Teatro: storia del spettacolo
"Che cos’è il teatro? Un edificio? […] È un’istituzione, un nome, uno statuto? Il teatro sono gli uomini e le donne che lo fanno". Cit. Eugenio Barba
Luogo e edificio teatrale
Luogo teatrale: spazio adibito provvisoriamente a sede di spettacoli.
Edificio teatrale: spazio progettato sin dall’inizio in modo permanente per rappresentare qualcosa.
Tema del viaggio e il ruolo dell'attore
Tema del viaggio: consustanziale al tema dell’attore.
Cos’è il teatro? Innumerevoli definizioni possibili:
Alberto Savinio, intellettuale del 900 (nome d’arte, fratello del pittore De Chirico) dice: "Il teatro è un progetto di vita, il modello in piccolo di un mondo pulito e senza malattie. La storia dice la cosa com’è, il teatro come dovrebbe essere."
Eugenio Barba (importante uomo di teatro) dice sul teatro: "Un edificio? Un’istituzione? Un nome? Uno statuto? Il teatro sono gli uomini e le donne che lo fanno."
Le sue parole vengono in realtà dal suo maestro polacco Krotowsky, che ritiene che siano l’attore e la sua arte l’essenza vitale del teatro.
Importanza dello spazio teatrale
All’attore si aggiunge come "oggetto" fondamentale del fare teatro lo spazio, che nei secoli muterà spesso tipologia. Peter Brook (uomo di teatro inglese, 900): "per fare teatro un buono spazio è uno spazio in cui convergano molte energie differenti" — scambio di energie tra attori e spettatori.
Componenti storiche del teatro
In un senso più storico il teatro può definirsi un sistema complesso di relazioni fra almeno 5 componenti:
- Attore
- Pubblico
- Spazio
- Drammaturgia
- Committenza
Tutti questi eventi concorrono al farsi dell’evento teatrale.
Fasi basilari di uno spettacolo teatrale
3 fasi basilari di uno spettacolo teatrale:
- Produzione
- Realizzazione dello spettacolo
- Consumo, fruizione
Il teatro è qualcosa di fluido, vive durante il momento dello spettacolo, quando finisce non rimane nulla di materiale. Restano delle tracce labili, dei documenti, fonti.
Teatro d'azione e relazione emozionale
Teatro d’azione — che vive soltanto in quell’effimero momento che è lo spettacolo. Questo comporta una mutevole relazione emozionale tra lo spettatore e l’attore.
Teatro e contesto storico
Ottica plurisecolare del teatro: nella diacronia dei secoli si succedono diverse idee e pratiche dello spettacolo, riscontrando analogie e differenze. Globalità dello studio del teatro — bisogna sempre pensare al contesto storico — il teatro va contestualizzato nella storia e nella cultura.
Teatro e città
Teatro e città: rapporto dialettico tra teatro e città.
Il ruolo del teatro nella società
Che senso può avere oggi fare teatro? Per secoli è stata la forma più importante di intrattenimento, una delle poche. La frattura si ha nel ‘900 quando subentra l’idea del teatro di nicchia, con l’avvento della regia. Muta il modo di fare teatro e si ha una crisi negli anni ‘70 (post-avanguardie): non è più un teatro che va incontro al pubblico, diventa un teatro autocentrato.
Grodowsky e l'importanza della vicinanza
1968 Grodowsky: "La vicinanza dell’organismo vivo (lo scambio di energie tra pubblico e attori) è il solo elemento di cui il teatro non può essere defraudato, né dal cinema, né dalla televisione. È necessario abolire la distanza tra attore e spettatore, infrangendo tutte le barriere."
Teatro vitale
Teatro vitale: attraverso lo spazio, l’attore è capace di costruire un tragitto verso lo spettatore. Elemento irripetibile.
Intellettualismo e teatro
Con l’intellettualismo del 900 il teatro (inteso come puro intrattenimento) è stato spesso snobbato, considerato un elemento culturalmente deteriore.
Mondo antico e teatro
Mondo antico: officina culturale e performativa decisiva anche per capire tutto il successivo teatro occidentale.
V secolo a.C. — secolo ateniese per eccellenza, genesi della tragedia:
- Costruzione del teatro di Dioniso alle pendici dell’acropoli di Atene
- Secolo dei 3 grandi tragediografi: Eschilo, Sofocle, Euripide
- Secolo della commedia antica, che trova il suo vertice in Aristotele
L’età di Pericle (Atene periclea): Pericle era uno statista che aveva in mente lo sviluppo di Atene. Coincide con il culmine della società ateniese nell’epoca classica. Simboli di questa epoca: tempio, partenone, filosofia (Platone e Aristotele).
Alessandro Magno e il teatro
Alessandro Magno: 331 a.C. fonda Alessandria d’Egitto (centro del mondo civilizzato). Con lui si instaura un modello eroico che verrà emulato dai successivi imperatori. Da vita all’immagine del sovrano divinizzato (come figlio di Zeus). Alla sua corte molti attori importanti del mondo greco, figura sociale stimata. Nasce la figura di attore-ambasciatore. A. Magno muore nel 323 a.C. (vita breve).
Teatro ellenistico
IV secolo (mondo ellenico): trionfo sulle scene dell’attore. Sulle figure dei poeti drammaturgici:
- Spettacoli antologici: gli attori prendono pezzi di singole tragedie e le adattano alle proprie abilità.
- Commedia nuova: una decisiva ristrutturazione del teatro ateniese di Dioniso
Fonti del teatro greco
Principali tipi di fonti del teatro greco:
- Archeologiche (resti sopravvissuti), “testimonianze pietrificate”
- Figurative (opere di tipo artistico)
- Trattati (fatti da scrittori antichi che si sono occupati di teatro)
- Fonti scritte (indicazioni delle opere teatrali)
Dramma satiresco
Dramma satiresco: spettacolo ironico, parodia del tragico, satira della vita quotidiana teatro all’aperto, il teatro greco fu soprattutto un agito e fruito alla luce del giorno. Uno spazio, quello teatrale, costruito in armonia con lo spazio circostante, ovvero il paesaggio che circondava il teatro, spesso molto suggestivo.
Origini della cultura teatrale greca
Da dove trae le proprie radici la cultura teatrale greca? Tesi di una continuità spettacolare dalla civiltà cretese (minoica) e quella greca. Isola di Creta (sud-est della Grecia), mar Mediterraneo. La sua società fu una sorta di ponte tra oriente e occidente — fu la prima grande civiltà d’Europa. Fiorentissima cultura artistica, che si diffonde nelle isole dell’ Egeo ed arriva nella penisola greca.
Società cretese e il teatro
Minosse: re fondatore di Cnosso, la più celebre città palaziale. Forse storicamente Minosse era un nome dinastico o un titolo, legato al mito del Minotauro — generato dall’amore illecito tra la regina di Creta e un toro bianco.
Il labirinto e la cultura cretese
Labirinto: palazzo intricato di scale, corridoi.. fatto costruire da Minosse all’architetto Dedalo. Al Minotauro venivano dati in pasto 7 ragazzi e 7 ragazze ateniesi, fino a che non venne ucciso da Teseo con l’aiuto di Arianna, figlia di Minosse. Tema del labirinto: fin dal neolitico segnava il percorso di danze rituali e scaramantiche.
Palazzi e architettura cretese
Periodo che ci interessa della società cretese: dal 2000 a.C. circa fino al 1700 a.C. — due fasi:
- Protopalaziale (i primi palazzi minoici)
- Neopalaziale (i secondi palazzi)
Nella prima fase la civiltà cretese conobbe uno straordinario periodo di splendore. L’edificazione di protopalazzi pone le premesse e le basi dello sviluppo di quella società. Palazzi costruiti da chi? Sotto quale forma di governo?
Ipotesi sulla costruzione dei palazzi
2 principali ipotesi:
- Palazzi sorti con lo sviluppo di una monarchia (dinastia)
- (Ipotesi più plausibile) palazzi costruiti con l’avvento del potere di una famiglia egemone che governava sulle altre alla quale la società riconobbe spontaneamente la necessaria autorevolezza per governare e amministrare un sistema culturale, economico e politico complesso (col fine del bene comune). I palazzi sarebbero così le loro dimore.
Inoltre la famiglia autorevole: presiedeva gli scambi commerciali, organizzava, dirigeva e sorvegliava le feste e le cerimonie religiose.
Palazzi come luoghi cerimoniali
Questi palazzi sono studiati a partire da un uso cerimoniale, a carattere religioso. Anche luoghi di consumo di grandi pasti e bevande su base comunitaria. I palazzi furono il cuore della vita cretese — sia religiosa che civile. Ma anche il cuore dell’organizzazione politica e militare, centri economici e amministrativi.
Teatro e palazzo
Teatro e palazzo: strutture teatrali attestate nei grandi palazzi a Festo e Cnosso. Teatro di Festo (1900 a.C. circa). Nel teatro di Festo non possiamo parlare di teatro così come lo intendiamo noi oggi. Nei palazzi minoici sono presenti questi dispositivi in pietra (all’aperto) a gradoni. Gradinate rettilinee divise, in 2 settori ineguali come dimensioni, da una scaletta.
Funzioni dei gradoni nei palazzi minoici
In questo contesto dobbiamo pensare a riti e cerimonie, non a rappresentazioni teatrali. I gradoni erano destinati a ospitare persone in piedi.
Il palazzo di Cnosso
Il palazzo di Cnosso: dominava la cittadina sottostante, era fortificato (funzione difensiva), si sviluppa intorno al grande cortile rettangolare centrale, comprendeva grandi sale per udienze pubbliche. Palazzo colmo di pitture murali, colori. Cortile: cuore pulsante dell’edificio, della vita quotidiana.
Accesso al teatro del palazzo
Al teatro del palazzo si accedeva attraverso la "via reale" o "via processionale". In questa via avvenivano le processioni, che forse assolvevano anche a una funzione spettacolare: la via entrava proprio dentro il teatro. Via immersa nel verde.
Teatro e cerimonia nei palazzi
Una volta arrivati all’area teatrale: un cortile lastricato munito su 2 lati di gradinate in pietra tra loro perpendicolari — si incontrano ad angolo retto (è il periodo di architettura ortogonale).
Drammaturgia dello spazio
Drammaturgia dello spazio: non capiremmo l’assetto di questo teatro senza capire l’assetto del suo palazzo. Lo spazio sopraelevato in mezzo alle due scalinate probabilmente fungeva da tribuna per i principi e il monarca. Capienza: circa 500/550 posti. Il pubblico prendeva posto su dei sedili mobili sulle gradinate — disposizione gerarchica, probabilmente un pubblico selezionato socialmente, di élite.
Teatro di corte
“Teatro di corte” perché fa parte di un palazzo reale. Forse le donne sedevano sulle scalinate minori, (collegate al palazzo direttamente con una strada) separate dagli uomini. Intorno al teatro c’è un muro di cinta.
Forme dello spettacolo a Creta
- Scene di danza
- Cerimonie sacre con musica
- Gioco del toro
- Molto sport
Era una civiltà agonistica, in cui corpo e mente vengono messi in colloquio armonico. La danza (stando a tutte le testimonianze letterarie) fu un tratto forte della società cretese. Altra fonte importante è l’orificeria.
Scena di danza
Questo anello d’oro (trovato nei pressi di Cnosso, 1500 a.C.) raffigura una scena di danza rituale religiosa, ma anche un’apparizione divina. Scena situata all’aperto come suggeriscono i fiori stilizzati. 3 sacerdotesse che indossano gli stessi abiti della divinità che appare in alto.
Gioco del toro
Il gioco del toro: spettacolo organizzato nell’ambiente di feste religiose, consiste in volteggi e capriole sull’animale. In questo affresco il pittore dipinge momenti diversi nel tempo e nello spazio contemporaneamente: visione simultanea. Abilità acrobatica: performer-sacerdote = cerimonia-gara. C’è un aspetto religioso. Abbigliamento succinto.
Affresco di Cnosso
Affresco di Cnosso: cerimonia del salto del toro, eleganza cromatica, 1500 a.C.
Cinque fasi della tauro catapsia
- L’atleta impugna le corna del toro in corsa
- Il toro, innervosito, scuote in alto la testa con un movimento energetico che proietta in alto l’atleta
- L’acrobata molla le corna, si libra nel vuoto eseguendo un volteggio
- Ricaduta dell’atleta sulla groppa del toro
- Conclude l’esibizione saltando a terra
L’atleta deve conoscere bene le caratteristiche dell’animale, molto pericoloso. Vi erano anche donne atlete/sacerdotesse che compievano questo esercizio (di un ceto sociale elevato). Questi spettacoli si tenevano in grandi arene create appositamente per i giochi, con posti ben riparati dagli attacchi degli animali per gli spettatori.
Statuina di acrobata
1600-1500 a.C, dal palazzo di Cnosso: statuina in avorio di un acrobata del gioco del toro in un atteggiamento di tensione acrobatica. La statua faceva parte di un gruppo a più figure; ha perso i suoi capelli in bronzo; membra del corpo allungate fino allo spasimo.
Anello d'oro e il gioco del toro
Anello d’oro rappresentante il gioco del toro. Qui prevale invece la formalizzazione artistica sulla realtà performativa. Corpo troppo allungato, irreale.
Teatro greco: Siracusa
Trasferiamoci nella Sicilia del V secolo a.C. Teatro grande siracusano, intagliato direttamente nella roccia (forse per questo si è mantenuto così bene); ha avuto varie trasformazioni, l’ultima in età imperiale romana.
Siracusa: potenza del mondo classico
Siracusa: la più grande e ricca città del mondo classico nel V secolo a.C., viene fondata nell’VIII sec. Da coloni greci (corinzi). Si trova sulla costa sud-orientale dell’isola — posizione strategica in rapporto al mare.
Regime politico e culturale
Regime politico: la tirannide, molto diversa dalla democrazia ateniese. La città conosce in quel secolo un grande aumento demografico, si popola e diviene anche una potenza militare (ben fortificata). Epicentro delle culture del mediterraneo.
Tiranno Gerone
Tiranno Gerone: governa Siracusa dal 478 al 467 a.C. Attua una politica di espansione, ovvero estende la supremazia di Siracusa anche all’Italia meridionale — politica espansionistica. Alla corte di Gerone soggiornano importanti letterati, poeti (anche Eschilo).
Archimede e la difesa di Siracusa
Archimede: scienziato che difende la propria città (Siracusa) dall’assedio romano nel III sec a.C. Che porrà Siracusa sotto il suo dominio.
Cronologia del teatro di Siracusa
È stata accertata una cronologia di diverse fasi del teatro dal VI al III sec a.C (dall’età arcaica a quella romana — 5 fasi architettoniche). Fase del teatro Siracusa 2 — pianta trapezoidale, così come era trapezoidale il canaletto di scolo (Euripos) delle acque del teatro, attraverso il quale è stato possibile eliminare il dogma curvilineo del teatro.
Attribuzione del teatro di Siracusa
Questo teatro viene attribuito a Damocopo (nel mondo antico era rarissimo che si registrassero i nomi degli artefici, in quanto erano cantieri collettivi). Damocopo avrebbe costruito il teatro di Siracusa rinnovando un pre-esistente spazio teatrale; ancora oggi il teatro ospita festival e spettacoli prestigiosi.
Tragedie di Eschilo a Siracusa
Nel V secolo a Siracusa vanno in scena due importanti tragedie di Eschilo: "I persiani" e "Le etnee". Importante perché:
- Più antica tragedia a noi pervenuta (messa in scena nel 472 ad Atene)
- Ad Atene le tragedie non conoscevano la prassi della replica, invece "I persiani" viene replicata a Siracusa qualche anno dopo
- Viene allestita e messa in scena sotto la direzione dello stesso Eschilo
Eschilo sperimenta, con la replica, un nuovo tipo di committenza: passando dalla democratica Poleis alla tirannia di Gerone in Sicilia.
Ricostruzione del Teatro di Siracusa
Ipotesi di ricostruzione del Teatro di Siracusa 2 al tempo della messa in scena de “i persiani”.
Strutture fondamentali del teatro greco-classico
3 strutture fondamentali del teatro greco-classico:
- Gradoni intagliati nella roccia — COILON (forma trapezoidale ad ali divergenti; per i romani sarà la Cavea); altro nome per il Coilon è TEATRON, che deriva dal verbo greco “vedere”, perché era il luogo da dove vedevano gli spettatori. Era composto da 9 gradoni, capienza di circa 1500 spettatori; esistevano delle gerarchie nella disposizione del pubblico. I posti d’onore erano quelli vicini all’orchestra. Proletaria: fascia che concludeva il coilon (la più vicina all’orchestra) riservata ai posti d’onore
- ORCHESTRA: deriva dal verbo greco “danzare, compiere movimenti a ritmo”, cioè quello che faceva il coro in quello spazio
- SCENA: dal greco skenè — in questo caso viene ricostruita come una struttura in muratura che ha 3 aperture nella parte anteriore (3 porte) che consentono all’attore di andare a recitare davanti al muro della skenè dove c’era una piattaforma di legno (strutture di sostegno della pedana in legno, collegata all’orchestra da una scaletta)
C’era anche un dispositivo sotterraneo (ricoperto da una tribuna in legno) che partiva dalla scena e arrivava oltre la metà dell’orchestra: SCALE DI CARONTE: percorso intricato per consentire agli attori improvvise apparizioni per esempio.
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