tra il quindicesimo e diciannovesimo secolo milioni di uomini, donne e bambini furono strappati dalle loro case in Africa per essere esportati in America e lì diventare schiavi sotto il volere delle grandi potenze europee in quel periodo, questo fenomeno è conosciuto come tratta degli schiavi. Le cause che spinsero stati come Inghilterra e Portogallo a iniziare questo fenomeno furono molte, prima fra tutte l’aumento delle piantagioni di zucchero e cotone in America che ha portato ad un accrescimento della richiesta di manodopera, infatti dopo la scoperta del Nuovo Mondo le potenze europee si trovarono a dover sfruttare grandi porzioni di terreno per produrre prodotti molto richiesti nei propri stati come zucchero, cotone e caffè. Non essendo presente molta manodopera i leader dei vari stati dovette trovare un modo per procurarsela e questa sfociò nella tratta degli schiavi, come descrive Polanyi inizialmente la tratta non era regolare, infatti escluso qualche caso, nessuna comunità africana vendeva deliberatamente i propri membri, ma i mercanti bianchi durate la notte entravano nei villaggi africani e trascinavano via i cittadini rendendoli poi servo. Solo successivamente aumentando la richiesta i mercanti bianchi si trovarono obbligati a creare accordi con i leader africani che cominciarono a scambiare i membri delle proprie comunità con beni di lusso, armi e tessuti per cercare di ottenere un profitto, il costo degli uomini di cui si impossessavano non preoccupava, però, i mercanti bianchi che li rivendevano in America ad un prezzo maggiore, fino a 50 scellini. L’acquisto degli schiavi nel Nuovo Mondo anche se sembra molto dispendioso, in realtà, non lo era, infatti come racconta Cary "paragonandosi la somma della vendita e della compra, si vedrà che vi resta molto guadagno".La tratta degli schiavi ha provocato la nascita del “commercio triangolare”, chiamato così perché interessava i paesi europei, l’Africa e l’America: le navi dei mercanti partivano dalle coste dei paesi europei, un esempio sono l’Inghilterra e il Portogallo, con navi piene di materiali preziosi e utili per le colonie africane, e arrivavano sulle coste dell’africa dove scambiavano le merci portate con gli schiavi. Partivano quindi da questo continente alla volta del Nuovo Mondo per vendere gli uomini neri acquistati e per ripartire con le navi piene di prodotti americani, per lo più zucchero, cotone e caffè. Anche se erano diverse le nazioni a partecipare a questo commercio tutte agivano circa nello stesso modo: veniva trasportato, approssimando, lo stesso numero di prigionieri per ogni viaggio, sullo stesso tipo di imbarcazione e percorrevano il percorso nello stesso tempo. All’interno delle negriere, così chiamate le navi dove venivano trasportati gli africani durante la traversata pacifica, si trovavano annualmente all'incirca 40mila schiavi e Gustavus Vassa nella sua autobiografia racconta la sua esperienza: una volta catturato nel villaggio viene diviso immediatamente dalla sorella, catturata con lui, e viene poi portato su una nave di cui si sentiva l’odore acre già dalla spiaggia. Sulla nave quasi non c’era spazio per muoversi, questo e il caldo provocarono molte morti tra le persone, la situazione si aggravava per colpa delle catene con cui venivano incatenate. Gli schiavi cominciarono a sperare di morire e alcuni, i più coraggiosi, provavano a procurarsi il cibo da soli, guadagnandosi solo delle frustate, o a scappare buttandosi in mare approfittando delle acque calme e del poco vento. Vassa vede gli uomini bianchi come crudeli e così si domanda come un cristiano, a cui viene insegnato a fare agli altri quello che vorrebbero fosse fatto a loro, riescano a compiere queste azioni atroci. Gli schiavi non sono trattati bene dagli uomini bianchi che si trovano sulla nave, mangiano a malapena e se compiono qualcosa di sbagliato vengono frustati o peggio. Il fatto più sconcertante è che circa un settimo degli uomini esportati muore, cioè perdono la vita all’anno circa 34000 schiavi.
Questo dato agli esportatori non preoccupava, il loro profitto valeva comunque di più di una vita umana, come pensava Vassa, infatti, grazie a questo commercio di schiavi l’economia europea migliorava: aumentando il numero di navi e le mansioni da svolgere aumentavano marinai e ottenendo uno stipendio lasciavano il lavoro nella madre patria liberando il posto ad altri uomini aumentando così il tasso di occupazione dello stato: “i marinai vivendo con i loro stipendi, lasciano i luoghi voti ne’ mestieri, ai quali starebbero addetti, se la marina non dasse loro modo di sostenere le loro famiglie. Questi luoghi sono poi occupati da altri cittadini” (John Cary). In America venivano prodotte enormi quantità di prodotti a bassissimo prezzo che venivano esportati in Europa, e non solo, e, inoltre, molte coltivazioni non avevano concorrenti a livello mondiale: riuscirono ad ottenere profitti altissimi. Lo sfruttamento degli schiavi africani andava contro molti diritti dell’uomo e di questo se ne accorsero alcuni intellettuali, che cominciarono a portare avanti, a partire dal diciottesimo secolo, la propaganda antischiavistica. In particolare gli intellettuali illuministi cominciarono a denunciare i pregiudizi razzisti con cui fino ad allora la schiavitù era stata giustificata. Molti paesi anche all’inizio del diciannovesimo secolo si mossero per abolire la tratta, ma solo alla fine dello stesso secolo abolirono la schiavitù. Uno dei primi paesi che abolì la tratta degli schiavi fu la Danimarca nel 1803, arrivando solo nel 1848 ad abolire la schiavitù. La Gran Bretagna e la Francia furono due dei primi paesi a muoversi contro lo schiavismo, arrivando alla soppressione di questo rispettivamente nel 1833 e nel 1848. Verso la metà del secolo molti altri paesi eliminarono la schiavitù, come gli Stati Uniti di America nel 1865 con il tredicesimo emendamento, o i Paesi Bassi che la abolirono definitivamente nel 1863. Altri stati come la Spagna, il Brasile e l’Italia vietarono completamente la schiavitù solo alla fine del diciannovesimo secolo. L'abolizione della tratta degli schiavi è avvenuta in fasi diverse in tutto il mondo occidentale, a partire dalla fine del XVIII secolo con iniziative come quella della Francia; e l’inizio della libertà per tutti gli uomini fu un passo importante dell’umanità verso la giustizia sociale.
L'abolizione della tratta degli schiavi
L’abolizione della tratta degli schiavi e della schiavitù non elimina, però, tutto quello che hanno dovuto passare gli africani durante quegli anni di inferno per loro, e di mancanza di umanità per noi europei. Questi fenomeni, combinati con il colonialismo, hanno avuto un impatto devastante e duraturo sul continente africano, le cui conseguenze si sono protratte per secoli, continuando a influenzare il continente anche successivamente. Questo commercio di uomini ha portato alla deportazione di milioni di africani, sottraendo risorse umane vitali per lo sviluppo delle loro società. La perdita di queste persone, in gran parte giovani in grado di lavorare, ha ridotto il potenziale di crescita demografica e sociale di molte regioni africane. La tratta ha anche portato alla disgregazione dei legami familiari e sociali. La separazione di intere famiglie, come è capitato a Vassa, e comunità ha avuto ripercussioni sulla trasmissione delle tradizioni culturali e dei valori, tutto questo ha provocato una perdita di identità delle regioni dell’Africa ed un uso da parte degli europei della religione e dell’educazione che spesso non c’era, avvalendo l’ideale razzista sviluppatosi in quel periodo che considerava gli africani inferiori e selvaggi.Per colpa della tratta e poi del colonialismo si sono create delle situazioni instabili politicamente che hanno portato gli stati africani a dipendere da una nazione più sviluppata, si sono così create le situazioni che hanno portato i vari movimenti di indipendenza delle varie regioni dell’Africa e alle varie guerre che si trovano ora su questo continente.
Tutti i vari fenomeni che l’Africa ha dovuto vivere durante tutta la storia dal 15 secolo hanno avuto un impatto importante sul continente, e molte difficoltà che ora sta incontrando sono causa della tratta degli schiavi e del colonialismo. Anche se l’indipendenza politica è stata raggiunta da quasi tutte le regioni la vera liberazione dalle conseguenze di questi fenomeni richiede ancora un lungo processo che deve includere giustizia sociale e rafforzamento delle istituzioni locali.