Concetti Chiave
- Lo stato di natura per Hobbes è un'ipotesi in cui gli uomini vivono senza istituzioni politiche, spinti dalla necessità di sopravvivenza e in guerra tra di loro.
- Il diritto di natura conferisce a ciascuno il diritto su tutto, portando a conflitti e alla prevalenza del più forte, mentre la vita diventa una continua minaccia.
- Le leggi di natura, formulate dalla ragione, sono necessarie per evitare la guerra e stabilire la pace, richiedendo rinunce ai diritti e rispetto dei patti.
- Il contratto sociale implica la cessione del potere a un sovrano che impone le leggi di natura, rendendolo un'autorità assoluta e non soggetta a tali leggi.
- Il diritto alla vita è inalienabile e i sudditi non possono ribellarsi al sovrano; tuttavia, possono non riconoscerne l'autorità se non garantisce la pace.
Lo stato di natura
Per Hobbes, lo stato di natura è una situazione ipotetica in cui la vita dell’uomo non è regolata da istituzioni politiche, non corrisponde quindi ad una realtà storica. All’interno di questo stato naturale ogni individuo è spinto dai principi di conservazione e sopravvivenza che lo portano al tentativo di appropriarsi di tutto ciò che gli serve.Il diritto di natura
Ciò che è dato dal diritto di natura è il diritto di ognuno su tutto.
Ma dato che i beni materiali sono limitati, si crea una vera e propria guerra di tutti contro tutti in cui l’uomo diventa un lupo solitario che lotta per proteggere sé stesso, i suoi cari e i suoi beni. Succede che il più forte prevale sempre sugli altri, ma anche che la vita diventa una minaccia soprattutto perché l’uomo è spinto dal desiderio di ricchezza, di potere e di gloria.La concezione dell'uomo
Nell'ottica del pensiero legato allo stato di natura, Hobbes è contrario alla definizione di Aristotele dell’uomo come “animale socievole” perché secondo lui gli uomini vivevano in condizioni di isolamento e diffidenza reciproca. Allo stato di natura vigeva l’uguaglianza naturale tra gli uomini poiché ciascuno aveva il diritto di utilizzare qualsiasi mezzo per sopravvivere.Le leggi di natura
Al caotico stato di natura interviene la ragione che differenzia l’uomo dall’animale. C’è la necessità di elaborare delle leggi di natura, suggerite dalla ragione che evitino la guerra di tutti contro tutti. Le leggi di natura sono in tutto 19, le prime 3 per raggiungere la pace e le altre per limitare le passioni violente dell’uomo. Le seguenti sono alcune delle leggi di natura stipulate da Hobbes:Il contratto sociale
Per far rispettare queste leggi legate allo stato di natura però è necessaria un’autorità che le imponga con la forza. Quindi si procede con la creazione di un contratto, chiamato anche patto di soggezione cioè un patto di unione e subordinazione.Il patto di subordinazione
Con questo patto si assegna il potere di tutti ad un soggetto esterno, lo Stato. Il patto inoltre è unilaterale, ciò significa che il sovrano non è sottoposto a tali leggi, ma naturalmente le rispetta, e irreversibile quindi l’autorità è assoluta e il patto è stato stipulato liberamente quindi non è possibile tornare indietro.Il patto di unione
È un patto stipulato tra gli uomini con il quale si accordano fra loro per costituire la società.La sovranità
A sua volta la sovranità è irreversibile, poiché i sudditi hanno scelto di sottomettersi, indivisibile perché tutti i poteri sono concentrati nelle mani di un sovrano e assoluto dato che il sovrano è superiore anche alle leggi di natura. Per Hobbes il sovrano equivaleva ad un dio mortale.I sudditi e il sovrano
Una volta usciti dallo stato di natura e affidato il potere ad un sovrano, è questa autorità a decidere cosa è giusto e sbagliato con lo scopo di garantire la pace. Per Hobbes l’ingiustizia non è altro che il venir meno al patto su cui si fonda la convivenza tra gli uomini. Quindi se è ingiusto il non rispettare le leggi lo è ancora di più ribellarsi al sovrano. Però ciò non vale per il sovrano che non è coinvolto nel patto, ma è esterno ad esso. Inoltre da questo patto ne derivano per il sovrano solo diritti e alcun dovere. Essendo uno Stato assoluto, il sovrano è sciolto dalle leggi, ma deve garantire il rispetto dei diritti fondamentali.La proprietà privata
Per Hobbes il diritto alla proprietà privata non è uno dei diritti naturali, poiché allo stato di natura valeva il diritto di ognuno su tutto quindi non esisteva la proprietà privata. Essa però può essere istituita dal sovrano ma non deve.Il diritto alla vita
Il diritto alla vita invece è inalienabile ed è l’unico a cui i sudditi non hanno rinunciato. A questo diritto consegue quello di fare il possibile per salvaguardare la propria vita. Per quanto riguarda la pena di morte, Hobbes era convinto che fosse giusto mandare a morte i criminali più pericolosi. Però pretendere che il condannato non lotti per la sua vita sarebbe ridicolo perché verrebbe meno al patto.Il diritto alla ribellione
Nel caso in cui il sovrano non possa più garantire la pace, allora i sudditi non possono ribellarsi, ma possono non riconoscere più l’autorità del sovrano. I sudditi hanno un margine di autonomia nei campi delle relazioni personali e delle attività economiche private perché considerate dal sovrano indifferenti o addirittura utili alla società.Progetto Alternanza Scuola Lavoro.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione di Hobbes riguardo allo stato di natura?
- Come definisce Hobbes il diritto di natura?
- Qual è il ruolo delle leggi di natura nel pensiero di Hobbes?
- Che cos'è il contratto sociale secondo Hobbes?
- Qual è la posizione di Hobbes riguardo al diritto alla ribellione?
Hobbes descrive lo stato di natura come una situazione ipotetica priva di istituzioni politiche, in cui ogni individuo è spinto dalla necessità di sopravvivenza, portando a una guerra di tutti contro tutti.
Il diritto di natura, secondo Hobbes, è il diritto di ognuno su tutto, ma poiché i beni sono limitati, ciò genera conflitti e una lotta per la sopravvivenza, rendendo l'uomo un "lupo solitario".
Le leggi di natura, suggerite dalla ragione, sono necessarie per evitare la guerra e garantire la pace; esse stabiliscono principi come la rinuncia ai diritti per vivere in armonia.
Il contratto sociale è un accordo attraverso il quale gli individui cedono il loro potere a un sovrano, creando un'autorità che impone le leggi di natura e garantisce la pace.
Hobbes sostiene che i sudditi non possono ribellarsi contro il sovrano, ma possono non riconoscerne l'autorità se quest'ultimo non riesce a garantire la pace, mantenendo un margine di autonomia nelle relazioni personali.