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Napoleone Bonaparte al potere

La costituzione del 1799, diversa da quella del 1795 perché redatta da un gruppo ristretto di persone, nomina come primo console di Francia, Napoleone Bonaparte. Napoleone detiene il potere legislativo, insieme al Parlamento e Senato, e il potere esecutivo. Napoleone propone un disegno di legge che viene sottoposto al controllo della Camera bassa, poi della Camera alta (Parlamento) e il Senato controlla l’operato parlamentare. Il Senato è un organo composto da 80 membri scelti a vita e decidono i membri del Parlamento tra gli eletti dal suffragio universale maschile. Il sistema dunque è parzialmente democratico.

Come si è arrivati a questa situazione? Si riscrive la costituzione del 1793 dopo la decapitazione di Robespierre e la fine del termidoro. Nasce nel 1795 il Direttorio (parte del Parlamento). Una volta sconfitta l’Austria in Italia nel 1797, l’unico nemico rimanente della Francia del Direttorio era l’Inghilterra. Con la spedizione d’Egitto la Francia cercò di ottenere avamposti militari per la sua egemonia nel Mediterraneo, contro la politica imperiale britannica. Il Direttorio affida la spedizione a Napoleone. Il generale inglese Horatio Nelson, però, individua le truppe francesi ad Abukir e le distrugge completamente.

Della sconfitta francese ne approfittano Austria e Russia per formare la II coalizione antifrancese e avanzare nel continente europeo. In Italia i francesi vengono sconfitti e la loro resistenza si riduce alla repubblica di Genova. Nel 1799 ci sono le elezioni. Il Direttorio cambia composizione e Sieyes assume la posizione leader. Sieyes sostiene un colpo di stato necessario che porti all’annullamento della costituzione del 1795. Sieyes sceglie Bonaparte. Bonaparte rientra a Parigi a capo dell’esercito e fa sciogliere il Parlamento. Viene approvata la costituzione del 1799.

Obiettivi del nuovo governo

Gli obiettivi riformisti del nuovo governo riguardano la centralizzazione del potere, la scuola, la giustizia e la laicità statale. Viene istituita la Banca di Francia.

Centralizzazione del potere e della giustizia: viene istituita la figura del prefetto, funzionario scelto dal governo, che amministra le funzioni periferiche dei dipartimenti (regioni francesi). I magistrati vengono nominati dal governo. Ai magistrati viene riconosciuto il diritto di inamovibilità (non licenziabilità).

Sistema scolastico: importante da riformare per la formazione di un personale tecnico e burocratico adeguato alle funzioni statali. Vengono riformati i sistemi educativi superiori (i licei). Vengono finanziati dal denaro pubblico e gli insegnanti diventano statali.

Laicità statale: statalizzare il sistema scolastico è una parte del progetto di laicizzazione statale. Infatti, le scuole che non sono soggette al controllo statale erano in mano ai preti. Molti di loro contrari all’intera Rivoluzione Francese. Il 16 luglio 1801 viene firmato un concordato tra il pontefice e lo Stato francese. Il Papa Pio VII riconosce la Repubblica francese e la vendita delle terre ecclesiastiche. Tutti i vescovi in carica vengono destituiti e quelli rinominati ricevono uno stipendio statale.

L’opera maggiore del governo napoleonico è rappresentata dal Codice civile (1800-1804) pubblicato nel 1804. Due aspetti della normativa sono rilevanti:

  • Il diritto individuale di proprietà
  • Il matrimonio (società familiare asimmetrica in quanto la donna doveva obbedire al marito)

Le prime campagne militari (1800-1804)

Napoleone deve sconfiggere la II coalizione antifrancese. Sconfigge gli austriaci a Magonza nel 1800 e a Hohenlinden nel 1801. Viene firmato il trattato di Lunéville. La Francia ottiene il nord Italia. Nel 1802 viene firmata la pace di Amiens con l’Inghilterra. Napoleone cambia la costituzione vista la sua posizione favorevole. Napoleone diventa primo console a vita.

L’Inghilterra doveva abbandonare l’avamposto di Malta e restituire l’Egitto all’Impero Ottomano. Così non fece. L’Inghilterra nel 1803 dichiarò ufficialmente guerra alla Francia. L’ammiraglio Nelson sconfigge ancora una volta i francesi a Trafalgar, per mare gli inglesi hanno la meglio.

Nel 1803 ci fu un tentato complotto contro Napoleone. Il colpevole venne rilevato nel duca di Enghien, filo-borbone. Venne condannato e decapitato. La vicenda suscita un’emozione enorme in Francia che viene sfruttata da Napoleone per cambiare la costituzione. Napoleone diventa imperatore nel 1804. Nel 1804 la Francia diventa un Impero con a capo Napoleone Bonaparte.

Le campagne imperiali 1804-1812

Nel 1805 si forma la III Coalizione antifrancese: Austria, Russia e Inghilterra contro la Francia. Come scritto sopra, nel 1805 i francesi vengono sconfitti a Trafalgar dagli inglesi. Nel continente la situazione è diversa. Le armate napoleoniche sconfiggono gli austriaci a Ulm (1805), Vienna (1805) e Wagram (1809). Il Trattato di Pressburg viene firmato dalle parti in campo. Gli austriaci perdono il titolo imperiale del Sacro Romano Impero. Nasce nel 1806 la Confederazione del Reno.

Il sovrano prussiano decide di entrare in guerra dopo la sconfitta austriaca. Federico Guglielmo III viene sconfitto a Jena e a Auerstadt nel 1806. I francesi entrano a Berlino. I russi vengono sconfitti a Eylau nel 1807. Firmano il trattato di Tilsit ed entrano nella sfera di influenza francese.

Obiettivo francese: creare un blocco continentale contro i commerci britannici. Attraverso l’embargo venivano bloccate le navi inglesi attraverso rigorosi controlli.

Punti di debolezza: il blocco era sì efficace, ma solo nei territori della repubblica francese e negli stati satelliti. Austria, Prussia e Russia infatti, continuarono a commerciare con la Gran Bretagna. La Russia infatti era solo formalmente alleata di Napoleone ma non applicava rigorosamente le richieste dell’imperatore francese. Una volta sconfitti gli eserciti di Prussia, Austria e Russia, l’obiettivo di Napoleone rimase il Portogallo, alleato britannico. Per invadere il Portogallo bisognava passare per la Spagna.

In Spagna esisteva già un governo filofrancese e monarchico. Carlo IV di Borbone deteneva il trono e Godoy era primo ministro spagnolo. Nel marzo del 1808 si ha una sommossa popolare contro la politica filofrancese. Viene rovesciato il governo monarchico e Napoleone invade la Spagna. Nel maggio del 1808 avvengono le fucilazioni del 1808. Napoleone, dopo una logorante guerriglia (sostenuta dagli inglesi), ottiene la resa spagnola e istituisce un governo guidato dal fratello Giuseppe Bonaparte. La Spagna scoppia però in una rivoluzione contro l’occupazione napoleonica. Grazie all’aiuto degli inglesi, una giunta provvisoria si insedia a Cadice. (No, Napoleone non riesce a prendere la Spagna completamente)

Caratteri della rivoluzione spagnola: esistono tre componenti contro il governo filofrancese e l’occupazione napoleonica in Francia:

  • Tradizionalisti che lottano contro i francesi in difesa della casa reale spagnola e della religione cattolica
  • Nazionalisti e xenofobi che si oppongono alla dura occupazione napoleonica
  • Costituzionalisti liberali che vogliono una Spagna con una Costituzione e libera per tutti i cittadini

Prevale il terzo gruppo all’interno delle Cortes spagnole, viene redatta la Costituzione di Cadice del 1812 che prevede un Parlamento monocamerale.

Parentesi irlandese in Inghilterra

Nel 1798 viene riaccesa la questione irlandese. Nel 1793 ai cattolici irlandesi viene ampliato il diritto di voto. Le riforme non eliminano il sentimento indipendentista irlandese che con Theobald Wolfe Tone si arma contro la guida britannica. Il tentativo viene messo in atto grazie all’aiuto del Direttorio. Nel 1801 gli inglesi sconfiggono gli irlandesi e nasce il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Vengono alimentati i sentimenti antifrancesi e anticattolici.

Effetti dell’occupazione francese in Prussia

La sconfitta prussiana da parte dell’esercito francese è un trauma. Nessuno mai poteva pensare che la Prussia, famosa per il suo rigore militare e con un ampio esercito, potesse essere sconfitta così velocemente dal neonato esercito francese. Si inizia a interrogarsi su cosa ci sia di sbagliato nella politica interna. Dopo la pace di Tilsit i due governi di Karl von Stein e Hardenberg iniziano a riformare lo stato prussiano. Entrambi capiscono che il popolo non era vicino al potere reggente. Veniva considerato il destinatario delle riforme e non il partecipante alle questioni politiche. (Riflessione importante).

Karl von Stein emana l’Atto di emancipazione nel 1807. Abolisce la servitù della gleba e rende liberalmente commerciabili le proprietà terriere su cui ancora siano in vigore le istituzioni feudali. Vengono abolite le giurisdizioni feudali. Hardenberg abolisce sia le giurisdizioni feudali che il tribunale feudale. La sua iniziativa politica entra in vigore solo dopo la guerra del 1812.

Effetti dell’occupazione in Italia

Nel 1810 la penisola italiana è divisa in tre aree principali:

  • Territori annessi dalla Francia
  • Regno d’Italia
  • Regno di Napoli

Riforme a favore della Francia: il Regno d’Italia e il Regno di Napoli hanno una struttura centralizzata e non esistono istituti rappresentativi. Viene organizzato un esercito autonomo attraverso il sistema della coscrizione militare. Il concordato con la Santa Sede (1801) viene sottoscritto dal Regno d’Italia nel 1803. Il Regno di Napoli abolisce le giurisdizioni feudali nel 1806. Nel 1812 il Parlamento siciliano viene riformato e vengono abolite le giurisdizioni feudali.

Debolezza: un più forte disagio sociale nasce dal duro regime fiscale cui gli Stati napoleonici (anche Prussia e Austria) sottopongono i propri contribuenti, anche in ragione delle esigenze militari cui direttamente o indirettamente sono tenuti a far fronte a sostegno delle iniziative belliche della Francia (vedi campagna di Russia 1812).

La caduta di Napoleone

Tra gli stati, all’interno del blocco antibritannico, che hanno subito meno le influenze napoleoniche sono Austria, Russia e Impero Ottomano. La Russia in particolare ha consentito ai britannici di commerciare nonostante il trattato di Tilsit. Napoleone decide quindi di sferrare un potente attacco militare contro la Russia.

La Grande Armée forte di 700.000 soldati invade la Russia nella primavera del 1812. L’Austria e la Prussia, così come il resto degli stati napoleonici, devono fornire contingenti militari alla spedizione. (Motivo del malcontento successivo). I Russi utilizzano una strategia militare efficiente. Si ritirano dai confini austriaci e prussiani facendo terra bruciata in modo da creare problemi di approvvigionamento alle truppe francesi. I Francesi sconfiggono i Russi a Borodino. Riescono a raggiungere Mosca, che però, trovano in fiamme. I Russi contrattaccano e l’armata napoleonica è costretta al ritiro. Arriva l’inverno. Il gelo invernale delle pianure russe logora le truppe francesi che si riducono ad un sesto.

Prussia e Austria approfittano della debolezza francese e il generale prussiano stipula un trattato separato con Alessandro I (zar). Nell’estate del 1813 la Gran Bretagna organizza una nuova coalizione antifrancese a cui aderiscono Russia, Prussia, Svezia e Austria. Il 30 marzo 1814 le truppe prussiane entrano a Parigi. Il 6 aprile 1814 Luigi XVIII di Borbone dichiara decaduto Napoleone. Napoleone rinuncia al trono francese per quello dell’Isola d’Elba.

Iniziano le trattative a Vienna per la Restaurazione del continente europeo. Napoleone nel 1815 fugge dall’Isola d’Elba dando inizio ai Cento giorni di Napoleone. Napoleone entra a Parigi. Nel 1815 viene sconfitto a Waterloo definitivamente dagli inglesi di Wellington e dai Prussiani di Blucher. Viene definitivamente deportato nell’isola di Sant’Elena a largo delle coste africane. Napoleone muore il 5 maggio 1821.

Conseguenze delle campagne napoleoniche: periodo autoritario in Europa guidato da Austria, Prussia e Russia. Nascita di moti rivoluzionari e del liberalismo tedesco.

Restaurazione di Vienna

Cause: Rivoluzione francese e desiderio di ritornare politicamente all’Europa prerivoluzionaria. Evitare ogni tentativo da parte di uno stato di ricreare l’impero napoleonico. L’Europa viene restaurata tramite tre principi. Principio di legittimità (sui troni tornano i vecchi sovrani), di sicurezza (creazione stati attorno al confine francese) e dell’equilibrio (status quo).

Il Congresso di Vienna inizia il 9 giugno 1815. Tra i principali esponenti delle delegazioni troviamo Metternich (Austria) e Talleyrand (Francia).

Cosa ottiene chi:

  • La Russia annette i territori della Polonia (Granducato di Varsavia durante Napoleone) e la Finlandia (causa moti polacchi 1830)
  • La Prussia riottiene la Posnania (in Polonia) e i territori del Regno di Vestfalia (Germania occidentale)
  • La Confederazione del Reno viene sciolta, Austria, Prussia e gli stati tedeschi formano la Confederazione Germanica. (causa moti del 1848 a Berlino)
  • In Spagna torna Ferdinando VII di Borbone al trono e viene abolita la costituzione di Cadice.
  • L’Austria ottiene il Regno Lombardo Veneto e il Tirolo. (causa moti rivoluzionari carbonari)
  • L’Olanda ottiene il Belgio dall’Austria (causa rivoluzione d’agosto in Belgio)
  • In Italia: il Regno di Sardegna viene ampliato sotto Vittorio Emanuele I di Savoia che ottiene la Savoia, Nizza e la Repubblica di Genova. Il Ducato di Parma lo ottiene Maria Luisa d’Austria (ex moglie di Napoleone). Il Ducato di Modena è affidato a Francesco IV d’Austria-Este. (causa della nascita delle Province unite Italiane). Lo Stato della Chiesa è ricostituito sotto Pio VII. Ferdinando IV riottiene il trono del Regno delle due Sicilie.

Alleanze per la sicurezza europea di carattere conservatore

Oltre alla formazione del Regno dei Paesi Bassi (al confine francese) e all’espansione della Prussia nella Germania occidentale (al confine francese) altri metodi vengono utilizzati dalle potenze europee in funzione antifrancese e per mantenere l’equilibrio tra le potenze europee (politica dello status quo).

Il Patto della Santa Alleanza (1815) firmato da Austria, Russia, Prussia, Francia, Paesi Bassi, Svezia, Regno di Sardegna prevedeva che le truppe dei paesi firmatari potessero intervenire ovunque necessario per mantenere l’ordine stabilito da Vienna. (Perché l’Inghilterra non aderisce?)

La Quadruplice Alleanza (1815) tra Austria, Russia, Prussia e Gran Bretagna impegna a escludere i Bonaparte dal trono francese e a mantenere le clausole del trattato di pace con la Francia.

Le formazioni politiche in Europa nel 1815

Inghilterra: la stabilità del Regno Unito inizia ad essere considerata e studiata in questo periodo. L’Inghilterra non ha una costituzione scritta ma un insieme di norme (common law) istituti e pratiche politiche particolari.

  • Il re ha il controllo dell’esecutivo, del legislativo, del giudiziario e della Chiesa anglicana
  • La Camera dei Lord, non elettiva formata dai principi della casa reale
  • Camera dei Comuni nella quale siedono i rappresentanti scelti sulla base di un sistema elettorale che limita i votanti a un numero molto ristretto di maschi adulti.

La Camera dei Lord e la Camera dei comuni hanno il potere legislativo ma la seconda sta diventando sempre più importante. L’Inghilterra è una monarchia parlamentare (il governo è nominato dal re formalmente, politicamente dipende dal Parlamento).

Francia: dal giugno 1814 la Francia dispone di una Costituzione concessa. La Costituzione prevede un Parlamento bicamerale formato da una Camera Bassa e una Camera Alta. Il Parlamento ha la sola possibilità di approvare o respingere le proposte di legge formulate dal re. La Francia è una monarchia costituzionale. Regno Unito e Francia sono delle eccezioni in un panorama dominato da autocrazie (Prussia, Austria, Russia).

Sette religiose

Con la fine della rivoluzione francese rinasce un sentimento religioso in Europa. Nessuno dei movimenti tuttavia, raggiunge uno scopo politico eversivo. Nessuno dei movimenti va contro cioè la politica conservatrice di Vienna. In Francia e in Inghilterra si sviluppano i giornali e i club in cui vengono discusse opere politiche. Dove l’opinione politica è vietata, invece, si sviluppano le sette segrete tra le quali la Carboneria. La Carboneria si sviluppa soprattutto in Italia attraverso un reticolo di nuclei operativi. Questi nuclei utilizzano termini in codice inerenti al mestiere del minatore di carbone (per quello carboneria) per creare piccole, talvolta disorganizzate, rivolte contro l’Austria e il conformismo di Vienna.

Moti rivoluzionari (risposta antirestaurazione)

I moti rivoluzionari si possono dividere in due ondate. I moti rivoluzionari iniziano in Sud America.

Sud America

L’inizio dei moti rivoluzionari avviene in Sud America. Qui i coloni (creoli) in Brasile e nelle colonie spagnole hanno sempre assunto atteggiamenti insofferenti nei confronti soprattutto del prelievo fiscale da parte di Spagna e Portogallo. La Spagna viene occupata da Napoleone 1808—le élite coloniali ne approfittano per allontanarsi dalla Spagna—1811 a Caracas viene proclamata la Repubblica del Venezuela guidata da Francisco de Miranda. Il Regno Unito appoggia le ribellioni alla Spagna e Portogallo. La Gran Bretagna infatti vuole diventare il sostituto economico dell’intero continente sudamericano.

Simon Bolivar: nel nord del sud America (Venezuela), successore di Francisco de Miranda, guida la rivoluzione. 1816: José de San Martin guida la ribellione del Rio de la Plata proclamando l’indipendenza dell’Argentina. 1818: il Cile diventa indipendente grazie alla spedizione di José (il tizio sopra).

Nel 1820 con la rivoluzione in Spagna del 1820 (vedi dopo i moti rivoluzionari)...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AleCrive di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Banti Alberto Mario.
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