Estratto del documento

Storia economica

Università degli studi di Modena e Reggio Emilia

Corso: Economia e Marketing internazionale (CLEMI)
Anno: 2021-2022
Esame di Storia economica
Docente: Andrea Giuntini

Argomenti trattati

  • Assets
  • Momenti di cambiamento e cicli economici
  • Le rivoluzioni industriali e l’inizio della colonizzazione
  • Le forme di globalizzazione
  • Gli effetti economici delle guerre
  • L’esperienza comunista e gli effetti odierni
  • Il mondo capitalista
  • Il terzo mondo e i processi di decolonizzazione
  • Il processo di integrazione economica
  • ONU e Unione Europea
  • Crisi economiche (specialmente la crisi del 2008)

Capitolo 1: Premessa e assets

Nella nostra analisi adotteremo due visioni: una globale, in quanto studiamo le interazioni tra gli attori economici, e la seconda prospettica, perché tratteremo scenari generali per includere tutti i casi. L’inclusività sarà proprio una parola chiave in questo percorso. Andremo ad analizzare il pensiero economico che sta dietro ad ogni scelta per comprenderla appieno, ricordandoci che ogni pensiero è figlio del proprio tempo. Andremo a chiederci quali sono state le scelte che si sono rivelate “giuste” e quali quelle considerate “sbagliate”, come le vittorie storiche sono state cruciali per l’indirizzamento del sistema economico.

1.1 Assets

Gli assets sono le risorse adottate dagli attori e possiamo suddividerle in varie categorie, tra le principali però vediamo le risorse naturali, quelle geografiche, le conoscenze e le risorse demografiche. Le risorse naturali possono essere sfruttate a livello economico per raggiungere un vantaggio, ed è quindi capire quali sono dominanti nel mercato, soprattutto nel mercato emergente, per anticipare gli altri attori e avere una posizione di supremazia. Ad esempio, l’Italia conta nelle sue risorse naturali i paesaggi che sfrutta per il turismo, mentre l’Arabia Saudita ha come risorsa naturale i giacimenti di petrolio.

Le risorse geografiche indicano invece le aree di interesse per gli investimenti, in quanto quelle veramente strategiche influiscono sui conflitti e sui rapporti, come per esempio il presidio del canale di Suez. Sono inoltre composte dalla distribuzione delle risorse energetiche, come il petrolio, il gas naturale e il carbone. Il controllo del petrolio è molto ricercato a causa delle guerre, che al giorno d’oggi è raro che vengano fatte con le armi, ma le vere guerre sono economiche, utilizzando le ritorsioni al posto delle armi. Il gas naturale è concentrato in Medio Oriente e in Russia, mentre il carbone è fortemente inquinante e non crea particolari tensioni geopolitiche.

Le conoscenze, oltre che quelle tecnologiche, possono essere dei mercati e dei sistemi governativi ed economici. Sono fondamentali per capire i movimenti sul mercato e le decisioni prese in politica. Le conoscenze compongono il soft, hard e lo smart power; il soft power è quello che si raggiunge quando grazie alle conoscenze dei sistemi governativi si riesce a raccogliere consenso popolare, quindi si utilizza la diplomazia per modellare l’opinione pubblica. L’hard power, come suggerisce il nome, si raggiunge utilizzando la forza e misure economiche invasive, grazie alle conoscenze dei sistemi economici. Lo smart power è la combinazione “intelligente” delle due precedenti, che si rafforzano a vicenda.

Infine, le risorse demografiche sono rappresentate dalla qualità della vita, dai metodi di sussistenza delle persone, dagli aiuti e incentivi statali e dai diritti fondamentali riconosciuti in ogni stato. Tutto questo è compreso nell’indice di sviluppo di un paese, ecco perché negli stati moderni maggiormente sviluppati il cittadino e i ceti medi sono parte fondamentale della declinazione dell’offerta.

Quali sono le misure per la ricchezza? Sono state create dagli istituti internazionali e sono diverse per ogni periodo storico, cambiando i criteri in base all’influenza e alla partecipazione che gli stati (o gli enti politici in generale) avevano sulla e nella società.

Capitolo 2: I cicli economici e i momenti di cambiamento

La storia dell’economia ha sempre presentato momenti di spinta e momenti di recessione, creando dei cicli costanti, e tra un ciclo e l’altro c’è sempre un cambiamento del sistema economico.

2.1 Le grandi esplorazioni e l’inizio della colonizzazione

Inizia tutto con la rivoluzione agraria, quando compaiono le prime società sedentarie che per vivere iniziano a coltivare il terreno per uno stile di vita stabile, portando alla prima crescita significativa della popolazione. Solo l’1% però di questa produzione veniva commerciato in cambio di moneta, infatti al tempo la principale forma di commercio era il baratto. Solo verso la metà del 1400 le attrezzature iniziano ad essere più adeguate e gli strumenti di navigazione più precisi, per spingersi anche oltreoceano, dando il via ai viaggi esplorativi che porteranno nuova ricchezza e materie prime nuove da commerciare. Le esplorazioni spostarono l’asse economico dal Mediterraneo all’Oceano Indiano e all’America.

Tra i viaggi più significativi ricordiamo quello di Vasco da Gama, Amerigo Vespucci e sicuramente Cristoforo Colombo. È importante ricordare inoltre che questi personaggi non scoprirono nulla di nuovo, in quanto erano tutte terre già presenti, ma vi approdarono. Espandendo la conoscenza del mondo molti imprenditori del tempo decisero di investire in queste spedizioni, creando un pensiero più dinamico e capitalistico, iniziando a vedere l’attività commerciale come fonte di accumulazione di denaro per reinvestirlo.

Con le esplorazioni iniziano anche le prime colonizzazioni, partendo dagli spagnoli e dai portoghesi, conosciuti anche come i conquistadores, per affermare la supremazia del popolo bianco. Nel giro di pochi anni sottomisero gli antichi imperi Azteco e Inca (rispettivamente da Cortés e Pizarro) sfruttando la popolazione locale per la lavorazione dei metalli preziosi e dei relativi giacimenti. Questo sfruttamento privo di ogni forma di umanità da parte degli spagnoli e dei portoghesi, unito ai batteri che portarono nel nuovo continente e che la popolazione autoctona non era pronta ad affrontare, causarono una grave crisi demografica, che causò un problema non da poco per la mancanza della forza lavoro.

Poco dopo anche i francesi, gli inglesi e gli olandesi intrapresero il percorso della colonizzazione, lasciando l’America centrale in mano agli iberici e concentrandosi su quella settentrionale; i francesi occuparono vasti territori ma l’occupazione maggiore fu quella degli inglesi, che riuscirono a rubare molte colonie nel 17° secolo. Tra il 1775 e il 1783 ci fu la Guerra d’Indipendenza, scoppiata perché il governo inglese imponeva tasse troppo elevate alle colonie che protestarono con il famoso slogan “no taxation without representation". Alla fine, grazie anche all’appoggio dei francesi e degli spagnoli, vinsero le colonie.

Le colonizzazioni dunque aiutano a creare un’interconnessione e a creare un senso di intraprendenza, che può essere positivo per cogliere i benefici ma anche rischioso. C’è infatti un desiderio di crescita e di competizione tra i paesi che porta ad una conquista sempre maggiore dei mercati per avere il controllo delle risorse. Il processo che porterà al commercio internazionale è una prerogativa europea, su cui si incentrò la politica fiscale, cercando di trarre quanti più benefici possibili dal pagamento dei dazi e dagli investimenti sulle forze militari.

2.2 La nascita dello stato nazione

Nel 1600 nasce un nuovo concetto di stato, quello dello stato nazione; è un tipo di stato in cui cambiano i criteri e le misure per prendere le decisioni e per analizzare le dinamiche. Lo stato diventa un vero e proprio istituto politico, cambiando completamente il riferimento economico precedente. I capi politici diventano anche capi economici. Da paesi agricoli si passa a paesi industriali, cambiando la prospettiva delle attività, che da autoconsumo e stabilità si incentrano adesso sul pensiero del guadagno e del consumo. Anche i contadini iniziano dunque ad integrare nelle loro lavorazioni le tecnologie.

La tecnologia in realtà non ha avuto un momento netto di cambiamento ma ha sempre fatto parte dei processi produttivi, ne era parte integrante. Con lo sviluppo di nuove tecnologie però si è cambiato il modo di produrre e le modalità di offerta.

2.3 Le rivoluzioni industriali

In realtà è stato un processo lento e graduale, iniziato non solo a Londra, in quanto riconosciamo anche altre aree con caratteristiche simili. Il termine rivoluzione indica un cambiamento radicale, una rottura totale che porta ad un processo lungo e costante nel lungo periodo. Le rivoluzioni industriali hanno lasciato un’eredità presente tutt’oggi. La diffusione dell’industria ha cambiato non solo lo stile di vita delle persone, ma proprio la vita e l’aspetto delle città, che inizia a conoscere l’urbanizzazione.

La prima rivoluzione industriale nasce in Gran Bretagna nel 1700, segnando il confine tra epoca pre e post industriale. È importante ricordare che non c’è l’eccezionalismo britannico, infatti come detto precedentemente non nasce solo a Londra, ma la consideriamo la città natale di questo fenomeno perché presentava tutte le condizioni più funzionali che facilitarono certamente i processi, diventando il modello a cui rifarsi. Londra infatti, come tutta la Gran Bretagna, presentava un mercato liberista, garantiva l’inclusività politica dando ai cittadini tutti gli strumenti democratici. In Inghilterra inoltre c’era un forte spirito imprenditoriale che portò ad una molteplicità di innovazioni, come il telegrafo e l’illuminazione a gas.

La rivoluzione industriale cambia l’assetto delle città, facendo non solo aumentare la popolazione, come i contadini che in cerca di un lavoro stabile nelle fabbriche si trasferivano nelle città, ma anche con servizi urbani come le fognature, l’acqua corrente, cambiando l’idea di igiene personale, la luce per strada per permettere la vita notturna (perché gli operai facevano turni anche di notte) e le ferrovie per permettere una comunicazione veloce ed efficiente. Nasce quindi una nuova classe, quella operaia, e un nuovo pensiero economico, quello del consumismo, che porta alla concorrenza non solo nella vita privata ma anche tra i vari paesi. Nasce l’EXPO, nel 1851 a Londra con la Great Exhibition, in cui i paesi possono esibire il loro livello di sviluppo ma anche imparare e studiare le innovazioni altrui.

In paesi come la Germania si punta già da subito a sviluppare l’industria pesante, quindi quella metallurgica, chimica, elettrica e meccanica, attirando molteplici investitori, anche stranieri. Ecco perché all’alba della Prima Guerra Mondiale era la più grande potenza industriale. L’Italia sviluppa un comparto elettrico molto competitivo, rendendo rinomati nel mondo gli elettrodomestici tricolore. La scelta dell’industrializzazione fu criticata, perché l’Italia di base era un paese prevalentemente agricolo, ma fu una scelta consapevole, spinta dalla conoscenza di quelli che sarebbero stati i cambiamenti a livello mondiale e dalla volontà di avere un ruolo importante nell’economia internazionale. Nonostante le critiche però il tessuto demografico fu molto reattivo e ben felice di accogliere in maniera positiva questo cambiamento.

In Cina e in Russia invece si rimane in un’economia arretrata, presentando poco interesse al pensiero capitalista. Quel poco di industrializzazione...

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 16
Storia economica Pag. 1 Storia economica Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica Pag. 16
1 su 16
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MartinaCampari di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Giuntini Andrea.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community