Concetti Chiave

  • Il sintetizzatore è uno strumento musicale elettronico che genera segnali audio attraverso diverse tecniche di sintesi come quella sottrattiva, additiva e FM.
  • Le origini del sintetizzatore risalgono agli anni '40 con il Novachord, ma è stato negli anni '50 e '60 che ha guadagnato attenzione grazie a pionieri della musica elettronica.
  • Negli anni '80, il sintetizzatore ha raggiunto una grande diffusione, diventando più portatile e accessibile, nonostante iniziali problemi di intonazione.
  • Il suono dei sintetizzatori è stato utilizzato in modo innovativo da numerosi artisti, sia a livello internazionale che italiano, contribuendo a diversi generi musicali.
  • Le tecniche di sintesi usate nei sintetizzatori includono la sintesi wavetable, granulare e basata su campioni, permettendo di creare una vasta gamma di timbri e suoni.
All’interno di questo appunto è descritto il sintetizzatore. Di seguito sono riportate tutta una serie di informazioni che riguardano cos’è un sintetizzatore, quali sono state le origini che hanno portato allo sviluppo e come si suona il sintetizzatore.

Definizione di sintetizzatore

Un sintetizzatore è uno strumento musicale di tipo elettronico che genera dei segnali audio. Di solito la formazione di segnali avviene attraverso dei metodi specifici come sintesi sottrattiva, sintesi additiva e sintesi con modulazione di frequenza. Questi suoni possono essere modellati e modulati da alcuni componenti come filtri, involucri e oscillatori a bassa frequenza. L'evoluzione e l'impatto del sintetizzatore nella musica moderna articoloQuesti strumenti vengono generalmente suonati con tastiere somiglianti ad un pianoforte, ma alcune tipologie di sintetizzatori possono essere anche gestite con il fiato oppure a corde.

Le origini del sintetizzatore

All’inizio, il sintetizzatore e gli strumenti musicali elettronici erano molto simili tra di loro, di conseguenza è stato complicato cercare di ripercorrere le tappe d’origine di tale strumento. Intorno al 1940, la Hammond Organ Company creò il primo sintetizzatore denominato Novachord dalle elevate prestazioni, ma non ebbe molto successo, poiché aveva un costo troppo elevato. Dopo circa dieci anni, la musica elettronica è entrata anche nel mondo del cinema: iniziò a diffondersi il sintetizzatore di Belar-Olson. Era uno strumento composto da oscillatori analogici che riuscivano a produrre il suono e da un modulatore ad anello. Aveva delle grandi dimensioni, difficile da utilizzare e molto sensibile riguardo al mantenimento. Era composto da un nastro di carta avente dei fori che veniva utilizzato per programmare le note ma anche il ritmo e i vari timbri.
Milton Babbitt fu il primo musicista che iniziò a comporre musica elettronica, cercando di imitare i suoni orchestrali grazie all’utilizzo del sintetizzatore. Nella metà del 1900, iniziarono ad aumentare i musicisti che volevano sperimentare una nuova musica, quasi futuristica e in quel periodo la città di Darmstadt, in Germania, si trasformò nel ritrovo di vari musicisti di musica elettronica, come Luigi Nono, Bruno Maderna, Luciano Berio, Pierre Boulez, Karlheinz Stockhausen, John Cage, Edgar Varèse.
Pian piano iniziano ad essere scritte delle composizioni musicali che vanno ad utilizzare dei suoni derivanti dalle componenti microscopiche delle onde sonore, non andando più ad imitare i suoni degli strumenti musicali come si era fatto fino a quegli anni. Questo modo di fare musica inizia a diffondersi in vari Paesi come l’America, la Francia, l’Italia fino ad estendersi in tutta Europa. Tra i vari esponenti ricordiamo John Cage, Pierre Henry, Pierre Schaeffer. Nello specifico, in Italia nel 1954 viene creato il Centro di Fonologia Musicale della RAI. Nel 1960, altri musicisti come i Van der Graaf Generator ed i Pink Floyd hanno introdotto dei timbri musicali fuori dal comune, aprendo ancor di più la strada verso la musica del futuro.
Con il passare degli anni, questa nuovo modo di far musica si sviluppò sempre più, di conseguenza i sintetizzatori, da strumenti grandi e complessi, iniziarono a diventare più piccoli e portatili, utilizzati anche per la musica dal vivo. Infatti, il vero e proprio boom di produzione è avvenuto nel 1980, anno in cui i sintetizzatori ebbero una massima diffusione. Però si notò che gli strumenti prodotti avevano dei problemi legati all’intonazione, così iniziarono ad essere prodotti dei semiconduttori e circuiti integrati per ridurre i problemi di suono.
In Italia tra i primi successi musicali in cui si è deciso di suonare il sintetizzatore ricordiamo “Amore Grande Amore Libero” di Il Guardiano Del Faro. Inoltre il sintetizzatore è stato usato anche da vari musicisti come i Pooh, Cesare Cremonini, Franco Battiato, Area, Gianni Togni, Angelo Branduardi, Annalisa, Fiorella Mannoia, Jovanotti, Enrico Ruggeri, Gianluca Grignani, Tiziano Ferro, Alessandra Amoroso, Luca Carboni, Eros Ramazzotti, Al Bano e Romina Power, Francesca Michielin, Giorgia, Michele Bravi, Marcella Bella, Chiara, Levante, Giusy Ferreri, Mietta ed altri ancora.

Il funzionamento del sintetizzatore

I sintetizzatori riescono a generare audio mediante diverse forme di sintesi analogica e digitale.
All’interno della sintesi sottrattiva, forme d'onda vengono generate da oscillatori e modellate con filtri in modo tale da eliminare oppure aumentare delle frequenze specifiche. Nella sintesi additiva, un elevato numero di forme d'onda vengono accostate in un suono composto. Nella sintesi della modulazione di frequenza chiamata anche FM, le forme d'onda sono regolate con la frequenza di altre forme d'onda; la forma d'onda complessa risultante può essere usata per modularne un'altra e via dicendo. La sintesi FM può riprodurre suoni acustici come pianoforte, archi e organi. Poi c’è la sintesi della distorsione di fase che è simile alla sintesi FM. Nella sintesi wavetable, i sintetizzatori modulano uniformemente tra rappresentazioni digitali di diverse forme d'onda, modificando la forma e il timbro. Invece nella sintesi basata su campioni, tali campioni, che riguardano registrazioni digitali di suoni, vengono riprodotti e modellati con componenti come filtri, inviluppi e LFO. Nella sintesi granulare, un campione audio viene suddiviso in grani che vengono ricombinati e riprodotti. Infine, nella sintesi della modellazione fisica, viene creato un modello matematico di una sorgente sonora fisica.
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Cos'è un sintetizzatore e come funziona?
  2. Un sintetizzatore è uno strumento musicale elettronico che genera segnali audio attraverso metodi come la sintesi sottrattiva, additiva e modulazione di frequenza. I suoni possono essere modellati tramite filtri, involucri e oscillatori a bassa frequenza.

  3. Quali sono le origini storiche del sintetizzatore?
  4. Il sintetizzatore ha origini che risalgono agli anni '40, con il primo modello, il Novachord, creato dalla Hammond Organ Company. Negli anni '50 e '60, musicisti come Milton Babbitt e gruppi come i Pink Floyd hanno contribuito alla sua evoluzione e diffusione.

  5. Come è cambiato il sintetizzatore nel corso degli anni?
  6. Negli anni '80, i sintetizzatori hanno visto un boom di produzione, diventando più piccoli e portatili, adatti anche per la musica dal vivo. Tuttavia, si sono riscontrati problemi di intonazione, portando allo sviluppo di semiconduttori e circuiti integrati.

  7. Quali sono le principali tecniche di sintesi utilizzate nei sintetizzatori?
  8. Le tecniche principali includono la sintesi sottrattiva, additiva, modulazione di frequenza (FM), distorsione di fase, wavetable, basata su campioni, granulare e modellazione fisica, ognuna con modalità specifiche di generazione e manipolazione del suono.

  9. Quali artisti italiani hanno utilizzato il sintetizzatore nella loro musica?
  10. Molti artisti italiani, tra cui Pooh, Cesare Cremonini, Franco Battiato e Jovanotti, hanno utilizzato il sintetizzatore, contribuendo a successi come "Amore Grande Amore Libero" di Il Guardiano Del Faro.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community