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Storia del diritto romano

Contratto sociale e norma giuridica

Il contratto sociale: darsi regole, che non possono essere contestate dopo essere state condivise. La regola giuridica è detta norma. Un ordinamento giuridico è un insieme di norme giuridiche. Per stare insieme abbiamo bisogno di regole; l’ordinamento giuridico è un apparato giuridico. Le due parti della norma giuridica sono il precetto e la sanzione. Il precetto è l’indicazione della condotta da seguire. Questa parte non manca mai, mentre la sanzione è eventuale nell’applicazione. Se qualcuno si pone al di fuori della norma, dunque trasgredisce, quel comportamento viene sanzionato. Il precetto è la parte positiva della norma.

Utilitas e accertamento

Utilitas privatoria per diritto privato e utilitas della cosa pubblica per il diritto pubblico. La trasgressione deve essere accertata, e la accerta un organo terzo. Il prodotto dell’accertamento è la sentenza, un dato di fatto.

Evoluzione storica del diritto romano

Dall’ottavo sec. A.C. al sesto sec. D.C., un segmento di storia accompagnato dal diritto romano. La giurisprudenza, o iuris prudentia, è il progresso giuridico costante in 13 secoli di storia. Le periodizzazioni sono parametri per la lettura di questi secoli, dal 754 A.C. al 565 D.C.

Forme di governo e diritto romano

Regnum: è la forma di governo del periodo delle origini di Roma, fino a metà quarto secolo A.C., in cui domina la figura del rex, che detiene l’imperium (potere) e l’auspicium. Cicerone affermava che nelle mani di un uomo solo, noi chiamiamo re colui che governa, e regna tale forma di costituzione politica. Res publica da metà quarto secolo A.C. a metà primo sec D.C.; Principato: da metà primo sec D.C. al terzo sec D.C.; Dominato dal terzo sec D.C. al sesto sec D.C.

Ordinamenti giuridici romani

Evoluzione degli ordinamenti giuridici romani: dal diritto arcaico al diritto civile-repubblicano, fino a ordinamento nuovo. Diritto arcaico: i primi 4 secoli della storia di Roma sono conosciuti come civitas quiritaria (civiltà quiritaria), dei quiriti. Diritto civile-repubblicano: periodo in cui nacquero le 12 tavole; Terentillo Arsa volle che leggi finora orali fossero scritte, per evitare che i magistrati potessero applicarle in modo arbitrario.

Ius Gentium e diritto commerciale

Il terzo secolo A.C. fu un momento topico romano in cui nacque il diritto commerciale. Lo Ius Gentium, diritto delle genti, serviva a regolare i rapporti tra i cittadini romani e i peregrini (stranieri), adottato dai magistrati romani (praetor peregrinus), per dirimere controversie di natura commerciale sorte tra i cittadini romani e tutti quei soggetti, considerati stranieri, che accedevano all’interno della civitas.

Libri di testi sul diritto romano

Libri di testi: profilo storico e istituzionale del diritto romano (Ippolito); reparto speciale: moderatio legis temperatio iuris, autonomie e sistemazione del diritto della Roma tardo repubblicana; diritto e tempo, idea di progresso del diritto dall’antichità al... Costituzione formale: come Magna Carta, quando i principi giuridici fondamentali (per esempio: i poteri dello Stato) vengono messi per iscritto. Costituzione materiale: quando vi è la stessa dimensione valoriale (tipica della Romanità) tra cittadini che diventano concittadini, e non c’è il bisogno di questa operazione di scrittura. Scrivere è considerata una sovrastruttura.

Metodiche della periodizzazione

Il diritto privato è creato nel momento in cui i giuristi vanno a rispondere (responso) ai casi che gli vengono presentati. Il percorso del diritto pubblico è diverso: principato, il principe, che primeggia tra i pari cittadini. Quando passiamo a Dominato, dal principe si passa al dominus (proprietario), ma dominus della cosa pubblica. Finché non si arriva alla civitas, il diritto civile non c’è, impiega 3 sec per nascere, dall’8 a metà del 5 sec. Dal terzo secolo (Roma caput mundi) il diritto si esporta nei territori conquistati.

Ius civile e ius honorarium

Ius civile novum (regola i diritti con gli stranieri) ha una funzione diversa dal ius civile vetus (vecchio) (regola i diritti tra i romani, cives). Nel secondo secolo abbiamo ius honorarium, in quanto diritto degli onori, che ha il magistrato giusdicente. È un diritto ascensionale, ovvero che quando ritengo un mio diritto leso mi presento dal magistrato senza invocare l’istituto giuridico. La massa normativa creata con l’accumularsi di questi diritti e soluzioni, dunque regolamentazioni, nasce lo ius honorarium, dato che non erano diritti lesi né nello ius civile norum né nello ius civile vetus, ma comunque un mio interesse veniva leso.

Comitio centuriato e periodo regio

Comitio centuriato, luogo in cui il popolo andava a esprimersi, a esercitare la propria sovranità; non esistevano i rappresentanti del popolo, ma era il popolo che si rappresentava. Non c’era il bisogno di emendare, la legge o veniva approvata o licenziata.

Periodo regio: la civitas è una conseguenza dei cives (hanno bisogno di regole di condotta); ETA’ PRECITTADINA, agentes - gruppo di famiglie che si riconoscevano in un antenato comune, l’organizzazione della famiglia, che è un modello, un prototipo, che fa arrivare al diritto privato. Pater familias, l’unica persona che aveva tutti i diritti e tutti i doveri, tutte le podestà giuridiche appartengono a lui. Vi è la discendenza giuridica da padre in figli, un altro vincolo, dal punto di vista giuridico viene dalla madre, vincolo di sangue.

Il ruolo delle donne e della famiglia

Addirittura il console è sotto la podestà del padre, nel diritto privato. La donna dopo il matrimonio cambia nucleo familiare, e quindi passa dalla potestas del padre a quella del marito, e se il padre del marito è vivo la donna cade ancor di più nella podestà degli altri. L’atto giuridico di questa potestas è detta manus maritalis.

Mancipium e le curie

Mancipium: il potere assoluto che era esercitato dal pater familias su vari oggetti e sottoposti. L’estinzione dei sacra familia significava la scomparsa di quella famiglia. Le gentes si crearono le CURIE, ovvero comizi, momento di riunione collettiva per interloquire, nasce l’assemblea.

Adozione e lex curiata

Adrogatio (per il diritto privato): può capitare che un pater non abbia una famiglia, figli, che significherebbe l’estinzione della sacra familia e della famiglia, entra in funzione l’adozione, da un altro pater, e la risposta sarà sempre sì perché il pater che ha adottato ha la speranza in quel figlio di una futura grande famiglia. Padre arrogato. Lex curiata (per il diritto pubblico): provvedimenti con cui le curie danno al re il comando dell’esercito. L’impero è un concetto etrusco, nel sesto sec questi ultimi esportano il concetto di impero.

Società e plebe

Oltre alle gentes erano presenti altre famiglie, strutturate allo stesso modo. Queste famiglie erano per il carpe diem, e l’unico obbiettivo era solo quello di sfamare la discendenza. Servio Tullio: riforma, a me importa la ricchezza, indipendentemente dall’origine di una famiglia, e la ricchezza diventa il primo parametro, il valore va in base alla capacità di costruire ricchezza. Alle famiglie più povere, disse di darsi al commercio, nacque il terziario come lo chiamiamo oggi.

Quiriti sono i gentiles e questi ultimi sono i patrizi, i patrizi sono “figli di padri”. Nasce, con la moneta come scambio, una nuova ricchezza non statica ma dinamica e mobile. Queste famiglie, diverse dalle gentes, hanno una consapevolezza, la plebitas, la plebe, famiglie di commercianti che si riconoscevano tra di loro, ma soprattutto diverse dalle gentes. Nasce il ceto medio. Nel momento in cui si forma un ceto, sorge il problema di regole proprie, per stare insieme. Restando unite queste famiglie, come plebe, possono interloquire con le gentes, non come debolezza, ma come forza. Le gentes hanno le proprie regole, per questo sono così forti.

Mos maiorum e interpretatio

Le regole sono mores-maiorum (MOS MAIORUM, letteralmente <<costume degli antenati>>, sono i patres antichi, i capostipiti, gli antenati (maiores), i mores sono i costumi, il comportamento, dunque i costumi che vengono dai maiores. Dice Cicerone che i mores avevano l’usus e la vetus (vecchiaia) vetustus (vecchio, agg.). Per far sì che questa regola sia una regola giuridica c’è bisogno che qualcuno ce lo dica, per esempio un sacerdote, siamo sempre in una concezione di sacralità, credenza degli dei. Questo interloquire dei pontefici è detto interpretatio, fare questo significa essere giurista, in questo periodo il pontefice è considerato giurista. USUS-VETUSTAS-INTERPRETRATIO. Le MOS (norma).

Evoluzione della civitas e dei diritti

I cives cominciano a pensare in termini di progressione, e non di staticità; le gentes erano autosufficienti non avevano bisogno del commercio, del baratto, che poi inseriranno gli etruschi. La struttura militare è l’elemento di polarizzazione, i patres proletari ne restano fuori perché la struttura militare è troppo costosa. Emersione dell'idea di civitas. Nascono le assemblee cittadine. La plebe: unione, identità, stesse dimensioni valoriali. Il diritto interviene nelle metodiche dello stare insieme, le regole.

La secessione della plebe

La prima (494 A.C.) secessione della plebe. La nascita della plebe è un processo conflittuale, al di fuori e all’interno di essa. I giovani in armi prendono decisione, rifiutano la leva, ma non è una rivoluzione, ma si tratta di una subordinazione, e si riuniscono in un’assemblea. Definito concilio e non comizio. Approvazione del prodotto normativo, della regola, plebis scita (la plebe cita, DECISIONI DEL POPOLO), si crea un’amministrazione di figure di magistrati. Giurarono di perseguire interessi comuni, facevano gli interessi della plebe, l’intercessio, per bloccare le proposte che andavano contro questi interessi; la plebe giura sulle leges sacrate, ovvero provvedimenti approvati, chiunque attenti il tribuno della plebe viene considerato sacer (separazione), e la plebe lo tutela con il permesso di ucciderlo, separato dalla comunità plebea. Il plebiscito si contrappone alla lex centuriato.

Nascita del compromesso e delle 12 tavole

Nascita del compromesso, necessità di stare insieme, necessità di regole, ius, un collegio di 10 persone, i decenviri, scrivono i principi della città, le “leggi”, norme giuridiche, scritte su tavole cerate; qui nasce il diritto, nasce la civitas. Un diritto che deve avere una caratteristica fondamentale, che vale per tutti i cives, deve essere certa, l’equitas deriva da questa certezza, ecco la temperatio, la moderatio. Nel momento in cui l'interpretatio è orale (es. mores maiorum), non è certa.

Laicizzazione del diritto e ius civile

La prospettiva cambia quando non si guarda più all’interesse di ceto ma all’interesse di cittadino, l’oralità non basta, è confusio. Attraverso la scrittura si ha la certezza, e non può essere più interpretato, diventa un principio giuridico. 450 aggiunta altre 2 tavole, per un totale di 12, ma in esse non abbiamo tutto il diritto, ma abbiamo principi fondamentali, canonici, per la vita sociale. Nascita dello ius civile.

Poteri e ideologie a confronto

Entrano in contrasto due ideologie del potere, il processo di progressione deve essere gestito da molte persone, il concetto di potere allargato e il concetto di potere ristretto. I patrizi vogliono un potere chiuso, autocratico; i plebei vedono importante un collegio aperto, corrisponde ad un frazionamento, ora sono 10 persone che hanno potere; nel momento in cui errano, è più facile trovare chi ha errato, si capisce dove il potere diventa “deformato”. I plebei sostituivano, decisione di potere democratico. La regola viene espressa da un collegio. Le 12 tavole sono il primo nucleo di laicità del diritto, davanti ad esse i sacerdoti giuristi trovano una soglia che non possono oltrepassare, la scrittura, non c’è più interpretatio. Processo della laicizzazione del diritto, sarà compiuto agli inizi del secondo secolo avanti Cristo.

Equità e ius civile vetus

Il diritto scritto comporta equità. Ius civile è il diritto dei cives. Con le 12 tavole abbiamo l'inizio della città del diritto (ius civile vetus). Le 12 tavole: 10 nel 451 A.C. Principi fondamentali per vivere nel sociale. Diritti reali si riferisce alla res (cosa), quello per antonomasia, è assoluto, è la proprietà. Diritti obbligatori, una compravendita, un'obbligazione ed è un rapporto di natura relativa. Vi è un inizio di tutela giuridica del diritto; sorge il testamento e con esso si pensa anche alla probabilità di un pater senza testamento, l’eredità, hereditas. Quando muore senza aver fatto testamento, si crea una regolamentazione particolare, successio ad intestato, o successio legittima, perché regolamentata, o testamentaria.

Testamento e successione

La parola testamentum nella lingua del quinto secolo non c’è, ma il pater familia è arrogato (che non aveva avuto figli); l’interpretazio mores maiorum dice, salviamo i sacra della famiglia, con modalità artificiale, l’adozione. Nelle 12 tavole l’arrogatio diventa testamento. Andarono perse in un incendio, quindi troviamo una terminologia, la lingua è successiva al quinto secolo, quella tramandataci è del terzo secolo, benché il concetto sia lo stesso. I romani ragionavano in modo molto concreto, a differenza dei greci, già con la differenza tra ius e filosofia. Le regole servono a disciplinare le cose concrete, quindi filosofeggiare non serve.

Il ruolo del giurista

Il primo problema del giurista è quello di scrivere regole che accertino il diritto soggettivo, per esempio questa domus è davvero di tua proprietà? Dato che non è presente un istituto giuridico a cui ci si può appellare, il diritto nasce dal quotidiano, dalla dialettica. Piano del diritto positivo sostanziale, e processuale sostanziale; il primo è il piano degli istituti giuridici, come si disciplina la società per esempio, che cos’è l’uso frutto, ed è storico, essendo il diritto in continua evoluzione, per esempio la schiavitù.

Accertamento e comunità

Accertamento → Esecuzione. La prima tavola, primo versetto, "Si in ius vocat ito. Ni it, attestamino. Si corbitur pedemestruit igitur eum cápito". Se qualcuno, per qualsiasi ragione, ti chiama a realizzare il diritto, va e fallo; realizzare il diritto con me se qualcuno si chiama significa che, a metà del quinto secolo, esempio di due che entrano in discussione, uno lede il diritto dell’altro e lo chiama a realizzare con se il diritto. Non essendoci né tribunale, né giudice, né l’insieme delle regole tecniche dell’accertamento, non c’è il processo, non c’è l’actio (che è tecnica) con cui parte il processo. Se tu non lo fai, non realizzi con me il diritto, entra in gioco la garanzia, la testimonianza, e devono essere fedeli (i testimoni), per garantire l'accaduto, quello che hanno visto e che è accaduto. La garanzia è la comunità intera. Far valere ragioni e torti, il giudice è la comunità. Se colui che hai chiamato a fare con te il diritto non ha un comportamento adeguato, posso imporre la mano, con la comunità presente. Si è passati da un autotutela, ad una tutela legittimata in una società, c’è l’accertamento. Non c’è nessun piano giuridico.

Arrogatio e successione

L’arrogatio diventa testamento, i pontefici non pensavano a questo problema, un residuo, ovvero quando una famiglia non attuava l’arrogatio: se questo pater familias muore senza aver fatto l’arrogatio, quindi già non aveva figli naturale, privi di eredi, sarà il fratello del pater ad avere la discendenza della famiglia. La linea pognazio è la femminile, del sangue; nel nostro caso il parente prossimo avrà la successio. Per successio giuridica si intende la trasmissibilità, il più importante della proprietà. Quelli non trasmissibili per esempio...

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

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