Concetti Chiave
- Italo Svevo, il cui vero nome è Ettore Schmitz, è nato nel 1861 a Trieste e ha trascorso gran parte della sua vita come imprenditore prima di tornare alla scrittura.
- La sua opera più famosa, "La coscienza di Zeno", pubblicata nel 1923, affronta tematiche di psicoanalisi e racconta la storia di un uomo che si sente inetto e malato.
- Il primo romanzo di Svevo, "Una vita", esplora le esperienze autobiografiche di Alfonso Nitti, un giovane intellettuale che vive una vita di disadattamento e culmina nel suicidio.
- La formazione di Svevo è stata influenzata dalla lettura di autori come Schopenhauer e Darwin, nonché dalla sua esperienza lavorativa in un'industria di vernici per navi.
In questo appunto di letteratura italiana approfondiamo l’indagine sulla personalità e l’opera di Italo Svevo, autore tra i più importanti per la letteratura italiana di inizio secolo. Tra le sue opere più famose, il romanzo psicoanalitico “La coscienza di Zeno”, pubblicato nel 1923.
Italo Svevo: mappa concettuale
“Ecco in poche parole la mia biografia. Nato nel 1861 a Trieste, mio nonno era un impiegato tedesco dello stato a Treviso. Mia nonna e mia madre italiane. A trentasei anni ebbi la fortuna di entrare in un’impresa industriale della quale faccio parte tutt’ora. A trenta pubblicai “Una vita”, e a trentasette “Senilità”. Poi risolsi di rinunziare alla letteratura che evidentemente attenuava la mia capacità commerciale, e le poche ore libere le dedicai al violino, pur di impedirmi il sogno letterario. La guerra mi tolse gli affari e probabilmente fu causa il lungo riposo che nel 1919 mi misi a scrivere “La coscienza di Zeno”, che pubblicai nel 1923. Ecco tutto. Una vita che non pare bella, ma che fu adornata da tanti fortunati affetti che accetterei di riviverla.” Con queste parole Italo Svevo, poco prima della sua morte tracciò la sua autobiografia, scrivendola in una lettera al critico francese Benjamin Crémieux. Possiamo distinguere la vita di Italo Svevo, il cui vero nome è Ettore Schmitz in tre importanti fasi:- la giovinezza, la formazione letteraria e i primi due romanzi;
- il "silenzio letterario" (1899-1918);
- il ritorno alla letteratura con il romanzo “La coscienza di Zeno”.
Biografia e opere
Italo Svevo nasce a Trieste nel 1861 da un'agiata famiglia ebrea e svolge i suoi studi in una scuola commerciale della città e poi in un collegio della Baviera dove impara la lingua tedesca. Nel 1880 è costretto a impiegarsi presso una banca di Trieste. Nello stesso tempo legge i romanzi francesi e i classici italiani, studia Schopenhauer, legge Darwin e aderisce per qualche tempo alla cultura positivistica. Nel 1892 muore il padre e Svevo incontra la cugina Livia Veneziani, che sposerà prima con rito civile, poi dopo l'abiura alla religione ebraica, con quello cattolico. La moglie è figlia di un grande industriale che dirige una fabbrica di vernici per navi. Appartiene dunque ad una borghesia molto solida e ricca. In quello stesso anno Svevo pubblica il suo primo romanzo, “Una vita” nel quale racconta esperienze autobiografiche e motivi schopenhaueriani. Nel 1898 poi Svevo pubblica a puntate sul giornale "L'indipendente" il suo secondo romanzo "Senilità", che poi stampa a proprie spese. Nel 1899 entra a far parte dell'industria Veneziani, lavorando prima in fabbrica a Trieste poi nella filiale di Murano. Annuncia di voler abbandonare la letteratura ma in realtà continua segretamente a progettare racconti e drammi e a scriverne alcuni. La maggior parte del tempo è dedicata all'attività industriale, svolta anche in Inghilterra, dove comincia a studiare l'inglese. A Trieste conosce James Joyce e tra i due autori nasce una solida amicizia. Nel 1919 si apre la fase del ritorno alla letteratura. In tre anni scrive la sua opera più famosa, “La coscienza di Zeno” che uscirà nel 1923. Italo Svevo muore nel 1928 in seguito alle complicazioni cardio-respiratorie seguite ad un incidente d'auto.Per ulteriori approfondimenti su Svevo e Joyce vedi qui

Una vita, Senilità, La coscienza di Zeno
“Una vita” è il primo romanzo scritto dall’autore, e pubblicato nel 1892. La storia trae spunti dalla vita stessa dell’autore, il protagonista è un giovane intellettuale, Alfonso Nitti, che aspira a diventare scrittore, che si trasferisce a Trieste dove inizia a lavorare come bancario. Qui conosce Macario, un giovane sicuro di sé e Annetta, figlia del suo capo, con la quale intraprende una relazione. Al momento di sposarla però, fugge e torna nel suo paese di origine, dove viveva ancora la madre malata. A seguito della morte della madre, il protagonista, che ci viene mostrato come un inetto e un disadattato, torna a Trieste e prova a recuperare la situazione da cui era fuggito. Compresa la relazione con Annetta, che però, nel frattempo, si è fidanzata con Macario. Travolto dalla gelosia e dal dolore di non riuscire a recuperare i rapporti, Alfonso finisce per uccidersi, con la speranza almeno che Annetta vada a piangere sulla sua tomba. Il secondo romanzo che l’autore pubblica è “Senilità”, che narra le vicende di Emilio Brentani, un trentacinquenne che vive con la sorella Amalia e che vivrà il tormento di una relazione con Angiolina alla quale, alla fine del romanzo, preferirà la senilità. “La coscienza di Zeno”, pubblicato nel 1923, è il terzo romanzo scritto da Svevo, e quello che ebbe più successo. Come sappiamo dalla premessa, il Dottor S, decide per vendetta di pubblicare le confessioni di Zeno Cosini, suo paziente che ha deciso improvvisamente di interrompere la terapia, ritenendosi guarito. Quello che leggiamo dunque nel romanzo sono le parole della psiche dell’uomo, che si sente inetto e malato e si cimenta in disperati tentativi per sfuggire a tale situazione. La narrazione è dunque svolta in prima persona ma non segue l’ordine cronologico dei fatti narrati, e il linguaggio utilizzato è di uso comune.Per ulteriori approfondimenti su “Senilità” vedi qui
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza di Italo Svevo nella letteratura italiana?
- Come si suddivide la vita di Italo Svevo?
- Quali sono i temi principali dei romanzi di Svevo?
- Qual è la trama di "La coscienza di Zeno"?
- Qual è il contesto biografico di Svevo e come ha influenzato la sua scrittura?
Italo Svevo è considerato uno degli autori più significativi della letteratura italiana del XX secolo, noto soprattutto per il suo romanzo psicoanalitico "La coscienza di Zeno", pubblicato nel 1923.
La vita di Italo Svevo può essere divisa in tre fasi principali: la giovinezza e la formazione letteraria, il "silenzio letterario" dal 1899 al 1918, e il ritorno alla letteratura con "La coscienza di Zeno".
I romanzi di Svevo, come "Una vita" e "Senilitá", esplorano temi di inettitudine, disadattamento e relazioni interpersonali, riflettendo esperienze autobiografiche e influenze filosofiche, in particolare schopenhaueriane.
"La coscienza di Zeno" narra le confessioni di Zeno Cosini, un uomo che interrompe la terapia psicoanalitica, rivelando la sua psiche complessa e i suoi tentativi di affrontare la propria inettitudine e malattia.
Svevo, nato a Trieste in una famiglia ebrea, ha vissuto esperienze lavorative e personali che hanno influenzato la sua scrittura, come il suo impiego in un'industria e la sua amicizia con James Joyce, che hanno arricchito la sua prospettiva letteraria.