Storia contemporanea
Corpo e storia
Il corpo è stato ignorato dagli storici perché non è mai diventato oggetto di stato. Lo diventa solo alla fine del '800. Corbin dice che gli storici si sono autocensurati, perché hanno temuto di dover parlare di cose che sono repellenti alla pubblica opinione. Il corpo è materia organica che con la morte sparisce. Attraverso il corpo dovremmo vedere degli aspetti della guerra che diventano indicibili. Parliamo della guerra evitando i corpi. La storia politica scappa dai morti dando dei numeri senza spiegare come sono realmente morti, perché gli storici si sono autocensurati. Sono cadute certe censure quando il corpo si è imposto nella vita collettiva. Quando si è studiata la guerra si è studiato l’immaginario, la politica, la forza della tecnologia i cannoni, e non i corpi in guerra.
Queste due immagini rappresentano i manifesti che devono convincere ad andare in guerra. Le persone sono rappresentate senza paura, persino quando uno di loro è ferito. È il corpo di un eroe che non prova nessun limite, il soldato continua a combattere come un antico guerriero. Il linguaggio non è del corpo ma è puramente astratto. Anche nella propaganda di guerra non si parla di corpi. È ancora il messaggio ideologico a prevalere sul trattamento dei corpi. Quando si parla di essi è per mostrare qualcosa cioè che i corpi si stanno ritirando dalla guerra.
Il 4 novembre 1921 viene deposto un corpo di un soldato morto sull’altare della patria a Roma. I governanti in Italia ordinarono, di scegliere un corpo anonimo di un soldato sconosciuto, e seppellirlo in un luogo importante: l’altare della patria. Da allora l’altare si chiama così. Non è un corpo qualsiasi, ma deve rappresentare il corpo di un eroe. Il corpo viene trovato nel luogo in cui sono avvenute le peggio disgrazie. Se ne deve scegliere uno tra delle bare sulle quali si trova la bandiera e gli elmi. Le bare sono 11 perché l’Italia ebbe 11 grandi campi i cui si è battuta contro gli austriaci. Ci sono 11 cadaveri smembrati irriconoscibili. Uno sarà portato a Roma e messo sull’altare. Durante la notte spostano le bare e il corpo lo scelgono a caso e per far scegliere scelgono una donna vedova che in guerra ha perso il figlio. Si inginocchia e la bara in cui pone le mani verrà portata a Roma. I corpi pur avendo la medaglietta sono anonimi. Quando un uomo muore la carta dentro la medaglietta con il nome viene gettata, per questo non si sa di chi siano i corpi. Il corpo viene chiamato Mille d'Ignoto. La prima guerra mondiale è una guerra di contadini. Il mille d’ignoto viene considerato una persona semplice perché con la guerra ha perso tutto persino il nome.
Nuova frontiera storiografica
- La storia materiale (condizioni materiali dell’esistenza)
- La storia sociale (il corpo costruzione culturale)
- La Nuova storia (economia, sociologia, psicologia, demografia, geografia)
Les Annales
È una rivista francese. Primo sottotitolo “Annales d'histoire économique et sociale”. Ci metterà anni e decenni prima di affermarsi. Aveva numeri estremamente originali, prospettive originali. Nasce in periferia a Strasburgo e fin dagli anni '30 si trasferisce a Parigi. I fondatori sono Bloch e Febvre. La rivista è molto più di Febvre in quanto la portò avanti per più tempo. La storia deve essere un incrocio con le altre scienze umane, non deve procedere da sé. Lo scopo era di liberare la storia dalla sua unica visione disciplinare.
La nuova storia: contro tre idoli
- L’idolo politico: inteso come lo studio dominante della storia politica, fatta dai politici, dalle guerre che ha portato ad attribuire a questi avvenimenti un’importanza esagerata (fatti politici, guerre)
- L’idolo individuale: concepire la storia come storia di individui e non come storia dei fatti (re, imperatori)
- L’idolo cronologico: consuetudine di perdersi in studi sulle origini (le origini, le date)
Aries
La vecchia storia non studiava la popolazione e per questo erano molto importanti le date, Aries (storico) inventa la storia della mentalità. Aries è un maestro, importante per lo studio dei corpi. Non era uno storico di professione ma lo faceva nel suo tempo libero. Si autochiamava “lo storico della domenica”. Nel Les Annales inventa la storia dei modi di pensare. Dice che anche un atto biologico è in verità una costruzione culturale. L’atto biologico che studia è il bambino, la sua infanzia “padre e gli”. Nel suo libro analizza l’infanzia del bambino. La rappresentazione, l’oggetto culturale che è un bambino come viene visto dalla società? Come viene inserito? Analizza la nascita del bambino. Che cos'è un bambino? È un oggetto culturale che viene inserito nella società. I bambini nel medioevo non esistono fino a 7 anni. Il sentimento dell’infanzia non esiste nel Medioevo.
Nel 2005 abolisce il limbo che è il luogo in cui finivano i bimbi nati e morti senza essere stati battezzati. È un luogo indeterminato. Nella nostra epoca sembra molto crudele perché un bambino senza colpe non può finirci. Il papa dice che non esiste.
Studio del corpo
Iniziò con Filippo Aries iniziò non tanto lo studio del corpo ma dei dati biologici, che non viene studiato solo come fanno i medici ma come entrano nelle società. Una rappresentazione del corpo significa come inserirlo nella società. Si ha l’attenzione quasi ossessiva verso il bambino. Il bambino diventa un oggetto di studio.
Morte e mentalità
- Libro: “La morte, un dato biologico”. Non è solo un problema dei medici constatare la morte, ma bisogna sapere come viene neutralizzata, gestita e affrontata dalla società. Aries ha studiato soprattutto su testi letterari e per questo verrà rimproverato perché il letterato usa anche la fantasia. È stato rimproverato di psicologismi. Siccome il letterato inventa, inventa qualcosa che non è al di fuori della società perché altrimenti non verrebbe creduto. Aries dice che si viene da epoche in cui la morte non si sa nemmeno cosa sia. La morte nella società prescientifica non ha nessuna idea. L’unica idea è che chi viene colpito, viene colpito per essere punito da Dio. È una morte magica e giustiziera, è magica perché non si ha idea da dove venga. La morte è presente nella società come una dea bendata.
- Subisce un passaggio nell’età medievale quando la società configura la morte come morte dell’io. Aries dice che è la morte dell’individuo solo. Gli studi successivi hanno confermato il codice di Aries, soprattutto dopo che avevano studiato l’antico Testamento, nel quale è presente questo tipo di morte. L’ipotesi del purgatorio è che nessuno è troppo cattivo da andare all’inferno e non è troppo buono da andare in paradiso. Il testatore non ha nessuno su cui appoggiare la propria salvezza dell’anima e lascia i propri beni alla società. Da questi è nata tutta la società. Non esisterebbe la bella Italia senza loro.
- Tutto ciò si attenua con la morte del tu, in cui è la morte del morente negli occhi di chi lo ama. Il testatore non ha più bisogno di lasciare i suoi beni, ma lascia le cose a chi gli vuole bene. Non ha più bisogno degli ordini religiosi perché ha i familiari. Morte del tu non è più una morte sola, ma è sia dell’io che del tu. Nella morte del tu è la morte del matrimonio d’amore mentre la morte dell’io è il matrimonio combinato. Il ricorso qui non è più ai santi ma ai familiari. La costruzione immaginaria dell’aldilà che si era affermata nel mondo occidentale dal medioevo in poi, ha subito in epoca recente il fenomeno di una forma di critica e criticismo. C’è un nesso tra il qua e il di là dell’affetto che non muore. La forma che si dice quando ci si sposa è: “Finché morte non ci separi”. La morte non può rovinare nessuna forma di amore.
Aries negli anni finali della sua vita, vede affermarsi in quella morte del tu una novità. Negli anni dopo la seconda guerra mondiale legge un articolo di uno studioso inglese il quale vede per primo la nascita del tabù, cioè la morte non esiste più. La società smette di parlare della morte. Il tabù nasce con la società laica e lo sviluppo dell’individualismo. Il tabù è finito con il terrorismo. Quel tabù che vive attraverso l’Inghilterra finì con le grandi epidemie in particolare AIDS, il terrorismo. L’occidente verso la fine del secolo diventa il massimo della celebrazione dell’io che viene visto nel linguaggio digitale. Questo io è talmente forte che usa la morte come parte di sé, non la nega. È la società laica che rompe il tabù. Con la fine del ‘900 nasce l’individualismo.
Nell’attenuarsi dell’importanza del purgatorio, i laici non criticano solo Dio ma anche i luoghi della divinità creati dalla chiesa come ad esempio il purgatorio che viene accusato di essere luogo di monetizzazione. L’uso della religione viene criticato come da Nietzsche, e criticano il purgatorio. Nasce quindi un tipo di paradiso laico. Fare del bene vuol dire stare nella memoria delle persone. Per esempio, le vie hanno nomi dei grandi uomini. Perché? Significa restare nella memoria delle persone. Il purgatorio con la morte del tu ha un concorrente spietato che è il paradiso.
Il corpo nella tradizione culturale occidentale
Il corpo è un fatto biologico, un oggetto culturale. Il corpo lo riceviamo attraverso una tradizione culturale duale:
- Una dimensione spirituale (anima, ragione) e una materiale (sicità, corpo).
Abbiamo un corpo doppio. Le relazioni che noi riceviamo da secoli hanno una caratteristica che riceviamo da sempre: anima e mente sono sempre superiori rispetto al corpo e vengono esaltate. Nel pensiero cristiano l’imperativo è di salvare l’anima che significa quindi punire il corpo che non solo è la parte più bella ma è anche la più virtuosa. Il corpo spinge la persona a perdere l’anima, è il luogo della debolezza, porta a rovinarsi perché cede alla gola, alla rabbia, all’ira, alla sessualità. Questa tradizione è durata secoli. La mente è un prodotto tratto e muore per il corpo. La società passata ha stabilito che il momento della morte è il momento in cui l’anima si stacca dal corpo come un soffio vitale e ritorna alla sua vera natura. Ciò che conta non è la bellezza del corpo.
Esempi
Il dualismo corpo/anima nell’immagine della Gioconda, è nello sguardo. La rappresentazione non è della sua carne, ma di ciò che ha dentro. L’unica sensualità che la Gioconda mette avanti, sono le mani, ma il resto è una rappresentazione di equilibrio, di proporzione. La bellezza della Gioconda, non deve portare gli uomini, catturati da lui, all’inferno. Gli occhi sono aperti, e rappresentano lo specchio dell’anima.
“Anima sul volto” 1665-1666. Ciò che è, si trova nello sguardo: occhi finestra. Ciò che conta non è la sua sicità, ma la sua interiorità.
Picasso 1907 “Les Demoiselles d’Avignon”: trasformazione del corpo in cui l’occhio viene messo in secondo piano. In Picasso va in primo piano il corpo. Non si vuole più dimostrare la virtù attraverso il viso, che diventa negato, sotto la maschera (maschere africane). Il protagonista è il corpo e il problema dell’anima non si pone più.
Nuovo rapporto con il corpo
Il '900 è un secolo in cui il corpo emerge. Emerge con il complicarsi del consumismo, l’importanza della vita materiale che abbiamo dopo la seconda guerra mondiale, la celebrazione del corpo nella cultura di massa dopo la seconda guerra mondiale. Sono gli anni '60 in Europa quando si ha una sovversione della tradizione e si contesta il dualismo. Con il secondo dopoguerra la cultura di massa promuove il corpo e la sua cura. Qui nasce la rivoluzione sessuale, il femminismo degli anni '70, la legge sul divorzio, la legge che depenalizza l’aborto.
Andy Warhol: promuove qualcosa di totalmente materiale, per nulla spirituale; la passata di pomodoro. Questo diventa oggetto dell’arte.
Femminismo degli anni ’70: il corpo è mio, la parola d’ordine è “il corpo è mio e lo gestisco io”. Nel manifesto c’è scritto “mai più nessuna legge compromesso nella nostra pelle”: legge sull’aborto. La prima versione della legge dava la legge l’ultima parola, cosa cancellata per le proteste della donna.
Il corpo l’abbiamo ricevuto con la cultura duale. Una cultura che è cambiata nel corso dell’‘800 fino ad oggi, che è stata superata dai fatti o anche da una contestazione aperta, dal ‘900. Soprattutto dai momenti di contestazione e degli anni '60 del ‘900. Siamo nel pieno di un’affermazione del corpo. Un altro fenomeno di costumi che interessò la gestione della corporeità è quello della pillola anticoncezionale. Tra questi fenomeni si può citare il film uscito nel 1972 “Ultimo tango a Parigi” che fece molto scandalo. Bertolucci girò questo film nel '72 e venne vietato ai minori di 18 anni. Subì il taglio di una sequenza scabrosa per quei tempi e incappò in una serie di denunce. Finì in tribunale e venne condannato ad essere distrutto. Nel 2018 viene riabilitato a film per tutti e nel 2019 venne mandato in onda su Rai2 integralmente. Questo è un esempio di evoluzione dei costumi.
Luoghi di studio
- Les Annales sono state la prima rivista che ha messo la vita della gente al centro.
- Archivi fotografici che iniziano ad esistere già dal 1940. I corpi sono denutriti, smagriti e spesso deformi soprattutto con la gobba e dunque precocemente invecchiati. La sicità è anche in funzione della dieta, della disponibilità dei beni.
- Archivi dell’ospedale per la salute e la malattia. La gente non va dal dottore, ci va solo in caso di estrema necessità. Nelle carte degli ospedali si vede quali sono le malattie più diffuse della gente a seconda del luogo o della classe sociale in cui vivono. I medici a volte fanno questo resoconto perché poi fanno anche carriera e ci sono riviste apposta per raccogliere questi resoconti-studi. In genere questi medici sono molti famosi.
- Archivi militari: si studiano solo i maschi. Raccolgono le cartelle degli esami dei corpi che si facevano ai giovani che andavano alla visita di leva. Qui, il medico militare faceva la scheda. Finché c’è stato il servizio militare di leva, queste cartelle sono state molto importanti per lo studio del corpo.
- Registri degli orfanotrofi.
Corpo e mente/anima e corpo
Il corpo era subordinato all’anima. La subordinazione gerarchia del corpo alla mente tende a degradare sistematicamente il corpo, i suoi appetiti e i suoi desideri, considerati anarchici e peccaminosi.
Corpo prigione dell’anima
Il fatto che il corpo fosse subordinato all’anima, non è sempre stato negativo perché in certi casi, ha giocato a favore di certi crisi per esempio la caccia alla streghe che ha coinvolto tutto il ‘600 ma è arrivata anche ben oltre. Quando la strega viene accusata di squilibrio fisico, non finisce condannata a morte perché il corpo è debole. Se la strega però viene ritenuta colpevole di aver ceduto l’anima al diavolo, a quel punto subisce la pena di morte e non può essere perdonata. Il corpo come luogo di salvezza, finisce per salvarle la vita.
I rapporti anima-corpo interessano anche il mondo laico. Alferi è un laico, ma nel dipinto ordina al suo servo di farsi legare al tavolo, e si fa incatenare con una gamba al tavolo. La verità lo fa restare legato al tavolo, mentre la volontà vorrebbe staccarsi, ma il corpo è debole e quindi è subordinato. Per un borghese sarebbe un segno di debolezza ma lui da solo senza catena non ce la farebbe a controllare il corpo.
Esempio: disturbo mentale. Le responsabilità mente-corpo dipendono dalla cultura e sono mobili. In età vittoriana qualcosa cambia in questi rapporti. La dualità ha dei turbamenti. Si ha un primo momento di crisi. Immagine di un manicomio francese Salpetriere di Parigi che è la diretto da Pinel uno psicologo. Il suo attendente ha appena sciolto un’invasata da una cintura di ferro. Non c’è bisogno di legare il corpo perché Pinel capisce che lo squilibrio sta nella mente. Quella volontà nobile non è più poi così nobile. Gli squilibri mente-corpo anima-corpo non sono più così netti. L’anima e la mente non sono per forza innocenti. La malata di Pinel va curata nella mente, perché la mente si può ammalare. È la prima volta che si parla di questo Charcot, ugualmente usa l’ipnosi su una donna nevrotica. È la volontà che va curata. Anche Freud crede nell’ipnosi, che però non è la piena correzione del difetto perché questa non resta nell’Io. Freud inizia la mente e finisce il corpo.
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