Storia dell’arte medievale | Martina Mucelli
Storia dell’arte medievale
Per affrontare la lettura e l’interpretazione delle opere d’arte e ricostruire così il contesto storico, culturale, economico, sociale e ideologico, all’interno del quale sono state generate, lo storico dell’arte procede ad analizzarne ogni singolo aspetto, senza che vi sia una precisa sequenza, ma partendo dalla caratteristica più evidente.
→ Iconografia testi Biblici, antico e nuovo testamento, le Vite dei santi, i testi di mitologia classica e i romanzi cavallereschi.
Procedimento
- Individuazione della tecnica utilizzata e dei materiali.
- Individuazione dello stile dell’artista.
- Procedimento di comparazione con altre opere o con la produzione dell’artista per un inquadramento geografico e cronologico.
- Studio tipologico dell’opera, esempio: è un’icona singola, un dittico, trittico, polittico?
- Studio della funzione in relazione al contesto.
- Indagini sulla committenza.
- Indagini sui destinatari.
“L’opera va inserita in una trama complessa di relazioni” - John Sherman, Only connect, 1992.
Il Medioevo non è un'epoca facile da definire, vi sono poche fonti rispetto a quelle greco-romane. Il termine deriva da “Media Aetas” ed è stato coniato nel Rinascimento dall'umanista Giovanni Andrea. A parere dello studioso questo periodo andava dalla caduta dell'Impero Romano d'Occidente fino alla sua epoca, 1492.
Il Medioevo era visto come una sorta di cesura fra due fasi di sviluppo della tradizione classica, antichità e Rinascimento, da questo pregiudizio classicista nasce la visione negativa che abbiamo anche tutt'ora di quest'epoca che viene vista come un’età buia, d'imbarbarimento. Il pregiudizio lo si può notare anche dallo stereotipo attribuito ai barbari, infatti la loro arte è arte di popolazioni di origine germanica, non “arte barbara”.
Periodizzazione
- Fine: difficile a causa della disomogeneità intrinseca al periodo; infatti, in ambito storico-artistico la data che segna il termine dell'arte medievale è diversa da quella convenzionale, della storia medievale, e viene fatta cadere nel 1401, convenzionalmente scelta dagli storici dell'arte. L'arte medievale in un certo senso continua ad esistere perché il Gotico Internazionale si protrarrà per qualche altro decennio, anno del concorso per la porta nord del Battistero di Firenze, vinse Ghiberti, ma si contese la palma d'oro della vittoria con Brunelleschi. Le soluzioni formali utilizzate preludono al Rinascimento.
- Il Medioevo perdura fino al XVI sec. La periodizzazione varia a seconda della geografia; inoltre, se si considera l’architettura, la pittura, la scultura e l’oreficeria abbiamo periodizzazioni completamente diverse.
- Inizio: più discussa, sono varie ipotesi, ciascuna è caratterizzata da un approccio ideologico diverso.
Ipotesi di inizio del Medioevo
- Datazione alta, anno più addietro: anno 313, editto di Milano, di tolleranza o pace della Chiesa, di Costantino. Cristianesimo finisce di essere una “superstizione fuorilegge”, prima non era nemmeno considerata una religione e alcuni imperatori l'hanno perseguitato. Diventa una delle tante religioni dell'Impero. Diventerà religione di Stato nel 381 con l'editto di Teodosio. Il Medioevo comincia quindi con l'istituzione del Cristianesimo, questa data segna infatti il trionfo del Cristianesimo. In senso formale il Medioevo inizia a mostrare le sue soluzioni stilizzate nell'arco di Costantino.
- Datazione convenzionale, anche per storici: anno 476, caduta dell’Impero Romano d'Occidente e inizio dei regni romano-barbarici. Al termine di una serie di migrazioni di altri popoli. I popoli germanici diffondono una concezione formata da linea, irrealismo, saturazione superfici che vengono completamente campite da decorazione. Arte che deriva dall'oreficeria, arte guida popolazioni germaniche. A livello estetico definisce un canone poi applicato ad altri media, es. miniatura. Questa data segna la fine della tradizione classica.
- Idea monolitica delle popolazioni germaniche estranee a tradizione classica è invertita, non sono selvaggi ma sono popoli che hanno già assimilato parte della cultura romana e perciò completano nel momento in cui arrivano un processo di occidentalizzazione.
- Datazione bassa, anno 800, 25 dicembre, incoronazione di Carlo Magno e fondazione del Sacro Romano Impero. Secondo una tradizione storiografica che valorizza le tradizioni nordeuropee, in particolare francesi e tedesche. Arte medievale nasce quindi da sintesi di cultura romana con Cristianesimo, latino-cristiana, in senso imperiale. Nomina di imperatore data a Carlo da Papa. Questa data segna la sintesi fra tradizioni diverse avvenute in un contesto nordeuropeo.
- Penisola italica: è ancora più difficile dare una periodizzazione in questo contesto, disomogeneità artistica qui è ancora più evidente. Julius von Schlosser definì due assi, uno orizzontale e uno verticale: uno che separa il nord germanico-celtico dal sud classico ed uno che separa occidente latino e oriente grecofono. Italia mostra vocazione di pontile nel Mediterraneo che collega le varie parti che si incontrano, mescolano e scontrano.
Per quanto riguarda la penisola italica ci si può quindi attenere alla datazione convenzionale che segna l'inizio del Medioevo nel V sec perché avvengono i fatti più traumatici, caduta Impero Romano d'Occidente, nel 410 c’è sacco di Roma, Visigoti, seguito da sacco da un altro nel 455 dei Vandali. Periodo in cui Roma viene violata, saccheggiata e elemento germanico che prima era entrato regolarmente nel mondo romano, entra violentemente e prelude a ciò che accadrà con ingresso dei Longobardi.
1 Storia dell’arte medievale | Martina Mucelli
Sebbene gli storici abbiano identificato le possibili date di inizio e di fine non possiamo generalizzare la cosa per tutti i territori; non tutti, infatti, si svilupparono nel medesimo tempo. Il Medioevo si suddivide in:
- Alto Medioevo: ovvero l'epoca più antica compresa tra VII Secolo e il XI Secolo. Arte Carolingia, Longobarda, Ottoniana.
- Basso Medioevo: ovvero l'epoca più tarda compresa tra XI-XV Secolo. Romanico, Gotico, Tardo-Gotico.
Queste cesure sono astratte e fatte dagli storici:
“La ‘vita delle forme’ [con forme si intende soprattutto quelle architettoniche] è fluttuante, non conosce cesure nette” - Henri Focillon, storico dell’arte francese 1881-1943.
Il cambiamento delle forme architettoniche non è lineare, vi sono delle stasi o può cambiare velocemente o, addirittura, tornare indietro. Spesso, infatti, vi sono delle situazioni, edifici/sculture/dipinti, in cui convivono stili diversi.
Arco di Costantino
| Autore | |
| Data | 312-315 |
| Collezione originaria | Via di San Gregorio, Roma |
| Collezione attuale | |
| Tecnica | Rilievo + reimpiego |
| Dimensioni | 21 x 25,9 x 7,4 m |
| Materiale | |
| Committente | Senato romano |
| Significato | Arco trionfale in onore della battaglia di Ponte Milvio – vittoria su Massenzio. |
La vittoria era stata ottenuta in virtù della «grandezza della sua mente» (magnitudine mentis) e su «ispirazione della divinità» (instinctu divinitatis) → evidenzia la conversione di Costantino al cristianesimo.
Descrizione
Impianto architettonico: un fornice centrale fiancheggiato da 2 fornici minori, i due prospetti principali scanditi da quattro magnifiche 4 corinzie che poggiano su alti plinti e un attico a coronamento dell'intera struttura, al centro del quale figurano, su entrambi i lati, le iscrizioni dedicatorie.
Apparato figurativo molto vario: solo pochi rilievi furono concepiti ed eseguiti per l'occasione, mentre buona parte di essi venne prelevata da monumenti preesistenti, antologia di epoche e stili diversi, vero e proprio manifesto di reimpiego, ampiamente sperimentata nell'antichità e soprattutto negli ultimi secoli dell'Impero, del Medioevo e del Rinascimento, quando si fece a gara nel riutilizzare i reperti classici, sia per ragioni pratiche, che per fregiarsene come una sorta di trofeo. Le sculture reimpiegate appartenevano a monumenti eseguiti in onore di tre diversi imperatori:
- Traiano: all'interno del fornice centrale e sui lati minori dell'attico si trovano 4 grandi lastre provenienti da un fregio del foro di Traiano, in cui sono rievocate le guerre condotte dall'imperatore contro i ribelli della Dacia. Dal medesimo foro furono inoltre prelevate le 8 magnifiche statue di barbari prigionieri che svettano su alte basi a coronamento di ciascuna colonna.
- Adriano: 8 tondi marmorei che sono collocati, a coppie, su entrambi i lati principali dell'arco, proprio al di sopra dei fornici minori → 4 scene di caccia e 4 di sacrificio, figura di Adriano trasformata in quella di Costantino, sostituzione della testa-ritratto.
- Marco Aurelio: nell'attico, ai lati delle due iscrizioni dedicatorie figurano invece 8 grandi pannelli con scene a rilievo di cui è protagonista Marco Aurelio, che celebrava le vittoriose campagne dell'imperatore filosofo sul fronte settentrionale dell'Impero, figura di Marco Aurelio trasformata in quella di Costantino.
→ Ben preciso programma iconografico: trattandosi di opere dedicate alla celebrazione di tre imperatori che erano esaltati dalla propaganda ufficiale come esempio di buon governo e di rispetto dell'autorità senatoria, sembra logico pensare che tale programma sommasse all'intento di celebrare la vittoria su Massenzio la volontà di presentare il trionfatore come erede e continuatore dell’operato di tanto illustri predecessori.
Costantino: 2 tondi rappresentanti la Luna e il Sole, in numerose immagini tratte dal consueto repertorio trionfale, vittorie, trofei, figure di geni e divinità, ma soprattutto in un lungo fregio che corre su tutti e quattro i lati all'altezza dei fornici minori → narrazione continua che ha inizio nel lato minore ovest, i principali episodi connessi alla guerra contro Massenzio da poco conclusa:
- La partenza di Costantino e del suo esercito da Milano;
- L'assedio di Verona;
- La battaglia di ponte Milvio;
- L'ingresso trionfale del vincitore a Roma;
- L'orazione di Costantino al popolo nel foro;
- La distribuzione dei donativi dopo la vittoria.
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La vicinanza fisica tra i tondi adrianei e il fregio di età costantiniana fa risaltare in modo ancora più netto l'abisso culturale, prima di quello cronologico, che separa il fluido ed elegante classicismo dei primi dallo stile elementare, anche se molto efficace sul piano comunicativo, del secondo → la storiografia artistica del secolo passato ha spesso indicato la rozzezza del fregio e delle altre sculture costantiniane dell'arco come la manifestazione di un inesorabile declino, che coinciderebbe con il definitivo distacco dell'arte romana dalla tradizione classica. Oggi consideriamo piuttosto una decisa svolta di carattere culturale ed estetico.
Ciò appare con particolare evidenza nelle due scene finali del fregio, quelle con L'orazione di Costantino al popolo nel foro e La distribuzione dei donativi dopo la vittoria, in cui il processo di sacralizzazione dell'imperatore si traduce in nuove formule iconografiche e stilistiche → abbandono dei modelli classicisti già in atto da tempo → nuove formule dell'iconografia imperiale saranno adottate e preservate senza sostanziali variazioni per tutto il Medioevo anche dall'arte cristiana, che le utilizzerà per rappresentare le proprie cerimonie sacre e la maestà divina.
L'orazione di Costantino al popolo nel foro e La distribuzione dei donativi dopo la vittoria → la folla dei personaggi si distribuisce in maniera simmetrica attorno alla figura centrale dell'imperatore, che si distingue per la maggiore altezza, gerarchizzazione, e per la posizione rigidamente frontale, il ripudio dei canoni classicisti assume il carattere di un radicale disinteresse nei confronti di una rappresentazione di tipo naturalistico. Non vi è praticamente traccia dei consueti espedienti prospettici di simulazione della profondità spaziale e le figure appaiono come manichini standardizzati, con anatomie e panneggi quanto mai sommari.
Non contano più gli individui, ma la loro identità sociale, il loro rango: per questo motivo è totalmente assente la caratterizzazione individuale, mentre assumono particolare rilievo sia la dimensione dei personaggi rappresentati, sia ogni altro elemento identificativo del loro ruolo e grado gerarchico, come la gestualità, gli abiti, il diverso posizionamento rispetto alla figura cardine dell'imperatore.
→ Qui vige la prospettiva ribaltata: non è rappresentata una scalatura prospettica dei vari piani di profondità; in essa ciò che dovrebbe figurare davanti a un altro elemento, che costituisce il fulcro centrale e gerarchico dell'immagine, invece di fronteggiarlo, lo fiancheggia; oppure, ciò che sta dietro a quel determinato fulcro centrale, viene disposto sopra a esso, rotazione sull’asse verticale, e conseguentemente ciò che sta davanti viene posto sotto.
Nel fregio costantiniano il ribaltamento prospettico si manifesta soprattutto lungo l'asse orizzontale, con l'imperatore che funge da fulcro centrale, rispetto al quale le figure degli astanti si dispongono simmetricamente ai lati.
La basilica
In contesto pagano la parte più interna del tempio era riservata ai soli sacerdoti, mentre i sacrifici si svolgevano all'esterno, su un'ara attorno alla quale si assiepavano i fedeli. Le cerimonie liturgiche cristiane, invece, in ricordo dell'ultima cena di Cristo, si svolgevano all'interno dell'edificio sacro e a cospetto di tutta la comunità. Per questa ragione, oltre che per differenziarsi dall'architettura religiosa pagana, i cristiani scartarono per le loro chiese il modello del tempio e preferirono adottare il tipo architettonico della basilica, un edificio civile a preminente scopo giudiziario, il cui vasto spazio rettangolare, suddiviso in navate e dotato di absidi sui lati brevi, era nato per ospitare grandi adunanze di persone.
- Basiliche civili → l'ingresso principale al centro di uno dei due lati lunghi.
- Basiliche cristiane → privilegiando l'asse longitudinale dell'edificio e ponendo pertanto l'ingresso principale su uno dei lati brevi, che privato dell'abside divenne rettilineo.
All'ingresso corrispondeva, all'estremità opposta dell'edificio, in fondo alla navata centrale, l'altare, che si stagliava contro la cavità dell'abside superstite, spesso scintillante di mosaici dorati, dove convergevano gli sguardi di quanti assistevano alle cerimonie.
3 Storia dell’arte medievale | Martina Mucelli
Nelle basiliche cristiane le navate sono spesso intersecate da un corpo trasversale, il transetto, che conferisce all'edificio una pianta cruciforme, con evidenti richiami simbolici alla passione e morte di Cristo. A seconda della lunghezza e della posizione del transetto, la basilica può essere:
- A croce latina → il transetto è più breve delle navate e può trovarsi a circa dell'edificio, in questo caso la croce latina è detta immissa, o in fondo a esso, in questo caso la croce latina è detta commissa o a Tau.
- A croce greca → il transetto ha le stesse dimensioni delle navate e le interseca al centro dell'edificio, che per questo è detto anche a pianta centrale.
Un'ulteriore variante è rappresentata dalle basiliche cimiteriali, così denominate perché inglobavano sepolcri di martiri o centri di culto connessi a catacombe. Prive di transetto, presentano dietro l'abside un corridoio anulare destinato a ospitare le sepolture dette circiformi.
Le navate delle basiliche cristiane sono generalmente 3 o 5, determinate dalle file di pilastri o colonne sormontate da architravi o archi a tutto sesto, sui quali poggia la travatura lignea del tetto, che nella navata centrale e nel transetto è a capriate, talvolta nascoste alla vista da un soffitto piano, mentre nelle navate laterali è a spiovente.
La navata centrale è quasi sempre più larga, per questo è detta anche navata maggiore, e più alta delle altre, per consentire l'apertura di ampie finestre nelle pareti. L'abside semicircolare con cui termina è coperta da una cupola a quarto di sfera, detta catino absidale.
L’area dell'altare maggiore e dell'abside è chiamata presbitèrio, dal latino presbyter, «prete», perché riservata al clero officiante e, di norma, interdetta ai fedeli. Il presbiterio è di solito rialzato e cinto da una bassa transenna in legno o marmo, spesso intagliata o traforata, i cui singoli elementi sono detti plutei. A volte nelle chiese più antiche e in quelle di rito orientale questa recinzione è più alta e assume l'aspetto di una vera e propria struttura architettonica, destinata all'esposizione di immagini sacre, dipinte o scolpite, da qui il nome di iconòstasi, che in greco significa appunto «luogo in cui sono esposte le icone», che cela agli occhi dei fedeli i riti che i sacerdoti officiano nel presbiterio.
Alle prediche e alle letture bibliche sono riservati l'ambone o il pulpito, delle tribune rialzate accessibili da una scala, che si trovano a lato dell'altare o nella navata centrale. In alcuni casi sono presenti, sopra le navate laterali, due gallerie che si affacciano sulla navata centrale, in origine riservate alle donne e per questo dette matronei. Nelle antiche basiliche un grande arco, defini
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