Concetti Chiave
- La crisi politica di fine secolo in Italia si estende dal 1901 al 1914, segnando un tentativo di chiudere l'interpretazione parlamentare dello statuto albertino.
- Giuseppe Giolitti emerge come figura chiave, avendo già ricoperto la carica di presidente del consiglio e affrontato lo scandalo della Banca Romana.
- Il governo Crispi aveva limitato le libertà civili nell'intento di ridurre l'influenza dello statuto albertino, concentrando il potere esecutivo nelle mani del re.
- Il fallimento del tentativo reazionario è attribuito alla forte opposizione di Giolitti, che ha contrastato le misure restrittive con un'azione parlamentare decisa.
- I decreti-legge emessi dai governi, necessari e urgenti, hanno subito il decadimento a causa dell'ostruzionismo parlamentare, evidenziando le tensioni politiche dell'epoca.
Crisi politica di fine secolo
È una fase di crisi politica di fine secolo. Va dal 1901 al 1914. Essa corrisponde al tentativo di una parte del sistema politico italiano di chiudere il periodo caratterizzato con l’interpretazione parlamentare che Cavour aveva fatto dello statuto albertino. Quest’ultimo prevedeva una rigida separazione dei poteri.
Giolitti e la politica italiana
Quest’epoca prende il nome dall’attività di Giuseppe Giolitti, che aveva già avuto un’esperienza come presidente del consiglio fino allo scandalo della Banca Romana. Il governo Crispi aveva compresso una serie di libertà civili (sciopero, associazione, manifestare il proprio pensiero, libertà sindacali ecc.) nell’ottica di un progetto più ampio di eliminare l’impronta dello statuto albertino data da Cavour. Il potere esecutivo faceva capo al re e nella monarchia costituzionale secondo lo statuto albertino il governo dipendeva dal re. In Inghilterra il governo dipendeva da una maggioranza parlamentare che lo sostiene. Ogni gruppo parlamentare deve dire perché vota a favore o contro il governo e ogni parlamentare si presenta sotto il banco della presidenza e dice il suo voto.
Fallimento del tentativo reazionario
Questa crisi di fine secolo fallisce perché il tentativo reazionario di restringere i diritti si scontra contro un’opposizione fortissima guidata da Giovanni Giolitti. I governi avevano emesso una serie di decreti-legge (atti del governo aventi forza di legge; qui il governo scrive le leggi, le quali hanno immediata applicazione ma devono essere approvate dal parlamento entro 60 giorni). I requisiti per avere questi decreti-legge sono necessità e urgenza. Questi decadono per l’ostruzionismo del parlamento.
Domande da interrogazione
- Qual è il periodo di riferimento della crisi politica di fine secolo in Italia?
- Chi è Giuseppe Giolitti e quale ruolo ha avuto nella politica italiana di questo periodo?
- Perché il tentativo reazionario di restringere i diritti ha fallito?
La crisi politica di fine secolo in Italia si estende dal 1901 al 1914, segnando un tentativo di chiudere il periodo di interpretazione parlamentare dello statuto albertino, come evidenziato nel testo.
Giuseppe Giolitti è una figura centrale di questo periodo, avendo già ricoperto la carica di presidente del consiglio e opponendosi al tentativo reazionario di comprimere le libertà civili, come descritto nel testo.
Il tentativo reazionario ha fallito a causa di una forte opposizione guidata da Giovanni Giolitti e dell'ostruzionismo del parlamento, che ha impedito l'approvazione dei decreti-legge emessi dai governi, come riportato nel testo.