Arte tardoantica
Arte tardoantica è la fase di transizione dal mondo antico al mondo medievale, un periodo che va dal III al VI secolo.
Impero di Diocleziano
Nel novembre del 284 dopo Cristo morì l'imperatore Numeriano che reggeva l'Oriente Romano. Le truppe orientali si rifiutarono però di riconoscere Carino, fratello di Numeriano, come naturale successore. Quindi fu nominato imperatore un generale chiamato Diocleziano. Ne scaturì una guerra civile che terminò con la presa di potere di Diocleziano nella primavera del 285 dopo Cristo. Diocleziano nominò quindi suo vice un ufficiale di nome Marco Aurelio Valerio Massimiano. Nel 286 Massimiano viene promosso augusto. Nacque quindi una diarchia e i due imperatori iniziarono a governare due aree geografiche dell'impero.
Nonostante la suddivisione dei regni, Diocleziano conservava una certa supremazia e il governo continuava ad essere gerarchizzato su modello militare. Le rivolte dell'impero però erano numerose e mettevano a dura prova il governo dei due imperatori. Così nel 293 l'impero fu diviso ulteriormente in quattro parti.
Impero di Costantino
Nel 305 Diocleziano e Massimiano abdicarono. Nel 312 ebbe luogo la battaglia di Monte Milvio (che assunse un significato non solo politico, ma anche religioso) alle porte di Roma, tra Massenzio (paganesimo) e Costantino, conclusasi con la vittoria di quest'ultimo. Questa segnò l'inizio di una nuova era per l'impero. Nel 313 i due augusti: Costantino (occidente) e Licinio (oriente), emanarono l'editto di Milano o editto di Tolleranza: con questo editto veniva concessa la libertà di culto ai cristiani e a tutte le altre religioni diffuse nell'impero.
Per i cristiani l'editto di Costantino rappresentava la possibilità di professare liberamente il proprio culto, ma anche un sostegno politico da parte dell'imperatore. Da questo momento si diffuse sempre di più la religione cristiana. Nel 330 spostò la capitale da Roma a Bisanzio, rinominandola Costantinopoli (denominata attuale Istanbul) che sarà capitale dal 330 sino al 395. Nel 324 Licinio venne sconfitto.
A Roma, l'aristocrazia senatoria era ancora legata alle tradizioni pagane e i cristiani rappresentavano solo un terzo della sua popolazione. Costantino fece quindi erigere gli edifici cristiani solo nelle aree periferiche e di proprietà imperiale, in modo da evitare contrasti con il Senato. Questo potrebbe essere il medesimo motivo alla base della spoglia monumentalità che caratterizza l'esterno delle basiliche e della ricchezza invece degli spazi interni.
Il gruppo di tetrarchi
Il gruppo dei Tetrarchi (293-303 d.C) è stato trafugato da Costantinopoli dai soldati crociati durante il saccheggio della quarta crociata (1204), e si trova da allora in un angolo esterno della Basilica di San Marco a Venezia. I quattro Tetrarchi ad altorilievo sono raffigurati a coppie sulle due pareti unite ad angolo, realizzate in porfido rosso che rappresentano ciascuno una coppia di augusti (Diocleziano e Massimiano) e cesari (Galerio e Costanzo Cloro), immortalati nell'atto solidale di abbracciarsi (tra le pars orientis e pars occidentis simbolo della fraternitas). Ci si riferisce alla prima tetrarchia, nonché governo a quattro, di Diocleziano che guidò l'impero dal 284 al 305 dopo Cristo. Però non si può dire con certezza se questi raffigurino davvero i successori di Diocleziano.
Lo stile rispecchia l'autoritarismo della riforma tetrarchica attraverso:
- Impostazione rigidamente simmetrica
- Espressioni severe e accigliate
- Tendenza all'astrazione
- Assenza di differenziazione fisiognomica tra i quattro regnanti, i quali indossano anche gli stessi abiti e copricapi. L'unico elemento che distingue i cesari dagli augusti è l'assenza di barba, poiché più giovani. Sul capo portano un copricapo pannonico, di forma cilindrica e piatta. Il foro centrale probabilmente ospitava un diadema. Indossano poi il paludamentum e la corazza lorica (copriva tutto) con baltei (cintura) gemmati. Ai piedi le figure indossano calzari costituiti da fettucce intrecciate. Inoltre impugnano una spada dall'elsa a forma di testa d'aquila.
Confrontandolo con il Busto di Marco Aurelio, databile alla seconda metà del II secolo, si nota un linguaggio più descrittivo e realistico della romanità, lontano dall'anticlassicismo dei tetrarchi.
Terme di Diocleziano
Le Terme di Diocleziano sorgevano a nord della Suburra, la zona più densamente popolata di Roma. La loro funzione era quella di servizio e aggregazione sociale, funzione che le terme di Traiano non erano più in grado di assolvere da sole. Delle terme di Traiano riprendono l'impianto a esedra semicircolare. Nonostante siano andate pressoché distrutte, è ancora possibile ammirare alcune strutture originarie, tra cui il caldarium, il tepidarium e la grande aula centrale, trasformati da Michelangelo nel XVI secolo nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Altre strutture ospitano oggi istituti universitari, una delle due aule circolari è stata trasformata nella rotonda di San Bernardo.
Palazzo di Diocleziano
Il Palazzo di Diocleziano è un complesso palaziale composto da corpi di fabbrica di diversa forma racchiusi entro una struttura a pianta quadrangolare, ispirata al modello fortificato dell'accampamento romano e dotata di grandi torri. La parte superiore del fronte sud era interamente occupata da una loggia, mentre in basso sorgeva la porta bronzea, che fungeva da accesso diretto al molo. Nel fronte sud si trovava invece la porta aurea, l'ingresso principale, caratterizzato da una fastosa decorazione di cui oggi però rimane ben poco.
Il complesso era suddiviso poi in quattro distinti settori:
- Quelli settentrionali ospitavano caserme, alloggi dei funzionari e forse appartamenti esclusivamente femminili
- Quelli meridionali la residenza imperiale e il mausoleo a pianta centrale.
L'ingresso agli appartamenti imperiali si apriva sul peristilio, cioè il cortile d'onore a pianta rettangolare, in fondo a cui sorgeva la serliana (struttura scenografica e monumentale, predisposta a rendere più scenografiche le uscite dell'imperatore).
Arco di Galerio
L'Arco di Galerio fu edificato a Tessalonica allo scopo di celebrare le vittorie di Galerio sui Parti nel 297. Oggi è conservato solo parzialmente e costituiva di fatto l'ingresso al palazzo imperiale. I pilastri sono caratterizzati da decorazioni a rilievo che derivano dal repertorio tradizionale ma che si ispirano anche a modelli naturalistici o celebrano la tetrarchia. La diversità dei modelli implica la presenza di figure di proporzioni diverse. Da esso si dipartivano vie porticate, una delle quali si innestava direttamente nella rotonda mausoleo.
Basilica di Massenzio
La Basilica di Massenzio fu costruita per ordine di Massenzio nei primi decenni del IV secolo e adibita all'amministrazione della giustizia, era suddivisa in tre navate:
- La navata centrale, coperta da volte a crociera e scandita da otto colonne in marmo
- Le navate laterali, suddivise a loro volta in tre ambienti comunicanti, coperti da volte a botte alleggerite da cassettoni ottagonali.
Dagli scavi è emerso che l'ingresso monumentale della basilica, posto al centro del lato lungo meridionale, era stato inserito solo verso la fine del IV secolo. A tale ingresso corrisponde, sul lato opposto, un'abside semicircolare.
Costantino seduto
Ci sono pervenuti solo i grandi frammenti della testa e la mano, rinvenuti nell'abside della Basilica di Massenzio nel 1487 e trasportati poi nel Campidoglio. La scultura non era tuttavia interamente in marmo, ma era un acròlito, ovvero una scultura che di marmo aveva solo le parti scoperte, mentre il resto era quasi certamente in bronzo. La statua rispondeva all'esigenza di magnificare la gloria dell'imperatore e in qualche modo esorcizzare l'incombere della morte. Secondo recenti studi, l'opera potrebbe essere in realtà il risultato di una rielaborazione, che avrebbe trasformato le fattezze di Massenzio in quelle di Costantino secondo un'operazione di damnatio memoriae che avrebbe riguardato Massenzio in seguito alla sconfitta di Ponte Milvio.
Arco di Costantino (Roma)
L'Arco di Costantino risale al 312 – 315/316. Il Senato romano decretò la costruzione di un arco trionfale, dopo la vittoria di Ponte Milvio, contro Massenzio avvenuta il 28 ottobre 312 e inaugurato nel 315 per celebrare il decennale del regno di Costantino. Con l'erezione dell'arco, l'arte plebea assume un ruolo di primo piano. Il monumento è il più antico esempio di edificio di spoglio, essendo formato da parti di costruzioni preesistenti distrutte per l'occasione. L'Arco ingloba rilievi e sculture provenienti da monumenti dell'età di Traiano, di Adriano e di Marco Aurelio. La struttura stessa non è completamente di età costantiniana.
L'arco ha tre fornici, uno centrale fiancheggiato da due fornici minori, un attico e colonne libere su alti piedistalli addossati ai pilastri. Le colonne, dietro ai quali si trovano delle lesene corinzie, sostengono una trabeazione, mentre in prosecuzione del loro asse, e di fronte all'attico, sono collocate otto statue di prigionieri Daci con le iscrizioni dedicatorie. (prelevate dal foro di Traiano)
Studiando la porzione della liberalitas dell'imperatore si notano tutti i caratteri dell'arte plebea. L'imperatore è al centro di una composizione simmetrica, seduto sul trono, in posizione frontale e immobile attorniato dai sudditi e dai dignitari di corte. È l'unico personaggio rappresentato in questa posizione. Nella rappresentazione non c'è alcun naturalismo, le figure sono trattate in maniera gerarchica: le dimensioni dei personaggi aumentano in base alla loro importanza.
È possibile individuare cinque differenti dimensioni: quella più piccola riservata al popolo che riceve benefici, le tre distinte dei dignitari e quella troneggiante di Costantino. È scomparso ogni riferimento prospettico, poiché tutti i personaggi sono rappresentati alla destra e alla sinistra dell'imperatore, anche quelli che in teoria dovrebbero stargli di fronte. La prospettiva in questo caso è ribaltata.
Da un monumento di età adriana, furono prelevati otto tondi marmorei in cui sono rappresentate scene di caccia e di sacrificio e in cui la figura di Adriano fu trasformata in quella di Costantino. Appositamente eseguiti per l'arco sono invece i tondi raffiguranti il Sole e la Luna e il lungo fregio, che rappresenta scene connesse contro Massenzio da poco conclusa. È importante sottolineare l'abisso stilistico esistente tra il classicismo dei tondi di età adriana e lo stile elementare del fregio, particolarmente evidente nelle due scene L'orazione di Costantino al popolo nel foro e La distribuzione dei donativi dopo la vittoria.
Arte paleocristiana
Il credo cristiano si diffuse tanto da diventare, dopo il concilio di Nicea nel 325, religione ufficiale dell'impero e, nel 380, unica religione ammessa nello Stato. Ciò non decretò l'immediata fine dei culti pagani, praticati soprattutto nelle campagne sino al VI-VII secolo. I cristiani furono gli unici eredi della vera mentalità romana. Il cristianesimo divenne potente perché da religione rivoluzionaria, che non riconosceva la natura divina dell'imperatore, aveva accettato la concezione romana dello Stato. Inoltre, nel IV secolo grazie alla sua organizzazione e alla sua ricchezza si presentava come l'unica forza capace di dargli vitalità ed ereditarne le funzioni.
Nei primi secoli dell'impero l'idea di Stato era andata evolvendosi verso il concetto che l'imperatore fosse investito di tale incarico per volere divino. Il linguaggio artistico si adattava perfettamente a questa concezione. Gli artisti e gli artigiani che lavoravano per i cristiani erano gli stessi che lavoravano per i pagani. Non esiste perciò discontinuità tra arte romana e arte cristiana. Soprattutto durante i primi due secoli d.C. l'unica differenza va colta nel diverso valore simbolico che i cristiani attribuivano a certe raffigurazioni. Infatti se una scena di vendemmia per un pagano non era altro che l'immagine stessa, per un cristiano era carica di valori simbolici, quali l'allusione alla parabola evangelica in cui Gesù paragonava se stesso alla vite e i cristiani ai tralci, e leggeva il riferimento all'ultima cena. Allo stesso modo l'immagine di un pesce per un pagano non era che quella di un animale acquatico, mentre per il cristiano era il simbolo di Cristo.
Con arte paleocristiana si intende quella dei primi secoli dell'era cristiana, arte che può essere ancora definita tardo-antica. Si sviluppò a Roma, Ravenna e Milano.
Architettura
A differenza dei pagani, i cristiani celebravano i propri riti al chiuso in presenza di tutta l'ecclesia (i credenti). I primi luoghi di culto cristiani vennero costruiti prendendo ad esempio le basiliche romane, le uniche costruzioni espressamente realizzate per contenere un gran numero di persone. La basilica cristiana ha un andamento longitudinale, l'ingresso è posto sempre in uno dei lati minori. È preceduto da un quadriportico (cortile/spazio aperto) di forma rettangolare, con un porticato posto su tutti e quattro i lati. La porzione di porticato che corrisponde alla facciata della basilica è detta nartece (riservata ai catecumeni e ai penitenti). Si parla di esonartece quando il portico è fuori dall'edificio e di endonartece quando questo si trova esclusivamente o anche all'interno. L'interno della basilica è diviso in navate da due o più serie di colonne. La navata centrale è solitamente più ampia e più alta delle laterali per permettere l'inserimento delle finestre, e termina con un'abside che si compone di un semicilindro, innestato sulla parete di fondo, sormontato da un quarto di sfera noto come catino absidale. Talvolta il corpo longitudinale è tagliato trasversalmente da una navata che prende il nome di transetto.
- Se i due bracci del transetto sono più corti delle navate, la basilica è a croce latina.
- Se sono uguali e si innestano al centro delle navate si parla di edificio a croce greca.
- Se il transetto nella croce latina è posto a 2/3 del corpo longitudinale si parla di croce immissa.
- Mentre se è in fondo si parla di croce commissa.
Il presbiterio, la zona dedicata al clero, è posto in fondo alla navata principale di fronte all'abside. Il presbiterio è in genere rialzato, separato dalla navata da un recinto in marmo, intagliato o traforato, che viene più propriamente detto transenna o pluteo. È detto arco trionfale quello che congiunge la navata centrale al transetto; in mancanza di quest'ultimo, per arco trionfale si intende la porzione di parete che rimane attorno all'innesto dell'abside. In genere, la basilica ha una copertura composta da capriate lignee che sorreggono un elemento intermedio composto da cassettoni in legno.
Assieme agli edifici di forma basilicale si svilupparono anche quelli a pianta circolare o poligonale. In particolare questa forma venne adottata per le costruzioni che sorgevano sul luogo del martirio di un santo o sulla sua tomba, inizialmente dette memoriae, poi martyria. In seguito, fu adottata anche per i battisteri. Nel corso del III secolo si ebbe una prima organizzazione della Chiesa cristiana. Alcune delle domus ecclesiae erano state donate alla Chiesa dai proprietari e divennero i cosiddetti tituli, ossia edifici con sopra una incisione che indicava il nome del proprietario dell'immobile. I luoghi di culto cristiani non si distinguevano architettonicamente dalle normali abitazioni, sebbene sia possibile che già prima del 312 fossero state costruite per il culto delle apposite sale semplici. Sia le Domus Ecclesiae sia i tituli prendevano generalmente il nome dal primitivo proprietario dell'edificio e lo conservarono anche con la costruzione di una vera e propria chiesa in epoca successiva: per esempio il titulus Clementis, in origine proprietà di un certo Clemens, divenne successivamente l'ecclesiae Clementis, o "chiesa di Clemente", e quindi l'attuale Basilica di San Clemente al Laterano. L'identificazione come luoghi di culto delle abitazioni private che in diversi casi sono state rinvenute sotto le chiese successive è tuttavia resa difficoltosa dalla mancanza di specifiche caratteristiche architettoniche e dall'uso di eventuali decorazioni già appartenenti al repertorio pagano, ma alle quali potrebbe essere stato dato un nuovo significato simbolico in senso cristiano.
Domus Ecclesiae (Dura Europos, Siria)
La Domus Ecclesiae era un edificio privato, adattato alla necessità del culto, nel quale si radunavano i primi cristiani in epoca precedente all'editto di Milano del 313. Le Domus Ecclesiae sono state rinvenute soprattutto nella parte orientale dell'Impero: di eccezionale importanza è quella di Dura Europos. La città, un crocevia di popoli e religioni diverse, fu rasa al suolo nel 256 d.C. e mai più ricostruita. La città fu riscoperta dagli archeologi nel 1920; gli edifici religiosi sono tutti ben conservati. La domus ecclesiae fu ritrovata non lontano dalla Porta di Palmira. Grazie a un graffito, databile all'anno 232 può essere definita una delle chiese più antiche del mondo. L'edificio fa parte di una casa affacciata su una strada lastricata. Si tratta di una struttura a due piani, quello superiore probabilmente utilizzato come abitazione, articolata con una serie di sale intorno ad un cortile centrale. Al piano terra, di fianco all'atrio centrale, si trova una sala più piccola con un ambiente angusto.
Gli archeologi hanno potuto ricostruire la funzione delle sale:
- La stanza più grande era la sala della comunità.
- La sala piccola era un ambiente intermedio che serviva per l'agape.
- L'ambiente angusto era un battistero.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Storia dell'arte medievale
-
Storia dell'arte medievale
-
Schemi Storia dell'arte medievale
-
Arte medievale, Storia dell'arte medievale