Storia dell'architettura
Lezione 1 - 01.03.2020
La rivoluzione industriale
Fase della rivoluzione industriale e ripercussioni
In questo periodo, fine '700, si verificarono alcuni fattori quali:
- Incremento demografico → Dovuto a conoscenze in ambito scientifico e medico.
- Aumento produzione industriale → Primi macchinari determinano surplus.
- Meccanizzazione dei sistemi produttivi → I macchinari garantiscono una produzione seriale → trasformazione tra prima e dopo. (Fino a prima produzione artigianale es. paio di scarpe inizialmente lavorate con materie prime e composte tra loro per formare un unico oggetto, il soggetto è svincolato dalla produzione dell'oggetto artigianale che era unico.)
- Si moltiplicano i tipi di industria.
- Si differenziano i prodotti e i procedimenti per fabbricarli.
- Ricerca di novità in ogni settore.
Cambiamenti nelle costruzioni
Elementi che definiscono una scissione tra il prima e il dopo:
- Metodi di costruzione: Materiali tradizionali lavorati in maniera più razionale, materiali nuovi (ghisa, ferro, acciaio e vetro) esistevano già ma subiscono variazioni, miglioramento delle attrezzature, agisce la conoscenza della geometria, con le specializzazioni si formano scuole si inizia a distinguere l'ingegneria dall'architettura.
- Quantità: Aumento popolazione → aumento delle case → aumento dei materiali.
- Trasformazione degli impianti urbani: La rivoluzione sollecita nuove tipologie → luoghi in cui esporre i prodotti, ma anche necessità di ospedali.
Questo sviluppo porta a progressi scientifici e alla nascita di scuole specializzate; nel 1638 con Galileo ci si inizia a porre il problema teorico della stabilità, che porta alla diffusione della mentalità scientifica e alla sperimentazione di nuovi materiali (es. studi di Navier scienza delle costruzioni) che portano all'innalzamento della vita media grazie a progressi scientifici nell’ambito dei materiali, ecc.
Lo studio delle forze della distribuzione dei carichi → si inizia a parlare di una scienza della statica. Questi studi introducono a nuovi studi, uno degli elementi discriminanti tra il prima e il dopo è la geometria descrittiva con le regole di Monge (1746-1818): forma rigorosa ai sistemi di rappresentazione di un oggetto tridimensionale universale per gli elementi costruttivi. [Sistema metrico-decimale; viene proposto, ma viene realizzato con convenzione nel 1875]
Nuove scuole tecniche
- Ecole des Ponts et Chaussées (1747)
- Ecole polytechnique (1795)
Dualismo tra architetti e ingegneri. Trasformazioni in ambito concreto:
Strade: non si basano più sulle pietre grosse ma su uno strato impermeabile.
Ponti: con sistemi razionalizzati, nuovi materiali ferro e ghisa. Ponte della Concordia Perronet (1787), esempio tecnico funzionale se ne occupa a Parigi, propose un arco ribassato, la pietra non si corrode → meno danneggiamenti. Accorgimento nell'imposta dell'arco per evitare che l'arco sia toccato dall'acqua. Anche il taglio della pietra viene razionalizzato permesso dalla geometria descrittiva del taglio delle pietre.
Stereotomia (= secondo la geometria descrittiva, sorta di riorganizzazione dei vari materiali seguendo linee di forza).
Utilizzo di materiali come ferro e ghisa: materiali già utilizzati, ma che con la Rivoluzione Industriale trovano nuove applicazioni. Il ferro viene inizialmente utilizzato con le funzioni di sostegno. Prospetto di St. Genevieve dal punto di vista architettonico è il primo in cui si sperimentano l'inserimento di tondini in ferro su lastre di pietra.
Ferro come elemento statico di rafforzamento viene realizzato l'acciaio (lega ferro-carbonio <2%- 0,1-1,7%) ghisa (ferro carbonio con carbonio >2%) il ferro viene chiamato in causa come elemento costruttivo per ponti. Ponte Coalbrookdale in Inghilterra sul fiume Seven ponte composto da archi fusi e uniti insieme con l'elaborazione per parti in chiave. Viene realizzato attraverso una preparazione precedente in industria e poi messi in opera in sito.
Acciaio → forte in trazione e compressione, ghisa → carente in trazione (no elementi orizzontali, solo strutture e sostegni verticali, verrà accantonata). Ponti in ghisa: conci di ghisa accostati come pietre, ma più resistente – utilizzato anche per le grandi coperture.
Il concetto di architettura cambia → non si tratta più di circoscrivere uno spazio. La realizzazione dei ponti in ferro sarà una delle tre nuove tipologie o macroaree che rappresenteranno l'architettura dell'ingegneria:
- Settore 1: ponti in ferro.
- Settore 2: strutture multipiano, caratteristiche: esempio emblematico di tutto ciò che stava prima e quello che sarà dopo. Si vede uno spazio caratterizzato e sostenuto da pilastrini in ghisa. Filatura Benyon (1796): manifattura che ospita dei macchinari, elemento chiave → no frammentazione degli ambienti tramite setti murari portanti. Sino ad allora tutti gli ambienti erano definiti da murature portanti sia esterni che interni. Questo edificio alto cinque piani era composto da muri in mattoni e colonne e travi in ghisa, il legno è eliminato. Colonna storica con capitello, viene mantenuta nonostante il materiale nuovo. Magazzini a Liverpool (1864): struttura completamente in ferro o acciaio, anche le murature perimetrali sono in acciaio sia elementi verticali che orizzontali. Punto di arrivo, affrancamento murature interne fino ad arrivare all'esterno + utilizzo del vetro.
- Settore 3: coperture in ferro e vetro. Vengono elaborate e analizzate non solo al perfezionamento di ghisa ma anche del perfezionamento del vetro, c'è un miglioramento anche in questo caso delle lavorazioni e riduzione tanto che le industrie producono vetri di 2,5m x 1,7m, la possibilità di adottare una lastra di tali dimensioni permette una serie di avere una struttura nuova. Coperture nate da esigenze diverse, creano uno spazio interno aperto e flessibile. Si parte da un'eredità delle serre fattore importante.
Una delle principali occasioni di sperimentazione dei nuovi materiali si aveva in occasione di eventi speciali, come le Esposizioni Universali.
1a Esposizione Universale 1851
Si tenne a Londra con l'obiettivo di esporre le potenzialità tecnologiche e industriali al resto del mondo. A Londra vennero esposti tutti i macchinari e oggetti che venivano realizzati in tutto il mondo. Inghilterra prima all'avanguardia sia in fatto di prodotti che di macchinari, era il fulcro della rivoluzione industriale. Propose la prima situazione in cui tutti i paesi del mondo possono esporre materiali, prodotti ecc. Il primo a voler organizzare e realizzare un evento simile fu il principe Albert, consorte della regina d'Inghilterra Victoria. Volle realizzare strutture che potessero ospitare tutti i visitatori e gli oggetti. Gli edifici esistenti non avevano la possibilità di spazio e flessibilità, per i quali erano necessari altri tipi di strutture, quindi venne elaborata una nuova tipologia.
Nel 1850 venne bandito un concorso di costruzione per una struttura che ospitasse tutto ciò. Dopo una serie di progetti presentati e tutti respinti (perché uno degli obiettivi era la facilità di realizzazione e anche lo smontaggio successivo e, ad esempio, il primo premio presentava elementi troppo grandi e non riutilizzabili).
L'obiettivo invece era → velocità anche per problemi di tempo. Comitato di selezione composto dal Principe Albert e dall'architetto di fiducia Henric Cole. Dopo aver bocciato tutti i progetti decisero loro di redigerne uno. In questo frangente si inserì un aiutante collaboratore di Cole, un costruttore di serre Paxton. Ne propose uno e si decise di realizzare quello, avendo una serie di vantaggi e caratteristiche.
Crystal Palace - Paxton, 1851
Si utilizzarono tondini in acciaio montati in sito e, successivamente, vennero montate le lastre di vetro tra quattro elementi in acciaio. Struttura: completa prefabbricazione e messa in opera in sito con estrema velocità, realizzato in 9 mesi, possibilità di riutilizzarla dopo il suo scopo principale. Struttura in acciaio o ghisa (non si è sicuri) e vetro. Caratteristiche fondamentali: modularità e prefabbricazione anche se non prescindeva da carattere simbolico. Lunghezza di ogni modulo 8ft = 8,30m → che si ripete per 230v = 1851ft anno dell'esposizione universale. No prospetto principale, non c'era un indizio di entrata e uscita, a metà progetto si aggiunse un corpo trasversale, come un transetto, si sceglie di dare una sorta di riferimento culturale e storico → tipologia di grandi edifici riconoscibile. Venne smantellato e ricomposto nella località di Sidenam e poi distrutto nel 1936. Modellino tridimensionale del progetto del corpo trasversale e del transetto dell'accesso laterale è conservato al Victoria Museum.
2a Esposizione Universale 1855
Si tenne a Parigi. Esposizione di agricoltura, industrie e arti. Champs Elysées 1855.
10a Esposizione Universale 1889
Si tenne a Parigi. Storicamente quell'anno coincide con i 100 anni dalla Rivoluzione francese. Anche in questo caso abbiamo necessità di spazi grandi espositivi, sul modello di Crystal Palace venne realizzata una struttura meno complessa.
Galerie des Machines
Ambiente di 420m x 115m. Pur mantenendo la struttura in acciaio e ferro si individua una direzionalità in questo modo si capisce lo spazio interno. Struttura: arcate in ferro a tre cerniere, due elementi strutturali con elemento centrale di raccordo, andavano a costruire una struttura unitaria a tre cerniere di copertura con spazio interno completamente libero con una serie di stand contemporanei, ogni stand aveva la sua dimensione. Al livello inferiore erano posti gli stand mentre in quello superiore c'era un ponte che circoscriveva tutto il perimetro e da dove era possibile vedere i macchinari dall'alto, composti da impalcati in legno tradizionali sostenuti con elementi in ferro e acciaio.
Torre Eiffel
Torre di 300m. Torre priva di funzione ma emblematica → dimostrare l'avanguardia tecnologica della Francia. Gustave Eiffel era un ingegnere strutturista che realizzò ponti, cupole e stazioni ferroviarie e all'età di 57 anni realizzò questa torre. Notazioni storiche: 1333m2 di disegni per la torre di 300m di altezza. 15.000 elementi strutturali. Venne realizzata in due anni circa. L'obiettivo primario era quello di ostentare una capacità tecnologica, altezza elevata era l'elemento prioritario. Quando si agisce in strutture sviluppate in verticale uno dei problemi era quello delle azioni orizzontali delle spinte, il problema principale era il vento.
Due possibilità:
- Più convenzionale: irrigidire la struttura e ancorarla a una solida struttura in pietra → linguaggio tradizionale ma senza novità, venne così scartata.
- Scarnificare al massimo la struttura facendo entrare e uscire il vento da una parte all'altra, struttura aperta e traforata. Struttura in acciaio con base più ampia e assottigliata verso l'alto.
Partendo dall'alto:
- Primo blocco: pilastri angolari principali, con una serie di strutture tubolari sottili che costituiscono l'ossatura con elementi intermedi che dividono la luce verticale e orizzontale per andare a configurare la struttura con elementi di controventatura in modo che l'esile complesso sia fluido per il passaggio trasversale. No labile → statica.
- Secondo blocco: pilastri angolari due per lato ancora più consistenti → 4 angolari e 8 interni con la curvatura accentuata, totale di 12 pilastri.
- Terzo blocco: base, più basso. Abbiamo pilastri angolari con angolazione 54° con necessità di rafforzamento dei pilastri. Base di 128m per un saldo ancoraggio, sostiene 800 tonnellate costituito da calcestruzzo armato (base) con elementi in ferro.
Problemi: contrafforti per non crollare furono sorretti da puntelli in legno aggiustati con martinetti, le strutture dovevano essere ammorsate con il foro che doveva coincidere anche con l'elemento orizzontale, errore circa 1/10 → 12cm di sfasatura. Soluzione: inserimento di un elemento tradizionale arco di scarico in più che si instaura nei piloni.
In questo quadro anche l'Italia cerca di recuperare a causa della rivoluzione in ritardo anche per il discorso delle Expo. Esposizione Nazionale a Milano nel 1881, nazionale perché non è pronta ad accogliere un'esposizione internazionale perché non ha nulla di più. Venne realizzata nei giardini di Via Palestro oggi area dei giardini pubblici di Porta Venezia, con un gazebo d'ingresso, e padiglioni murari e alcuni temporanei (sala delle macchine...)
Altre esposizioni a Milano
1906 Esposizione Universale Internazionale. Viadotto stradale e ferroviario sull'Adda 1887-1889 – stesso periodo di costruzione della Torre Eiffel. A Paderno D'Adda. Lungo 266m, unica campata in ferro con 150m di luce, 85m di altezza, viene sostenuta da 7 piloni (traffico ferroviario sotto e carraio sopra) – costruita per una necessità di collegamenti ferroviari. La campata è realizzata con due archi parabolici simmetrici.
Il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele
Area Duomo Inizio '800 fino alla fase napoleonica, la piazza era ancora caratterizzata da tessuto medievale. Pertinenze perimetrali:
- Est: Cantiere della fabbrica (facciata del duomo non ancora compiuta, richiedeva molta manutenzione).
- Nord: Struttura del tessuto medievale a ridosso del fianco del duomo, caratterizzato da isolati con viuzze.
- Sud: Palazzo Reale.
- Ovest: Mercati coperti dei Figini, configurazione ancora tradizionale fino agli inizi del '800.
Facciata del duomo ancora da completare e incerta per ragione storica → incoronazione di Napoleone in → accelerazione dei lavori. Completamento della facciata tra 1807-13. Piano regolatore 1807-14 → idea di piazza con mercato coperto → necessità di risistemare la piazza. Piazza del Duomo → piccole demolizioni (due dietro l'abside, due sul davanti eliminando l'isolato del Rebecchino e il coperto dei Figini).
In quale luogo fisico avviene? Nelle carte degli astronomi di Brera (1807) riprodotta sette anni dopo → cartografia geometrica. Questo sollecita una serie di progetti che consentono di valutare una serie di soluzioni.
Giuseppe Pistocchi (1744-1814) architetto fiorentino. Il suo progetto consisteva nell'edificare dei blocchi alti 4 piani uniformi con portici a tutt'altezza con colonne ioniche formando un corpo a C. Non risolveva però il problema di collegamento tra le arterie cittadine esistenti. Mancava anche l'inquadramento urbano.
Ferdinando I d'Asburgo → con la sua entrata in città, si riapre il dibattito sulla fisionomia della piazza. Due soluzioni antitetiche:
- Piazza in funzione del duomo.
- Piazza con autonomia architettonica.
Cesare Beccaria (1738-94) architetto, progetto limitato negli spazi viene approvato nel 1839. Con l'Unità d'Italia ci si pone il problema della piazza, il Consiglio Comunale emana così un concorso in cui vengono proposti 160 progetti; gli obiettivi che questi progetti dovevano conseguire erano:
- Collegare nord e sud della città tramite arterie.
- Davanti al duomo piazza rettangolare con portici con palazzo in fondo isolato.
- Via diretta tra duomo e scala.
1a maggio 1861 vero e proprio concorso: piazza lunga 122m con portici su 3 lati, via coperta tra duomo e scala, fabbricato nuovo di fronte al duomo. Nessun vincitore: furono solo segnalati i progetti di Pestagalli e Mengoni. Venne affidato l'incarico a quest'ultimo. Si appoggia a un'impresa costruttrice inglese → scelta tecnologica perché erano le migliori in quell'ambito. Non sono passati molti anni dal Crystal Palace → scelta importante, non semplice e scontata.
- Due edifici a portico sui tre lati e edificio isolato in fondo.
- A nord collegamento che univa la Piazza Duomo a Piazza Scala.
- Galleria commerciale, spazio non definito a metà tra commerciale e pubblico già in ambito francese realizzati "les passages" (spazio architettonico privilegiato).
Caratteristiche 1o progetto di Mengoni: 1863 maggiore funzionalità, arco trionfale d'ingresso fronte nord uscita = collegamento. Galleria passaggio unico braccio con al centro un ottagono → idea di passaggio unitario → carattere specifico.
Caratteristiche 2o progetto di Mengoni: 1864, progetto scelto. Si ridimensiona la parte di collegamento e si perfeziona lo spazio coperto. Galleria a croce greca con strada coperta pedonale. Realizzazione complessa, svolgimento orizzontale e slancio verticale grazie alle caratteristiche costruttive. Complessità anche degli elementi di partenza e elementi di arrivo. Progetto non semplice, diversi step di perfezionamento.
Galleria di Vittorio Emanuele
Demolirono tutto per far posto alla nuova realizzazione. Razionalizzazione delle fasi costruttive attraverso simultaneità con divisione in diversi lotti man mano che se ne distruggeva uno si costruiva subito l'altro, come era già successo con l'Arena. Anticipazione del Real Estate → partenza marzo 1865 arrivo novembre 1867. Lavori procedettero veloci, lavoro giorno e notte 1000 operai (rapidità di cantiere). Cantiere diviso in 6 parti ognuna funzionava autonomamente, revisionata da un ingegnere. Mengoni vuole avere dei riferimenti internazionali → innovativo per il momento. Costruirono una torre di controllo in legno da dove avvenivano le triangolazioni e i controlli. I due fronti della galleria si affaccia
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