La resilienza familiare
Froma Walsh
Premesse per un approccio centrato sulla resilienza familiare
- Una breve panoramica
- Che cos’è la resilienza
- Vulnerabilità, sofferenza e resilienza
- Da un fiero individualismo a un’ottica interazionale
- La resilienza si forgia nelle avversità
- La crisi: rischio e opportunità
- Ricerche sulla resilienza individuale
- Tratti individuali
- Salvagenti relazionali per la resilienza individuale
- Una prospettiva sistemica
- Da una prospettiva diadica a un’ottica sistemica
- La prospettiva ecologica
- La prospettiva evolutiva
- Dal vincolo alla risorsa
- Oltre il vincolo della famiglia normale
- Le risorse nelle famiglie in crisi
- Contributi alla ricerca sulle dinamiche familiari
- Identificazione degli elementi fondamentali per un funzionamento sano della famiglia
- Dalla prospettiva evolutiva a Garmezy
- La resilienza come insieme di processi attivi nel tempo
- Gli obiettivi prioritari per le ricerche future
- Guardare al futuro: i principi di base della resilienza
Diversità e complessità crescenti delle famiglie
- Diversità delle famiglie in un mondo che cambia
- Eterogeneità delle configurazioni familiari
- Mutamento delle relazioni e dei ruoli connessi all’appartenenza di genere
- Diversità culturale e disparità socioeconomica crescenti
- Espansione e differenziazione del ciclo vitale della famiglia
- Recuperare l’orientamento nelle fasi di transizione: rischio e resilienza
- Le rappresentazioni di normalità
- Valutare le famiglie: un approccio ampio e inclusivo
- Affrontare le sfide della vita contemporanea
Il cuore e l’anima della resilienza: sistemi di credenze
- Il cuore e l’anima della resilienza
- Sistemi di credenze
- Regole, identità e rituali
- Tramandazione orale delle credenze
- Le credenze fondamentali relative alla resilienza
- Dare un senso alle avversità
- Concezione relazionale della resilienza
- La crisi come sfida condivisa: ancore di salvezza nella sofferenza
- Normalizzare e contestualizzare l’esperienza avversa
- La prospettiva del ciclo vitale della famiglia
- Il senso di coerenza
- La valutazione del disagio e della ripresa
- Credenze attributive ed esplicative
- Aspettative per il futuro e paure catastrofiche
- Disposizione positiva nel superamento delle avversità
- La speranza: un preconcetto ottimistico
- Intraprendenza e tenacia
- Coraggio e incoraggiamento
- L’arte di padroneggiare il possibile
- Trascendenza e spiritualità
- Credenze trascendenti
- Valori e scopi (la sfera morale)
- Spiritualità
- Ispirazione e creatività
- Trasformazione: apprendere, cambiare e crescere
- Paradigmi di trattamento e guarigione
Modelli organizzativi: gli ammortizzatori familiari
- Di cosa parla il capitolo
- Flessibilità
- Il salto in avanti: la capacità di compiere un cambiamento adattivo
- Bilanciare stabilità e cambiamento (stabilità nel caos)
- Leadership autorevole
- Relazioni di parità nella coppia
- Coesione
- Sostegno reciproco e rispetto delle differenze
- Disimpegno e invischiamento
- Confini, sottosistemi e triangolazione
- Risorse socioeconomiche
- Attivare le risorse della rete sociale e familiare estesa
- Conquistare la sicurezza economica e trovare un equilibrio tra famiglia e lavoro
- Potenziare i processi organizzativi nella pratica
Processi comunicativi e soluzione condivisa dei problemi
- Processi comunicativi
- Chiarezza
- Messaggi chiari e coerenti
- Dire e pretendere la verità
- Condivisione delle emozioni
- Di un’ampia gamma di emozioni
- Condivisione empatica
- Evitare la creazione di capri espiatori
- Promuovere le interazioni positive
- Strategie collaborative nella risoluzione dei problemi
- Identificare i problemi e le fonti di stress
- Confronto e negoziazione
- Risoluzione dei conflitti
- Concentrarsi su obiettivi raggiungibili e concreti
- Costruire sul successo e imparare dai fallimenti
- Prevenire attivamente i problemi
Linee guida pratiche per potenziare la resilienza familiare
- Processi fondamentali della resilienza familiare
- Sistemi di credenze familiari
- Significare la crisi
- Una prospettiva positiva
- Trascendenza e spiritualità
- Modelli organizzativi familiari
- Flessibilità
- Coesione
- Risorse socioeconomiche
- Processi comunicativi
- Chiarezza
- Condivisione delle emozioni
- Strategie collaborative nella risoluzione dei problemi
- Influenze sinergiche dei processi fondamentali sottesi alla resilienza
- Sistemi di credenze familiari
- Principi fondamentali per potenziare la resilienza familiare
- Rintracciare le fonti di stress e i processi adattivi nella storia familiare
- Significare la crisi
- Adottare un lessico adeguato
- Riformulazione e ridefinizione
- Infondere speranza
- Spostare il focus dalle lamentele alle aspirazioni positive
- Affermare le risorse (anche quelle nascoste) ed elogiare l’impegno
- Superare le barriere di genere
- Dare credito alle interazioni positive
- Aiutare a convivere con l’incertezza
- Costruire connessioni empatiche
- Accettare i limiti
- Coinvolgere le famiglie nel recupero post-traumatico di un loro congiunto
Il modello sulla resilienza familiare per i servizi territoriali
- Di cosa parla il capitolo
- Ampia utilità di un modello centrato sulla resilienza familiare
- Riorganizzare i servizi per potenziare la resilienza familiare
- Lavoro di squadra e collaborazione
- Interventi multisistemici su base comunitaria
- Offerta flessibile dei servizi
- Prevenzione
Rafforzare la resilienza dei terapeuti
- Il rapporto umano
- Equilibrio tra vita personale e professionale
Perdita, recupero e resilienza
- Di cosa parla il capitolo
- La morte nei diversi contesti storico-sociali
- Comprendere la perdita da una prospettiva sistemica
- Sfide adattive della famiglia in lutto
- L’esperienza condivisa della perdita
- La cognizione condivisa della realtà della morte
- Far fronte alla minaccia di morte e di perdita
- Riorganizzazione del sistema familiare
- Reinvestire in altre relazioni e attività
- Fattori di rischio familiare e resilienza
- Natura e circostanze del lutto
- I tempi del lutto nel ciclo di vita
- La perdita ambigua
- Morti non riconosciute o stigmatizzate
- Morte violenta
- Reti familiari e sociali nel lutto
- La costruzione del significato
- La speranza: un preconcetto ottimistico
- Trascendenza e spiritualità
- Flessibilità e struttura familiare
- Coesione familiare
- Stato delle relazioni al momento della morte
- Risorse socioeconomiche
- La comunicazione aperta e chiara all’appartenenza di genere
- Questioni connesse
- Il lutto nel ciclo di vita della famiglia
- Lutti prematuri
- Perdita precoce di un genitore
- Perdita di un figlio
- Perdita precoce del coniuge
- Simultaneità di altri lutti e tensioni
- Lutti traumatici pregressi e lutti non elaborati
- Lutti prematuri
Riconnessione e riconciliazione
- La resilienza nasce dalle avversità
- L’importanza della riconciliazione
- Terapeuta, guarisci le tue relazioni
- Il processo di riconciliazione
1. Premesse per un approccio centrato sulla resilienza familiare
Una breve panoramica
Che cos’è la resilienza
L’approccio centrato sulla resilienza familiare rafforza quei processi interattivi determinanti che consentono alle famiglie di resistere e reagire a contingenze critiche potenzialmente disgreganti. Ciò è possibile spostando la prospettiva di osservazione dal danno agli aspetti di disagio, ai quali si riconosce un potenziale di recupero reso possibile dagli sforzi congiunti della famiglia.
Un orientamento basato sulla resilienza si fonda su un insieme di convincimenti relativi al potenziale della famiglia, che viene incoraggiata a collaborare per costruire un clima facilitante, una competenza rinnovata, un mutuo sostegno e una fiducia reciproca. La resilienza è la capacità di riprendersi e di uscire più forti e pieni di nuove risorse dalle avversità; è un processo attivo di resistenza, autoriparazione e crescita.
La resilienza implica qualcosa di più di una mera capacità di sopravvivere a una sofferenza; non tutte le persone che riescono a superare delle difficoltà sono resilienti: alcune rimangono comunque intrappolate nel ruolo di vittime, impedendo alle proprie ferite di rimarginarsi.
Vulnerabilità, sofferenza e resilienza
L’ethos americano dell’uomo forte e virile ha fatto sì che molti confondessero la resilienza con l’invulnerabilità, ma di fatto quest’ultima è incompatibile con la condizione umana. A differenza dell’invulnerabilità, la resilienza implica una dura battaglia: percepire al contempo il dolore e il coraggio; nel processo di formazione della resilienza, lo sforzo consiste nell’integrare l’esperienza intensa della crisi nella trama complessa della nostra identità individuale, il che finirà con l’influenzare il modo in cui si affronta il futuro.
Da un fiero individualismo a un’ottica interazionale
Partendo dal mito eroico proprio della cultura occidentale, improntato all’individualismo, l’interesse verso la resilienza si è incentrato inizialmente sulla forza riscontrabile negli individui, la forza innata di chi cresce in un vuoto autarchico; oggi sappiamo invece che la famiglia e le esperienze sociali dischiudono vantaggiosi punti di svolta a tal proposito.
La resilienza si forgia nelle avversità
La Walsh è cresciuta con l’idea di essere resiliente nonostante le carenze della sua famiglia e le avversità che aveva subito; solo negli ultimi anni, afferma, è giunta alla conclusione che la sua forza venisse fuori grazie a quelle esperienze.
La crisi: rischio e opportunità
L’ideogramma cinese per la parola “crisi” è composto da due segni che indicano pericolo e opportunità: questa può essere una buona esemplificazione grafico-linguistica del significato che la crisi può assumere nelle famiglie. Molte famiglie che hanno subito la perdita di una persona cara hanno scoperto che l’imminenza dolorosa della morte ha offerto i momenti di vicinanza e condivisione più preziosi.
Ricerche sulla resilienza individuale
Tratti individuali
Le prime ricerche sulla resilienza si sono concentrate sui tratti individuali, che sembrano concorrere almeno parzialmente allo sviluppo della stessa. Tali caratteristiche elicitano un maggior numero di risposte positive negli altri, strategie di coping positive e abilità di problem solving; questo è particolarmente vero per disposizioni quali un’autostima e un’autoefficacia percepita elevate.
Come ha osservato Antonovsky parlando di senso di coerenza, le ricerche sui soggetti resilienti hanno rilevato tre caratteristiche: 1) la certezza di poter controllare gli eventi in base alla propria esperienza (cioè un locus of control interno, ovvero la convinzione dell’esistenza di una relazione tra il proprio comportamento e un determinato risultato); 2) la capacità di sentirsi profondamente coinvolti nelle attività della vita; 3) l’anticipazione del cambiamento come sfida eccitante e foriera di evoluzioni.
Salvagenti relazionali per la resilienza individuale
Si parla di salvagenti relazionali per la resilienza individuale perché, ad esempio, la maturazione della resilienza nei bambini a rischio è stata associata a fattori protettivi di tipo familiare e sociale. Tale capacità risulta infatti superiore nei bambini che hanno accesso ad almeno un genitore accudente, un caregiver o un altro adulto supportivo all’interno della cerchia familiare allargata o nella comunità locale (vicini, insegnanti, allenatori, parroci). Anche l’espressione di tratti geneticamente condizionati avviene in un contesto relazionale.
Una prospettiva sistemica allo studio della resilienza
Da una prospettiva diadica a un’ottica sistemica
La ricerca sulla resilienza è andata sempre più orientandosi verso una prospettiva relazionale ma diadica, accostando riduttivamente le riflessioni teoriche sull’argomento all’influenza di un legame significativo sul bambino a rischio. Per una comprensione più ampia della resilienza, invece, è necessario riferirsi a un modello interazionale complesso, sistemico: la resilienza è inserita in una fitta rete di relazioni che si dipanano lungo l’esistenza individuale e generazionale. L’ottica sistemica si avvale delle prospettive ecologica ed evolutiva.
La prospettiva ecologica
Secondo la prospettiva ecologica, la famiglia, il gruppo dei pari, l’ambito scolastico e lavorativo sono un complesso concentrico di contesti in cui si dispiegano le varie competenze sociali, che influiscono sullo sviluppo della resilienza.
La prospettiva evolutiva
Anche una prospettiva evolutiva, cioè centrata sul ciclo di vita evolutivo del singolo e delle famiglie, offre una comprensione essenziale del fenomeno. Ad esempio, tale prospettiva ci dice che anche se un funzionamento adattivo durante l’infanzia e l’adolescenza costituisce un fattore prognostico positivo rispetto alla capacità di superare le difficoltà in età adulta, il ruolo delle esperienze precoci potrebbe rivelarsi meno importante di quanto ipotizzato in precedenza: la resilienza non può essere accertata una volta per tutte sulla base di una rapida istantanea delle prime interazioni, e limitarci ad osservare un breve periodo non consente di cogliere il fatto che le persone sono organismi con traiettorie in evoluzione.
Dal vincolo alla risorsa
Il vincolo della famiglia normale
Due rappresentazioni mitiche della famiglia normale hanno perpetuato una concezione desolante della maggior parte delle famiglie. Uno di questi miti consiste nell’idea, tipica del modello medico, per cui nelle famiglie sane non esistono problemi, idea che ha dato origine alla tendenza a patologizzare tutte quelle famiglie che si trovavano a fronteggiare difficoltà sì disorganizzanti, ma che sono parte della vita. Ciò che caratterizza le famiglie sane non è l’assenza di difficoltà, ma la capacità di affrontarle.
Il secondo mito si annida nella convinzione secondo cui la cosiddetta famiglia tradizionale sia essenziale per uno sviluppo sano dei figli: in realtà le famiglie possono essere contesti positivi di crescita indipendentemente dalla configurazione che le caratterizza.
Le rappresentazioni di normalità sono costruite socialmente e, tra queste, le più comuni definiscono il valore di una famiglia in termini di salute e successo; non conformarsi a questi standard implica essere considerati patologici e veder compromesse le proprie prospettive evolutive, tant’è che una famiglia arrivò a chiedere alla Walsh un attestato che certificasse la sua normalità!
Come professionisti, dobbiamo cogliere le ipotesi sottese ai concetti di normalità, salute e patologia, chiedendo: come vedete la vostra famiglia? Come credete che gli altri la vedano? Come valutate la vostra famiglia in riferimento ai modelli culturali dominanti? Questi ultimi sono particolarmente importanti per Whitaker, che ha affermato che gli sforzi che una famiglia compie per adattarsi alle complessioni sociali sono spesso fonte di sofferenza.
Le risorse nelle famiglie in crisi
L’approccio alla resilienza cerca di comprendere in che modo le famiglie possano sopravvivere anche in condizioni di estremo disagio.
Marcy racconta dei gravi problemi di alcolismo del padre, che aveva portato a grosse difficoltà per tutta la famiglia. Nonostante le pessime condizioni economiche, e nonostante il padre avesse abbandonato la famiglia quando lei aveva solo 7 anni, Marcy era cresciuta in modo abbastanza sano e attribuiva il merito di ciò alla forte coesione creata dalla madre con la famiglia estesa.
Grazie alla sua esperienza infantile, Marcy aveva le idee chiare circa il tipo di uomo di cui aveva bisogno: affidabile e senza il vizio dell’alcol.
Durante un viaggio estivo in Europa, regalatogli dai genitori, Martin, un ragazzo di 18 anni, manifesta un episodio psicotico in seguito al quale viene ricoverato. È degno di nota che l’episodio si è verificato proprio durante il viaggio per Auschwitz, dove il padre era sopravvissuto all’esperienza del campo di concentramento. Una regola tacita in quella famiglia pretendeva che non si parlasse dei ricordi penosi, e ciononostante l’implicito era sempre presente a livello emozionale.
Questa storia ha insegnato alla Walsh che la resilienza può emergere anche in famiglie il cui funzionamento è stato a lungo rigido e disfunzionale: in terapia, ad esempio, si convenne sul fatto che il silenzio non era più necessario, dal momento che il padre non era più così vulnerabile come anni prima.
Contributi alla ricerca sulle dinamiche familiari
Identificazione degli elementi fondamentali per un funzionamento familiare sano
La ricerca ha accresciuto la conoscenza dei processi che discriminano tra famiglie con un funzionamento sano e famiglie disfunzionali; la maggior parte degli studi, tuttavia, è stata standardizzata su famiglie tradizionali (bianche, di ceto medio, protestanti e in assenza di condizioni di disagio), per cui dobbiamo fare attenzione a non patologizzare chi si discosta da questo modello per cultura, reazioni normali a gravi stress o strategie
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