Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Nel 1912, l'Italia introduce il suffragio universale maschile, attuato nel 1913, una decisione presa da Giolitti senza una spinta popolare.
  • La concessione del suffragio universale è in contrasto con le tendenze europee, dove simili riforme erano spesso il risultato di movimenti popolari.
  • I socialisti, nonostante il loro supporto tra gli operai, non hanno mai promosso attivamente il suffragio universale per motivi strategici.
  • Il consenso dei socialisti è concentrato nel triangolo industriale al nord, mentre al sud i braccianti sono legati alla chiesa e al voto cattolico.
  • Il rischio che il suffragio universale portasse al voto di braccianti non allineati con i socialisti ha frenato la loro spinta per la riforma.

Nel 1912 venne introdotto il suffragio universale maschile, che verrà poi applicato nel 1913. La decisione che viene presa sua sponte da Giolitti può apparire molto strana, soprattutto perché presa da un esponente politico eletto dall’aristocrazia e dall’alta borghesia, ma anche perché tale concessione non viene fatta, come era accaduto in altre nazioni europee come l’Inghilterra, sotto la spinta popolare o di movimenti che facevano riferimento ad un elettorato popolare: anzi il movimento socialisti non aveva per nulla spinto negli anni successivi per ottenerlo.

La posizione dei socialisti sul suffragio

Una forza universale come i socialisti, che avevano ottenuto i loro consensi soprattutto dagli operai, doveva essere infatti intenzionata e molto ben disposta verso il suffragio universale perché il bacino dei loro elettori si sarebbe notevolmente ampliato, consegnandolo anche la maggioranza dei seggi. I socialisti però non avevano mai spinto per il suffragio universale perché il loro consenso tra i ceti bassi non era localizzato in tutta Italia ma solamente tra gli operai del triangolo industriale al nord, mentre al sud i braccianti avevano come punto di riferimento la chiesa e quindi patteggiavano per i cattolici: di conseguenza i socialisti non si battono per il suffragio universale in quanto avrebbe portato al voto una gran quantità di braccianti che, non potendo votare direttamente un partito cattolico, fornivano il loro supporto a Giolitti stesso.

Domande da interrogazione

  1. Perché Giolitti introdusse il suffragio universale maschile nel 1912?
  2. Giolitti decise di introdurre il suffragio universale maschile nel 1912, una scelta sorprendente per un politico sostenuto dall'aristocrazia e dall'alta borghesia, e non sotto la pressione di movimenti popolari, come avvenne in altre nazioni europee.

  3. Qual è stata la posizione dei socialisti riguardo al suffragio universale?
  4. I socialisti, pur avendo un potenziale bacino elettorale ampio tra gli operai, non hanno mai spinto per il suffragio universale, poiché il loro consenso era limitato al nord e temevano che il voto dei braccianti del sud, legati alla chiesa, potesse favorire Giolitti.

  5. Quali erano le conseguenze politiche del suffragio universale per i socialisti?
  6. L'introduzione del suffragio universale avrebbe potuto ampliare il bacino elettorale dei socialisti, ma essi non lo sostennero per paura di perdere consensi a favore di Giolitti, poiché molti braccianti non avrebbero votato per un partito socialista.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community