Storia dell'architettura 2020-2021
Storia dell'architettura lez.03
Introduzione con vari esempi:
- Vista opere di Veronese
- Coprire lo spazio quadrato con una cupola (soluzione canonica con pennacchio, soluzione di Donato Bramante per la basilica di San Pietro 1505 pilastro a 45°)
- Libreria Marciana (Venezia) con semi-colonne e pilastri, colonne doriche.
- Cortile di Palazzo Te, spazio chiuso, semi-colonne e trabeazione doriche.
- Basilica San Giorgio Palladio – pianta. Sviluppo longitudinale con navate, una centrale e due laterali, con volte a crociera e quella centrale a botte. Transetto orizzontale che si chiude con due emicicli (transetto bi-absidato). In fondo abbiamo il coro. Cupola nell’incrocio tra parte trasversale e longitudinale, viene usata la soluzione canonica.
- Sequenza di finestre incorniciate da semi-colonne con timpano e di nicchie.
Base: disegno di Michelangelo
- Finiscono con toro, se ionico invece con scozia.
- Forte ispirazione ai modelli antichi, esemplare la correlazione tra la struttura del Colosseo che offre una soluzione per la composizione delle facciate degli edifici rinascimentali.
- Diversi livelli con sovrapposizione di ordini architettonici (tuscanico, ionico, corinzio e altro livello) ordini riconoscibili da semi-colonne che incorniciano arco + pilastro. Per disegnare la facciata di Palazzo Rucellai di Alberti prende ispirazione dal Colosseo, appiattendola. Nel Colosseo le semi-colonne sono elemento aggiunto non portante, ma sorreggono la trabeazione.
Loggia complesso Cornaro (PD)
- La semi-colonna parte da un plinto (piedistallo alto) che la differenzia dal pilastro colonne libere con analogo alla parete fatta da lesena, quasi da fare una proiezione della colonna.
Basilica di San Lorenzo Firenze (pianta) di Palladio:
- 3 navate + cappelle. Croce Latina: bracci longitudinale più lungo che si incrocia a T con il transetto, nell’incrocio uno spazio cupolato. Croce greca: lunghezza bracci uguali.
- Cortile con colonne intorno: peristilio.
Schedare un’opera architettonica:
- Chi? Autore e committenza
- Cosa? Opera e descrizione da generale a particolare
- Dove? Luogo
- Quando? Datazione
- Come? Modalità, tecniche, tempi di realizzazione
- Perché? Ragioni per cui è costruita
- Confronti con altre opere
Storia dell'architettura lez.04
Filippo Brunelleschi
Filippo Brunelleschi 1377-1446 (padre fondatore del Rinascimento, artista a tutto tondo ed intellettuale, al servizio della città). Leon Battista Alberti nel prologo del “De pittura” lo loda per la sua inventiva nel superare le difficoltà, ovvero dimensioni eccezionali che non permettono un sistema di costruzione tradizionale. Vasari dice di lui: eroico innovatore.
È un uomo del 300, nasce e vive a Firenze dove abbiamo una costituzione Repubblicana, dove l’architettura è una discussione pubblica, non è una sola persona che decide, è una città economicamente avanzata élite di grandi banchieri che finanziano edifici pubblici. Suo padre è notaio. Forse ha una formazione letteraria ma inizia come orafo, nel 1401 fa un concorso per la porta nord del Battistero con il sacrificio di Isacco.
Periodo di riscoperta di trattati antichi (Poggio Bracciolini e Vitruvio) dedicati anche all’ottica, alla prospettiva. Novella del grasso legnaiuolo.
Firenze sta uscendo da un ampliamento urbano, un progetto pubblico. Insediamenti di mendicanti: francescani (Santa Croce), agostiniani (Santo Spirito), domenicani (Santa Maria Novella).
Brunelleschi compie almeno due viaggi a Roma non documentati 1404-1409 con Donatello e 1417-1418, vanno a Roma perché a Firenze non ci sono monumenti antichi, loro cercano di portare alla luce rovine antiche e le disegnano, piante, sezioni, alzati e vedute prospettiche.
Scopre gli ordini architettonici e li disegna, sicuramente conosce il Pantheon che gli serve come conoscenza per costruire la cupola. Ma si fonda anche sui monumenti fiorentini, come il Battistero del XI secolo centrico ottagonale, che fino al 700 era considerato tempio di Marte.
Cupola interna, e cupola esterna, come nel Pantheon il sistema costruttivo non è visibile dall’interno, è una struttura autoportante, in calcestruzzo salendo in alto la struttura diventa più leggera.
All’interno nel Battistero ci sono due livelli, il secondo che è più basso ha un rapporto tra lesena (corinzia, scanalata) e colonna (ionica, fusto liscio) con arco con volta a botte cassettonata a doppio sesto (bifora) [come nella Trinità di Masaccio 1425-27].
Altra architettura di Firenze: San Miniato al Monte “Proto rinascimento”.
Storia dell'architettura lez.05
Cupola di Brunelleschi (Santa Maria del Fiore)
Peso di 40.000 tonnellate, due milioni di ore lavorative impiegate, 500.000 mattoni annualmente prodotti e posati per più di quindici anni. Identità specifica fiorentina che si coglie guardando la cupola nel contesto urbano.
Si arriva alla situazione 300’ finale attraverso uno sviluppo della vecchia chiesa di Santa Reparata, un progetto di Arnolfo di Cambio e l’ampliamento di Talenti. La facciata di oggi non c’entra.
Varie fasi:
- VII sec → Santa Reparata
- 1296 → Progetto di Arnolfo di Cambio
- 1334 → Continuata da Giotto
- 1357 → Ampliamento di Francesco Talenti con pianta attuale
- 1418 → Concorso.
- 1420 → Costruzione della cupola.
Facciata:
- Parziale decorazione di Arnolfo di Cambio, 1587 distrutto da Buontalenti e mai realizzato. Nel 1871 iniziò l’attuale costruzione di Emilio de Fabris, conclusa da Luigi del Moro. Tamburo con diametro di 46 metri, quasi come il Pantheon, doveva essere più grande delle rivali Pisa e Siena, ed essere senza contrafforti, ne archi rampanti dal fuori. La struttura deve essere autoportante e prende ispirazione vedendo a Roma il Pantheon, dal battistero di Firenze coglie la doppia calotta, dove è quella interna portante. Solitamente si usano le centine lignee ma non è possibile per l’ampiezza di questa cupola.
Quindi:
- Doppia calotta con intercapedine interna per alleggerire
- Metodi costruttivi gotici: guscio esterno su una struttura ad otto costoloni angolari rampanti in vista, e sedici intermedi (arco non a tutto sesto, ma acuto, per spinta laterale minore)
- Viene riempita con mattoni che chiudono tutti.
- Ha 8 grandi nervature marmoree che convergono alla base ottagonale dove poggia la lanterna cuspidata con 8 contrafforti a volute (punta)
- Per alleggerire la tamponatura a mattoni, usa mattoni cotti con paglia dentro a spina di pesce, in modo che siano vuoti, con porosità e quindi più leggeri.
Ospedale degli innocenti
Dal Battistero si ispira anche per soluzioni dell’ (1419, inaugurato nel 1445). (di fianco S.Maria Annunziata) Il contesto in cui si trova ci fa notare una progressione, uno slargo rettangolare circondato da portici, si capisce l'idea di creare una piazza bella, l’edificio genera quindi delle modificazioni del tessuto urbano, in un’area comunque periferica, che sono guidate da un committente pubblico che finanzia i lavori.
L’edificio viene rialzato di 7 gradini rispetto al piano. Questa architettura è caratterizzata dal Loggiato, è un'architettura con un disegno particolare, raffinata nel dettaglio. L’edificio è destinato ad accogliere i bambini abbandonati, ora è in parte ospedale ed in parte museo.
È un edificio a due piani:
- Il primo un portico chiuso ai lati, è composto da 9 arcate sostenute da colonne corinzie a fusto liscio, la ghiera degli archi tangente all’architrave della trabeazione, la sequenza è chiusa da un ordine maggiore di paraste scanalate.
- Ad ogni arco corrispondono delle finestre timpanate.
- Ogni campata ha una volta a vela.
- Pianta due ingressi separati: uomini e donne.
- Intercolumnio: altezza delle colonne e profondità del porticato, campata cubica.
- Spazio modulare: ottenuto utilizzando ripetutamente la stessa misura <<modulo>> per scandire lo spazio.
- L’arco non è chiuso con spigolo ma contratto orizzontale, ispirato al palazzo di -Diocleziano a Spalato.
- Seriana: 3 elementi i due laterali piatti ed il centrale ad arco.
L’architrave alla fine si piega e diventa un piedritto, questa scelta è colta dall’antichità, lo prende dalla parte superiore del battistero di San Giovanni. Sopra al capitello, abaco che è sormontato da un piccolo segmento di trabeazione.
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La Basilica di San Lorenzo
La Basilica di San Lorenzo è sotto il patronato dei De Medici. La Sagrestia Vecchia è uno spazio quadrato coperto da cupola emisferica ad ombrello, presenta 12 nervature. La mediazione tra spazio cubico e cupola avviene tramite il pennacchio.
Vicino abbiamo un ambiente accessorio a pianta quadrata chiamato scarsella, è coperto da una cupoletta emisferica, anche questa con pennacchio, è uguale a quella grande ma 1/16. Abbiamo anche la presenza di un elemento continuo, ovvero una trabeazione. Creata come ampliamento della chiesa di S. Lorenzo come cappella funeraria. È stata costruita con budget illimitato, usa un linguaggio perfettamente compiuto. La composizione è quasi una replica del Battistero del Duomo di Padova.
Le pareti della sagrestia vecchia non sono tutte uguali, quella in fondo con la seriana le altre no. La trabeazione continua da senso di continuità, per mettere in evidenza il rapporto tra gli spazi usa paraste ed archi in pietra serena (grigia) che risaltano rispetto alla parete bianca. Le paraste hanno forme diverse rispetto alla collocazione (dentro alla seriana, es: lesena filiforme).
Particolare che stona: le basi sono diverse, partono da livelli diversi a causa dei gradini, ma al di sopra hanno la stessa trabeazione (fregio: decori rossi e blu). Le altre pareti le troviamo nude ma con 4 piccole mensole che rappresentano la fine di un ordine architettonico che non c’è, c’è solo virtualmente, ci fanno capire che lì c’è un quadrato.
Si ispira per le lesene sempre al Pantheon, alla connessione tra portico e cilindro. Dalla stessa fonte attinge anche Leon Battista Alberti. Esterno: forma tronco-conica a squame di laterizio, sormontata da lanterna su colonnine.
3 navate, le due laterali chiuse da cappelle coperte da volta a vela. Costruzione prospettica sviluppata anche dai pittori fiorentini, le chiese di Brunelleschi sono modelli di prospettiva come modulo base, in questo caso la tribuna spazio nel sotto-cupola che viene ripetuto varie volte. Presenza di trabeazione virtuale a separare la trabeazione dagli archi, che in questo caso si sviluppa in una completa trabeazione (trabeazione interrotta da arco) ad inquadrare le diverse cappelle abbiamo una lesena, proiezione a muro della colonna, all’interno delle lesene scanalate sorreggono le trabeazioni.
Ha la facciata incompiuta.
Cappella Pazzi: Sala Capitolare
Presso Santa Croce. Portico d’ingesso senza arcata, è un portico trabeato, elemento rotto al centro da un arco che ci consente di vedere dentro, le colonne sono a fusto liscio proiettate nella parete con lesene scanalate. Vediamo una sosta prima dell’ingresso, molti si sono chiesti l’attribuzione dell’opera (1429-59) e grazie al portico è scivolata da Brunelleschi a Michelozzo. Rispetto alla sagrestia vecchia (quadrata) questa è rettangolare.
Nel vano considerato abbiamo parti laterali annesse a quella centrale, sono coperte da volte a botte. All’interno tutte le pareti sono scandite dall’ordine architettonico con lesene che alludono all’ossatura della struttura, non partono però da terra, ma da uno zoccolo che li porta allo stesso livello della lesena filiforme nella cappella, trovando una soluzione alla Sagrestia Vecchia.
La lesena non è piegata a libro, ma solo in parte.
Chiesa di Santo Spirito
La Chiesa ha una croce latina, navata centrale, con laterali coperte a vela e cappelle finali, che inizialmente dovevano vedersi fuori estroflesse ma poi vennero coperte da muro. La facciata doveva essere verso l'Arno, venne poi ruotata di 180°, ha una cupola a crociera come la chiesa di San Lorenzo, ma le colonne girano tutto intorno anche nel transetto. Inizialmente non doveva avere una copertura piana come S. Lorenzo ma a botte per tenere continuità, ma poi fu realizzato piano andando ad indebolire il concetto.
Leon Battista Alberti (1404-1472)
Senza i suoi trattati e la sua architettura la storia dell'architettura e composizione architettonica non sarebbe stata la stessa. Resta il suo libro che nel 1450 viene offerto al papa e poi nel 1485 pubblicato dai De Medici. È colui che inventa il ruolo dell’architetto. Lui domina tutti i momenti del cantiere dall’idea alla realizzazione. È un personaggio che conosce bene l’antico e lo capiamo dai suoi autoritratti, dove troviamo l’emblema dell’occhio alato.
Nasce a Genova in esilio perché la sua famiglia è bandita da Firenze, si laurea a Bologna in diritto civile e canonico, conosce bene l'Italia settentrionale, a 24 anni (1428) torna per la prima volta a Firenze, arriva a Roma nel
- Troviamo il dado Brunelleschiano, la separazione tra cappella e cappella avviene con semi-colonna.
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Brunelleschi (1377-1446)
1432 in curia, come abbreviatore apostolico. Sviluppa il suo interesse per l’architettura tra fine anni '30 e i primi '40. Nel 1438 con Eugenio IV si sposta a Ferrara, centro d’architettura all’avanguardia, e dal 1442 rimane a Roma dove incontra l’architettura antica. Occhio alato: circondato da corona d’alloro ed il motto “quid tum” di Cicerone, il messaggio che vuole trasmettere è guardare le architetture con occhio veloce ma anche contemplativo.
Scrive diverse opere, tra le quali “La descrizione della città di Roma”, dove propone una ricostruzione della pianta di Roma antica, desiderio condiviso da molti artisti. Questo studio viene presentato attraverso calcoli meccanici contenuti nei “Ludi Matematici” del 1451 dove parla di tecnologia applicata e non con dei disegni. Scrive anche il “De statua”.
Palazzo di Pietro Lunense a Viterbo
- Primo palazzo: ristrutturazione per il cancelliere della città di Viterbo loggia trabeata, con un elemento alto sopra secondo livello loggiato, archi su colonne ha un carattere antico, colonne libere e sopra una variazione, ed un bugnato liscio (non sono mattoni), in più la trabeazione è con architrave ma senza fregio e cornice.
Leon Battista Alberti disegna in maniera molto semplice, a fil di ferro scrivendo a fianco in latino dove indica la funzione degli ambienti. Progetto per un piccolo centro termale, nell’unico disegno che abbiamo. “Tempio Malatestiano” Chiesa di San Francesco, a Rimini. È elevato rispetto al piano che si calpesta, come Leon Battista Alberti scrive nel suo trattato le chiese sono molto importanti. Rivestimento esterno di un edificio già esistente, rivestimento di marmo, in realtà la progettazione è più complessa e pianificata, comprende anche il fianco. Il committente è Sigismondo Malatesta. Fianco: struttura con pilastri che si innalzano dal livello, squadrati che sostengono le arcate, tra le arcate ci sono delle tombe parentali di personaggi illustri.
Le arcate ricordano l’anello interiore del Colosseo spogliate dalla semi-colonna. Le finestre delle cappelle non sono centrate ed evidenziano una struttura preesistente dalla quale Leon Battista Alberti prende le distanze, lui suggerisce di non distruggerle perché costerebbe troppo, ma di prenderne semplicemente le distanze sviluppo longitudinale, navata unica con 4 cappelle per lato, conclusa da un apside, vuole trasformarla in un mausoleo per la sua famiglia, ma dedicando una cappella all’amante viene considerato un tempio pagano l’aspetto interno armonioso ed unitario può far confondere le idee e pensare che siano di Leon Battista Alberti soprattutto per le cappelle nuove, magari sono state fatte delle modifiche successive.
Ultima cappella di dx: affresco di Piero della Francesca che ritrae Sigismondo, inginocchiato con come sfondo le paraste, quindi questo tema è presente in tutto l’edificio. Principio di concinnitas: canto insieme, tutte le parti devono cantare insieme, c’è un sistema di proporzioni in relazione reciproca, le parti insieme e le parti con il tutto, se si toglie una parte cade il sistema. Le effigi di Sigismondo ricorrono in tutto il tempio, e troviamo la tomba di Isotta. L’opera ha una facciata incompiuta che ci domandiamo come doveva essere finita...
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