Nicola Scaramuzzino 3 D: la mafia
Obiettivi
Comprende l’importanza della legalità
Conosce le caratteristiche essenziali della mafia
Quando alcuni uomini si associano per commettere delle azioni illegali si parla di delinquenza organizzata o di criminalità organizzata.
L’Italia, purtroppo, nel nostro tempo, n’è invasa. La mafia è stata descritta come una cospirazione, crimine organizzato, industria della violenza, modello comportamentale, anti-stato ed altro ancora. Questa è un’organizzazione che ha delle caratteristiche uniche ma affatto diverse dagli altri fenomeni di criminalità.
Lo scopo principale di queste organizzazioni è di guadagnare grosse somme di denaro con poco sforzo. Per questo motivo molte persone sono disposte ad uccidere con facilità e lo fanno ormai da tempo.
Da allora ad oggi, la mafia si è dovuta confrontare con tutti gli eventi e con le diverse fasi storiche. E tuttavia è possibile trovare un filo unitario che attraversa gli oltre 150 anni di vita nella mafia. Ed è possibile trovarlo dentro la storia della mafia stessa.
Storia della mafia
I gabellotti
Tra le diverse origini del termine mafia, sembra che le ipotesi più attendibili siano quelle che lo fanno risalire a due vocaboli arabi: mu’afah (protezione) o mahyas (garantire qualcosa a qualcuno).
La mafia ebbe origine nella zona compresa tra le tre città siciliane di Palermo, Trapani e Agrigento, dove, fin dal tempo dei normanni, si era diffuso il latifondo.
Per difendere le loro proprietà i nobili si affidavano ai gabellotti, i quali miravano a impossessarsi delle proprietà dei contadini e dei nobili. Essi 1
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Infatti, cominciarono a colpire la popolazione più povera con intimidazioni varie:
- Distruzione dei raccolti
- Maltrattamento del bestiame
- Fare pagare delle tangenti (pizzo).
Il contadino non aveva scelta, perché la legge non c’era, o cedeva la terra o pagava le tangenti o entrava a far parte dell’onorata società come picciotto.
I gabellotti una volta diventati proprietari terrieri procurarono intimidazioni anche ai nobili attraverso:
- Lettere anonime di minaccia
- Sequestri di persona.
Intanto la mafia assumeva il carattere di associazione per delinquere affermando il principio fondamentale del codice mafioso in base alla quale la vera legge è quella degli ‘amici degli amici’, la legge dello stato non serve e davanti a un magistrato che la rappresenta bisogna tacere.
Il codice mafioso aveva come base l’omertà, che significa non rivelare a nessuno quello che si sa dei ‘parenti’, dei ‘compari’, o dei don.
Mafia e politica
Con l’unità d’Italia la mafia si inserì nella politica. Il primo capo mafioso fu don Vito Cascio Ferro, il quale perfezionò la pratica mafiosa per cui ogni commerciante se non voleva il negozio distrutto doveva pagare la protezione con una tassa periodica all’esattore mafioso.
Grazie a don Vito la mafia espatriò anche in America dove prese il nome di Mano Nera dove si occupava di custodire i guadagni dei lavoranti emigrati.
Nel frattempo viene ucciso il poliziotto italo-americano Joe Petrosino che indagava sui dirigenti della Mano Nera.
Durante il fascismo la mafia venne usata per reprimere le rivolte e gli scioperi dei contadini; ma subito dopo subì una battuta d’arresto. Ma nel 43 tornò a far sentire la sua influenza e favorì lo sbarco degli alleati in Sicilia.
Dopo la caduta del fascismo il mafioso non era più il solito analfabeta ma nel nuovo stato si presentò anche alle elezioni.
Nel 1951 ci fu una riforma agraria che vietava di possedere più di 200 ettari di terreno e così la mafia passò dal campo agricolo all’imprenditoria e si inserì negli enti pubblici.
Lo scontro tra nuova e vecchia mafia
Negli anni cinquanta, in seguito al ritorno in Italia di Lucky Luciano e Frank Coppola, la Sicilia divenne il centro direzionale del traffico della droga e le immigrazioni dal Medio Oriente.
Uno dei metodi di esportare la droga fu quello delle arance da esportazione: dentro di esse veniva iniettata la droga.
Nel 1956 si scontrarono quasi all’improvviso la vecchia e la nuova mafia, che si era andata a formare intorno ai boss suddetti e, in pochi anni la vittoria delle nuove cosche fu sancita;