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Sunto economia politica, Chirichiello, libro consigliato “Microeconomia di base” di G. Chirichiello

Gli strumenti di analisi ed i concetti generali

L'economia studia il funzionamento di un sistema economico moderno, che consiste in un complesso di istituzioni, meccanismi e fenomeni economici che sono il riflesso dell'esigenza di una collettività di esistere e sopravvivere.

Una collettività esiste proprio perché ha dei beni e li sa riprodurre nel tempo quando occorre. La produzione di beni deve essere regolata in modo tale da consentire la risposta a tre problemi:

  • Cosa produrre
  • Quanto e come produrre
  • Per chi produrre

Ogni collettività risponde di un numero limitato di risorse. La scarsità delle risorse costituisce un importante principio perché impone delle scelte circa cosa produrre e cosa non produrre.

L'umanità è sempre stata organizzata in due blocchi di sistemi: il Sistema capitalista e il Sistema socialista. Ciò che distingue questi due modelli è la natura della proprietà dei mezzi di produzione. I sistemi capitalisti sono caratterizzati dalla proprietà privata dei mezzi di produzione, mentre nei sistemi socialisti la proprietà era pubblica.

Oggi nei sistemi capitalisti le decisioni sono totalmente decentralizzate, ossia sono prese da una molteplicità di soggetti, tra i quali vengono a stabilirsi un insieme di rapporti che rappresentano un flusso di beni e servizi scambiati. Tale sistema è detto anche circuito economico. Il circuito economico più semplice è questo:

Salari e altri redditi
Servizi produttivi
Famiglie
Imprese
Beni prodotti
Incassi monetari

In un tale circuito, le imprese decidono circa cosa e quanto produrre, e le famiglie invece riguardo cosa e quanto consumare.

Quando diciamo che le risorse sono finite significa che non sono sufficienti agli infiniti bisogni dell'uomo. Dovendo distribuire risorse finite tra infiniti bisogni, succede sempre che qualcuno di questi rimane necessariamente insoddisfatto e ciò comporta dover sopportare delle rinunce o stabilire priorità che sono anche conosciute come trade-off o costi di opportunità. Priorità e rinunce vengono stabilite mediante un criterio di efficienza e la microeconomia studia proprio le condizioni in base alle quali la collettività adopera le risorse disponibili nel miglior modo possibile.

Un modello economico è una rappresentazione semplificata della realtà, ossia un insieme di relazioni tra fenomeni economici organizzati in modo tale da formare un sistema. Occorre distinguere i modelli in due categorie:

  • Modelli teorici
  • Modelli descrittivi

Nei modelli teorici, i fenomeni economici sono rappresentati in modo astratto, mediante funzioni matematiche, nel secondo caso invece, si utilizzano i dati statistici.

Le prime si rappresentano mediante il simbolo matematico della funzione:

y = f(x)

La funzione matematica simbolicamente indica che tra due fenomeni x e y vi è una relazione. A partire da ciò possiamo costruire una rappresentazione grafica del funzionamento del mercato. La rappresentazione grafica serve proprio a rappresentare visivamente l'andamento del fenomeno. Per le rappresentazioni grafiche si utilizzerà il c.d. piano cartesiano. Bisogna prendere in considerazione una retta orientata, ossia una retta su cui è stabilito un verso di percorrenza ben preciso. Nel verso positivo solitamente vi sono i numeri reali da 0 in su, nel verso negativo invece i numeri reali da 0 in giù.

Il criterio su cui si basa la rappresentazione grafica in un piano cartesiano è che a qualsiasi numero corrisponde sempre e solo un punto, e viceversa. Immaginiamo una retta orientata divisa in due semirette da un punto chiamato origine o 0.

A destra dello 0 vi saranno tutti i numeri positivi, a sinistra quelli negativi.

0 P U

Segnando un punto U sulla medesima retta, definiamo un segmento OU. Se segniamo un altro punto P, definiamo anche il segmento OP la cui misurazione può avvenire in termini del segmento OU. Ossia significa che la lunghezza di OP è determinata da quante volte OU entra in OP. OP come multiplo di OU si esprime nel rapporto OP/OU, rappresentato da un numero reale x, che si chiama ascissa, positivo o negativo a seconda che si trovi prima o dopo lo 0.

Il sistema di coordinate cartesiane invece si ha prendendo in considerazione due rette Rx e Ry perpendicolari l'una all'altra in un punto chiamato 0. Queste rette arrivano a dividere in piano in quattro quadranti. Ogni punto sulla retta orientata Rx è associato ad un numero x, o ascissa, mentre ogni punto sulla retta orientata Ry è associato ad un numero y ed è detto ordinata.

Questa coppia di numeri (x, y) associata ad una coppia di punti Px e Py individua un punto P nel piano. P ≡ (x, y).

Tale punto P viene fuori dal trasferimento per parallelismo della retta Rx e della retta Ry per i punti Px e Py. Il loro incrociarsi dà vita al punto P.

Ry P Py
0 Px Rx

La regola dice: dati due numeri (x, y) nel piano cartesiano resta individuato uno ed un solo punto P ad essi associato, e viceversa, dato un punto P, nel piano cartesiano resta individuata una ed una sola coppia di numeri (x, y) che ad esso si associa.

In termini di funzione, un grafico associato ad esse (y = f(x)) può essere definito come l'insieme di quei punti nel piano cartesiano individuati dai numeri (x, y) ---> (x, f(x)).

Solitamente associando ad “x” tutti i valori possibili, e trovando il valore di y, il grafico della funzione si organizza in modo tale da definire una curva, o una retta, se la funzione è semplice, che rappresenterà l'andamento del fenomeno.

Es: in una funzione Y = 2X sappiamo che:

x = -10 / y = -20
x = -5 / y = -10
z = 0 / y = 0
x = 5 / y = 10
x = 10 / y = 20

20
15
10
5 5 10 15 20
-20 -15 -10 -5 -5
-10
-15
-20

Nei modelli descrittivi invece non si usano le funzioni, bensì i dati statistici, che si suddistinguono in:

  • Serie storiche
  • Cross-sections (o dati sezionali)

Le serie storiche sono una successione di dati numerici che raffigurano la misurazione di un fatto in successivi istanti di tempo. Es: valori del tasso di cambio del dollaro contro la Lira. (Per il grafico vedi libro pag.)

Le cross-section sono invece le misurazioni di una stessa variabile in uno stesso periodo di tempo ma riferite ad operatori e settori diversi. Avendo quindi più di due termini non sono riproducibili graficamente.

La scarsità è rappresentabile graficamente mediante la c.d. curva o frontiera delle possibilità di produzione. Le scarsità sono le limitatezze delle risorse rispetto alle illimitate esigenze degli operatori.

Es: le risorse limitate servono per produrre il bene A e il bene B. Se si decide la quantità di risorse da utilizzare per produrre il bene B, le restanti risorse serviranno a produrre il bene A. La quantità del bene A ottenibile è detta anche massima quantità ottenibile di A, data la prefissata quantità prodotta del bene B.

Se tutte le risorse vengono utilizzate per il bene A, il bene B verrebbe prodotto a livello zero e viceversa.

Bene A
200 A Q Bene B
220 B

Se avessimo a disposizione più risorse sia per la produzione del bene A, quando B è prodotto a livello zero, sia del bene B, nel caso contrario, verrà a determinarsi una nuova curva che si collocherà più in alto nel piano. La forma concava della frontiera delle possibilità sottolinea che i costi di opportunità sono crescenti al crescere della produzione di un bene piuttosto che di un altro.

Riguardo le scelte circa la maggiore produzione di un bene rispetto all'altro, queste si devono basare sul criterio di convenienza, ossia confrontando il maggior beneficio con il costo di opportunità che esso comporta.

Bene A
A1 Q1
200 A Q Q2 Bene B
B2
220 B

Con il crescere delle risorse, la vecchia frontiera delle possibilità si trova più in basso nel piano cartesiano rispetto alla nuova. Con la nuova frontiera per esempio la collettività può godere di una maggiore produzione del bene B senza dover sopportare una riduzione del bene A. Però l'aumento delle risorse può avvenire solo grazie a 3 forze:

  • Aumento delle attrezzature produttive
  • Incremento delle capacità dei lavoratori
  • Progresso delle conoscenze

Le risorse devono poi essere usate in maniera efficiente, ossia le combinazioni dei beni sono ottenute con l'utilizzo di tutte le risorse disponibili. La produzione, per esempio, è inefficiente, se per produrre Q utilizzo anche le nuove risorse m perché in realtà con lo stesso numero di risorse avrei potuto produrre Q1 o Q2.

Mercati e prezzi

La teoria del prezzo di mercato è ispirata al metodo dell'equilibrio parziale dell'economista inglese Marshall, e consiste nell'imporre la c.d. clausola del coeteris paribus (a parità di altre cose). La formazione del prezzo si basa solo sul mercato del singolo bene a cui si riferisce, ma rimanendo oggi però influenzato anche dagli altri mercati (c.d. mercato globale).

Il prezzo del bene è la quantità di moneta che si deve cedere per acquistare un'unità del bene. Per mercato invece si intende l'insieme delle transazioni circa un determinato bene da parte di una costellazione di compratori e venditori, i quali devono essere in contatto tra di loro circa i prezzi e le quantità di beni da scambiare. Tale condotta è descritta in termini di domanda ed offerta del bene.

La quantità del bene domandato è la quantità di bene totale che i compratori sono disposti ad acquistare in un dato tempo e ad un determinato livello di prezzo. L'attitudine all'acquisto è descritta mediante la c.d. curva di domanda di un bene. La curva di domanda riflette che dinanzi a prezzi più elevati, i compratori sono inclini all'acquisto di minori quantità del bene medesimo. La domanda dunque è decrescente rispetto al prezzo: q(d) = f(p) / la quantità.

Quantità del bene di domanda è in funzione decrescente del prezzo.
D prezzo

Il comportamento dei venditori invece è opposto a quello dei compratori, ossia con l'aumentare del prezzo del bene offerto aumenta anche la quantità del bene offerto. La quantità del bene offerto è l'attitudine descritta dalla curva di offerta del bene. La quantità offerta è la quantità totale di beni che i venditori sono disposti a cedere in cambio di moneta al prezzo che prevale in quell'istante sul mercato. La funzione della curva di offerta sarà:

q(s) = g(p) / la quantità offerta è in funzione crescente al prezzo.

Quantità del bene S

La curva sarà quindi crescente nel piano cartesiano:

prezzo

In base ai comportamenti tra compratori e venditori è possibile determinare il c.d. prezzo di mercato del bene. La teoria del prezzo di mercato determina che il prezzo del bene è quello che corrisponde all'uguaglianza fra quantità domandata e quantità offerta, che graficamente si risolve con il punto di intersezione tra le due curve di domanda e di offerta. Tale modello descrive una situazione di equilibrio di mercato, perché domanda ed offerta sono uguali:

Prezzo S
E D quantità

Possiamo distinguere tre possibili stadi del mercato, in base all'eccesso di domanda che consiste nella differenza fra quantità domandata q(d) e quantità offerta q(s), ossia = q(d) – q(s):

  • Eccesso positivo di domanda: la domanda è superiore all'offerta
  • Eccesso di domanda nullo: la domanda e l'offerta sono uguali
  • Eccesso negativo di domanda: la domanda è inferiore all'offerta

In questi casi interviene il c.d. meccanismo di mercato, che in base al rialzo o ai ribassi del prezzo lo avvicina a quello più equilibrato in modo tale da soddisfare con una serie di sequenze sia compratori che venditori. È una sorta di processo di riequilibrio:

Graficamente avremmo questa situazione:

prezzo
A1 B1
P1 E
P* A2 B2
P2 Quantità
Q(d)2 Q(s)1
Q*
Q(d)1

Spostamenti curva di offerta: perché?

Le principali cause dello spostamento della curva di offerta nel piano sono 3:

  • Variazioni dei prezzi dei fattori produttivi variabili
  • Mutamenti della tecnologia
  • Variazioni nella dotazione della capacità produttiva relativa ad un dato bene

Nel primo caso, il più importante fattore produttivo è il fattore lavoro, che è variabile perché l'uso di una maggiore o minore quantità di lavoro per la produzione di un bene dipende dalla maggiore o minore quantità di beni da produrre. I servizi di lavoro prestati dai lavoratori hanno un prezzo, il c.d. salario monetario. Quando il salario aumenta significa che anche le imprese aumentano i loro costi di produzione di un bene. In tal caso, graficamente la curva di offerta si sposta a sinistra e verso l'alto. Se invece, i prezzi di produzione diminuiscono, la curva di offerta si sposterà verso destra e in basso nel piano.

S1
E1 S0
P1 E*
P* Q*
Q1

Nel secondo caso, l'aumento della produzione del bene dipende dai mutamenti tecnologici che consistono in mutamenti circa le conoscenze scientifiche, l'introduzione di nuovi impianti o processi produttivi. In tali casi, la curva di offerta si sposta in basso verso destra, perché praticamente a prezzi minori si producono più beni.

S0 S1
E*
P* E1
P1 Q* Q1

Solitamente i mutamenti tecnologici apportano modifiche alla produzione non in modo istantaneo. Può succedere infatti che dapprima vi sia un aumento dei costi di produzione e uno spostamento della curva di offerta verso sinistra e in alto nel piano, e poi subito dopo un aumento dei beni prodotti con annessi spostamenti della curva di offerta verso destra e in basso nel piano. Il prezzo in tal caso si determina in base all'intensità dei due effetti (ossia con la somma algebrica dei due effetti).

Nel caso di variazioni nella dotazione della capacità produttiva, si ha uno spostamento della curva di offerta nel piano verso destra. La capacità produttiva consiste nel c.d. capitale fisso (ossia impianti, macchinari, attrezzature ecc.) che possono aumentare e a parità di prezzo produrre di più.

Il prezzo monetario, ossia la quantità di moneta necessaria per acquistare un'unità di bene, è anche conosciuto come prezzo assoluto o prezzo nominale. Però per ogni bene è possibile distinguere un prezzo relativo (o rapporto di scambio) e un prezzo reale (o prezzo in termini di potere d'acquisto).

Il prezzo relativo è la quantità di un altro bene che occorre cedere per un'unità del bene considerato. È utilizzato perché rispetto al prezzo monetario manifesta un prezzo più tollerabile (es: se il cinema mi costa 11 € a spettacolo, un libro invece 44 €, posso acquistarlo rinunciando a 4 spettacoli). È il rapporto fra i prezzi nominali. Questo rapporto è anche detto rapporto di scambio.

Il prezzo reale è collegabile al concetto di potere d'acquisto della moneta, ossia alla quantità di beni che è possibile acquistare con una certa somma di denaro. Infatti il prezzo reale di un bene è il prezzo di quel bene in termini di potere d'acquisto.

Elasticità della domanda

L'elasticità della domanda permette in genere di evidenziare la diversità di caratteristiche di mercati di beni differenti. Evidenzia sia la direzione, sia l'intensità della reattività della domanda (e poi anche dell'offerta con l'elasticità dell'offerta) rispetto a variazioni di prezzo.

L'elasticità della domanda rispetto al prezzo è in genere il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo del bene. La variazione percentuale è diversa dalla variazione assoluta:

Δx = x1 – x0
(variazione assoluta)

Δx% = Δx/x0 per 100
(variazione percentuale)

Ora, essendo l'elasticità della domanda il rapporto fra variazione percentuale della domanda e variazione percentuale del prezzo del bene, in simboli avremmo:

Elasticità domanda rispetto al prezzo = variazione % della domanda / variazione % del prezzo

Ossia Ep = ΔQ/Q0 per 100 / ΔP/P0 per 100

  • Elasticità = 0: ogni variazione di prezzo lascia invariata la quantità di domanda. La retta sarà verticale e la curva sarà detta inelastica
  • Elasticità = 1: ogni variazione di prezzo comporta la stessa identica variazione alla quantità di domanda. La curva avrà inclinazione negativa
  • Elasticità > 1 / < 1: nel primo caso la curva si dice altamente elastica, nel secondo caso inelastica. Solitamente hanno inclinazioni negative
  • Elasticità = ∞: ad ogni piccola variazione di prezzo si associa qualunque variazione di quantità domandata. La curva è orizzontale e detta perfettamente o infinitamente elastica.

L'elasticità incrociata è un concetto che si può introdurre in base alla sostituibilità fra beni. La quantità di un bene domandata aumenta ogni qualvolta aumenta il prezzo del bene sostituito, e diminuisce con il diminuire del prezzo del bene sostituito. Il concetto di elasticità è utile utilizzarlo anche per misurare il grado di reattività di un bene in base a variazione di prezzo di un altro bene.

L'elasticità incrociata misura il rapporto fra le variazioni in percentuale del bene (

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher romya di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Chirichiello Giuseppe.
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