Steatosi alcolica e nonalcolica
I danni dell’alcol
La NAFLD
La NASH
Abuso di alcol e steatosi
L’etanolo
Le bevande alcoliche ci fanno “sballare” perché contengono quantità più o meno rilevanti di alcol etilico o etanolo.
L’etanolo (formula chimica CH3CH2OH) è un liquido incolore, volatile, dall’odore pungente e dal gusto leggermente dolce e bruciante; si forma in seguito alla fermentazione alcolica degli zuccheri ad opera di lieviti del genere Saccharomyces.
Ma quanti grammi di etanolo contiene un bicchiere di vino? E una lattina di birra?
Per scoprirlo basta applicare la seguente formula:
Gradazione alcolica x ml di bevanda assunti x 0,79 / 100
0,79 è il peso specifico dell’alcol etilico!
P.S. 1 g di etanolo apporta ben 7 kcal (vuote)!
L’unità alcolica
Per confrontare il contenuto di etanolo di diversi alcolici è molto utile affidarsi al concetto di unità alcolica. Un’unità alcolica (UA) corrisponde a 12 g di etanolo, più o meno la quantità presente in:
- Una lattina da 330 ml di birra (gradazione 4,5);
- 125 ml di vino (gradazione 12);
- 80 ml di cocktail, es. Martini (gradazione 18);
- 40 ml di superalcolici (gradazione 36).
Abuso di alcol e steatosi
Che cosa succede all’etanolo una volta ingerito?
L’alcol etilico (piccolo e altamente lipofilo) viene assorbito molto rapidamente per diffusione passiva lungo tutto il tubo digerente, a partire già dal cavo orale (anche se in minima parte). In linea di massima l’80% viene assorbito nell’intestino tenue (duodeno e digiuno), il restante 20% nello stomaco.
Una volta attraversata la mucosa l’alcol si immette nella circolazione sanguigna e si distribuisce nei vari organi e tessuti, a partire da quelli più vascolarizzati (SNC, fegato, reni e cuore). Una piccola quota (circa il 5%) viene eliminata attraverso il sudore, l’urina, le lacrime e il respiro.
La presenza di etanolo nel sangue è rilevabile già 5 minuti dopo l’assunzione della bevanda alcolica e il picco massimo si raggiunge in 30 minuti/2 ore.
N.B. È consigliabile bere sempre a stomaco pieno, perché la presenza di cibo nello stomaco (soprattutto di grassi, latte e latticini) rallenta l’assorbimento dell’alcol: il tasso alcolemico sarà più basso e si azzererà più rapidamente!
N.B. 2 Le persone affette da gastrite tendono ad assorbire l’alcol ancora più rapidamente a causa delle alterazioni della mucosa!
Alcol etilico e fegato
L’80% dell’alcol etilico assorbito e non eliminato viene metabolizzato nel fegato (il restante 20% va in altri tessuti). La prima tappa del metabolismo dell’etanolo è la sua ossidazione ad acetaldeide, operazione che può essere catalizzata da:
L’alcol deidrogenasi, enzima presente nel citoplasma degli epatociti e anche in quello delle cellule gastriche: via prevalente nei bevitori occasionali.
Abuso di alcol e steatosi
Il sistema microsomiale di ossidazione dell’etanolo (MEOS), che si trova nel reticolo endoplasmatico liscio degli epatociti e ruota attorno al CYP2E1, una monoossigenasi appartenente alla superfamiglia del citocromo P450: si attiva quando l’alcol deidrogenasi è in difficoltà per il troppo etanolo in arrivo ed è inducibile (la sua attività aumenta con il consumo abituale di alcol, non a caso i forti bevitori hanno un REL ipertrofico).
La catalasi dei perossisomi ha un ruolo molto marginale per via della limitata disponibilità di acqua ossigenata (fondamentale per la reazione di ossidazione).
La seconda tappa prevede l’ulteriore ossidazione dell’acetaldeide ad acido acetico (acetato); la reazione è catalizzata da un unico enzima, l’acetaldeide deidrogenasi (presente sia nel citosol che nei mitocondri!).
Abuso di alcol e steatosi
Il MEOS metabolizza anche diversi farmaci. L’alcol induce un aumento dell’attività del MEOS, quindi potrebbe “interferire” con l’attivazione/disattivazione di determinate molecole potenziandone o riducendone gli effetti.
La combinazione alcol-farmaci è da evitare!
P.S. Non bisogna assolutamente bere alcolici quando si assumono farmaci attivi sul sistema nervoso centrale, come gli oppiacei, i sedativi (es. benzodiazepine), gli stimolanti (anfetamine e cocaina), gli antistaminici e gli antidolorifici (entrambi provocano, come effetto secondario, depressione del SNC). Gli effetti di tali farmaci sarebbero notevolmente amplificati!
Curiosità
L’alcol deidrogenasi gastrica è 4 volte più abbondante negli uomini, ecco spiegato perché le donne si ubriacano prima (più etanolo arriva in circolo)!
Circa il 50% degli Orientali (e probabilmente anche qualche astemio..) ha una mutazione genetica che riduce l’attività dell’acetaldeide deidrogenasi, favorendo l’accumulo dell’acetaldeide e la comparsa di sintomi spiacevoli come malessere, nausea, forti dolori addominali, aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, sudorazione intensa e vampate di calore. Ecco perché Cinesi & Co. tollerano meno l’alcol!
Gli stessi sintomi possono comparire anche in individui con livelli normali di acetaldeide deidrogenasi: dato che, come già spiegato nella figura, questo enzima lavora più lentamente rispetto all’alcol deidrogenasi, l’acetaldeide tende “fisiologicamente” ad accumularsi! I problemi insorgono soprattutto quando si beve troppo, perché il fegato in difficoltà “riverserà” l’acetaldeide nel sangue!
Abuso di alcol e steatosi
Qual è il destino dell’acetato?
L’acetato è una molecola innocua, normalmente presente nelle cellule di tutto l’organismo. Viene legato ad una molecola di coenzima A per formare l’acetil-CoA, il quale può:
- Entrare nel ciclo di Krebs, dove è ossidato per produrre energia;
- Essere utilizzato per sintetizzare acidi grassi;
- Essere trasformato in corpi chetonici.
La steatosi (fegato grasso)
La steatosi è una condizione determinata dall’accumulo di trigliceridi all’interno degli epatociti. È asintomatica e reversibile (a patto che si smetta di bere alcolici!). I motivi per cui il consumo di alcol favorisce l’accumulo di grassi negli epatociti sono diversi:
- Aumenta la disponibilità dei substrati necessari alla liposintesi: ci sono più molecole di Acetil-CoA, NADPH e H+;
- Il rapporto NADH/NAD+ e NADPH/NADP+ aumenta, inibendo la beta-ossidazione: i grassi non ossidati si accumulano!
- L’acetaldeide può attivare SREBP-1 (sterol regulatory element binding protein-1), un fattore di trascrizione che promuove la sintesi di enzimi fondamentali per la sintesi di acidi grassi e trigliceridi (l’acetil-CoA carbossilasi, la steroil-CoA desaturasi, l’ATP citrato-liasi ecc..).
- L’etanolo inibisce l’AMPK, che di solito si attiva quando i livelli di ATP intracellulari sono bassi; l’enzima promuove l’ossida
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Anatomia patologica - l'epatopatia e la steatosi
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Malattie dell'apparato digerente - Steatosi e steatoepatiti
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Patologia generale - la steatosi epatica
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Patologia generale - la steatosi