Concetti Chiave
- I Portoghesi furono i primi europei a raggiungere la Nigeria nel 1472, stabilendo contatti commerciali con il re del Benin nel 1485.
- La tratta degli schiavi divenne una pratica consolidata nel XVI secolo, con il regno del Benin come uno dei principali fornitori per i mercanti europei.
- Malgrado le critiche alla tratta degli schiavi, gli interessi mercantilistici favorirono la prosperità del regno del Benin fino all'invasione britannica del 1897.
- La corona britannica iniziò a opporsi attivamente alla tratta degli schiavi nel XIX secolo, cercando di proteggere i commercianti e i missionari inglesi in Nigeria.
- L'intervento britannico portò all'estensione del protettorato su Lagos nel 1861 e all'imposizione della loro autorità sulle lotte civili degli Yoruba.
Quali sono stati i primi contatti europei?
I primi Europei a raggiungere i territori dell'attuale Nigeria furono nel 1472 i Portoghesi, che a quel tempo erano la più grande potenza navale europea. Nel 1485 vi fu una seconda spedizione guidata da Alfonso d'Alveiro che si recò a far visita al re del Benin. Questi a sua volta inviò un suo ambasciatore al re del Portogallo per stringere accordi che regolassero i commerci di oro, avorio e schiavi.
La tratta degli schiavi
In seguito a tali legami i portoghesi costituirono a Ugwato, sulle sponde del fiume Benin, una piazzaforte per l'approvvigionamento che divenne nel corso del XVI secolo una base per la tratta degli schiavi. Se infatti i portoghesi erano fortemente interessati alla compravendita di schiavi da inviare nella colonia americana del Brasile, d'altro canto il re del Benin furono tra i maggiori fornitori dei commercianti europei. Il regno del Benin ebbe contatti anche con altri mercanti europei: soprattutto olandesi, francesi, spagnoli e danesi che erano interessati ai commerci dei prodotti locali e di schiavi. In realtà nei tre secoli successivi, i documenti che ci sono pervenuti testimoniano quasi esclusivamente della compravendita di schiavi. L'"avorio nero" si rivelò la fonte di guadagno principale degli Europei nel continente africano e conobbe il suo apice intorno al 1660 in seguito alla crescente richiesta di manodopera destinata alle piantagioni e alle miniere del Nuovo Mondo.
L'intervento britannico
Nonostante la tratta degli schiavi fosse già nel XVII e XVII secolo duramente criticata da intellettuali e leghe antischiaviste, ugualmente governi e l'opinione pubblica fecero prevalere gli interessi mercantilistici senza metterne in discussione la legittimità. Il commercio degli schiavi continua dunque incessantemente e questo consentì all'antico regno del Benin di prosperare e di conservare la propria indipendenza fino al 1897, quando fu invaso da una spedizione punitiva da parte degli inglesi. Infatti la corona britannica tra il 1840 e il 1852 si era decisa, prima fra tutte le potenze europee, a mettere al bando la tratta degli schiavi e prese posizione contro i portoghesi che sfruttavano la popolazione nigeriana, anche per la necessità di proteggere commercianti e missionari inglesi. Fu così che gli inglesi nel 1849 nominarono un console che si stabilì nell'isola di dominazione spagnola di Fernando Poo e strinsero accordi con il re di Lagos. Il villaggio di Lagos, preesistente all'arrivo dei portoghesi, era per questi un luogo di importanza strategica. Veniva infatti utilizzato come scalo marittimo poiché la presenza dei fiume Ogun rendeva agevole l'approdo. In seguito al mancato rispetto degli accordi da parte del sovrano di questo villaggio gli inglesi non si lasciarono sfuggire l'occasione di estendere il proprio protettorato su questi territori (1861), facendo sentire fin da subito la propria autorità: essi infatti intervennero militarmente nelle lotte civili degli Yoruba che nel volgere di pochi anni furono costretti a riconoscere l'autorità del protettorato inglese.
Domande da interrogazione
- Quali furono i primi contatti tra gli europei e la Nigeria?
- Come si sviluppò la tratta degli schiavi in Nigeria?
- Qual è stata la posizione britannica riguardo alla tratta degli schiavi?
- Quali furono le conseguenze dell'intervento britannico in Nigeria?
I primi europei a raggiungere l'attuale Nigeria furono i portoghesi nel 1472, seguiti da una spedizione nel 1485 guidata da Alfonso d'Alveiro, che stabilì contatti commerciali con il re del Benin per il commercio di oro, avorio e schiavi.
I portoghesi crearono una piazzaforte a Ugwato per l'approvvigionamento di schiavi, diventando i principali fornitori per i commercianti europei, mentre il regno del Benin intratteneva relazioni commerciali con altre potenze europee, contribuendo significativamente alla tratta degli schiavi.
Nonostante le critiche alla tratta degli schiavi nel XVII e XVIII secolo, gli interessi mercantilistici prevalsero, permettendo al regno del Benin di prosperare fino all'invasione britannica del 1897, quando la corona britannica iniziò a opporsi attivamente alla tratta.
L'intervento britannico portò all'estensione del protettorato inglese su Lagos nel 1861 e all'intervento militare nelle lotte civili degli Yoruba, costringendoli a riconoscere l'autorità britannica, segnando così l'inizio di un controllo coloniale più diretto.