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Concetti Chiave

  • La Svizzera è nata dall'unione delle popolazioni alpine nel 1291, come risposta a minacce esterne e per proteggere interessi economici comuni.
  • Nel Trecento, l'alleanza si ampliò con l'inclusione di comunità urbane, culminando nella "Carta dei Preti" del 1370 che segnò la nascita di uno stato repubblicano.
  • La forza militare svizzera si basava sulla reclutamento di soldati tra la popolazione alpina e sull'uso di fanterie armate di alabarde, creando formazioni impenetrabili.
  • A partire dal Cinquecento, la Svizzera ha avviato una tradizione di neutralità, ufficialmente riconosciuta nel 1815 al Congresso di Vienna.
  • I mercenari svizzeri, ricercati dai monarchi europei, divennero una risorsa economica importante grazie alla loro fama militare, iniziando a servire anche il pontefice Giulio II dal 1506.

Le origini della Svizzera

Una vicenda politica abbastanza particolare fu quella che accomunò le popolazioni delle vallate e delle montagne alpine, dalla cui unione nacque la Svizzera. L’aggregazione si formò come “organizzazione di solidarietà” delle popolazioni locali allo scopo di fronteggiare eventuali aggressioni degli Stati vicini quali il ducato di Savoia, il ducato di Milano, la Francia e soprattutto l’Austria asburgica, e per meglio difendere interessi economici comuni come la disponibilità dei pascoli montani e il controllo dei passi alpini attraversati da intensi traffici commerciali. A favore di queste popolazioni giocarono importanti fattori come la natura dei luoghi, isolati e ben difendibili, e la capacità di mettere in campo temibili forze militari. Le origini della Svizzera si fanno risalire all’accordo stipulato nel 1291 (patto di Rutli) dalle comunità alpine di Uri, Unterwalden e Schwyz, i cui abitanti erano soprattutto contadini liberi che stipularono un’alleanza perpetua.

Espansione e consolidamento

Durante il Trecento si aggiunsero le adesioni di altre comunità alpine e anche di centri urbani, fra cui i più noti sono Lucerna, Zurigo e Berna. Nel 1370 le comunità rurali e urbane alleate sottoscrissero un documento detto “Carta dei Preti”, con cui dimostrarono chiaramente di concepire le zone intorno alle Alpi occidentali come propria zona d’influenza. L’avvenimento significò, di fatto, la nascita di un organismo statale, di tipo repubblicano, in cui ogni comunità, rurale o urbana, conservava le proprie autonomie e le proprie tradizioni. La definitiva consacrazione di questo nuovo organismo statale avvenne nel 1415 ad Azincourt, quando l’imperatore di Germania Sigismondo I di Lussemburgo concesse alle comunità alleate la piena sovranità territoriale. Gli svizzeri erano allora divenuti ottimi e temibili soldati, orgogliosamente legati alla loro terra, che fra Trecento e Quattrocento, difesero con successo dai nemici confinanti come i duchi di Savoia, gli Asburgo d’Austria e i duchi di Milano.

Forza militare e neutralità

La forza della Svizzera, all’interno della quale convivevano e convivono tuttora etnie diverse per tradizioni e lingua (tedesco, francese, italiano e ladino) risiedeva nello spirito di autonomia e nella capacità di mettere in campo formidabili schiere di armati reclutati soprattutto tra la povera e abbondante popolazione delle vallate alpine. La fanteria era il settore militare dominante: armati di lunghe alabarde in grado di colpire e disarcionare i cavalieri nemici, i fanti svizzeri formavano falangi impenetrabili che muovevano all’attacco in formazione compatta e sincronizzata, chiudendosi a riccio quando occorreva difendersi; l’avvento delle armi da fuoco rese i fanti svizzeri infallibili tiratori.

A partire dal Cinquecento, una volta consolidatosi il nuovo organismo statale, gli Svizzeri iniziarono a defilarsi dalle vicende militari e diplomatiche europee avviando quella tradizione di neutralità che dura tuttora. La loro fama militare sopravvisse però a lungo e per molto tempo i mercenari svizzeri furono i soldati più richiesti dai monarchi europei; persino il pontefice Giulio II cominciò ad assoldarli a difesa dello Stato della Chiesa a partire dal 1506. Quella del mercenariato militare era un’attività ben remunerata cui i giovani elvetici si dedicarono con tale frequenza da farne una vera e propria risorsa economica. La Svizzera venne ufficialmente riconosciuta come entità neutrale a partire dal Congresso di Vienna del 1814-1815.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la motivazione principale per l'unione delle popolazioni alpine che ha portato alla nascita della Svizzera?
  2. L'unione delle popolazioni alpine nacque come "organizzazione di solidarietà" per difendersi dalle aggressioni degli Stati vicini e per proteggere interessi economici comuni, come il controllo dei pascoli e dei passi alpini.

  3. Quale accordo segna le origini della Svizzera e quali comunità ne furono protagoniste?
  4. Le origini della Svizzera si fanno risalire al patto di Rutli del 1291, stipulato dalle comunità alpine di Uri, Unterwalden e Schwyz, che formarono un'alleanza perpetua.

  5. Come si è evoluta la Svizzera durante il Trecento?
  6. Durante il Trecento, si aggiunsero altre comunità alpine e centri urbani come Lucerna, Zurigo e Berna, culminando nella "Carta dei Preti" del 1370, che segnò la nascita di un organismo statale repubblicano.

  7. Qual è stata la chiave della forza militare svizzera nel periodo medievale?
  8. La forza militare svizzera risiedeva nella capacità di reclutare soldati tra la popolazione delle vallate alpine, formando falangi impenetrabili e utilizzando lunghe alabarde, rendendoli temibili in battaglia.

  9. Quando e come è stata ufficialmente riconosciuta la neutralità della Svizzera?
  10. La Svizzera è stata ufficialmente riconosciuta come entità neutrale al Congresso di Vienna del 1814-1815, dopo aver avviato una tradizione di neutralità a partire dal Cinquecento.

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